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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 684 - mercoledì 1 marzo 2006

Sommario
- Sanità: lavori in corso su liste d'attesa e riparto fondo
- Liste d'attesa: piano Toscana, indagine web
- Obiettivo Competitività regionale e occupazione
- Corte dei Conti: sì ad assunzioni
- Interno: flussi extracomunitari e riorganizzazione Ministero
- Formigoni: intervista "la Repubblica"

+T -T
Liste d'attesa: piano Toscana, indagine web

(regioni.it) La Toscana vara un piano per la riduzione delle liste d’attesa varato da una delibera approvata dalla giunta. L' Asl dovra' impegnarsi a ridurre i tempi, ma il cittadino non dovra' darle 'bidoni'. Pena, per entrambi, una multa da 25 euro. Per accorciare le liste di attesa, la Toscana ha imboccato anche la strada dei risarcimenti e delle sanzioni. I primi saranno a carico delle Asl, che dovranno versarli al cittadino a cui non sia garantita una visita specialistica entro 15 giorni dalla richiesta.

Anche al cittadino la Regione chiede un comportamento corretto. Nel caso in cui, dopo la prenotazione, sia lui a non presentarsi, e senza preavviso, dovra' pagare una sanzione all' Asl di 25 euro.

Il risarcimento ai cittadini, che sara' a carico del bilancio dell' Asl, e' previsto per sette tipi di visite specialistiche: cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorinolaringoiatrica.

Nel complesso, queste rappresentano oltre il 50% dei circa 4 milioni e mezzo di visite specialistiche effettuate ogni anno in Toscana.

Fa da contraltare la sanzione, sempre da 25 euro, che dovra' pagare il cittadino che dopo aver prenotato una prestazione - in questo caso di qualsiasi tipo - non si presenti senza avvertire (accade nel 10% dei casi) o dopo non vada a ritirare il referto entro 15 giorni.

''Gia' il Piano sanitario regionale 2005-2007 - ricorda l' assessore regionale alla salute, Enrico Rossi - si era posto l' obiettivo di garantire le visite specialistiche entro i 15 giorni. In questi mesi, pur con dati diversificati, le Asl avevano migliorato le loro prestazioni. Con la delibera approvata ieri l' obiettivo diventa vincolante, pena il risarcimento economico a titolo di indennizzo assicurato al paziente, il quale non verra' caricato di alcun aggravio amministrativo''.

In base ad un' indagine condotta dal laboratorio Mes (management e sanita') della Scuola superiore Sant' Anna di Pisa sui 31 Cup (centro unico di prenotazione) della Toscana, nell' arco di un anno, la percentuale delle prenotazioni garantite entro 15 giorni e' oscillata fra il dato minimo del 64% registrato nel gennaio 2005, al massimo del 77% rilevato nel febbraio del 2006.

Intanto, sempre in tema liste d'attesa, un'indagine condotta nel settembre 2005 dalla Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema del ministero della Salute ha rivelato che solo il 23% dei siti Web di Regioni, Asl, Aziende Ospedaliere, IRCCS e Policlinici, fornisce dati su tempi e liste d'attesa (Liste di attesa, prima indagine sull'informazione via internet - Soltanto il 23% dei siti delle strutture sanitarie fornisce dati sui tempi per accedere ale prestazioni).

Sui 355 siti esplorati delle strutture sanitarie, 21 (pari al 6% del totale) non risultavano accessibili, perche' assente o in  allestimento. In particolare, per quanto riguarda le Regioni, solo il  19% (4 su 21) riporta i dati sul proprio sito Web: Lombardia, Liguria, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, quelle 'virtuose'. I dati per area  geografica dei siti web delle Asl e degli ospedali, vedono al primo  posto le regioni del Nord Ovest con il 52%, seguiti da Nord Est e Sud  con uno scarso 18%. Fanalino di coda il Centro con il 12%.

Emerge che, fra le Asl, il 27% (48 su 179 siti  esplorati) pubblica i dati online. Ai primi posti le aziende sanitarie della provincia autonoma di Trento (100%), del Friuli Venezia Giulia  (83%) del Piemonte (74%) e della Lombardia (67%). 'Maglia nera', invece, per Valle D'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, che totalizzato addirittura uno0%, in quanto nessuno dei siti monitorati fornisce dati in materia.

Anche fra le aziende ospedaliere, la percentuale generale e' del 19% (18 siti con dati online su 93 esaminati). Spicca un 67%  registrato sui siti degli ospedali calabresi, al primo posto, seguiti  da quelli di Piemonte, Umbria e Basilicata, con il 50%, e dalla  Campania con 38%. In ben 8 regioni nessun sito pubblica i dati. E  ancora: dati sui tempi e le liste di attesa sono reperibili nel 16%  dei siti degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (8  su 51) e nel 36% di quelli dei policlinici universitari (4 su 11  monitorati).

''L'informazione e' risultata carente su tutto il territorio nazionale indipendentemente dal tipo di struttura considerata - commentato gli autori dell'indagine - e in molti casi le informazioni su tempi e liste d'attesa risultato addirittura 'mimetizzate' all'interno del sito''. Per questo il ministero della Salute ritiene ''opportuno attivare un sistema di monitoraggio nazionale, cosi' come effettuato in altri paesi''.

 (red/01.03.06)

 

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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