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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 691 - giovedì 16 marzo 2006

Sommario
- Sanità: Liste d'attesa e risorse 2006 in Stato-Regioni il 28 marzo
- Federalismo fiscale: il 28 tabella ripartizione 56/2000
- Sanità informatizzata
- Più UE per le Regioni
- Finanziaria: Emilia ricorso Consulta
- Loiero fonda il PDM

+T -T
Finanziaria: Emilia ricorso Consulta

(regioni.it) Ricorsi costituzionali su Finanziaria 2006. Friuli Venezia Giulia, Veneto, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna hanno fatto o faranno ricorso contro il Governo. Ogni regione ha presentato ricorsi in tempi diversi su commi e articoli specifici.

La Regione Emilia-Romagna si accinge a presentare un ricorso alla Corte costituzionale sulla legge Finanziaria 2006. Complessivamente 40 i commi contestati in materia di personale, urbanistica, sanita', famiglie, giovani e tossicodipendenze.

In generale due le contestazioni piu' ricorrenti: meccanismi procedurali che di fatto riportano al centro competenze che la Costituzione assegna invece alle Regioni e la istituzione di Fondi settoriali a destinazione vincolata gestiti direttamente dallo Stato in settori che invece, ancora una volta, rientrano nella potesta' regionale.

Questo il dettaglio delle contestazioni.

   PERSONALE: Per quanto riguarda le spese per il personale, la Regione contesta la legittimita' costituzionale delle norme che  prevedono precisi  vincoli di spesa (per gli anni 2006, 2007 e  2008) a carico delle Regioni in materia di personale per concorrere agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica.

   URBANISTICA: In materia urbanistica la Regione giudica illegittimo il comma 88 della Finanziaria che introduce una sanatoria urbanistica a favore degli immobili delle Ferrovie dello Stato. Si tratta di fatto secondo la regione Emilia- Romagna di un altro caso di condono edilizio che viola l' autonomia legislativa e amministrativa della Regione in materia di governo del territorio.

   SANITA': La Regione Emilia-Romagna contesta numerosi passaggi della Finanziaria che riguardano il ripiano dei disavanzi di gestione del Servizio sanitario. A partire dal comma 277 che introduce rigidi meccanismi sanzionatori a carico delle Regioni che si ritrovino con disavanzi di gestione della spesa sanitaria. Fatto salvo l'obiettivo, ovviamente da condividere, del contenimento della spesa pubblica, la norma prevista dalla Finanziaria secondo la Regione eccede le competenze concorrenti che lo Stato ha in materia di coordinamento della finanza pubblica ed e' lesiva dell'autonomia politica costituzionalmente tutelata delle Regioni e dei loro organi elettivi. Analogamente vengono contestati i commi che subordinano la ripartizione alle Regioni di 2 miliardi di euro per il ripiano dei disavanzi 2002, 2003 e 2004 all'approvazione da parte delle stesse, entro il 31 marzo 2006, del Piano sanitario nazionale nonche' all'accordo sulle misure per la riduzione delle liste di attesa. Ancora in campo sanitario sono contestati altri due commi perche' lesivi delle competenze legislative e amministrative delle Regioni in materia di tutela della salute, relativi ai compiti e alle funzioni della nuova 'Commissione nazionale sull'appropriatezza delle prescrizioni'.

   FAMIGLIA, GIOVANI E TOSSICODIPENDENZE: Il comma 330 istituisce un Fondo con una dotazione finanziaria di oltre mille milioni di euro per l'anno 2006 per la realizzazione di interventi per il sostegno alle famiglie e la solidarieta'. Anche in questo caso secondo la Regione Emilia-Romagna si tratta di un ambito - quello dei servizi e dell'assistenza sociale - che rientra nella piena competenza delle Regioni. Anziche' assegnare le relative risorse al Fondo nazionale per le politiche sociali per poi procedere al relativo riparto tra le Regioni, il Governo ha scelto dunque - questa la contestazione della Regione - di istituire un Fondo settoriale a destinazione vincolata, violando le legittime competenze costituzionali delle Regioni. Viene anche giudicata illegittima l'istituzione dell' 'Osservatorio per il disagio giovanile legato alle tossicodipendenze', perche' senza intesa della Conferenza Stato- Regioni e, analogamente, del 'Fondo nazionale per le comunita' giovanili e prevenzione del fenomeno delle tossicodipendenze'.

Tale Fondo ha una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro per il 2006, il 95% della quale e' destinato a essere ripartito alle comunita' giovanili individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministero dell' Economia. Anche in questo caso l'illegittimita', secondo la Regione, deriva dal fatto che si tratta di un Fondo settoriale a destinazione vincolata e gestito centralmente dallo Stato in un settore di competenza regionale.

(red/16.03.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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