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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 664 - mercoledì 1 febbraio 2006

Sommario3
- Corte dei Conti su contratti sanità
- Errani (Regioni) su trasporto pubblico locale
- Conferenza Regioni DOC 26/01/06: Regioni su "filiera tabacco"
- Studio su spesa sanitaria
- Conferenza Regioni DOC 26/01/06: ok a flussi di ingresso extracomunitari
- Conferenza Regioni DOC 26/01/06: parere su contratto di servizio Trenitalia

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Corte dei Conti su contratti sanità

(regioni.it) La Corte dei Conti sottolinea che sono cinque i contratti del settore sanita' che non hanno ricevuto ''certificazione positiva'' da parte della magistratura contabile. Lo ha detto il presidente Francesco Staderini nella sua relazione: ''le sezioni riunite hanno evidenziato una non esaustiva indicazione dei criteri di quantificazione degli oneri contrattuali e l'incertezza della relativa copertura finanziaria''.

Mentre il procuratore generale della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, nella sua relazione in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2006 ricorda anche che ''sono in stato di avanzata istruttoria numerosi casi di cattiva gestione di risorse comunitarie e di quelle riservate alla sanita'. A ben considerare pero' - sottolinea - quasi tutti i detti comportamenti, dal punto di vista economico e contabile, producono un'unica, fondamentale figura di danno. Quella che comunemente va sotto il nome di spreco''.

Apicella ribadisce dunque ''l'assoluta necessita' di ridurre al minimo questo antico fenomeno, vera piaga delle nostre amministrazioni pubbliche, in continuo affanno nel perseguimento di risultati contabili che rispettino i vincoli interni ed esterni di bilancio''.

Ecco le cinque ipotesi contrattuali per le quali non vi e' stata certificazione positiva nel settore della sanita': due di queste riguardano la parte economica del biennio 2002-2003 per il personale dell'area della dirigenza medica e veterinaria e dell'area della dirigenza dei ruoli sanitario, professionale, tecnico e amministrativo del Servizio sanitario nazionale), mentre altre tre concernono il personale convenzionato con il Ssn (medici di medicina generale, medici specialistici ambulatoriali interni e altre professionalita' interne ambulatoriali, nonche' medici pediatri).

''Con particolare riferimento a taluni accordi -aggiunge Staderini- le sezioni riunite hanno evidenziato, per i primi due (medicina generale e medicina ambulatoriale), una non esaustiva indicazione dei criteri di quantificazione degli oneri contrattuali e l'incertezza, questa comune anche al terzo accordo (medicina pediatrica), della relativa copertura finanziaria sotto il profilo della compatibilita' e sostenibilita' degli oneri con i vincoli di bilancio''.

''L'ultima delle ipotesi contrattuali non certificata positivamente -continua Staderini- ha riguardato l'area della dirigenza del comparto Regioni e Autonomie locali ed ha riproposto all'attenzione della Corte le problematiche connesse alla mancanza di adeguati vincoli e controlli alla contrattazione integrativa, cui viene demandato la disciplina dell'intero trattamento accessorio e delle misure per la valorizzazione professionale dei dipendenti, ivi compresa la mobilita' orizzontale e verticale''.

Nel riferire sull’attività di controllo il Presidente Staderini ha posto in evidenza l’importanza degli atti sulla cui legittimità la Corte è stata chiamata a pronunciarsi in sede di controllo preventivo, nonché la grande attualità e rilevanza dei temi trattati in sede di controllo sulla gestione, controllo enti, controllo sulla gestione dei fondi comunitari.

Per quanto riguarda il controllo sugli enti di autonomia svolto dalla Corte, come organo ausiliario della Repubblica nella nuova definizione di cui all’art. 114 della Costituzione, il Presidente Staderini ha posto in evidenza come nel nuovo disegno costituzionale la pari dignità riconosciuta a tutti gli Enti territoriali della Repubblica rende logico e coerente l’assoggettamento ad uno stesso sistema di controlli esterni, affidati ad un organo imparziale e neutrale rispetto ai contrastanti interessi politici e territoriali in gioco.

I controlli sugli enti di autonomia:  Nell’esercizio di questi compiti, a garanzia dell’autonomia degli enti controllati, la Corte non è chiamata ad operare come organo ausiliario del Governo o comunque dello Stato centrale, ma come organo della Repubblica, nella nuova definizione di cui all’art. 114 Cost., e, quindi, come organo sia dello Stato che delle regioni e degli altri enti territo­riali. L’evoluzione dell’ordinamento costituzionale verso forme sempre più spinte di plu­ralismo autonomistico, rappresentata dalla riforma del Titolo V della Costituzione di cui alla legge costituzionale n. 3 del 2001, ed in particolare dalle disposizioni contenute negli artt. 119 e 117 – che, pur garantendo l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa degli enti territoriali, richiamano la competenza dello Stato nella disciplina della perequazione finanziaria delle risorse, al fine di rimuovere squilibri economici e socialinon ha contraddetto ma bensì rafforzato questo nuovo ruolo della Corte dei conti.

La pari dignità riconosciuta ora dall’art. 114 della Costituzione a tutti gli enti terri­toriali che compongono la Repubblica, rende del tutto logico e coerente anche l’assoggettamento ad uno stesso sistema di controlli esterni, tale da garantire la discrezionalità nella scelta degli obiettivi, ma anche evidenziare, in un’ottica di collaborazione, eventuali illegittimità e inefficienze dell’attività posta in essere per conseguirli. Un si­stema, poi, che assicuri la credibilità di questi controlli, affidandoli ad un organo che sia in grado di operare in modo professionale e, soprattutto, imparziale e neutrale rispetto ai con­trastanti interessi, politici e territoriali, in gioco.

Non va al riguardo trascurato che alla base della scelta legislativa di intestare il controllo unitariamente alla Corte dei conti, se pure con ar­ticolazioni regionali, anziché seguire il modello, generalmente adottato negli Stati federali, della pluralità degli organi di controllo, sta proprio l’intenzione di assicurare, oltre alla autorevolezza e neutralità del controllore - che organi di controllo espressione degli stessi ordinamenti controllati difficilmente possono garantire -, anche quelle analisi comparative ed omogeneità dei cri­teri valutativi che solo un continuo scambio di esperienze e informazioni ed un efficace coordi­namento può consentire.

Staderini quindi nella sua Relazione annuncia che “è stata istituita, nell’esercizio del potere regolamentare ri­conosciuto dalla legge alla Corte dei conti per quanto riguarda l’organizzazione dei suoi uffici, un’apposita sezione, denominata delle autonomie, presieduta dal presidente della Corte e con la partecipazione di tutti i presidenti delle sezioni regionali. Spetta a questa sezione il referto al Parlamento sugli andamenti della finanza regionale e locale global­mente considerata e l’indirizzo e il coordinamento delle sezioni regionali; coordinamento che, per la speciale composizione della sezione, è privo di ogni caratterizzazione gerarchica e può essere considerato come un autocoordinamento, che si basa su scelte sostanzialmente condivise”.

“E’ apparsa sempre più evidente – sempre secondo Staderini - l’esigenza per le sezioni regionali di avvalersi dell’operato degli organi di controllo interno degli stessi enti locali, nel rispetto dei principi costituzionali di autonomia e sussidiarietà”.

La collaborazione con gli uffici preposti al controllo interno sulla gestione potrà poi servire alla Corte per l’esercizio del suo controllo esterno sulla stessa gestione nel modo più adeguato alle esigenze dell’ente controllato.

 

Relazione del Presidente, prof. Francesco Staderini

Relazione del Procuratore generale, dott. Vincenzo Apicella

 

(giuseppe schifini /01.02.06)

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Errani (Regioni) su trasporto pubblico locale

(regioni.it) “La Finanziaria 2006 ha mostrato una “totale disattenzione verso il mondo del trasporto pubblico locale” . A sostenerlo è il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ribadendo quanto contenuto in un documento  delle Regioni dedicato proprio al tema del trasporto pubblico. “Il quadro offerto dalla manovra non è incoraggiante” ha aggiunto Errani.

La Finanziaria 2006 ha effettuato pesanti tagli agli investimenti che finiranno per compromettere anche il completamento dei lavori già avviati per infrastrutture del settore stradale, come di quello ferroviario, come di quello marittimo, e l’esecuzione dei programmi di manutenzione per strade e ferrovie”.

Gli stanziamenti in favore dell’ANAS S.p.A., permetteranno di “coprire solo – si legge nel documento delle Regioni - le spese di funzionamento e l’avanzamento dei cantieri in corso” subirà i “gravi problemi di cassa” esistenti che hanno dunque conseguenze negative sul comparto delle imprese di costruzione e sul relativo indotto. A fronte dell’ambizioso programma di potenziamento della rete stradale e autostradale nazionale, approvato nel Piano Pluriennale ANAS 2003-2012, (che include anche le infrastrutture strategiche della Legge Obiettivo), “si configura – sottolinea la Conferenza delle Regioni - un anno di stand-by sia per la realizzazione di nuove opere (non è stato approvato neanche il Contratto di Programma Triennale ANAS), sia per l’avvio di nuove progettazioni, per le quali non sono state stanziate risorse”.

“Si deve uscire – ha affermato Errani - dalla “logica dell’emergenza” che avvicina ai problemi del trasporto pubblico locale solo in occasione di fatti drammatici. Si deve essere consapevoli che la qualità e la sicurezza della circolazione oggi sono a rischio poiché – come abbiamo sottolineato nel documento consegnato al Governo “sono state praticamente dimezzate le risorse per la manutenzione ordinaria e non sono state assicurate le risorse necessarie per la manutenzione straordinaria”.

Non solo:nessuna delle proposte che le Regioni avevano avanzato al governo in occasione della legge finanziaria è stata presa in considerazione per cui le prospettive per il Trasporto Pubblico locale sono drammatiche e, a breve, si aprirà la stagione delle rivendicazioni sindacali per il 2° biennio  del Contratto Autoferro. “Tutte le Regioni – si legge nel documento della Conferenza - sono in serie difficoltà a mantenere l’attuale livello dei servizi, sia quelli ferroviari che quelli su gomma, tanto che in diverse realtà già si programmano per il 2006 riduzioni dei servizi. Tale situazione ha riflessi ancora più gravi per il Mezzogiorno che già sconta un livello di servizi  molto più ridotto rispetto alle Regioni del Centro Nord.

“Bisogna cambiare strada – ha concluso Errani - perché il quadro che ci si prospetta è in palese contraddizione con i piani di potenziamento delle reti, per cui siamo al paradosso di aver realizzato ed avere in corso di realizzazione nuove infrastrutture  e di non essere nelle condizioni di attivare i servizi per cui tali infrastrutture sono state realizzate e si stanno realizzando”.

I miliardi di euro spesi dalla Legge Obiettivo, dalle Leggi 910 e 211, - si legge ancora nel Documento delle Regioni - non si traducono in nuovi servizi e  ad oggi, non portano alcun beneficio. L’assenza di programmi di intervento per lo sviluppo del Trasporto pubblico locale e di piani per il reperimento di risorse da destinare allo sviluppo pone il legittimo interrogativo sul senso degli investimenti effettuati, in corso e programmati”.

(red/01.02.06)

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Conferenza Regioni DOC 26/01/06: Regioni su "filiera tabacco"

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 26 gennaio ha approvato un Ordine del giorno sulla filiera del tabacco. Il Documento è stato poi illustrato e consegnato al governo in occasione della Conferenza Stato-Regioni tenutasi il pomeriggio dello stesso giorno. Si riporta inegralmente il testo dell’Ordine del giorno.

“Premesso che la riorganizzazione della filiera del tabacco, principalmente derivante dalla entrata in vigore della nuova regolamentazione comunitaria, determinerà a breve una profonda trasformazione del settore con pesanti ricadute sul fronte occupazionale;

Preso atto che si è conclusa la fase di definizione del nuovo assetto normativo per il tabacco,  in vigore dal 1 gennaio  2006;

Visto il decreto “Disposizioni per l’attuazione della riforma della politica agricola comune nel settore del tabacco”, iscritto all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni , con il quale si individuano le prescrizioni applicative di competenza dello Stato membro e si chiude il quadro delle nuove regole.

Considerato che la nuova regolamentazione comunitaria:

-         non destina risorse alle Associazioni dei produttori (a differenza della precedente normativa),  ed il loro ruolo e funzione è stato solo parzialmente recuperato con il suddetto decreto ministeriale, comunque senza precisa definizione delle eventuali risorse finanziarie da assegnare;

-         sancisce la esclusione dei Consorzi di prima lavorazione (cernita e allestimento), non direttamente titolari della funzione di commercializzazione con le manifatture, dal riconoscimento come imprese di trasformazione.

Ritenuto necessario, in previsione di un ridimensionamento sostanziale degli occupati nel settore, sollevare la questione della applicabilità, anche per il tabacco, della vigente normativa sugli ammortizzatori sociali, prevista nella finanziaria 2006, come deroga,  solo per le imprese agricole ed agroalimentari interessate dall’influenza aviaria.

I Presidenti delle Regioni e delle Province autonome chiedono al Governo che la previsione contenuta all’articolo 1, comma 410, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) sia estesa anche alle imprese del settore del tabacco interessate da accordi riconosciuti di riorganizzazione.

Roma, 26 gennaio 2006”.

(red/01/02/0

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Studio su spesa sanitaria

(regioni.it) La spesa sanitaria cresce nonostante alcune regioni abbiano attuato una serie di interventi finalizzati alla riorganizzazione delle strutture sanitarie con l'obiettivo di ridurre i costi. E' il risultato di una ricerca del Centro Studi Sintesi, che ha analizzato i ''conti ''della sanita' italiana.

Il rapporto spesa sanitaria/Pil in Italia e' passato dal 5,9% del 2000 al 6,6% del 2004. Tuttavia, se le regioni del Nord e del Centro presentano valori prossimi alla media nazionale, nel Sud la sanita' assorbe quasi il 9% del Pil regionale, con punte del 9,5% in Campania e del 9,2% in Sicilia. In Lombardia, invece, i costi della sanita' rappresentano il 5% del Pil, effetto congiunto di una spesa contenuta e di un elevato ammontare di Pil.

A livello nazionale la principale voce d'uscita sono i costi per il personale che, nel 2004, assorbivano circa un terzo della spesa; su livelli di poco inferiori si colloca l'acquisto di ''beni e servizi'' (27,6%), mentre la spesa farmaceutica e l'assistenza ospedaliera rappresentano rispettivamente il 13,6% e il 10,1% delle uscite.

Emergono differenze a livello territoriale: il Nord-Est spende molto in personale e nell'acquisto di beni e servizi e meno nell'assistenza ospedaliera.

Nel Nord-Ovest, invece, la struttura della spesa sanitaria e' differente: in queste Regioni il personale incide in misura minore che a livello nazionale, mentre si destina all'assistenza ospedaliera una quota doppia rispetto a quella stanziata dalle Regioni del Nord-Est.

Il Sud, infine, spende relativamente poco in acquisto di beni e servizi, destinando maggiori risorse alla spesa farmaceutica convenzionata.

Queste differenze nella struttura del bilancio sanitario si traducono in una spesa per il personale che varia dai 582 euro procapite del Nord-Est ai 484 del Nord-Ovest, mentre l'acquisto di beni e servizi costa 445 euro ad ogni cittadino del Nord-Ovest contro i 310 degli abitanti del Mezzogiorno. Analogamente la spesa per i farmaci tocca quota 230 euro per ogni residente delle Regioni del Centro, circa 40 euro in piu' rispetto ai cittadini del Nord-Est, area in cui la spesa per l'assistenza ospedaliera e specialistica manifesta valori molto contenuti.

Ma come potrebbe essere coperto il disavanzo sanitario? Alla domanda si presenta una simulazione d'impatto relativa alla copertura totale dei disavanzi sanitari esclusivamente attraverso l'addizionale regionale Irpef, quindi senza intervenire con decurtazioni della spesa o con l'introduzione dei ticket. Per sanare i conti, il gettito dell'addizionale Irpef dovrebbe aumentare di 110 euro per contribuente, passando dai 176 euro attuali ai 286 previsti.

A livello regionale questa soluzione comporterebbe un aumento della pressione fiscale molto elevata soprattutto nelle Regioni del Sud Italia, in particolare in Campania (617 euro), Sardegna (395 euro), Abruzzo (342 euro) e Sicilia (324 euro).

 (red/01.02.06)

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Conferenza Regioni DOC 26/01/06: ok a flussi di ingresso extracomunitari

(regioni.it) I Presidenti delle Regioni hanno espresso un parere favorevole (il 26 Gennaio) allo Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente la programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari per l’anno 2006, (Punto 4 Odg Conferenza Unificata), rimarcando in questa occasione le ricadute negative che proprio sul fronte dell’assistenza ai cittadini extacomunitari si avranno in virtù del dimezzamento del fondo nazionale politiche sociali causato dall’ultima finanziaria e condizionando il parere all’accoglimento di una serie di osservazioni contenute in un documento che si riporta integralmente.

“La Conferenza delle Regioni e Province autonome, esaminato lo schema di decreto, rileva quanto segue:

·         il decreto flussi rappresenta un aspetto importante anche se non esaustivo delle politiche di programmazione pubblica in materia di immigrazione;

  • si rileva positivamente come la cifra complessiva di 170.000 unità risulti superiore rispetto all’anno precedente e sia la maggiore degli ultimi anni;
  • tuttavia, tale quota non copre il fabbisogno rilevato nel 2005 per un divario di circa 89.000 unità, né tanto meno i fabbisogni espressi dalle diverse Regioni e Province autonome. In particolare la quota delle collaboratrici domestiche appare significativamente sottodimensionata. Si chiede, pertanto, un’implementazione significativa sia della quota suddetta sia della quota complessiva;
  • in termini metodologici si ritiene improprio che nello schema di decreto si rimandi al Ministero del Lavoro la ripartizione regionale delle quote (artt. 1 e 6). La suddivisione territoriale dovrebbe essere contenuta nella proposta di DPCM, sulla base di criteri che in ogni caso devono essere predefiniti e concertati con le Regioni anche in relazione alle specifiche situazioni occupazionali nei diversi territori;
  • si ritiene inoltre importante prevedere momenti successivi di monitoraggio, sempre in accordo con le Regioni ed entro termini prestabiliti, dell’andamento della domanda finalizzati all’eventuale revisione delle quote;
  • si sottolinea la necessità di garantire la massima trasparenza delle procedure, intervenendo sul sistema di presentazione delle domande, assicurando con congruo anticipo l’informazione sulla data di pubblicazione del Decreto e prevedendo modalità di inoltro che garantiscano pari opportunità di accesso. Si consideri, in proposito, come i differenti orari di apertura degli uffici postali sul territorio nazionale abbiano creato, negli anni scorsi, numerosi problemi e, di fatto, abbiano generato una condizione di disparità di accesso. Appare, quindi, opportuno prevedere modalità omogenee programmate di presentazione delle domande evitando il più possibile un effetto sorpresa.
  • si rileva infine che il dimezzamento del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali costituisce un ostacolo all’efficacia delle politiche di accoglienza e di integrazione sociale, che competono alle Regioni e agli Enti Locali e che rappresentano l’altro aspetto fondamentale delle politiche pubbliche per l’immigrazione.

Nel merito del provvedimento, non potendo dettagliare singoli emendamenti all’articolato, considerati i tempi avuti a disposizione, si ritiene tuttavia di formulare le seguenti ulteriori osservazioni:

-         considerato che il presente decreto non riguarda i neo comunitari, si richiede di conoscere se si intende provvedere con un provvedimento ad hoc per assicurare l’ingresso di tale categoria di lavoratori;

-         nel comprendere che alcuni Paesi di provenienza dei lavoratori debbano essere destinatari di quote riservate, si richiede tuttavia che sia incrementata la quota di ingressi senza vincoli di provenienza (resto del mondo);

-         anche per quanto riguarda gli ingressi di cittadini italiani in rientro, fatto salvo il numero complessivo stabilito, si ritiene che non dovrebbero essere previste distinzioni per Paese di provenienza;

-         si osserva che rispetto alla relazione di accompagnamento il Decreto omette la quota di 10.000 ingressi per l’edilizia e costruzioni e di 14.000 ingressi per altri settori produttivi;

La Conferenza delle Regioni e Province autonome esprime, pertanto, parere favorevole sullo schema di decreto, condizionato all’accoglimento delle osservazioni e delle richieste sopra formulate”.

(red/01.02.2006)

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Conferenza Regioni DOC 26/01/06: parere su contratto di servizio Trenitalia

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 26 gennaio ha licenziato un documento (che aveva già ricevuto un primo via libera il 15 dicembre 2005) con cui formula una serie di osservazioni che fanno parte integrante del parere favorevole concesso allo SCHEMA DI CONTRATTO DI SERVIZIO TRA IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI E TRENITALIA S.P.A. - PERIODO 2004/2005 (Punto 10 O.d.g. Conferenza Unificata) Si riporta integralmente il testo del documento delle Regioni.LA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME.

OSSERVATO PRELIMINARMENTE:

- che il contratto di servizio in parola regola - per il periodo 2004/2005 e, decorso tale periodo, comunque fino a quando non interverrà un nuovo contratto di servizio a disciplinare le prestazioni di cui si tratta - le seguenti attività:

a) servizi di trasporto regionale di viaggiatori per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome;
b) servizi di trasporto notturno di viaggiatori;

c) agevolazioni tariffarie per determinate categorie di viaggiatori;

- che, per quanto concerne il trasporto regionale di interesse delle singole Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, vanno salvaguardate le rispettive volontà di tali enti all’attuazione del trasferimento in loro favore delle competenze in materia di trasporto ferroviario, inclusi i contratti di servizio, ancora rimaste in capo allo Stato e delle relative risorse;

- che, in relazione alle funzioni di vigilanza regolate dall‘articolo 12 del contratto di servizio in argomento, i funzionari e i dirigenti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, in quanto direttamente interessate ai servizi di trasporto regionale di viaggiatori effettuato sui loro rispettivi territori, devono essere posti nelle stesse condizioni in cui si trovano i funzionari e i dirigenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le stesse finalità e devono pertanto avere le stesse possibilità di ottenere i titoli di viaggio nominativi previsti dall’articolo 12, comma 3;

- che, in virtù della competenza generale delle Regioni in materia di trasporto, per quanto concerne i servizi di trasporto notturno di viaggiatori, il programma di esercizio che deriverà dal contratto deve tener conto degli interessi delle Regioni medesime relative alle esigenze di mobilità delle rispettive popolazioni;

- che, sempre in relazione ai servizi di trasporto notturno di viaggiatori, il programma di esercizio che deriverà dal contratto deve tener conto altresì degli interessi che le Regioni hanno per i rispettivi programmi di esercizio per il trasporto di interesse regionale e locale.

- che vanno pertanto valutate e regolate con le Regioni interessate le possibili interferenze, nelle ore di punta del mattino e della sera, fra il traffico dei treni notturni ed il traffico dei treni del trasporto regionale che servono in larga parte lavoratori e studenti;

- che, sotto il profilo generale, la posizione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella sua qualità di committente dei servizi di trasporto di cui si tratta, appare differente rispetto a quella delle singole Regioni, nella loro qualità di committenti dei servizi di trasporto ferroviario di rispettiva competenza, per quanto concerne, in particolare la disponibilità di risorse aggiuntive - rispetto a quelle stanziate per il pagamento dei corrispettivi per i servizi resi da Trenitalia - destinate al pagamento dell’IVA sui predetti corrispettivi;

- che, in particolare, le Regioni hanno reiteratamente chiesto (da ultimo con proposte di emendamento da inserire nel disegno di legge finanziaria 2006), e finora non ottenuto, lo stanziamento di risorse aggiuntive per quanto indicato sopra, mentre il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fa affidamento su risorse aggiuntive rispetto allo stanziamento attuale per far fronte al pagamento dell’IVA;

ESPRIME

- parere favorevole sullo schema di contratto di servizio tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Trenitalia S.p.A. - Periodo 2004/2005, con le seguenti osservazioni:

         1a) Si chiede al Governo di procedere, secondo le richieste formulate dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome, all’attuazione del trasferimento in loro favore delle competenze in materia di trasporto ferroviario ancora rimaste in capo allo Stato e delle relative risorse, inclusi i contratti di servizio, entro il termine del 30 giugno 2006;

         1b) Il rilascio di titoli di viaggio nominativi di cui all’articolo 12 del contratto di servizio in argomento, in materia di vigilanza, deve essere esteso, alle stesse condizioni, ai dirigenti ed ai funzionari di area D in servizio presso la competente struttura della Regione a statuto speciale o della Provincia autonoma interessata, indicati dal vertice amministrativo della struttura medesima. Si chiede al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di impegnarsi ad ottenere da Trenitalia S.p.A. un espresso impegno in tal senso nei confronti delle Regioni a statuto speciale ed alle Province autonome e a documentare ai predetti Enti territoriali l’intesa intervenuta al riguardo tra il Ministero e Trenitalia S.p.A. medesimi;

         2a) Deve essere preventivamente concordato con le Regioni interessate il programma di esercizio del servizio di trasporto notturno di viaggiatori affinché le Regioni possono soddisfare le esigenze di mobilità delle rispettive popolazioni. Si chiede al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di impegnarsi ad ottenere da Trenitalia S.p.A. un espresso impegno in tal senso nei confronti delle Regioni e a documentare alle Regioni stesse l’intesa intervenuta al riguardo tra il Ministero e Trenitalia S.p.A. medesimi;

         2b) Devono inoltre essere preventivamente valutate e regolate con le Regioni interessate le possibili interferenze fra il traffico dei treni notturni ed il traffico dei treni del trasporto regionale. Si chiede al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - previo espresso riconoscimento della prevalenza dell’interesse pubblico al servizio di trasporto regionale rispetto all’interesse pubblico al servizio di trasporto notturno - di impegnarsi ad ottenere da Trenitalia S.p.A. un espresso impegno in tal senso nei confronti delle Regioni e a documentare alle Regioni stesse l’intesa intervenuta al riguardo tra il Ministero e Trenitalia S.p.A. medesimi;

         3) Ferme restando le reiterate richieste di risorse aggiuntive per adeguamento all’inflazione, per i maggiori servizi resi e per il recupero dell’IVA sui corrispettivi (da ultimo con proposte di emendamento da inserire nel disegno di legge finanziaria 2006), le Regioni, nella loro qualità di committenti del servizio ferroviario, non possono comunque trovarsi - in relazione alla disponibilità di risorse per il recupero dell’IVA sui corrispettivi - in una posizione deteriore rispetto a quella che riveste lo Stato nella sua qualità di committente del trasporto ferroviario di propria competenza. Vanno pertanto accolte tutte le richieste delle Regioni in materia. Si ribadisce la richiesta al Governo di impegnarsi formalmente in tal senso”.

(red/01/02/2006)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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