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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 688 - giovedì 9 marzo 2006

Sommario
- 9 e 10 marzo Conferenza Regioni su risorse sanità
- Sanità e risorse: dossier di documentazione
- Oics: Vendola presidente
- Regioni ed enti locali su vertice Aran
- Liste d'attesa e riparto
- Errani: turismo e 8 marzo

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Errani: turismo e 8 marzo

(regioni.it) Emilia-Romagna in prima fila nell'assunzione di responsabilita' per rimuovere gli ostacoli che ancora le donne si trovano di fronte. E' l'impegno che il presidente della Regione Vasco Errani ha detto di volersi prendere nel corsivo con cui ha voluto fare anche gli auguri, dal suo sito Internet, a tutte le collaboratrici e a tutte le donne della Regione.

“Sessanta anni fa le donne italiane furono chiamate per la prima volta al voto - scrive Errani - Era il referendum con il quale scegliemmo la Repubblica. Nello stesso 1946 si celebrò la prima Festa della Donna dell'Italia libera. Quanto cammino è stato fatto da allora? Me lo chiedo perché penso che la democrazia non sia solo diritto di voto, ma partecipazione, presenza attiva e forte dei cittadini - senza differenze di genere - nella societa', nelle professioni, nelle istituzioni”.

“Tutti siamo chiamati ad una forte assunzione di responsabilità per eliminare gli ostacoli che ancora oggi incontrano le donne,nel nostro paese ed altrove, sulla strada della liberta', dell'autonomia e della crescita sociale ed economica.  L'Emilia-Romagna, per vocazione, vuole continuare ad essere in prima fila in questo impegno anche in futuro, facendo leva sulla propria tradizione di terra aperta e capace di dare opportunita' a tutti. Oggi voglio ribadire personalmente questo impegno”.

Ma la giornata dell’8 marzo ha fornito l’occasione al Presidente della Conferenza delle Regioni per affrontare una delle tematiche che più gli sta a cuore: ovvero il rilancio del turismo come volano dell’economia del Paese. Occorre però una nuova politica nazionale del turismo fondata su tre pilastri: lo Stato, le Regioni ed il sistema delle imprese, perche' un turismo all'altezza delle sfide internazionali si puo' costruire solo con l'integrazione, ''nessuno puo' farlo da se'''. Ne e' convinto il presidente delle Conferenza delle Regioni Vasco Errani, intervenuto all'Assemblea di Federalberghi.

Fra i punti critici con cui gli operatori del settore si scontrano oggi in Italia, ha evidenziato, vi e' quello del confronto con il mercato globale e con l'emergere di nuovi soggetti come la Cina. Ma ''l'Italia perde posizioni a confronto con i suoi concorrenti - ha rilevato - perche' non facciamo sistema''. Serve dunque un progetto nazionale, ha ribadito, e le Regioni sono pronte a fare la loro parte.

Un'altra questione cruciale e' quella, ha proseguito, della redditivita' dell'impresa turistica a confronto con la rendita finanziaria ed immobiliare. Ma perche' gli investimenti si spostino anche sull'impresa del turismo, ha sottolineato, serve appunto una politica pubblica che ne favorisca la redditivita'. A questo si aggiunge anche la necessita' di un investimento sulla formazione professionale degli operatori, dato che la cultura dell'ospitalita' trova ora un punto critico, ha osservato, nel passaggio generazionale, ''dato che non puo' piu' essere trasmessa a figli e nipoti solo in modo informale''. Occorre inoltre, sempre secondo Errani, una disponibilita' effettiva delle risorse pubbliche destinate al settore: come nel caso dei finanziamenti ai sistemi turistici locali previsti dalla legge 135, ma di fatto non disponibili.Quanto infine alla presenza in internet degli operatori, ha suggerito ancora il presidente della Conferenza delle Regioni, non basta che ciascuno di loro abbia un sito. Serve piuttosto - ha sottolineato - un portale integrato, dove il turista e viaggiatore possa trovare tutto, dall'albergo ai trasporti. “Noi scommettiamo su un turismo che non cerca un'offerta standardizzata - ha concluso - ma e' piuttosto un turismo di viaggiatori, che cerca cultura ed identita'. E' anche a questo aspetto della globalizzazione che l'offerta si deve adeguare”.

(red/09.03.06)

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