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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 681 - venerdì 24 febbraio 2006

Sommario3
- Bassolino e De Filippo: politiche per i giovani
- Regioni: firmato contratto dirigenti
- Beni culturali e paesaggio, verso un codice condiviso
- Una "convenzione" per gli Appennini
- Soru: difendiamo coste sarde
- Marrazzo a congresso nazionale Anm

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Bassolino e De Filippo: politiche per i giovani

(regioni.it) I ragazzi del Mezzogiorno devono tornare e continuare ad avere speranza. I presidenti De Filippo e Bassolino sono intervenuti sul tema politiche per i giovani.

''Nei prossimi anni, i giovani lucani dovranno ritrovare la fiducia nei confronti della nostra regione. Ecco perche', nel sessennio 2006-2013, saremo chiamati a costruire operazioni nelle quali gli stessi giovani siano al centro delle scelte programmatiche''. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, partecipando a un forum organizzato dalla redazione potentina della Gazzetta del Mezzogiorno.

''La Basilicata, a fine 2006, uscira' dall' Obiettivo uno. Comunque, al termine del negoziato con la Comunita' europea, siamo riusciti ad ottenere, per i prossimi sei anni, una percentuale di finanziamenti quasi pari agli ultimi cinque. Questo ci permettera' di guardare al futuro con piu' fiducia e di poter lavorare ancora meglio sul Patto con i giovani''.

''Anche grazie all' utilizzo dei fondi Fas, destinati alle aree sottosviluppate - ha aggiunto il Presidente De Filippo - investiremo diverse decine di milioni di euro per le nuove generazioni e per consegnare loro numerosi spazi dedicati alla creativita' e all' aggregazione''.

''In particolare - ha proseguito - saranno costruite otto strutture, da noi definite 'laborazioni', nelle quali si dara' spazio alla musica, allo spettacolo, al cinema e al teatro. Inoltre, affinche' i giovani non abbandonino la nostra terra, continueremo a puntare sulla ricerca, sull' innovazione e sulla formazione, come gia' fatto con i recenti accordi stipulati con Finmeccanica e Fiat''.

Riferendosi al rapporto con l' Universita', De Filippo ha ricordato che ''negli scorsi anni e' stato portato avanti un 'fidanzamento' che si trasformera' in 'matrimonio' grazie alla legge sull' Universita'. Questo ci permettera' anche di continuare a utilizzare i fondi delle royalties per il petrolio per la crescita delle nuove generazioni. Del resto, siamo convinti che uno dei nostri punti di forza debba essere rappresentato dalla stretta relazione tra i saperi e la valorizzazione dei nostri territori''.

Mentre il presidente Bassolino ha sottolineato che''Di Napoli non ce n'e' una sola, e non ce ne sono neppure due, come a volte si pensa e si dice. Sia gli'A67 che questi ragazzi di Scampia rappresentano in modi diversi la Napoli di oggi. Bisogna saperli ascoltare: entrambi esprimono la volonta' di crescere''. Lo ha dichiarato Antonio Bassolino, il Presidente della Regione Campania in un'intervista al quotidiano ''La Stampa'', in riferimento alla partecipazione dei ragazzi di Scampia al Festival di Sanremo.

''Nelle settimane scorse -ha detto Bassolino- c'e' stata una rappresentazione di questi ragazzi in un teatro della citta', con tutte le istituzioni presenti. Sia la rabbia degli A67 o sia, invece, il modo del gruppo che va a Sanremo, l'importante e' che emerga sempredi piu' la complessita' di Scampia. Seguo abbastanza la musica e la canzone napoletana. Non ci sono piu' purtroppo i Grandi Vecchi con cuiavevo un rapporto di stima e simpatia: Renato Carosone, con il quale

ho fatto il piu' bel Capodanno in Piazza Plebiscito, e Roberto Murulo,e Sergio Bruni''.

''Diciamo, sbagliando -ha concluso Bassolino- che i giovani non fanno piu' politica: e' perche' abbiamo in testa il nostro modo di far politica, mentre loro la fanno a modo, con volontariato,  associazioni, gruppi; e nei prossimi anni ci saranno altri modi  ancora, se si sa guardare e ascoltare. Bisogna mantenere la  curiosita'''.

(red/24.02.06)

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Regioni: firmato contratto dirigenti

(regioni.it) E’ stato firmato il 23 febbraio, in modo definitivo, il Contratto collettivo nazionale lavoro dell’area dirigenza delle Regioni e autonomie locali. A renderlo noto è il sito dell’Aran,l’Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.

Il nuovo  CCNL dell'Area Dirigenza del comparto Regioni e Autonomie Locali si riferisce al quadriennio normativo 2002-2005 e al biennio economico 2002-2003.

(sm/24.02.06)

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Beni culturali e paesaggio, verso un codice condiviso

(regioni.it) E’ imminente l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un decreto legislativo che corregge ed integra il decreto sul codice dei beni culturali e del paesaggio.

Secondo i testi attualmente in fase di elaborazione la nuova versione dello schema di decreto dovrebbe rispondere maggiormente a quanto richiesto da Regioni ed enti locali nella Conferenza unificata del 26 gennaio.

In particolare le nuove formulazioni degli articoli 112 e 115, ancorché non estremamente chiare sul piano della redazione giuridica, dovrebbero comunque , di fatto, consentire alle Regioni di esercitare le funzioni di valorizzazione.

In tal senso nei giorni scorsi il Presidente della Conferenza delle Regioni aveva inviato una sollecitazione al Ministro Buttiglione. Il testo dello schema di decreto legislativo per gli aspetti inerenti i beni culturali concordato nella seduta della Conferenza Unificata dello scorso 26 gennaio, è stato il frutto di un percorso concertativo tra Stato-Regioni ed autonomie locali. Ecco perché le prime bozze della “riscrittura” del decreto avevano suscitato qualche preoccupazione. Se infatti fosse stata modificata la disciplina della valorizzazione dei beni culturali, sarebbe stato leso il principio del rispetto delle competenze legislative concorrenti delle Regioni. Proprio con l’obiettivo di evitare modifiche che le Regioni non avrebbero in alcun modo potuto accogliere, Errani si era rivolto a Bottiglione. E al ministro è giunto anche l’appello dei Comuni e delle Province: “Il Consiglio dei Ministri approvi lo schema di decreto legislativo correttivo del Codice dei Beni Culturali non già nella versione che e' stata fatta circolare in questi ultimi giorni, bensi' in quella già condivisa con Regioni ed Autonomie locali ed approvata in Conferenza Unificata''. E’ questa la richiesta contenuta nella lettera che il Presidente dell'Anci, Leonardo Domenici e il Presidente dell'Upi, Fabio Melilli hanno inviato al Ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione.”In questi giorni - scrivono i due Presidenti - ci è pervenuta una versione dello schema di decreto legislativo correttivo, che dovrebbe essere portata all'attenzione della prossima seduta del Consiglio dei Ministri, che diverge in maniera sostanziale dal testo approvato da Regioni ed Autonomie locali in sede di Conferenza Unificata lo scorso 26 gennaio 2006”. “Nello specifico - aggiungono - la nuova versione predisposta in questi giorni, introduce modifiche sostanziali alla disciplina della valorizzazione dei beni culturali, su cui non siamo stati consultati e che non ci trovano assolutamente concordi”. “Al fine di garantire il rispetto dello spirito di leale collaborazione che ha caratterizzato i rapporti tra Stato-Regioni ed Autonomie locali nella revisione del Codice dei Beni Culturali - concludono Domenici e Melilli - siamo a chiederLe che lo schema di decreto legislativo correttivo sia approvato dal Consiglio dei Ministri nella versione condivisa in sede di Conferenza Unificata”.

(sm/24.02.06)

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Una "convenzione" per gli Appennini

(regioni.it) Sottoscritta oggi a L'Aquila la Convenzione degli Appennini, da parte di Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, Anci, Upi, Uncem, Legambiente, Federparchi e tutte le quindici regioni. interessate dalla dorsale appenninica (Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia). La firma della prima convenzione al mondo che riconosce il ruolo centrale delle aree protette, è avvenuta all'interno del convegno ''Appennino, la nostra spina dorsale'' organizzato da regione Abruzzo, Federparchi e Legambiente nel capoluogo abruzzese presso la Sala celestiniana nella Basilica S. Maria in Collemaggio. Con la firma della Convenzione si chiude cosi' la prima fase del progetto APE - Appennino Parco d'Europa, apertasi dieci anni fa con il Forum di presentazione del progetto promosso da regione Abruzzo, Ministero dell'Ambiente e Legambiente. Obiettivo del progetto e' la realizzazione su tutta l'area appenninica di uno sviluppo compatibile con il patrimonio ambientale e con quello storico culturale. Si pubblica integralmente “La Convenzione degli Appennini”.

 

“La Convenzione degli Appennini si lega alla volontà di una serie di Soggetti istituzionali, Associazioni e Partner socio-economici di avviare un’azione comune per la tutela e la valorizzazione della catena appenninica per rafforzare il percorso avviato con il Progetto APE, Appennino Parco d’Europa e di conseguire una serie di obiettivi rivolti alla:

·                     costruzione di un modello di sviluppo sostenibile per l’intero sistema appenninico e per le aree territorialmente e funzionalmente collegate;

·                     definizione di un’azione di raccordo con gli altri Paesi del Mediterraneo sulle politiche di tutela e valorizzazione degli ambiti montani;

·                     definizione degli obiettivi e delle azioni di tutela e valorizzazione delle aree della dorsale appenninica;

·                     realizzazione di un programma degli interventi e delle attività da attuare per il conseguimento degli obiettivi individuati;

·                     costruzione di modelli di partenariato nazionali e internazionali per l’attuazione dei criteri di sostenibilità degli ambiti naturali delle aree montane;

·                     individuazione delle modalità operative e degli organi di coordinamento per le attività e gli interventi.

Contenuti e finalità della “Convenzione degli Appennini”

La Convenzione degli Appennini rappresenta l’occasione per costituire un tavolo di coordinamento capace di avviare un processo di tutela e valorizzazione, che veda concretamente impegnati i soggetti istituzionali interessati nella costruzione di un progetto complessivo di sviluppo sostenibile per la dorsale appenninica, posto in relazione anche con gli altri Paesi del Mediterraneo per la definizione di una politica comune per le montagne dei Paesi del bacino.
In tal senso la Convenzione è finalizzata a:

·                     individuare i soggetti istituzionali, le Associazioni, gli Enti interessati alla condivisione degli obiettivi e alla attuazione della politica complessiva di tutela e valorizzazione della dorsale appenninica;

·                     contenere una dichiarazione comune di intenti delle Parti rivolta all’affermazione del ruolo strategico degli Appennini nel contesto euro-mediterraneo;

·                     stabilire un livello di coordinamento sia nazionale che nell’ambito mediterraneo per una politica comune per le aree montane, individuando una cabina di regia tecnica per lo svolgimento e l’organizzazione delle attività e per la raccolta e selezione dei progetti;

·                     definire l’ambito territoriale nazionale di riferimento su cui si intende far ricadere l’applicazione dei contenuti della Convenzione;

·                     identificare le priorità sociali, ambientali, territoriali, di tutela e sviluppo per i settori produttivi (ambiti naturali, ecosistemi, paesaggi, agricoltura, artigianato, foreste), turismo e fruizione, trasporti e infrastrutture, energia, gestione delle risorse;

·                     far rientrare il progetto APE (Appennino Parco d’Europa) negli obiettivi prioritari delle Regioni interessate dalla presenza della dorsale appenninica nei loro territori, quale progetto guida per l’attuazione della Convenzione;

·                     individuare quale strumento attuativo prioritario il programma d’azione della seconda fase di APE per la realizzazione degli interventi di sistema necessari alla costruzione di una rete nazionale delle aree montane dell’Appennino;

·                     definire i Soggetti istituzionali, le Associazioni e i Partner socio-economici chiamati a svolgere un ruolo di coordinamento, gestione e animazione della Convenzione;

·                     definire il periodo di applicazione della Convenzione e dei suoi contenuti.

Obiettivi operativi

I principali obiettivi operativi rivolti alla costruzione e attuazione di un quadro di azioni coerenti con le finalità della Convenzione sono:

·                     identificazione di un programma di azioni finalizzate ad avviare un processo di sviluppo compatibile diffuso nei territori appenninici e inserito nel contesto europeo;

·                     definizione di un modello di collaborazione a scala nazionale aperto alla dimensione europea e capace di coinvolgere tutti i soggetti impegnati;

·                     individuazione di una serie di fasi temporali di attuazione della “Convenzione” per trasferire sui territori i contenuti e le strategie dell’infrastrutturazione ambientale Appenninica;

·                     preparazione del Programma d’azione della seconda fase di APE per la realizzazione dei Progetti integrati d’area e dei relativi interventi;

·                     definizione di un quadro di sviluppo territoriale integrato con le problematiche ambientali e con le vocazioni specifiche delle singole aree secondo dei modelli di sviluppo locale trasversali e condivisi;

·                     creazione di modelli di partenariato, a livello locale e nazionale, capaci di contribuire alle fasi programmatiche e progettuali della Convenzione.

I Progetti integrati d’area della seconda fase del Progetto APE
In coerenza con quanto previsto con la prima fase del programma d’azione di APE si è proceduto alla definizione dei contenuti e delle modalità di attuazione dei Progetti integrati d’area.

A differenza della prima fase, solo parzialmente attuata, destinata alla realizzazione di Progetti pilota rivolti alla costruzione di una serie di “presidi territoriali”, la seconda fase interessa la realizzazione di interventi alla scala territoriale necessari alla creazione della rete integrata per tutta la dorsale appenninica.

Le misure progettuali della seconda fase di attuazione del programma sono, pertanto, finalizzate alla vera e propria creazione della rete di interventi in grado di realizzare concretamente le azioni di conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali in tutti gli ambiti interessati dal Progetto APE.

In considerazione della trasversalità della tematica ambientale e della Rete ecologica, diventa essenziale la realizzazione di interventi con livelli di integrazione che interessino più ambiti e siano in grado di attivare una serie di ricadute sociali e economiche a beneficio dei residenti dei territori interessati.

Le finalità dei Progetti integrati d’area della seconda fase di APE

Gli elementi ed il tipo di caratterizzazione che definiscono la specificità dei Progetti integrati d’area della seconda fase del Progetto APE sono legati ad una serie di aspetti che costituiscono i punti fondamentali di questo programma di rafforzamento del modello di sviluppo durevole per le aree appenniniche:

1.                  avviare una politica di conservazione e tutela degli ambiti naturali all’interno di un sistema antropizzato e articolato quale quello appenninico secondo una serie di livelli di complessità e di equilibri naturali che non dovranno essere alterati o modificati senza un’adeguata valutazione delle relative problematiche;

2.                  valorizzare le risorse immobili creando nuove occasioni e possibilità di sviluppo dei sistemi di rete attraverso la tutela e l’uso compatibile delle risorse – culturali, naturali, umane – con interventi di supporto per le aree in ritardo di sviluppo e interventi di riequilibrio per le aree a rischio di degrado;

3.                  contribuire alla costruzione di un ambiente sociale adatto allo sviluppo, migliorare la qualità della vita nelle aree in ritardo, favorire i processi di recupero della fiducia sociale, favorire l’offerta di servizi innovativi e qualificati per i residenti e per i visitatori, rendere più flessibili e dinamiche le metodologie attuative delle opere e delle attività adeguandole al contesto europeo;

4.                  creare le condizioni per la promozione e la localizzazione di nuove iniziative imprenditoriali nei settori della conservazione della natura, del recupero dei beni storici e del patrimonio diffuso, del turismo, dell'agricoltura, del lavoro e della formazione, della manutenzione del territorio e della gestione delle risorse aumentando e valorizzando i fattori di attrattività di interventi produttivi collegati alla specificità dei luoghi e delle tradizioni culturali;

5.                  realizzare un nuovo modello compatibile di gestione delle risorse primarie e delle attività legate alla creazione di servizi soprattutto in materia di recupero e smaltimento dei rifiuti all’interno di processi di recupero dell’energia.

6.                  verificare i livelli di coerenza dei singoli progetti sia in relazione agli obiettivi prioritari del programma ma anche rispetto alle aspettative e ai fabbisogni locali delle popolazioni residenti e alle necessarie ricadute da attivare.

I soggetti del partenariato di APE

I soggetti attuatori del programma d’azione di APE sono articolati in relazione alle specifiche competenze delle Amministrazioni centrali (nell’ambito del rapporto di sussidiarietà previsto con i soggetti locali), delle singole Regioni (come soggetti competenti per la materia della programmazione, realizzazione e gestione degli interventi), degli Enti locali (Province, Comunità Montane e Comuni) delle Associazioni ambientaliste e di categoria e dei soggetti privati.
La scelta delle procedure di programmazione negoziata implica l'attuazione di forme di concertazione orientate all'analisi degli specifici fabbisogni di ciascuna area di intervento. Tali programmi dovranno essere basati su un consenso diffuso da parte delle popolazioni e delle forze lavorative locali il cui riconoscimento è condizione essenziale per il successo delle iniziative.
Gli Enti territorialmente interessati dal processo saranno le Regioni, le Province, le Comunità Montane, i Comuni, i Parchi nazionali, regionali, le riserve e le aree protette in genere insieme alle Associazioni e agli altri soggetti del partenariato socio-economico pubblico e privato.

(sm/24.02.06)

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Soru: difendiamo coste sarde

(regioni.it) Per il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, ha dettoc he da ora in avanti ''non sara' piu' possibile speculare sulle coste sarde''. ''Lungo le coste della Sardegna - ha detto il presidente - non ci sono piu' le 'zone F', non ci sono volumetrie, non ci sono possibilita' di speculazione ne' c'e' una discrezionalita' di nessuno a concedere volumetrie, per una ragione semplice: le volumetrie in quell'ambito sono zero''.

Renato Soru, poi, in risposta alle preoccupazioni venute dagli stessi ambienti della maggioranza, che possano esserci nel piano paesaggistico norme a rischio di ricorso, ha detto: ''le polemiche e le paure nascono da una non puntuale conoscenza delle norme. Tutte le volte che 'assessore ha finito le conferenze di co-pianificazione, ha visto gli amministratori andare via piu' tranquilli, piu' consapevoli,e per questo non ci aspettiamo grossi ricorsi dai comuni. Erano stati gia' minacciati ricorsi per la legge di tutela, e in effetti sia pure piu' per ragioni politiche se ne e' fatto uno''.

''Tutti sappiamo come e' andata - ha continuato il presidente della Regione Sardegna - e' finita con una solenne sentenzadella Corte Costituzionale. Tanto solenne che la nostra Regione viene incoraggiata ad andare avanti, a osare. E del resto i precedenti piani paesaggistici sono stati bocciati non per un eccesso di rigore, ma per il contrario ''.

Tornando piu' volte sul tema della fascia costiera, il presidente Soru ha ribadito: ''l'ambito paesaggistico costiero, lungo la fascia larga piu' o meno due chilometri, e' un bene che appartiene a tutta la collettivita' regionale. Non a singoli individui, imprese, e nemmeno ai singoli comuni. Appartiene a tutti, e sara' il caso di discutere dei diritti inalienabili dei sardi ad avere se non una casa,una dotazione di metri cubi per ciascuno di loro''.

Infine si svolgera' nel pomeriggio nel palazzo della Giunta regionale l'incontro tra il presidente Renato Soru e il principe Karim Aga Khan. In mattinata l'Aga Khan, accompagnato dal comandante militare marittimo della Sardegna, amm. Roberto Baggioni, ha visitato alla Maddalena l'Arsenale che, dismesso dalla Marina, e' ora disponibile per iniziative legate al diportismo nautico alle quali sarebbe interessato il fondatore della Costa Smeralda. La questione della Maddalena, anche alla luce degli impegni presi dal presidente Soru dopo l'annuncio da parte del Ministero della Difesa degli Stati Uniti della volonta' di chiudere la base a Santo Stefano, potrebbe essere uno dei punti centrali del confronto.

(red/24.02.06)

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Marrazzo a congresso nazionale Anm

(regioni.it) ''I magistrati sono, oggi piu' che mai, oggetto di inqualificabili attacchi e offese. Ma i toni accesi di una campagna elettorale non possono giustificare polveroni e risse''.

Il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, lo sottolinea, nell'intervento di saluto al congresso nazionale dell'Anm: ''Il pericolo -avverte- e' quello di sfaldare lo stato, di delegittimare le sue istituzioni, di creare ferite e macerie che poi sara' difficile ricomporre''.

Per Marrazzo, ''quello della giustizia e' stato senza dubbio il settore piu' penalizzato. L'ultima riforma dell'ordinamento giudiziario e' stata capace di scatenare contemporaneamente le proteste di magistrati e avvocati, riuscendo in un colpo solo a violare i principi costituzionali che regolano l'assetto della magistratura e a lasciare inevaso il tema dell'efficienza della giustizia''.

(red/24.02.06)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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