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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 677 - lunedì 20 febbraio 2006

Sommario
- Aviaria: in arrivo un pacchetto da 100 milioni €
- Programma Cdl 2006: lavori in corso
- Conferenza Regioni 09.02.06 revisione della parte aeronautica del codice della navigazione
- Programma Unione 2006
- Galan e Illy su rapporti istituzionali
- Conferenza Regioni 09.02.06 DOC CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE

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Programma Unione 2006

(regioni.it) “Il valore delle Istituzioni Repubblicane “ è il titolo del capitolo dedicato dal programma dell’Unione (IL PROGRAMMA DI GOVERNO DELL'UNIONE - (file pdf 634 KB)) alle riforme istituzionali che in caso di vittoria del centrosinistra saranno portate avanti. Molti di questi passaggi interessano direttamente il sistema Regioni ed enti locali.
1) QUORUM COSTITUZIONALE DA ELEVARE: Innanzitutto va elevato il quorum necessario per modificare la Costituzione, così da scongiurare future riforme a colpi di maggioranza: “La Costituzione si cambia insieme”. E’ quindi prioritario ristabilire il principio della supremazia, certezza e stabilità della Costituzione: “Per rafforzare le garanzie istituzionali eleveremo la maggioranza necessaria per l’approvazione delle leggi di revisione costituzionale, ammettendo in ogni caso la facoltà di sottoporre la legge di revisione a referendum”. L’Unione prevede inoltre che “il referendum si svolga con distinte votazioni se la legge concerne diverse parti della Costituzione o istituti tra loro distinti”. “Intendiamo poi riformare – si legge sempre nel programma dell’Unione -  l’art. 79 della Costituzione in materia di amnistia e indulto, per modificare l’attuale quorum troppo alto e la sua applicazione ad ogni articolo della legge relativa.
Saranno proposte nuove modifiche costituzionali solo dopo la modifica dell’art. 138 della Costituzione, in modo da avere la certezza di una larga intesa di tutte le forze rappresentate in Parlamento”.
2) SENATO REGIONI DA ISTITUIRE: La riforma federale non è ancora compiuta. Quindi “Bisogna coinvolgere le autonomie territoriali nella definizione dell ‘indirizzo politico nazionale. Per fare questo è necessario completare la riforma superando l’attuale bicameralismo paritario, ovvero istituendo un Senato che sia camera di effettiva rappresentanza delle regioni e delle autonomie. Su questo punto la riforma costituzionale del centrodestra imbroglia e complica le cose, appesantendo il procedimento legislativo sul piano procedurale e creando un Senato “doppione” della Camera dei Deputati, che consente l’eleggibilità di candidati sradicati dal territorio di riferimento e non realizza alcuna concreta rappresentanza degli enti locali”. L’Unione inoltre intende realizzare un efficace bicameralismo differenziato, attraverso un Senato che sia luogo di effettiva rappresentanza delle autonomie territoriali, titolare di competenze legislative differenziate rispetto alla Camera dei Deputati. Crediamo che i senatori debbano essere effettivi rappresentanti degli interessi del proprio territorio. Il numero dei senatori sarà ridotto a 150.
3) TITOLO V COSTITUZIONE DA CORREGGERE: va migliorata la riforma del Titolo V.
La riforma del 2001 è rimasta inattuata “nonostante la pressante richiesta da parte delle Regioni e dei Comuni. Lo Stato ha continuato a legiferare a tutto campo, come se la riforma del 2001 non esistesse, ma senza svolgere i compiti che davvero gli spettavano. I meccanismi di finanziamento, così come i livelli delle prestazioni dei diritti sociali e civili, non hanno avuto alcuna definizione. Accanto a questa colpevole inerzia si è assistito a comportamenti di un centralismo soffocante ed invadente. Il governo ha posto tagli e vincoli alle risorse delle autonomie, negato il dialogo tra livelli territoriali, impugnato con frequenza le leggi regionali, spesso contro le regioni governate dal centrosinistra. Per costruire un sistema che assicuri una Repubblica unitaria e pluralista servono un importante investimento politico e organizzativo ed un forte impegno a semplificare duplicazioni e sovrapposizioni. Saranno necessarie anche alcune correzioni ed integrazioni alla riforma approvata nel 2001, per una chiara attribuzione di funzioni normative e amministrative e di risorse finanziarie.
4) MIGLIORE DEFINIZIONE MATERIE STATO-REGIONI: è necessaria una migliore definizione delle materie di esclusiva competenza statale, che ricomprenda la disciplina dei rapporti di lavoro, la tutela e la sicurezza del lavoro, fatta salva la competenza delle Regioni in tema di mercato del lavoro e formazione professionale, l’ordinamento delle professioni e delle comunicazioni, le norme generali sulle grandi reti di trasporto e navigazione, il trasporto e la distribuzione dell’energia nonché una strategia nazionale per il turismo; la previsione di una clausola generale che consenta al Parlamento di intervenire con legge per tutelare l’interesse della Repubblica anche in materie di competenza regionale quando siano in gioco superiori interessi della collettività, quando si debba garantire l’unità giuridica o economica del Paese o garantire l’uguaglianza dei cittadini nell’esercizio dei diritti costituzionali; — un Senato che sia espressione delle autonomie territoriali.
5) DIRITTI DA PERFEZIONARE: per legge ordinaria l’Unione propone la definizione dei livelli delle prestazioni per l’omogenea garanzia dei diritti sociali e civili su tutto il territorio nazionale.
6) CONFERENZE PIU’ UNIFICATE: il perfezionamento del sistema delle Conferenze attraverso il potenziamento del ruolo della Conferenza unificata, per superare l’attuale logica binaria; l’adeguamento del modello organizzativo dell’amministrazione centrale, eliminando apparati che duplicano funzioni regionalizzate. Per i regolamenti parlamentari l’Unione propone una modica che miri all’integrazione della Commissione per le questioni regionali prevedendo la partecipazione di Regioni ed enti locali, nelle more dell’istituzione del Senato federale. “Come interventi di azione amministrativa proponiamo: — l’introduzione di meccanismi di conciliazione tra i vari livelli di governo; - lo sviluppo della funzione di monitoraggio delle politiche e l’implementazione dei grandi sistemi informativi, incentivando la nascita dei sistemi regionali — il completamento della riconversione dell’amministrazione centrale che invece di ridursi è cresciuta”.
7) SPECIALITA’ ATTENTA: si riconferma una attenzione particolare per le minoranze linguistiche e per le autonomie speciali, favorendone una evoluzione in senso dinamico. “Il valore delle Istituzioni Repubblicane assicurata dagli statuti di autonomia, deve poter essere garantita nella forma pattizia anche nella fase di una loro modifica o adeguamento alle riforme costituzionali nazionali e all’evoluzione della legislazione europea. 
8) FEDERALISMO FISCALE DA PARTECIPARE: per realizzare il federalismo fiscale serve una finanza pubblica equilibrata, che riconosca agli enti locali sufficienti risorse ed autonomia, preveda la responsabilità finanziaria rispetto ai saldi di gestione e supporti la solidarietà con meccanismi di perequazione. “Questo è il quadro di principi fissato dal centrosinistra nella riforma del 2001, e rimasto lettera morta sotto il centro— destra. Il governo Berlusconi ha tagliato unilateralmente le risorse di Regioni e Comuni con leggi finanziarie di impostazione centralistica. Il centrodestra ha così paralizzato lo strumento più importante per l’attuazione del federalismo: l’articolo 119 della Costituzione, obbligando sindaci ed amministratori regionali e locali a scegliere quali servizi ridurre o chiudere. In questo modo le vittime sono i cittadini, che si vedono tagliare i servizi a causa dell’incapacità del governo nazionale di tenere la rotta sugli andamenti dei conti pubblici. La naturale conseguenza di questo comportamento è l’impossibilità di correggere i comportamenti di enti locali che producono aumenti di spesa: ciascuno finisce per trovare nell’incapacità altrui la giustificazione alla propria incapacità di adottare misure virtuose. Non è però una questione solo quantitativa. Si tratta di un blocco che ha accresciuto gli squilibri strutturali nel Paese, laddove invece è necessaria una forte azione di coesione, indispensabile per realizzare l’uguaglianza tra i cittadini”.
L’Unione quindi propone di:
— assicurare una reale partecipazione interistituzionale ai momenti decisionali sulle regole di finanza pubblica. Questo sarà garantito dal coinvolgimento del Senato federale al procedimento legislativo riguardante la finanza pubblica nazionale e le singole leggi di bilancio. Inoltre le Regioni e le autonomie parteciperanno sia alla fase di predisposizione delle leggi di bilancio sia in fase di approvazione parlamentare, integrando la Commissione parlamentare per le questioni regionali;
— attuare l’ampliamento delle forme di partecipazione alla predisposizione dei provvedimenti di bilancio: più strumenti di confronto con le parti sociali, più trasparenza e rilievo alle decisioni sull’allocazione delle risorse finanziarie;

(giuseppe schifini /20.02.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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