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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 688 - giovedì 9 marzo 2006

Sommario
- 9 e 10 marzo Conferenza Regioni su risorse sanità
- Sanità e risorse: dossier di documentazione
- Oics: Vendola presidente
- Regioni ed enti locali su vertice Aran
- Liste d'attesa e riparto
- Errani: turismo e 8 marzo

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Liste d'attesa e riparto

(regioni.it) Dei 100 milioni di  euro per la ricerca oncologica in Italia, previsti dalla Finanziaria 2006, ben 55 sono stati assegnati agli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico (Irccs) privati, contro 30 mln destinati agli Irccs pubblici, 10 ad 'Alleanza contro il cancro', associazione che coordina la rete degli Irccs oncologici e 5 all'Istituto Superiore di sanita'. Questa la ripartizione dei fondi destinati alla ricerca sui tumori nel campo della prevenzione, della diagnosi, cura e riabilitazione, contenuta in un decreto gia' firmato dal ministro

della Salute Francesco Storace. In particolare, vengono assegnati 10 milioni di euro all'Istituto nazionale dei tumori di Milano e 20 mln all'Istituto Regina Elena di Roma, entrambi Irccs pubblici. Mentre fra quelli privati, all'Irccs S. Raffaele Monte Tabor vanno 20 milioni di euro, e altrettanti milioni sono assegnati all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, 7 mln all'Irccs San Raffaele della Pisana di Roma, 5 mln all'Irccs romano Fondazione Santa Lucia, 3 mln all'Irccs Fondazione Maugeri di Pavia.

All'Istituto Superiore di Sanita' vanno 5 mln di euro, mentre 10mln sono assegnati all'Associazione 'Alleanza Contro il Cancro'. Questi istituti 'capofila' dovranno coinvolgere gli altri enti territoriali, per condividere i risultati della ricerca e diffonderli, per ottenere cosi' una veloce ed efficace ricaduta sulla popolazione.

Il monitoraggio dei progetti, di durata triennale, e' affidato ad una Commissione composta da sei esperti, nominati dal Direttore generale della ricerca scientifica e tecnologica del ministero della Salute. La commissione ogni anno riferira' al ministro sull'attuazione dei progetti.

Per rendere esecutivi i programmidi ricerca, il decreto prevede che gli istituti individuati come capofila ''debbano stipulare apposite convenzioni con il Ministero della salute su specifici progetti ai sensi del comma 304 della Finanziaria 2006. Allegato alle convenzioni deve essere incluso il piano dettagliato di sviluppo del progetto e il relativo piano finanziario''.

La ripartizione dei fondi per la ricerca oncologica agli Irccs italiani ''segnala un grave squilibrio a favore della sanita' privata. E' una conferma delle scelte penalizzanti della Destra nei contronti della sanita' del  Mezzogiorno e da' una valutazione miope sulle prospettive dell'Istituto Superiore di Sanita'''. E' il commento di Rosy Bindi, responsabile delle Politiche Sociali della Margherita, al decreto firmato dal ministro della Salute Storace sulla ripartizione dei 100 milioni di euro previsti in Finanziaria. ''Il modo iniquo in cui vengono ripartite queste risorse - secondo la Bindi - annulla di fatto l'eventuale effetto benefico degli incrementi del fondo per la ricerca tanto reclamizzati dal ministro Storace''.

''Capisco  l'invidia di Rosy Bindi, perche' questo Governo ha stanziato il doppio delle risorse rispetto a quello in cui c'era lei''. Con queste parole il ministro della Salute Francesco Storace risponde alla critiche sulla ripartizione dei 100 milioni di euro per la ricerca oncologica, assegnati agli Istituti di Ricovero e cura italiani, prevista in un apposito decreto da lui firmato.

Per Umberto Veronesi saranno ''Le nuove tecnologie in medicina a far risparmiare la sanita'''. E’ stato questo, in sintesi, il commento di Veronesi che ha presentato le tre nuove apparecchiature appena acquisite dall'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), che rappresentano l'avanguardia nel settore della radioterapia oncologica.

I tre nuovi strumenti propongono la cosiddetta Radioterapia FAST (frazionamento accelerato dello schema terapeutico) e sono in grado di ridurre anche del 50% la durata complessiva del trattamento di radioterapia per le principali forme tumorali. Un frazionamento che, cosi' ridotto, contribuisce a risolvere molti disagi. A partire dalle liste d'attesa.

A Milano è stato poi presentato oggi davanti a oltre 200 operatori della sanita' lombarda il Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) per il triennio 2006-2008: si e' trattato di un primo importante momento di confronto con le realta' istituzionali, sanitarie e del welfare, che si e' svolto a Palazzo Pirelli alla presenza del presidente della Regione, Roberto Formigoni, e degli assessori alla Famiglia e Solidarieta' Sociale, Giancarlo Abelli, e alla Sanita', Alessandro Ce'.

''Anno dopo anno la Regione Lombardia riesce a proseguire con lungimiranza e coerenza quel progetto rivoluzionario, iniziato nel '97- ha dichiarato nel suo intervento di presentazione del Piano il presidente Formigoni - che ha portato la sanita' lombarda ad essere unmodello alternativo a livello nazionale, piu' efficiente e piu' vicinoalle reali esigenze del cittadino, oltre che economicamente piu' sostenibile. Un'eccellenza che la Lombardia vuole ulteriormente perfezionare per renderlo piu' coerente con i mutamenti della societa'e delle esigenze dei cittadini''.
La regione Piemonte invece ridurra' il ticket sui farmaci. Ad annunciarlo e' stata la presidente della giunta regionale Mercedes Bresso. La riduzione avverra' grazie all'innalzamento del limite di reddito per l'esenzione. ''Questa riduzione che ci prestiamo ad approvare -ha spiegato Bresso- coinvolgera' la meta' della popolazione piemontese''. Sulla questione il capogruppo di Forza Italia in regione, Enzo Ghigo ha dichiarato: ''Aspettiamo che gli annunci si traducano in realta' e in ogni caso, la strada che la giunta sembra voler utilizzare, ovvero quella dell'innalzamento del limite di reddito per l'esenzione, e' la stessa che ha utilizzata da noi nella precedente legislatura''.

A Genova invece, anche se in uno specifico settore, le liste di attesa saranno ridotte da 40 a 20giorni per gli interventi alla cataratta nel reparto di Oculistica dell'ospedale San Martino di Genova grazie ad una riorganizzazione degli orari del personale medico e paramedico che permettera' di tenere aperte anche al pomeriggio due sale operatorie. La sperimentazione rientra in un progetto piu' ampio della Regione Liguria per ridurre la cosiddetta "fuga di malati" in altre regioni. "L'ospedale San Martino - ha spiegato il direttore dell'ospedale, Gaetano Cosenza - dispone di 41 sale, di cui 10 usate 24 ore su 24 per le urgenze. Le altre sono aperte al mattino e chiudono alle 14". L' esperimento al Dipartimento di Oculistica e' iniziato a febbraio con risultati soddisfacenti gia' dalle prime settimane. Il direttore ha quindi annunciato che dal 16 marzo altre due sale saranno aperte fino a sera per gli interventi nel reparto di Oculistica. L'esperimento verra' poi esteso al dipartimento di Ortopedia dove rimarranno aperte al pomeriggio altre tre sale consentendo di ridurre i 50 giorni previsti attualmente nelle liste di attesa per un intervento. Soddisfatto il Presidente della Regione Claudio Burlando. "Questa iniziativa per frenare la grande fuga di pazienti che abbiamo visto dal Dipartimento di Oculistica - ha detto il presidente - sembra funzionare, consentendo un risparmio di costi e di disagi per i pazienti e i loro parenti".

(red/09.03.06)

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