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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 659 - mercoledì 25 gennaio 2006

Sommario
- Giornata Memoria; Errani: occasione per riflettere su Costituzione
- Il Sud della sanità
- Infrastrutture: convegno a Palermo
- Ciampi: Medaglie d'Oro a comuni terremotati dell'80
- Energia: manca politica
- Lo strano caso di una "devolution senza federalismo"

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Lo strano caso di una "devolution senza federalismo"

(regioni.it) “Il termine devolution ha goduto negli ultimi tempi di un’immeritata popolarità”, a sostenerlo sono Alberto Zanardi e Alessandro Pitzalis in un articolo pubblicato su  www.lavoce.info . La riforma costituzionale secondo gli autori “contiene un cocktail di interventi che incidono in profondità sugli assetti istituzionali del paese, ma riserva in realtà al federalismo soltanto un ruolo relativamente marginale. In virtù della “devolution” in senso stretto “lo Stato fisserà sui servizi offerti gli standard da garantire in misura omogenea su tutto il territorio nazionale”, ma – sottolineano gli autori dell’articolo – “è al di sopra di questi che potranno differenziarsi qualità e quantità dei servizi offerti tra Region”, “con il rischio di approfondire i divari territoriali già esistenti”, “ma forse – riconoscono Zanardi e Pitzalis - anche con qualche occasione di miglioramento nei margini di efficienza e di adattamento alle specificità territoriali”. Nel nuovo articolo 117 della Costituzione esistono “condivisibili interventi di manutenzione al testo vigente” ma per sanità e istruzione il rischio è maggiore perché si tratta di “due materie cariche di significati perequativi e di identità nazionale”.

La nuova riforma costituzionale lascia però – scrivono Zanardi e Pitzalis – “inalterato il disegno del federalismo fiscale in senso stretto (articolo 119)”. Risulta così strano che la "riforma della riforma" confermi “l’involucro costituzionale del federalismo fiscale pensato nel 2001 dal centro-sinistra”, e soprattutto è “arduo comprendere le ragioni di quell’inerzia con cui Governo e Parlamento ne hanno di fatto bloccato per l’intera legislatura la concreta attuazione”.

“Il sistema delle autonomie locali – ricordano gli autori - da lungo tempo attende la legge generale di coordinamento della finanza pubblica, prevista dalla Costituzione, che dovrebbe tracciare le linee fondamentali dell’articolazione del sistema tributario tra livelli di governo, del sistema perequativo e di un nuovo patto di stabilità interno rispettoso dell’autonomia degli enti territoriali. Al contrario, negli ultimi anni, come gia sottolineato su queste colonne, al di là degli annunci di nuovi slanci federalisti, con tetti di spesa, vincoli sul personale, sugli investimenti, sullo sforzo fiscale si sono inasprite le limitazioni all’autonomia finanziaria di Regioni ed enti locali. E la certezza e programmabilità delle loro risorse ne è uscita fortemente compromessa”.

Indice puntato anche sulla “mesta chiusura della vicenda dell’Alta commissione sul federalismo fiscale. Incaricata in pompa magna dal Governo di formulare le soluzioni per attuare il nuovo modello di federalismo fiscale, l’Alta commissione ha concluso, dopo ben due anni e mezzo, i propri lavori nel settembre scorso. Ma in tutto questo tempo il Governo non si è mai premurato di far proprio il documento di indirizzo approvato da Regioni ed enti locali nel 2003 che avrebbe dato fondamento giuridico agli sforzi progettuali della commissione” e “il rapporto conclusivo dell’Alta commissione è stato presentato nel più totale disinteresse del Governo”.

“La manovra finanziaria per il 2006 ripropone un nuovo, aspro conflitto tra Stato, Regioni e enti locali. In particolare, l’ennesima riformulazione del patto di stabilità interno riafferma e rafforza i tetti sulla spesa corrente, e non sui saldi come sarebbe rispettoso dell’autonomia finanziaria di Regioni e comuni” senza un confronto con le Regioni e gli enti locali”. Eppure “La sentenza 417 della Corte costituzionale del 14 novembre” ha bollato come “indebita invasione da parte dello Stato dell’area riservata all’autonomia locale alcuni vincoli di spesa puntuali previsti dal decreto taglia-spese (decreto legge 168/2004). Per la Corte è l’occasione di ribadire i principi già sottolineati in precedenza per cui "le norme che fissano vincoli puntuali relativi a singole voci di spesa dei bilanci delle Regioni e degli enti locali non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica".

E a luglio”la Conferenza delle Regioni ha approvato due distinti documenti. Il primo è un tentativo di mettere una pezza sul passato recente: le Regioni si accordano sui modi per giungere all’auspicato sblocco delle ingenti risorse (oltre 12 miliardi di euro) che la mancata applicazione del decreto 56/2000 negli scorsi anni ha immobilizzato presso la Ragioneria generale dello Stato causando gravissime sofferenze di cassa per tutte le Regioni. Il secondo accordo (…) riguarda invece i problemi più generali di ridisegno del sistema del federalismo fiscale. Le Regioni sottolineano l’urgenza di porre mano già dal 2006 all’attuazione del sistema di finanziamento/perequazione previsto dall’articolo 119 della Costituzione. E chiedono di giungere alla definizione del nuovo assetto seguendo un processo decisionale condiviso tra Governo e Regioni, che parta innanzitutto dall’accoglimento da parte del Governo dell’accordo sui meccanismi strutturali del federalismo fiscale del 2003. A questi richiami il Governo ha risposto in modo unilaterale con la legge finanziaria. In particolare, i commi 222 – 227, oltre a un sostanziale riconoscimento del contenuto dell’accordo regionale sul pregresso, prevedono di fissare nel 2006 la dimensione del fondo perequativo regionale determinando in via definitiva le aliquote di compartecipazione che dovrebbero alimentarlo, in coerenza con la logica del decreto 56/2000. Si tratta di un passaggio apparentemente innocente, ma che palesa la propensione del Governo ad affrontare questi problemi a colpi di interventi a breve termine, non concordati con gli altri soggetti istituzionali coinvolti.

(sm/25.01.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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