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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 693 - lunedì 20 marzo 2006

Sommario3
- Stop Ciampi al decreto ambiente
- 26-27 marzo Veneto-Friuli: referendum in 4 comuni
- Molise e Umbria: sviluppo rurale
- Errani: stop delega ambiente conferma criticità sollevate
- Lazio: liste d'attesa
- Bassolino: anche il patentino a punti

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Stop Ciampi al decreto ambiente

(regioni.it) Stop al decreto ambiente. Ciampi chiede al Governo una serie di chiarimenti sul decreto legislativo che attua la legge delega in materia ambientale. ''Nell'ambito dei corretti rapporti istituzionali - si afferma al ministero dell'Ambiente - il governo sta fornendo al Quirinale i chiarimenti richiesti''.

La legge delega riorganizza le procedure per la valutazione ambientale strategica(Vas), per la valutazione di impatto ambientale(Via) e per l'autorizzazione ambientale integrata(Ippc). Il provvedimento inoltre detta norme sulla difesa del suolo, la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche, la gestione dei rifiuti e bonifiche, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera, nonche' sul danno ambientale.

E' improprio parlare di ''rinvio'' del provvedimento, in quanto si tratta di un decreto legislativo: un atto emesso quindi non dal Parlamento ma dal governo e sottoposto al capo dello Stato per la firma. Il presidente Ciampi, a quanto si apprende, letto il testo, avrebbe scritto al governo una lettera per fare alcune osservazioni di metodo e chiedere dei chiarimenti.

In ambienti parlamentari si apprende che il presidente della Repubblica avrebbe sollevato una questione di metodo relativa al parere negativo espresso dalla Conferenza Stato-Regioni sulla delega ambientale e sulla eventualita' di un parere del Consiglio di Stato.

Ecco il parere delle Regioni di fine gennaio:

La Conferenza delle Regioni ha approvato il seguente Ordine del Giorno:

“Le Regioni con riferimento allo schema di decreto delegato attuativo della L 308/2004

- considerato che nella seduta della Conferenza Unificata del 15 dicembre le Regioni avevano richiesto il rinvio dell’espressione del parere, per consentire gli ulteriori e necessari approfondimenti tecnici, tenuto conto che i materiali completi erano stati consegnati soltanto il 7/12;

- visto che tale richiesta, a cui avevano aderito anche le Autonomie, non avuto seguito alcuno e che anzi il Governo, anziché convocare tempestivamente una nuova seduta di Conferenza Unificata per consentire l’espressione del parere, ha proceduto nell’ulteriore iter di approvazione del provvedimento, non tenendo conto né delle obiezioni di metodo né di quelle di merito, sollevate nelle sedi istituzionali;

- considerato che lo schema di decreto legislativo in oggetto, qualora approvato, avrebbe un impatto drammatico sul corpus normativo delle Regioni, determinando problemi di certezza del diritto e  la sostanziale paralisi dell’azione pubblica in campo ambientale, data l’incompatibilità delle norme regionali vigenti con quelle dello schema di decreto in assenza di norme transitorie e di salvaguardia;

- considerati infine i profili di manifesta incostituzionalità dello schema di decreto, rimasto inalterato nella sostanza anche nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri il 19/1/06 e pesantemente aggravata per la parte della difesa del suolo, dove, a fronte dell’invito delle Commissioni di Camera e Senato di riconoscere alle Regioni il loro  ruolo istituzionale (solo parzialmente accolto), sono stati precipitosamente designati gli ambiti territoriali delle otto nuove Autorità di bacino distrettuale, senza nessun coinvolgimento delle Regioni, anzi disponendo la soppressione pressoché immediata, entro fine aprile, delle attuali Autorità di Bacino

- considerati infine i gravi profili di illegittimità denunciati da un grande numero di personalità del mondo scientifico e accademico, che hanno condiviso i rilievi delle Regioni, degli Enti locali e delle associazioni economiche, sindacali, ambientali

esprimono un parere negativo sullo schema di decreto legislativo attuativo della Legge 308/2004, sia nel merito sia per il metodo”, come diffusamente argomentato in un allegato tecnico”.

 (red/20.03.06)

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26-27 marzo Veneto-Friuli: referendum in 4 comuni

(regioni.it) Referendum in 4 comuni per passaggio da Veneto a Friuli. Domenica 26 e lunedi' 27 marzo si svolgeranno quattro distinti referendum consultivi (ex articolo 132, secondo comma, della Costituzione) per il distacco dei comuni di Pramaggiore, Cinto Caomaggiore, Gruaro e TeglioVeneto (Venezia) dalla Regione Veneto e la loro aggregazione alla Regione Friuli Venezia Giulia.

Ne da' comunicazione il Viminale, sottolineando che "le richieste referendarie sonostate formulate con deliberazioni dei rispettivi Consigli comunali e sono state dichiarate legittime dall'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione".

Gli elettori complessivamente interessati alle quattro consultazioni, sulla base dei dati dell'ultima revisione delle liste elettorali, sono 11.587, distribuiti su 14 sezioni: in particolare, gli elettori di Pramaggiore sono 3.768 e le sezioni 4; gli elettori di Cinto Caomaggiore 3.028 e le sezioni 4; gli elettori di Gruaro 2.720 e le sezioni 3; gli elettori di Teglio Veneto 2.071 e le sezioni 3. Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 26 dalle 8 alle 22 e lunedi' 27 marzo dalle 7 alle 15.

Ai sensi dell'articolo 45, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, numero 352, ricorda ancora il Viminale, "le proposte fatte oggetto di referendum saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa ai quesiti referendari non sara' inferiore alla maggioranza degli elettori. In caso di approvazione, il citato articolo 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce che con legge della Repubblica possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i Consigli regionali interessati".

(red 20.03.06)

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Molise e Umbria: sviluppo rurale

(regioni.it) Si discute di sviluppo agricolo in Molise e Umbria. Michele Iorio, presidente del Molise, ha incontrato insieme agli assessori all'Agricoltura, Rosario De Matteis, e al Bilancio e Finanze, Gianfranco Vitagliano, i rappresentanti della Col diretti per discutere del futuro agricolo della regione Molise. In particolare è stato affrontato il tema dei fondi destinati al settore agricolo dal Documento di Bilancio varato dall'Esecutivo e ora all'esame del Consiglio Regionale.

''Su questa impostazione di contesto - ha sottolineato Iorio - abbiamo stilato anche l'attuale Documento Finanziario''. Nella riunione gli esponenti della Col diretti hanno evidenziato alcune richieste su punti specifici relativamente al plafond destinato dal Bilancio 2006 all'Agricoltura regionale. Il Presidente Iorio, sentite le istanze della Coldiretti, si e' riservato di trovare gli spazi necessari per le varie richieste in sede di votazione definitiva del Bilancio in Consiglio Regionale e nell'ambito della rielaborazione dei vari fondi di investimento.

Mentre per la CIA bisogna ''Puntare sui prodotti tipici per ridurre al minimo la concorrenza degli altri Stati'': e' uno dei passi da compiere per condurre il settore agricolo fuori dalla crisi secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia) del Molise.

La qualita' dei prodotti, ha spiegato la Cia, rappresenta un punto di forza dell'agricoltura regionale. In questo settore, dunque, bisogna investire ''altrimenti - e' stato ribadito nel corso dell'incontro - le aziende molisane avranno scarse possibilita' di confrontarsi sul mercato''.

''In queste ultime settimane l'Umbria si e' battuta perche' vi fosse tra le Regioni italiane un accordo, che non e' stato raggiunto, per un 'programma unico nazionale' per la gestione dei fondi europei destinati allo sviluppo rurale. Tale accordo avrebbe consentito di 'trattenere' in Italia le somme eventualmente non spese da alcune Regioni, per essere ridistribuite in ambito nazionale''. E' quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, illustrando al tavolo generale del patto per lo sviluppo il documento strategico per lo sviluppo rurale 2007-13.

La presidente ha spiegato che l'Italia e' l'unico paese dell'Unione a non aver scelto la strada del ''programma nazionale'' e cio' potrebbe ulteriormente penalizzare regioni come l'Umbria che ''grazie alla loro capacita' di programmazione e spesa in questi anni, proprio per le politiche di sviluppo rurale, e' riuscita a conquistare importanti 'premialita''. Ora tutte le somme che non saranno impegnate e spese dovranno tornare a Bruxelles, mentre se avessimo scelto la strada del piano nazionale sarebbero rimaste in Italia a vantaggio di tutti. Ovviamente per noi il 'programma nazionale' non significava affatto ledere l'autonomia di ogni singola Regione, che e' e resta sacrosanta''.

La presidente Lorenzetti ha quindi sottolineato l'esigenza di operare delle scelte programmatiche di qualita': ''Alla diminuzione delle risorse comunitarie - ha detto - dobbiamo essere in grado di rispondere con la qualita', la selezione degli interventi, l'integrazione e la complementarieta' tra i vari strumenti, puntando all'innovazione ed alla crescita competitiva. Agendo sui vari fattori integrati che debbono concorrere ad uno sviluppo multifunzionale del comparto agricolo. Una linea che abbiamo gia' in parte anticipato in questi anni ma che, nel prossimo settennio di programmazione diventera' la metodologia gestionale nell'attuazione delle misure. E questo e' un impegno - ha concluso - al quale nessuno, istituzioni ed imprese, puo' sottrarsi, pena la perdita di risorse e di competitivita' del sistema regionale e nazionale''.

(red/20.03.06)

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Errani: stop delega ambiente conferma criticità sollevate

Roma, 20 marzo ‘06 – comunicato stampa – La richiesta di chiarimenti da parte del Quirinale sulle modalità che hanno portato al varo del decreto legislativo che attua la delega ambientale è la conferma più autorevole delle numerose preoccupazioni e criticità che regioni ed autonomie locali avevano sollevato in modo unanime. Sotto questo profilo il parere negativo espresso in sede di Conferenza unificata è stato l’ultimo atto di un iter che ha saltato ogni dialogo ed ogni forma di concertazione”, lo ha dichiarato Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni.

“Di fatto – prosegue Errani - il testo del decreto legislativo non solo va ben al di là di quanto stabilito dalla delega , ma incide profondamente su un sistema di garanzie e di norme che salvaguardano e tutelano l’ambiente.

Spero – conclude il Presidente della Conferenza -  che l’opportunità offerta dalle riflessioni del Presidente della Repubblica consentano un ripensamento e permettano di riavviare un iter che non può e non deve fare a meno del contributo delle Regioni e delle autonomie locali”.

 

 

    Doc. Approvato - Ambiente: decreto delegato...

(red/20.03.06)

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Lazio: liste d'attesa

(regioni.it) Nel Lazio 30 giorni per le visite specialistiche e 60 giorni per gli esami diagnostici. Ecco gli obiettivi del piano operativo per il contenimento    delle liste di attesa. 'In questo modo diamo una svolta alle liste di attesa - ha detto l'assessore regionale alla sanita' Augusto Battaglia - entro fine maggio almeno un presidio sanitario per Asl dovra' rispettare i tempi previsti dalla normativa vigente''.

In generale sul problema delle liste d’attesa interviene oggi “la Repubblica” con un editoriale di Pirani: la Repubblica: Pirani su liste d'attesa...                                    

Il piano prevede l'attivazione entro il 30 aprile del Cup unico che mettera' in rete tutti i Cup aziendali. Dalla stessa data, il nuovo Cup regionale verra' esteso a tutti gli ospedali classificati.

''Con queste iniziative garantiremo - ha spiegato Battaglia - l'uguaglianza di accesso a tutti gli utenti del Lazio, una maggiore trasparenza delle liste di attesa, il blocco delle prenotazioni multiple (stimate in circa il 7%), una maggiore offerta di prestazioni. La base dati unica consentira' inoltre di avere in tempo reale l'attesa per ogni tipologia di prestazione''.

Oltre ad un tavolo permanente con le organizzazioni sindacali per un confronto sulle strategie, viene istituita la commissione liste d'attesa con compiti di monitoraggio dei tempi di attesa, l'appropriatezza delle prestazioni, i tempi e le modalita' di utilizzo delle attrezzature.

''La commissione - ha aggiunto Battaglia - usera' anche un referente regionale per le liste d'attesa che avra' il compito di rapportarsi alle Aziende per assumere ogni informazione utile e verificare sul posto le criticita' evidenziate''.   

A tutto questo si aggiunge il nuovo nomenclatore delle prestazioni ambulatoriali, l'implementazione di un sistema di classificazione basato sulle priorita', l'estensione a tutte le aziende del Lazio dei percorsi clinico-diagnostici per alcune patologie aventi rilevanza sociale, attivati da settembre solo al San Giovanni; una campagna informativa per il numero verde ReCup 80.33.33.

''Per garantire l'accesso alle prestazioni in 72 ore per i casi d'urgenza e per le prestazioni critiche - ha concluso Battaglia - gia' da oggi i medici di medicina generale possono telefonare al numero verde ReCup loro dedicato, e attraverso l'uso di un pin, prenotare direttamente la prestazione per il loro assistito nei casi valutati di reale necessita'''.

Sono 7.330 i medici che hanno ricevuto il pin dalla Regione; di questi 3.377 l'hanno attivato. Le prestazioni prioritarie prenotate direttamente dai medici sono state 12.870 nel 2005 e 2.243 dal primo gennaio.

(red 20.03.06)

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Bassolino: anche il patentino a punti

(regioni.it) Il Patentino a punti è necessario per prevenire gli incidenti stradali. Lo afferma Antonio Bassolino., presidente della Regione Campania, che chiede la sua attivazione. ''Torneremo alla carica con il Governo e con il Parlamento - ha detto in una conferenza stampa - Si e' visto che la patente a punti ha dato dei risultati, e allora perche' non deve esserci anche il patentino a punti? Sarebbe utile a tanti ragazzi''.

''Lo abbiamo gia' chiesto al Governo e al Parlamento senza  aver ottenuto nulla - ha aggiunto Bassolino a margine della presentazione della campagna di educazione stradale ''Il casco ti salva la vita - Mettitelo (bene) in testa'' - lo richiederemo al nuovo Governo, di qualsiasi schieramento sara' espressione''.

''Nella stessa misura - ha sottolineato - bisogna continuare, con perseveranza, nel rispetto delle regole e delle leggi, anche per quello che riguarda il sequestro del motorino, quando non si rispettano tali regole''.

''Abbiamo visto che quando ci sono regole chiare, controlli e polso fermo - ha concluso il presidente Bassolino - si riesce a salvare la vita di tanti ragazzi e, di sicuro, al mondo non c'e' bene piu' prezioso della vita anche di un solo ragazzo''.

(red/20.03.06)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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