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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 669 - mercoledì 8 febbraio 2006

Sommario3
- 9 febbraio: Conferenza Regioni, Stato-Regioni, Comunitaria e Unificata
- Scuola: tempi non maturi per sperimentazione
- Formigoni su federalismo fiscale e relazione Corte dei Conti
- La riforma che non c'è
- Droga; Rossi: "Ci opporremo a questa legge"
- Conferenza Regioni 26.01.06 DOC criticità Finanziaria

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9 febbraio: Conferenza Regioni, Stato-Regioni, Comunitaria e Unificata

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni per giovedì 9 febbraio 2006 alle ore 10.00 (presso la Segreteria della Conferenza in Via Parigi, 11 – Roma).

I Presidenti delle Regioni esamineranno, come di consueto, i punti posti all’ordine del giorno della della Conferenza Unificata, Conferenza Stato-Regioni e della Sessione Comunitaria della stessa Stato-Regioni che il Ministro La Loggia ha convocato rispettivamente per le ore 15.00, 15.45 e 16.15 (presso la sede del Dipartimento per gli Affari regionali in Via della Stamperia, 8 – Roma) della stessa giornata.

La Conferenza delle Regioni ha all’ordine del giorno (gli odg integrali su www.regioni.it, sezione “conferenze”) un documento concernente “Suggerimenti per un indirizzo politico per il rilancio della programmazione in materia ambientale e della sostenibilità”.

Prosegue l’esame di un “documento di proposte su possibili itinerari di lavoro in ordine all’evoluzione e alle prospettive dell’assetto costituzionale, a seguito dell’intervenuta approvazione in via definitiva del testo di legge costituzionale recante modifiche alla Parte II della Costituzione”.

Fra i punti all’ordine del giorno rientra anche un “documento per la semplificazione delle procedure relativamente alle autorizzazioni, certificazioni ed idoneità sanitarie”.

Torna infine all’ordine del giorno la “posizione delle Regioni in ordine alla nuova programmazione 2007 – 2013” per lo sviluppo rurale.

On line: Conferenza Unificata: Ordine del Giorno  

 Conferenza Stato-Regioni: Ordine del Giorno

Integrazione Ordine del Giorno - ...

Conferenza Stato-Regioni: Ordine del Giorno - sessione comunitaria

Conferenza Regioni e Province autonome : Ordine del Giorno -

(red/08.02:06)

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Scuola: tempi non maturi per sperimentazione

(regioni.it) “Stiamo parlando di far partire il prossimo settembre una nuova scuola superiore, con nuovi istituti che prenderanno il posto degli attuali, nuovi programmi, nuovi orari, nuovi diplomi in uscita. E deve essere fatto tutto, manca tutto. Le iscrizioni, tra l’altro sono già chiuse. Si mette insomma il sistema dell'istruzione in una inutile, incomprensibile fibrillazione”. Così so è espresso il presidente della conferenza delle Regioni in un'intervista rilasciata a ''Italia Oggi'' e pubblicata il 7 febbraio.

''Non e' una posizione pregiudiziale. La politica questa volta non c’entra proprio niente […] Conosco le motivazioni della Moratti. Qualche scuola (che vuole avviare la sperimentazione da subito, ndr.) ci sarà pure. Conosco altrettanto bene che proprio con il Ministro, poco tempo fa, avevamo concordato che la sperimentazione non si sarebbe invece fatta […] Non so quale sarà la scelta della Conferenza. Certo e' che dovremo prendere atto che non c'e' stato da parte del governo il rispetto di un'intesa. Dopo di che, ogni regione deciderà autonomamente il daffarsi “, conclude Errani.

Anche la Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni ha affrontato l’argomento ovvero la decisione presa dal Ministro in modo unilaterale, in difformità dall’impegno preso in Conferenza Unificata di rinviare di un anno la riforma dell’ordinamento del 2 ciclo e quindi di ogni sperimentazione al buio. Si tratta di una decisione che crea confusione tra le famiglie e il personale della scuola, introduce condizioni di disparità tra licei, tecnici e  professionali, dopo che le Regioni hanno concluso la programmazione della rete scolastica sulla base dei piani provinciali e comunali.

Gli assessori regionali che hanno partecipato alla riunione della Commissione il 2 febbraio hanno condiviso con Province e Comuni l’urgenza di intervenire nelle sedi opportune perché non si proceda a sperimentazioni improvvisate e perché il ministero non intervenga nelle decisioni che deve condividere con le Regioni o in cui le Regioni hanno potestà esclusiva.  I Coordinamenti degli assessori regionali, provinciali e comunali hanno convocato per il prossimo 16 febbraio una assemblea per decidere le iniziative da assumere.

Duro il giudizio dell’Anci. “Un colpo di mano del Ministero dell'istruzione”. Così Leonardo Domenici definisce il via libera alle sperimentazioni della riforma del secondo ciclo a partire dal 2006. ''Nonostante l'intesa raggiunta faticosamente il 16 settembre scorso in Conferenza Unificata- spiega Nadia Masini, Sindaco di Forlì e Responsabile ANCI delle politiche scolastiche e dell'Istruzione - a due mesi dalle elezioni il Ministero ha promosso 'ai sensi dell'art.11 del D.P.R. 8.3.1999, n. 275, un progetto, in ambito nazionale, concernente l'introduzione di innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l'articolazione dei relativi percorsi di studio, come previsti dal d.lgs. n.226/2005”. “A testimoniare la contraddittorietà della posizione del Ministero - aggiunge - basta notare come venga citato ad alibi il decreto 275 del '99 il quale prevedeva una sperimentazione 'dal basso', mentre in questo caso la sperimentazione e' promossa dagli stessi Ministero e Ministro che si erano impegnati con le Autonomie locali ad attendere il 2007, data concertata per consentire alle Regioni di procedere alla riorganizzazione del sistema della formazione professionale, in modi coerenti con tutta la normativa vigente e quindi con la legge 53, con il decreto sul secondo ciclo e con quello sul diritto-dovere”. Nel sottolineare che ''purtroppo non e' la prima volta che le promesse e gli accordi governativi non vengono mantenuti”, Masini rileva che ''vista la posizione assunta dallo stesso Ministro, che volle presenziare la Conferenza Unificata del 16 settembre scorso impegnandosi personalmente, credevamo che questa volta si trattasse di un impegno serio giacché benedetto anche dall'opera mediatrice del Ministro La Loggia”. “Così non e' stato - conclude Masini – la sperimentazione partirà ancora una volta in modo improvvisato e senza la maturazione necessaria, sarà di nuovo la Giurisprudenza a mettere i voti ai provvedimenti di questo Ministro”.

(sm/08.02.06)

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Formigoni su federalismo fiscale e relazione Corte dei Conti

(regioni.it) “Federalismo fiscale, la delusione di Formigoni”. E’ il titolo di un articolo dalla “Prealpina” (“Federalismo fiscale, la delusione di Formigoni”) in merito alla relazione della Corte dei Conti dedicata alla Lombardia.

Commenta il presidente Roberto Formigoni: «Sembra che anche le recenti riforme costituzionali abbiano sostanzialmente eluso il nodo essenziale della riforma federalista».

Il presidente della Regione Lombardia è intervento all’inaugurazione dell’anno
giudiziario della Corte dei Conti regionale: «Ancora oggi ha spiegato - resta infatti in vigore una finanza di trasferimento, che penalizza soprattutto le regioni impossibilitate ad utilizzare la leva fiscale per avere certezza di risorse e, dunque, capacità programmatoria».

«Occorre - ha spiegato Formigoni - avviare una fase transitoria non contemplata dalla legge costituzionale ma ritenuta necessaria, oltre che dall’accordo tra regioni ed enti locali anche dalla stessa Corte Costituzionale, nonché dalla bozza di relazione finale dell’Alta Commissione». «Si tratta - ha detto Formigoni - di definire un nuovo grande sistema nel quale non esiste più un solo grande attore, ma numerosi soggetti che esercitano un ruolo centrale e allo stesso tempo trainante».

Quindi è stato affrontato il problema della spesa sanitaria lombarda, degli illeciti evidenziati dalla Corte dei Conti e dell’efficacia dei controlli. “Nella sanita' quando si parla di Lombardia si parla veramente di un'Italia differente''. ''Stiamo facendo controlli - ha spiegato Formigoni - in un'azione congiunta tra Regione, Corte dei Conti e forze che hanno il compito di indagare per scoprire gli illeciti. Segnalo che dal punto di vista dei controlli in sanita' la Lombardia ha un sistema avanzato e moderno del tutto superiore rispetto al resto del Paese''.

“Non solo - ha proseguito il presidente lombardo -la nostra sanita' e' la migliore in assoluto per l'eccellenza dei servizi prestati ma e' anche la piu' avanzata e la piu' attenta dal punto di vista dei controlli''. A questo proposito ha spiegato che la Regione ha istituito i nuclei di controllo regionale, in tutto 250 uomini: ''Controlliamo ogni anno oltre il 5% delle prestazioni sanitarie e dei ricoveri. Cio' significa che controlliamo oltre 370 mila tra ricoveri e prestazioni specialistiche e questo ci permette di rilevare illeciti in una percentuale significativa rispetto a quelli che sono compiuti. Solo l'anno scorso abbiamo comminato un milione di euro di sanzioni e su questo la collaborazione con la Corte dei Conti e' importante''.

Sempre sul tema controlli Formigoni: ''Viene da domandarsi - ha infatti aggiunto - cosa succede nelle altre regioni che fanno dei controlli molto meno seri dei nostri. Viene da domandarsi se il germe di possibili illeciti esista soltanto nei medici e nei farmacisti lombardi. Possibile che tutti i medici e farmacisti umbri, toscani ed emiliani siano esenti da questo virus? Se e' cosi' facciano conoscere qual e' l'antidoto''.

La devolution, secondo il presidente della Lombardia consentirebbe il miglioramento non solo delle prestazioni sanitarie ma anche dei controlli: ''La Regione avrebbe ancora piu' poteri e quindi potrebbe da una parte migliorare la qualita' delle prestazioni erogate e dall'altra avere in mano la possibilita' di controllare il processo sanitario dall'inizio alla fine''. ''Noi non cambieremo l'impostazione della nostra riforma perche' ha dato al cittadino una risposta come il cittadino si attendeva. Certamente il nostro sistema di controlli che e' gia' di gran lunga il migliore d'Italia, migliorera' ulteriormente. Abbiamo stabilito che dal primo gennaio dell'anno venturo tutti gli atti degli ospedali pubblici saranno sottoposti ad un ulteriore controllo cosi' come le aziende che sono quotate in Borsa''.

Nella relazione della Corte dei Conti si evidenzia che in un anno il danno erariale in Lombardia e' aumentato di quattro volte. E' passato dai 21.631.769 euro del 2004 agli 80.324.724 del 2005 e le voci che maggiormente hanno inciso sono quelle relative alle consulenze esterne degli enti locali e alle spese sanitarie.

Nella relazione del procuratore regionale presso la Corte dei Conti della Lombardia, Domenico Spadaro, si afferma che l”e cause aperte sulla sanita' - ha spiegato il procuratore - sono 752 sulle 2.683 avviate durante l'anno. ''La casistica dell'illecito nel settore e' ampia - ha detto Spadaro -. Si va dall'acquisto di apparecchiature sofisticate e, sovente, costosissime, lasciate inutilizzate per anni, talvolta sino al degrado, a vere e proprie associazioni delinquenziali finalizzate all'emissione di fatture per operazioni inesistenti ovvero alla percezione di tangenti, alle false ricette stilate da medici compiacenti per aiutare amici farmacisti a smaltire medicinali scaduti''.

L'altro punto dolente per i danni arrecati all'erario e' rappresentato dalle consulenze che gli enti locali affidano all'esterno. Sono cosi' numerose che il procuratore regionale le ha definite ''devianze''. Il fenomeno e' traversale e interessa tutta la macchina pubblica: ''Deve essere rimarcato - ha detto Spadaro - la dimensione in Lombardia, regione che, in base alla relazione presentata dalla Presidenza del Consiglio al Parlamento nel 2005 e' stata nel 2003 in testa alla classifica regionale con 50 mila incarichi convertiti pari al 24% del totale nazionale per oltre 150 milioni di euro''. Il numero delle consulenze e' elevatissimo e il procuratore regionale ha sottolineato: ''Sono state aperte ben 92 vertenze ma il dato e' ingannevole perché, in quasi tutte, il numero delle consulenze la cui legittimità e' al vaglio dell'ufficio e' molteplice. In sette delle vertenze in questione la denuncia ha riguardato, per ciascuno degli enti che le ha conferite, una numero superiore a 50''.Un danno erariale molto elevato sul quale ha pesato il danno arrecato da una Società per azioni di rilevanza nazionale ''nei cui confronti il danno contestato e' stato superiore ai 45 milioni di euro'.

(red /08.02.06)

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La riforma che non c'è

(regioni.it) Opinioni critiche a confronto. Mentre Gian Antonio Stella interviene sul “Corriere della Sera” (CorStella su Sicilia...                     ) su questioni locali con un articolo dedicato alle assunzioni “trasversali” in Sicilia, un altro editoriale de “la Repubblica” firmato da Andrea Manzella riprende le fila del discorso dedicato in questi giorni alla riforma costituzionale “federalista”.
Competenze regionali esclusive più federalismo fiscale possono rappresentare una miscela esplosiva e una frattura per il Paese: “significano proprio questo” - sostiene l’editorialista - nella impostazione leghista, finora sempre prevaricante. Vi è poi addirittura, nel progetto, una norma che facilita la frammentazione territoriale di regioni e comuni. Vi è ancora il rifiuto di un’Assemblea di confronto e di composizione tra governo centrale e governi territoriali per continuare l’espenienza partecipativa della Conferenza Stato-Regioni”.
(
Repubblica: articolo Manzella su riforme costituzionali...                 ).
Quando all’art 5 si dice che la Repubblica adegua i «metodi» della sua legislazione alle esigenze delle autonomie territoriali, dice qualcosa di diverso dalla semplice separazione delle competenze Indica una maniera di fare le leggi che già prefigurava una compartecipazione legislativa. Quella che oggi viene rinnegata con l’idea di legislazione «esclusiva»: una legislazione di separazione tra le regioni, e per le imprese, da regione a regione. Questo mentre la più matura esperienza federalista tedesca tenta, con gli accordi della Grosse Koalition, una via completamente nuova.
L’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, intervistato dal CORRIERE DELLA SERA, sostiene che ''Per quanto riguarda il fronte referendario - dice Scalfaro  - non sarei cosi' critico. Nel coordinamento referendario  lavorano insieme i partiti dell'opposizione, i sindacati, organizzazioni come le Acli e un pullulare di altri movimenti”. Che cosa sanno gli italiani di quanto la riscrittura dei 53 articoli della Carta, mettendo in gioco le regole e il sistema di contrappesi, modifichera' i loro diritti? (
Corsera: Scalfaro su riforma costituzionale...    ) “Sono consapevoli che cambiera' radicalmente l'equilibrio fra poteri? Che il capo dello Stato diventera' un nudo attaccapanni? Che diventera' debolissimo il dialogo Parlamento-governo, autentica forza di una democrazia? Che il Parlamento diventera' un minus accanto a un primo ministro onnipotente? Che si rischia, insomma, di uccidere la Repubblica parlamentare per rendere incontrollatamente piu' forte, neppure l'esecutivo, quanto piuttosto il primo ministro?'' chiede concludendo Scalfaro.
Per il ministro Maroni invece “il passaggio piu' importante non e' tanto il 9 aprile ma il referendum sulla devolution. Quella e' per noi la svolta''. Lo dice il ministro del Welfare in un'intervista al quotidiano on line '
Affari Italiani.it'. E se la riforma venisse bocciata, ''vorrebbe dire -afferma l'esponente della Lega - che tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi cinque anni e' stato vano e quindi bisognerebbe ricominciare, ma ovviamente su basi nuove, da ricostruire e da verificare. L'abbiamo gia' fatto tante volte''. A quel punto potrebbe prendere piede l'ipotesi di un terzo polo: ''evidentemente -spiega Maroni- l'accordo con il Patto per l'Autonomia di Lombardo si muove in questa direzione. Per noi, per i nostri elettori e per i nostri militanti la prospettiva di costruire un terzo polo, autonomo rispetto al centrodestra e al centrosinistra, e' quella piu' stimolante e piu' coerente con la nostra natura''. L'obiettivo e' ''diventare il punto di riferimento per tutti i movimenti autonomisti che ci sono in giro per l'Italia e anche in Europa. E di mettersi a costruire un terzo polo che non e' ne' di destra ne' di sinistra, ma  e' il polo delle autonomie''.
Saranno 15 le Regioni che venerdi' 10 febbraio, tramite i loro delegati regionali, presenteranno a Roma, presso la Corte di Cassazione, la richiesta di referendum sulla ''Devolution'' , legge costituzionale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005 recante ''Modifiche alla Parte Seconda della Costituzione'', ai sensi dell' articolo 138 della Costituzione, che stabilisce che possano far richiesta di referendum almeno 5 Consigli regionali.
 Le Regioni sono: Sardegna (capofila), Campania, Lazio, Lombardia, Calabria, Toscana, Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria e Abruzzo.
(gs /08.02.06)

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Droga; Rossi: "Ci opporremo a questa legge"

(regioni.it) “Le Regioni sono molto preoccupate per le politiche contro la droga promosse dal Governo”, a sostenerlo è il Coordinatore della Commissione Salute per la Conferenza delle Regioni, Enrico Rossi, in una intervista rilasciata al quotidiano “Liberazione”. “Le stesse azioni legislative e organizzative”, prosegue Rossi, non coinvolgono le Regioni e né tengono conto dei loro pareri. “Noi ci opporremo a questa legge con ogni mezzo necessario. Ovviamente sul piano penale non possiamo fare nulla, ma su quello normativo sì. Del resto abbiamo la Costituzione dalla nostra parte”, il Titolo V affida alle Regioni la potestà legislativa, programmatoria e organizzativa per quanto riguarda la sanità, “ per cui siamo liberi di scegliere come applicare questa legge. Nel frattempo stiamo cercando di trovare con il Coordinamento degli Assessori sociali un modo per ricorrere per incostituzionalità del provvedimento”.

Le perplessità delle Regioni, secondo quanto affermato da Rossi, riguardano “le ricadute sociali della legge. Permane – spiega ancora l’Assessore – un’immagine del consumo di droga e del tossico che è completamente sorpassata dalla realtà, equipara droghe pesanti e leggere condannando migliaia di giovani”. Un altro nodo è “l’omologazione tra SERT pubblici e Centri privati per quel che riguarda la certificazione delle tossicodipendenze. Pensiamo che questa cosa innescherà un meccanismo di crescita della spesa sanitaria che difficilmente riusciremo a controllare, soprattutto in un periodo come questo di forti tagli agli Enti locali. Per questo motivo ho invitato tutte le Regioni a non concedere queste licenze, mantenendo intatta la centralità del pubblico su materie così importanti.

Una stoccata finale l’Assessore la riserva al Ministro Storace che lo ha accusato di protagonismo: “rispecchia la mentalità di un Ministro che vede la politica solo come strumento di controllo. Pensate ai divieti imposti sulla sperimentazione della nuova pillola abortiva e all’invio degli ispettori”.

(red/08.02.06)

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Conferenza Regioni 26.01.06 DOC criticità Finanziaria

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni  del 26 gennaio ha approvato un

documento (sotto forma di quadro sinottico)

relativo alle difficoltà applicative e ad altri aspetti critici derivanti

dall’ultima legge Finanziaria.

Si riporta integralmente il Documento:

 

Acquisto di immobili e riduzione trasferimenti erariali (commi 24 - 26)

I trasferimenti erariali a qualsiasi titolo spettanti sono ridotti in misura pari alla differenza tra la spesa sostenuta nel 2006 per l'acquisto da terzi di immobili e la spesa media sostenuta nel precedente quinquennio per la stessa finalità, la norma non si applica all'acquisto di immobili da destinare a sedi di ospedali, ospizi, scuole o asili. È prevista anche una comunicazione al MEF via web contenente le informazioni trimestrali cumulate degli acquisti e delle vendite di immobili per esigenze di attività istituzionali o finalità abitative entro 30 giorni dalla scadenza del trimestre di riferimento. La comunicazione è inviata anche all’Agenzia del Territorio che verifica la congruità dei valori degli immobili acquisiti segnalando gli scostamenti rilevanti agli organi competenti per le eventuali responsabilità. Commi 23 – 26.

Dall’interpretazione di tali disposizioni si rilevano alcune criticità:

§         La ratio della disposizione non è chiara, dato che non ha senso correlare la gestione patrimoniale con i crediti dell’ente e a scapito di quest’ultimi. Peraltro è illegittima in quanto lesiva dell’autonomia regionale.

§         Per spesa sostenuta deve intendersi la spesa impegnata.

§         L’applicabilità del comma 24 è da intendersi solo per gli immobili acquisiti da soggetti privati  in quanto l’espressione “da terzi” non può non intendersi che come soggetto estraneo alla P.A.

§         Si ritiene che la comunicazione al MEF e all’Agenzia del territorio costituisca una sorta di controllo anomalo e per di più valga per alcuni immobili e non per tutti quelli che si evincono dal combinato dei commi 24 e 25. Infatti, la tipologia di immobili indicata al comma 26 (per attività istituzionali e finalità abitative) è riduttiva rispetto ai precedenti commi.

Poiché il comma 26 prevede che modalità di adempimento alla norma e schema di comunicazione siano stabiliti mediante decreto da predisporsi dal MEF entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, è necessario che i PRESIDENTI scrivano immediatamente al MEF per coinvolgere le Regioni nella redazione del decreto e verificare come il MEF intenda applicare le norme nei confronti delle Regioni degli enti regionali.

Patto di stabilità (commi 138 – 150)

 

Limiti per le Regioni

 

2006

2007

2008

Spese correnti

2004 –3,8%

2006 + 0,4%

2007 + 2,5

Spese in conto capitale

2004 + 4,8%

2006 + 4,0%

2007 + 4,0%

 

Sono escluse:

o        spese di personale (specifica disciplina di settore);

o        spese per la sanità (specifica disciplina di settore);

o        spese per trasferimenti PA correnti / capitale a PA inserite nel conto economico consolidato individuate dall’ISTAT;

o        di spese di carattere sociale quali risultano dalla classificazione funzionale di cui al decreto 194/1996 del Presidente della Repubblica;

o        spese per interessi passivi;

o        spese per calamità naturali correnti e capitale (dichiarazione stato di emergenza);

o        spese oneri sentenze che generano debiti fuori bilancio;

o        spese derivanti dall’esercizio delle funzioni trasferite o delegate correnti / capitale da parte delle regioni ed esercitate dagli enti locali dal 1 gennaio 2005, nei limiti dei corrispondenti trasferimenti finanziari attribuiti dall’amministrazione regionale. Conseguentemente il livello di spesa per il 2004 delle regioni assunto a base di calcolo è ridotto di pari misura.

o        spese derivanti da concessione di crediti;

o        Cofinanziamenti UE capitale ivi comprese le quote nazionali solo per il 2006.

Gli enti di cui possono eccedere i limiti di spesa stabiliti per le spese in conto capitale nei limiti:

a)      derivanti da corrispondenti riduzioni di spesa corrente aggiuntive rispetto a quelle stabilite (comma 144);

b)      dei proventi derivanti da soggetti diversi dalle Amministrazioni Pubbliche per le erogazioni a titolo gratuito e liberalità (comma 145);

c)      solo per i comuni dei proventi dalla quota di partecipazione all'azione di contrasto all'evasione fiscale di cui all'articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni nella legge 2 dicembre 2005, n. 248 (comma 146).

     definizione delle voci da considerare fra la spesa di personale;

·     Il comportamento delle Regioni nei confronti della spesa sociale sarà quello di escludere dal patto le spese sociali quali risultano dalla classificazione funzionale di cui al decreto 194/1996 del Presidente della Repubblica.

·     Gli oneri del contratto TPL graveranno notevolmente sui bilanci regionali e degli enti locali. Da considerare anche le problematiche relative al raccordo fra Regione e enti locali.

Sarebbe opportuno attivarsi al fine di escludere le spese per i contratti di servizio TPL dalle spese sottoposte a patto, in considerazione del fatto che la spesa è rigida non manovrabile dalle Regioni, legata ai rinnovi contrattuali. Questa tipologia di spesa dovrebbe essere trattata come le spese di personale o quelle sanitarie secondo regole ad  hoc.

Personale

Riduzione spese di personale (commi 198 - 206)

Le disposizioni da comma 198 a 206 costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli artt.117 e 119 della Costituzione.

·         Le Amministrazioni Regionali e gli Enti del SSN adottano misure necessarie a garantire che le spese di personale al lordo degli oneri riflessi a carico delle Amministrazioni e dell’IRAP non superino per il 2006, 2007 e 2008 il corrispondente ammontare del 2004 ridotto dell’1%.

·         Si considerano anche le spese per il personale a tempo determinato, con contratto Co.Co.Co. o con altre forme di contratto flessibile o con convenzioni.

·         Per il 2004 le spese sono considerate al netto delle spese per arretrati di anni precedenti per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali; per il 2006, 2007 e 2008 le spese sono al netto dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali intervenuti successivamente al 2004.

·         Continuano ad essere valide le disposizioni della Finanziaria 2005 riguardanti i limiti delle assunzioni che devono permettere al comparto regioni  enti locali un risparmio di 213 ml per il 2005; 572 ml per il 2006 e 850 ml per il 2007 940 ml a decorrere dal 2008 le economie rimangono acquisite ai bilanci degli enti.

·         Le Amministrazioni regionali e locali possono fare riferimento alle norme previste in finanziaria per il conseguimento del contenimento della spesa di personale (comma 200) le amministrazioni possono rideterminare l’importo dei fondi per la contrattazione decentrata (comma 201) ;

·         Per gli enti del SSN il rispetto della riduzione dell’1% delle spese di personale costituisce rafforzamento dell’intesa Stato Regioni del 23 marzo 2005 e l’effetto di tale disposizione  sarà valutato nell’ambito del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti (comma 203);

·         Si provvederà al monitoraggio di tali risparmi attraverso sito web (comma 204)

·         Per le regioni e le autonomie locali, le economie derivanti dall'attuazione del comma 198 restano acquisite ai bilanci degli enti ai fini del miglioramento dei relativi saldi (comma 205).

 

Con la dicitura “amministrazioni regionali” la norma sembra sottointendere le spese di personale della Regione e dei suoi enti. Tale spesa deve essere ridotta dell’1% rispetto a quella del 2004.

Le disposizioni valgono per:

le Regioni;

gli enti regionali;

gli enti del SSN.

 

Si pongono problemi di natura:

v   politica: nel caso si intenda la spesa di personale consolidata, sarebbe opportuno che i dati del personale degli enti regionali fossero sottoposti al controllo della regione e inviati al ministero dalla Regione stessa come dati consolidati, in tal modo la Regione potrebbe decidere una politica diversa del personale;

v   tecnica: per definire qual è la spesa di personale da prendere a riferimento, in quanto:

o       per il patto di stabilità nella spesa di personale si considerano le spese derivanti dall’applicazione del contratto, agli oneri diretti e accessori, le spese di transazione con il personale e quelle derivanti dall’incentivazione al collocamento a riposo di personale regionale, le missioni adeguandosi al sistema SIOPE;

o       nel Conto del Personale sono considerate anche le spese per consulenze e per Co.co.co; occorre inoltre considerare che in alcune regioni il personale degli enti dipendenti è nei ruoli del personale regionale mentre per altre gli enti hanno ruoli propri e che quindi dovrebbero compilare un conto consuntivo proprio; da verificare anche le spese di personale dei Consigli regionali;

o       per la Corte dei Conti le Co.co.co sono comprese fra le spese di personale perché assimilabili al lavoro dipendente mentre sono escluse le spese per consulenze.

v   operativa: in quanto è previsto il monitoraggio con le stesse modalità del patto di stabilità tramite sito web mentre per gli enti non sottoposti a patto è prevista apposita certificazione sottoscritta dall’organo di revisione contabile da inviare al MEF. La responsabilità dell’invio dei dati ricadrebbe sugli uffici finanziari.

v   Giuridica: occorre verificare la legittimità costituzionale della norma.

È opportuna la convocazione di una riunione tecnica congiunta fra i coordinamenti interregionali finanza e personale per giungere a una posizione comune prima che il MEF emani il decreto con le modalità e i criteri di rilevazione dei dati tramite il sistema web del patto di stabilità.

Riconoscimento maggiori oneri contratto 2004 – 2005 (Commi 178 - 180)

È posto carico dello Stato il costo dei rinnovi contrattuali (220 ml annui- 0,7% in aggiunta ai tassi di inflazione) legati al protocollo d’intesa siglato il 27 maggio 2005. al riparto si provvede dopo la sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali (entro 180 giorni dall’entrata in vigore legge). La somma è comprensiva degli oneri contributivi e dell’IRAP.

 

Monitoraggio sulla ripartizione delle risorse e sui tempi

Riconoscimento maggiori oneri contratto 2006 – 2007 (Comma 186)

Sono posti a carico dei rispettivi bilanci gli oneri dei rinnovi contrattuali per il biennio 2006 – 2007 nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale. I comitati di settore devono attenersi ai criteri previsti per il personale delle Amministrazioni dello Stato (comma 183)

Ripercussioni sui bilanci regionali

 

Oneri contratto sanità (comma 182)

Incremento del finanziamento della spesa sanitaria di 213 ml a decorrere dal 2006 per rinnovo contratto comparto sanità in deroga all’Intesa del 23 marzo 2005

Ripercussioni sui bilanci regionali

 

Attuazione federalismo fiscale.

Per gli anni dal 2002 e fino all’attuazione dell’art. 119 della Costituzione tramite i decreti annuali attuativi del Dlgs n. 56/2000 si prevede il recepimento dell’Accordo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del mese di luglio 2005 a Santa Trada. L’accordo si basa sull’introduzione di una maggiore discrezionalità nei parametri di calcolo per la perequazione e di una riduzione graduale della spesa storica : 5% per il 2002 e di un ulteriore 1,5% a decorrere dal 2003 per ogni anno. L’aliquota addizionale Irpef è riconosciuto allo 0,9% dal fondo di garanzia che è prorogato fino alla definitiva determinazione delle aliquote di compartecipazione. Le risorse dovute alle Regioni  - circa 12,7 miliardi di euro – verranno erogate sulla base di un Piano graduale definito con decreto del Ministro dell’economia e delle Finanze sentita la Conferenza stato regioni entro il 31 marzo 2006. (Commi 319- 324)

§         Sblocco della situazione per gli anni 2002 – 2005;

§         problema delle risorse DPCM Bassanini da quest’anno fiscalizzate;

§         non sono state erogate le risorse per le minori entrate e asili nido già fiscalizzate dalla finanziaria 2005;

§         Piano delle erogazioni spettanti

Decreto del Ministro dell’economia e delle Finanze sentita la Conferenza Stato-Regioni entro il 31 marzo 2006 che definisce i piano graduale per l’erogazione delle risorse.

Enti Regionali

 

La Conferenza dei Presidenti delle Regioni  ribadisce la piena competenza delle Regioni sul governo degli enti regionali e la non applicabilità agli enti delle norme di cui alla legge finanziaria relative al contenimento di singole tipologie di spesa.

Acquisti CONSIP si ritiene che gli enti regionali siano sottoposti a questa disciplina. Commi 157 – 160:

 

 

Sanità

 

 

Riduzione spese di personale per gli enti del SSN dell’1% rispetto al 2004. L’effetto di tale disposizione  sarà valutato nell’ambito del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti . Comma 203.

 

Adempimento aggiuntivo per le Regioni da monitorare nel Tavolo tecnico ex art. 12 Intesa 23 marzo 2005

Addizionali Ires e Irap. Il blocco viene prorogato fino al 31 dicembre 2006 tranne che per le Regioni che devono coprire i disavanzi. Comma 165

 

 

Bilanci aziende sanitarie - Controlli della Corte dei Conti

Gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti del SSN devono inviare alle sezioni locali della Corte dei Conti una relazione sul bilancio di previsione e sul rendiconto secondo i criteri e le linee guida stabilite. La Corte dei Conti definisce linee guida cui devono attenersi gli organi di revisione degli Enti e riferisce alla regione in caso di criticità accertate vigilando sull’adozione delle misure necessarie da parte della Regione. Commi 166 – 170

Le disposizioni relative al controllo della Corte dei Conti per garantire il rispetto del patto di stabilità interno si applicano anche agli enti del SSN. In caso di mancato rispetto degli obblighi, la Corte trasmette segnalazione alla Regione interessata.

 

Situazioni di squilibrio economico

Restano fermi tutti gli obblighi previsti nell’Intesa 23 marzo 2005.  In caso di squilibrio economico-finanziario le ASL devono presentare Piani di rientro , pena la decadenza dei loro Direttori Generali.

Si confermano gli obblighi previsti dal comma 174 della fin. 2005 sull’adozione dei necessari provvedimenti per le situazioni di disequilibrio e sulla diffida ad adempiere e sul commissario ad acta da parte del Presidente per l’applicazione delle leve fiscali (addizionale Irpef e aliquota Irap). Comma 274

 

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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