Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 659 - mercoledì 25 gennaio 2006

Sommario3
- Giornata Memoria; Errani: occasione per riflettere su Costituzione
- Il Sud della sanità
- Infrastrutture: convegno a Palermo
- Ciampi: Medaglie d'Oro a comuni terremotati dell'80
- Energia: manca politica
- Lo strano caso di una "devolution senza federalismo"

+T -T
Giornata Memoria; Errani: occasione per riflettere su Costituzione

(regioni.it) “La Shoah e' una macchia indelebile nella storia, simbolo senza età della follia e dell'odio”, però “non ci si può cullare nella rievocazione storica di quei fatti, ma ci si deve impegnare perché l'eredita' di quei giorni sia coltivata e valorizzata”: il Presidente dell'Emilia-Romagna, Vasco Errani, in occasione del 27 gennaio, Giorno della Memoria per i cancelli di Auschwitz aperti 61 anni fa, si riferisce ai valori della Costituzione italiana, “che scaturirono proprio da una stagione di Resistenza al nazi-fascismo e dalla voglia di democrazia e libertà che spinse una generazione di giovani al sacrificio”. “Una Costituzione troppo spesso oggetto di attacchi, messa a dura prova da una devoluzione che mi auguro - prosegue Errani, in una nota on line - venga respinta come merita dal giudizio dei cittadini. La Giornata della Memoria, dunque, anche quest'anno sarà occasione per riflettere su questi temi, sui valori di libertà e giustizia che fondano il nostro vivere civile. E ci darà ancora una volta - continua la nota - l'opportunità di approfondire la nostra conoscenza di quei terribili eventi, per evitare che passino sotto silenzio tentativi di riscrivere la storia come, ultimo, quello abortito al Senato di mettere sullo stesso piano i partigiani ed i nazifascisti di Salò. Perché comprendere quell'odio e' impossibile, come scrisse Primo Levi, ma conoscerlo - aggiunge Errani - e' necessario perché ciò che e' successo non accada mai più”. Per il presidente dell'Emilia-Romagna, “la memoria è un filo che attraversa le nostre coscienze, che unisce diverse generazioni di italiani”, riprendendo le ''parole del presidente Ciampi, quanto mai attuali”.

(red/25.01.06)

+T -T
Il Sud della sanità

(regioni.it) La sanita' al Sud e' a 'binario unico' , cioe' ''inadeguata e arretrata'' come gran parte della linea ferroviaria nelle Regioni meridionali. E non e' solo una questione di risorse: molti fondi, per esempio quelli per l'adeguamento degli ospedali, non sono nemmeno stati spesi. Mancano organizzazione e capacita' di programmare. E' la diagnosi della Commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale (già annunciato da la Repubblica: sanità sud...                                                   ), che ha presentato oggi il rapporto conclusivo approvato all'unanimita'lo scorso 18 gennaio.

Un lungo viaggio nella sanita' del Sud, compiuto dalla Commissione con 17 missioni in 7 Regioni, per un totale di 94 ospedali, cliniche e altre strutture sanitarie ispezionate. Ne emerge un quadro allarmante, quello della ''sostanziale inadeguatezza e arretratezza della rete assistenziale nel meridione, che conferma quanti e quali siano i divari nell'accesso alle cure e le fortissime differenze tra il Sud e il resto d'Italia''. Ritardi e carenze testimoniano ''inerzie e inefficienze'', per esempio nell'uso dei fondi per l'edilizia sanitaria.

Dei 1.100 milioni di euro assegnati alla Campania da un accordo del 2000, solo il 26% e' stato utilizzato: i fondi erano destinati a realizzare 175 interventi, ma solo 25 sono stati finanziati. In ritardo anche le altre regioni. La Calabria ha impegnato solo il 14% delle risorse disponibili, la Puglia il 29%.

A fronte di risorse mai spese, sottolinea la Commissione d'inchiesta, si riscontrano ''carenze strutturali nell'offerta ospedaliera, strutture obsolete e inadeguate,dove in molti casi non sono garantiti gli standard di sicurezza e le elementari condizioni igienico-sanitarie''. Agli ospedali fatiscenti, anche quelli di riferimento delle grandi citta' del Sud come Napoli, Palermo e Bari, si affiancano le 'cattedrali nel deserto', strutture gia' vecchie e da adeguare prima ancora di essere inaugurate, e gli ospedali incompiuti, abbandonati prima della conclusione dei lavori.

Il ''caso piu' clamoroso'' scoperto dalla Commissione e' l'ospedale di Oppido Mamertino, nella piana di Gioia Tauro in Calabria. La costruzione e' cominciata piu' di 20 anni fa e non e' maifinita, mentre sono gia' evidenti segni di cedimento nelle strutture portanti. La sala operatoria all'interno non potra' mai essere usata, perche' i locali adiacenti sono allo stato grezzo. Completano il quadro della sanita' meridionale, ospedali duplicati o al contrario congestionati e servizi territoriali pressoche' assenti.

Anomalo e assolutamente sproporzionato rispetto alla media nazionale e' il numero dei posti letto privati. In Calabria sono 2.500i posti letto gestiti da cliniche private, un terzo del totale della regione. Situazione simile in Sicilia: nella sola Messina ci sono 400 posti letto privati in ortopedia, ben il 10% del totale nazionale.

(red/25.01.06)

+T -T
Infrastrutture: convegno a Palermo

(regioni.it) La crescita delle economie locali è fortemente legata all’ottimizzazione dei flussi commerciali. Il presupposto è la creazione o il potenziamento di infrastrutture all’altezza delle esigenze di un mercato mondiale, sia in termini di hardware che in termini di software.

La strada da percorrere è la cooperazione tra Regioni ed aree geografiche del Mediterraneo, al fine di creare processi di integrazione economico-produttiva in grado di innescare meccanismi di co-sviluppo.

Nell’aprile 2004 il Ministero degli Affari Esteri ed i Presidenti delle Regioni italiane hanno concordato di avviare un’iniziativa rivolta a partner dei paesi del Maghreb, del Mashrek e dei Balcani.  L’obiettivo è l’identificazione di strategie e partnership per uno sviluppo socio-economico dell’area mediterranea, che favorisca un’attiva partecipazione delle Regioni italiane alla concretizzazione delle politiche dell’Unione Europea di vicinato e di pre-adesione.

Le aree tematiche selezionate per avviare l’identificazione di proposte progettuali congiunte sono: Ambiente e sviluppo sostenibile; Sviluppo socio-economico in relazione alla costruzione dell’area mediterranea di libero scambio; Reti e interconnessioni materiali ed immateriali per facilitare l’integrazione dei mercati.

Sono stati così ideati i seguenti seminari internazionali:Ambiente e sviluppo sostenibile (Matera, dicembre 2004) con il coordinamento della Regione Basilicata; Sviluppo socio-economico in relazione alla costruzione dell’area Mediterranea di libero scambio (Napoli, luglio 2005) con il coordinamento della Regione Campania; Ambiente e sviluppo sostenibile: seminario di follow up (Cagliari, novembre 2005) con il coordinamento della Regione Sardegna;Reti e interconnessioni materiali ed immateriali (Palermo, 10 e 11 febbraio 2006) La Regione Siciliana organizza il seminario Reti mediterranee. Interconnessioni materiali e immateriali per l’integrazione dei mercati nello spazio mediterraneo, in programma iper il 10-11 febbraio 2006(Villa Malfitano, via Dante Alighieri, 167) a Palermo.

Gli Obiettivi del seminario: Portare a sintesi il lavoro sin ad oggi svolto, anche con gli altri seminari, in un’ottica di rafforzamento delle relazioni partenariali tra le Regioni italiane e quelle degli altri Paesi del Mediterraneo; Essere un’occasione di dibattito e di riflessione sul ruolo che i governi regionali possono svolgere sul tema delle interconnessioni in vista di uno sviluppo sostenibile del Mediterraneo; Sollecitare la collaborazione tra pubblico e privato rispetto alle sfide della zona di libero scambio e alle prospettive dell’integrazione economica.

Con l’obiettivo di promuovere un confronto a più voci, il seminario coinvolgerà: rappresentati della Commissione Europea (DG Trasporti, DG Relazioni Esterne, DG Politiche Regionali); Ministero degli Affari Esteri; Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Regioni italiane; rappresentanti di Ministeri e Governi locali dei Paesi del Mediterraneo. Inoltre, saranno presenti rappresentanti di interporti, autorità portuali, imprese, sindacati, banche, università e centri di ricerca.

La bozza di programma prevede per Venerdì 10 febbraio 2006 la sessione plenaria con le Relazioni introduttive dell’ Assessore ai Trasporti, Regione Siciliana e del Direttore Generale Dipartimento Trasporti, Regione Siciliana, Italia; Articolazione del seminario e risultati attesi , Programma Italia Internazionale, Direzione Generale Integrazione Europea, Ministero degli Affari Esteri, Italia.  Politiche e strumenti per uno sviluppo integrato dei trasporti del Mediterraneo  con interventi di: Direzione Europa, Mediterraneo Meridionale, Medio Oriente e Politica di Prossimità, EuropeAid, Commissione Europea; DG Trasporti, Commissione Europea; Ministero Infrastrutture e Trasporti, Italia; Ministero Economia e Finanza, Italia; Banca Europea per gli Investimenti e/o Banca Mondiale. Alle 10.45 la sessione dei lavori sarà dedicata a “il ruolo degli attori socio-economici e dei partenariati territoriali” Rappresentanti di società di interporti, autorità portuali, imprese di trasporti e servizi logistici. Alle 11.45 un seminario riguarderà invece “I governi locali e la promozione dei partenariati territoriali”. Gli interventi previsti saranno tenuti da: Direzione Cooperazione Territoriale, DG Politiche Regionali, Commissione Europea ; Rappresentanti Paesi MED Sud; Rappresentanti Paesi Balcani; Rappresentante di reti di regioni europee. Alle 13,15 l’introduzione ai laboratori con i rappresentanti Ipalmo e progetto Italia Internazionale, Italia. Nel pomeriggio la Sessione tematica con il Laboratorio 1: infrastrutture viarie, ferroviarie, portuali e aeroportuali. Coordinerà: Autorità Portuale di Gioia Tauro alle 15,00 la Relazione introduttiva del Rappresentante Ipalmo, Italia, alle 15,15 le Relazioni programmate dei Rappresentanti del partenariato italiano e dei Paesi mediterranei. Il Laboratorio 2 riguarderà: infrastrutture logistiche e gestione dei servizi. Coordina: Direttore Generale Trasporti, Regione Campania, Italia. Alle15,00 Relazione introduttiva del Rappresentante Ipalmo alle15,15 le Relazioni programmate  dei Rappresentanti del partenariato italiano e dei paesi mediterranei .Il Laboratorio 3 riguarderà invece: interconnessioni e cluster mediterranei a coordinarlo sarà chiamato un rappresentante Paesi Partner del Mediterraneo. Alle 15.00 la Relazioni introduttive dei rappresentanti del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e dell’Università di Palermo. Alle 15,15 le Relazioni programmate dei Rappresentanti del partenariato italiano e dei Paesi mediterranei. Il Laboratorio 4 riguarda: territorio, infrastrutturazione e sviluppo urbano e sociale. Coordinerà un Rappresentante Paesi partner del Mediterraneo. Alle 15,00 la Relazione introduttiva Università IUAV Venezia, Italia . Alle 15,15 le Relazioni programmate con i Rappresentanti del partenariato italiano e dei paesi mediterranei

Sabato 11 febbraio 2006 la Sessione Plenaria, coordinata da un Rappresentante Paesi Partner del Mediterraneo. Alle 9,30la Presentazione dei risultati dei Laboratori con le Relazioni dei coordinatori dei laboratori. Alle 10,15 il Dibattito e alle 11,30le conclusioni: “prospettive per una cooperazione regionale”. Interventi dei rappresentanti dei Paesi Balcani, dei Paesi MED sud, delle Regioni italiane, delle reti di regioni europee, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Italia , della Direzione Generale Integrazione Europea, Ministero degli Affari Esteri, Italia, della Unità Cooperazione Transfrontaliera, ENPI/Sud, DG Relazioni esterne, Commissione Europea e del Commissario Europeo Trasporti. Alle 12,45 laChiusura del seminario con l’intervento del Presidente della Regione Siciliana e del Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri, Italia.

(red/25.0.06)

+T -T
Ciampi: Medaglie d'Oro a comuni terremotati dell'80

 (regioni.it) - Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha consegnato nel Salone delle feste al Quirinale le Medaglie d'Oro al merito civile ai Comuni colpiti dal  terremoto del 1980 che devasto' gran parte della Basilicata e della Campania nelle zone dell'Irpinia e del Sannio. ''La cerimonia di oggi -spiega il presidente il capo dello Stato, alla presenza fra gli altri del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e dei presidenti delle Regioni Campania e Basilicata, Antonio Bassolino e Vito De Filippo- si propone di mantenere vivo il ricordo di tale drammatico evento e di rinsaldare i vincoli di solidarieta' dell'intera collettivita' nazionale nei confronti delle popolazioni che furono cosi' duramente provate''.

I riconoscimenti del presidente della Repubblica, per ''rendere omaggio allo spirito di sacrificio, all'impegno civile e al senso della solidarieta' di cui le popolazioni coinvolte diedero prova, pur fra tante difficolta', sia nei giorni immediatamente successivi al sisma, sia nella lunga e laboriosa fase di ricostruzione, sono stati consegnati ai sindaci di 37 Comuni, nove della Basilicata e 28 della Campania.

Per il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino ''Ci furono errori e illegalita', manell'insieme le luci sono state piu' forti delle ombre, consentendo diavviare una fase di sviluppo''. ''Oggi queste zone interne, della Campania come della Basilicata, registrano un tasso di vivacita' imprenditoriale fra i piu' elevati in Italia -sottolinea Bassolino- Queste aree possono diventare il tessuto connettivo del Paese, mentre in passato furono definite giustamente dal meridionalista Manlio Rossi Doria come l'osso d'Italia''. ''Anche attraverso quella tragedia – afferma Bassolino - l'Italia seppe recuperare i ritardi accumulati e seppe dotarsi di strutture degne di un paese civile e moderno. Occorre concentrare le forze su un grande progetto di sviluppo, nell'ottica di una forte collaborazione e di uno spirito costruttivo fra il sistema meridionalee il governo nazionale, in un'Italia che ha tanti problemi ma anche tante energie positive e che vuole andare avanti''.

Mentre il presidente della regione Basilicata, Vito De Filippo, sottolinea come ''Il processo di ricostruzione deicomuni colpiti dal terremoto del 1980 nacque da una prospettiva di fiducia e di coraggio, con cui si scacciava la rassegnazione e il fatalismo, rappresentando il legame ancora stretto che i cittadini lucani continuano ad avere verso la loro terra''. ''La Basilicata non si perse d'animo e seppe reagire con immediatezza e tenacia, ritrovando sempre piu' fiducia e speranza verso un futuro di sviluppo e di normalita' che sembrava ormai compromesso -sottolinea De Filippo- Dimostro' una capacita' di reazione, che fu una leva straordinaria per il cammino di rinascita intrapreso dalla nostra regione. Nella drammatica fase di quell'emergenza -ricorda ancora il governatore lucano- anche la politica nazionale spesso divisa seppe ritrovarsi compatta e unita, approvando in tempi rapidissimi una legge, la cui filosofia ispiratrice intendeva avviare non solo la ricostruzione delle zone terremotate, ma anche disegnarne una loro via allo sviluppo''.

(red/25.01.06)

 

+T -T
Energia: manca politica

(regioni.it) Fuga in avanti Governo su politica energetica. Vanno promosse azioni istituzionali sul decreto legge che riguarda l'emergenza-gas.

Lo sostiene il coordinatore Commissione Ambiente Diego Tommasi, assessore della Regione Calabria: "L'impreparazione con cui viene affrontata una situazione cosi'ampiamente prevedibile - ha sottolineato Tommasi - dimostra che manca una politica energetica nel nostro Paese".

Gli assessori regionali all'ambiente sono fortemente preoccupati della possibile decisione di tornare all'uso degli oli combustibili per produrre energia elettrica e per alimentare le fabbriche.

"Un'assurdita' per la salute della gente, dopo che il 'Sistema Italia' ha molto investito nella riconversione a metano. Cosi'- ha continuato Tommasi - aumentera' la produzione delle micidiali polveri sottili e nelle citta' del centro-nord Italia non mancheranno ripercussioni per i blocchi del traffico e l'incremento delle malattie respiratorie. Non vogliamo che lacrisi energetica, di cui da tempo il Governo era a conoscenza per l'instabilita' delle forniture dalla Russia, fosse una escamotage per tornare indietro nell'uso delle fonti dienergia. Incentiviamo, invece, chi risparmia metano – ha dichiarato ancora l'assessore Tommasi, coordinatore della Commissione 'ambiente e protezione civile' delle Regioni - siacon sgravi fiscali sulle bollette a famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni, che con finanziamenti per gli investimenti nelle fonti rinnovabili: dalle biomasse all'uso della canapa, dall'eolico al solare alla bioedilizia". Anche questa volta ilGoverno "ha fatto una fuga in avanti nei rapporti con le Regioni che non sono state coinvolte, nonostante esse siano impegnate in piani di intervento per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti in atmosfera".   

Per discutere sul tema della lotta all'inquinamento atmosferico, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (che si è detto contrario all’utilizzo dell’olio combustibile: Formigoni: ''no'' olio combustibile in centrali ) e l'assessore alla Qualita' dell'Ambiente, Domenico Zambetti, incontrano gli Enti locali, al Palazzo della Regione. Seguira' analogo incontro con le categorie economiche e sociali.

 (red/25.01.06)

+T -T
Lo strano caso di una "devolution senza federalismo"

(regioni.it) “Il termine devolution ha goduto negli ultimi tempi di un’immeritata popolarità”, a sostenerlo sono Alberto Zanardi e Alessandro Pitzalis in un articolo pubblicato su  www.lavoce.info . La riforma costituzionale secondo gli autori “contiene un cocktail di interventi che incidono in profondità sugli assetti istituzionali del paese, ma riserva in realtà al federalismo soltanto un ruolo relativamente marginale. In virtù della “devolution” in senso stretto “lo Stato fisserà sui servizi offerti gli standard da garantire in misura omogenea su tutto il territorio nazionale”, ma – sottolineano gli autori dell’articolo – “è al di sopra di questi che potranno differenziarsi qualità e quantità dei servizi offerti tra Region”, “con il rischio di approfondire i divari territoriali già esistenti”, “ma forse – riconoscono Zanardi e Pitzalis - anche con qualche occasione di miglioramento nei margini di efficienza e di adattamento alle specificità territoriali”. Nel nuovo articolo 117 della Costituzione esistono “condivisibili interventi di manutenzione al testo vigente” ma per sanità e istruzione il rischio è maggiore perché si tratta di “due materie cariche di significati perequativi e di identità nazionale”.

La nuova riforma costituzionale lascia però – scrivono Zanardi e Pitzalis – “inalterato il disegno del federalismo fiscale in senso stretto (articolo 119)”. Risulta così strano che la "riforma della riforma" confermi “l’involucro costituzionale del federalismo fiscale pensato nel 2001 dal centro-sinistra”, e soprattutto è “arduo comprendere le ragioni di quell’inerzia con cui Governo e Parlamento ne hanno di fatto bloccato per l’intera legislatura la concreta attuazione”.

“Il sistema delle autonomie locali – ricordano gli autori - da lungo tempo attende la legge generale di coordinamento della finanza pubblica, prevista dalla Costituzione, che dovrebbe tracciare le linee fondamentali dell’articolazione del sistema tributario tra livelli di governo, del sistema perequativo e di un nuovo patto di stabilità interno rispettoso dell’autonomia degli enti territoriali. Al contrario, negli ultimi anni, come gia sottolineato su queste colonne, al di là degli annunci di nuovi slanci federalisti, con tetti di spesa, vincoli sul personale, sugli investimenti, sullo sforzo fiscale si sono inasprite le limitazioni all’autonomia finanziaria di Regioni ed enti locali. E la certezza e programmabilità delle loro risorse ne è uscita fortemente compromessa”.

Indice puntato anche sulla “mesta chiusura della vicenda dell’Alta commissione sul federalismo fiscale. Incaricata in pompa magna dal Governo di formulare le soluzioni per attuare il nuovo modello di federalismo fiscale, l’Alta commissione ha concluso, dopo ben due anni e mezzo, i propri lavori nel settembre scorso. Ma in tutto questo tempo il Governo non si è mai premurato di far proprio il documento di indirizzo approvato da Regioni ed enti locali nel 2003 che avrebbe dato fondamento giuridico agli sforzi progettuali della commissione” e “il rapporto conclusivo dell’Alta commissione è stato presentato nel più totale disinteresse del Governo”.

“La manovra finanziaria per il 2006 ripropone un nuovo, aspro conflitto tra Stato, Regioni e enti locali. In particolare, l’ennesima riformulazione del patto di stabilità interno riafferma e rafforza i tetti sulla spesa corrente, e non sui saldi come sarebbe rispettoso dell’autonomia finanziaria di Regioni e comuni” senza un confronto con le Regioni e gli enti locali”. Eppure “La sentenza 417 della Corte costituzionale del 14 novembre” ha bollato come “indebita invasione da parte dello Stato dell’area riservata all’autonomia locale alcuni vincoli di spesa puntuali previsti dal decreto taglia-spese (decreto legge 168/2004). Per la Corte è l’occasione di ribadire i principi già sottolineati in precedenza per cui "le norme che fissano vincoli puntuali relativi a singole voci di spesa dei bilanci delle Regioni e degli enti locali non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica".

E a luglio”la Conferenza delle Regioni ha approvato due distinti documenti. Il primo è un tentativo di mettere una pezza sul passato recente: le Regioni si accordano sui modi per giungere all’auspicato sblocco delle ingenti risorse (oltre 12 miliardi di euro) che la mancata applicazione del decreto 56/2000 negli scorsi anni ha immobilizzato presso la Ragioneria generale dello Stato causando gravissime sofferenze di cassa per tutte le Regioni. Il secondo accordo (…) riguarda invece i problemi più generali di ridisegno del sistema del federalismo fiscale. Le Regioni sottolineano l’urgenza di porre mano già dal 2006 all’attuazione del sistema di finanziamento/perequazione previsto dall’articolo 119 della Costituzione. E chiedono di giungere alla definizione del nuovo assetto seguendo un processo decisionale condiviso tra Governo e Regioni, che parta innanzitutto dall’accoglimento da parte del Governo dell’accordo sui meccanismi strutturali del federalismo fiscale del 2003. A questi richiami il Governo ha risposto in modo unilaterale con la legge finanziaria. In particolare, i commi 222 – 227, oltre a un sostanziale riconoscimento del contenuto dell’accordo regionale sul pregresso, prevedono di fissare nel 2006 la dimensione del fondo perequativo regionale determinando in via definitiva le aliquote di compartecipazione che dovrebbero alimentarlo, in coerenza con la logica del decreto 56/2000. Si tratta di un passaggio apparentemente innocente, ma che palesa la propensione del Governo ad affrontare questi problemi a colpi di interventi a breve termine, non concordati con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.

(sm/25.01.06)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top