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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 693 - lunedì 20 marzo 2006

Sommario
- Stop Ciampi al decreto ambiente
- 26-27 marzo Veneto-Friuli: referendum in 4 comuni
- Molise e Umbria: sviluppo rurale
- Errani: stop delega ambiente conferma criticità sollevate
- Lazio: liste d'attesa
- Bassolino: anche il patentino a punti

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Molise e Umbria: sviluppo rurale

(regioni.it) Si discute di sviluppo agricolo in Molise e Umbria. Michele Iorio, presidente del Molise, ha incontrato insieme agli assessori all'Agricoltura, Rosario De Matteis, e al Bilancio e Finanze, Gianfranco Vitagliano, i rappresentanti della Col diretti per discutere del futuro agricolo della regione Molise. In particolare è stato affrontato il tema dei fondi destinati al settore agricolo dal Documento di Bilancio varato dall'Esecutivo e ora all'esame del Consiglio Regionale.

''Su questa impostazione di contesto - ha sottolineato Iorio - abbiamo stilato anche l'attuale Documento Finanziario''. Nella riunione gli esponenti della Col diretti hanno evidenziato alcune richieste su punti specifici relativamente al plafond destinato dal Bilancio 2006 all'Agricoltura regionale. Il Presidente Iorio, sentite le istanze della Coldiretti, si e' riservato di trovare gli spazi necessari per le varie richieste in sede di votazione definitiva del Bilancio in Consiglio Regionale e nell'ambito della rielaborazione dei vari fondi di investimento.

Mentre per la CIA bisogna ''Puntare sui prodotti tipici per ridurre al minimo la concorrenza degli altri Stati'': e' uno dei passi da compiere per condurre il settore agricolo fuori dalla crisi secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia) del Molise.

La qualita' dei prodotti, ha spiegato la Cia, rappresenta un punto di forza dell'agricoltura regionale. In questo settore, dunque, bisogna investire ''altrimenti - e' stato ribadito nel corso dell'incontro - le aziende molisane avranno scarse possibilita' di confrontarsi sul mercato''.

''In queste ultime settimane l'Umbria si e' battuta perche' vi fosse tra le Regioni italiane un accordo, che non e' stato raggiunto, per un 'programma unico nazionale' per la gestione dei fondi europei destinati allo sviluppo rurale. Tale accordo avrebbe consentito di 'trattenere' in Italia le somme eventualmente non spese da alcune Regioni, per essere ridistribuite in ambito nazionale''. E' quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, illustrando al tavolo generale del patto per lo sviluppo il documento strategico per lo sviluppo rurale 2007-13.

La presidente ha spiegato che l'Italia e' l'unico paese dell'Unione a non aver scelto la strada del ''programma nazionale'' e cio' potrebbe ulteriormente penalizzare regioni come l'Umbria che ''grazie alla loro capacita' di programmazione e spesa in questi anni, proprio per le politiche di sviluppo rurale, e' riuscita a conquistare importanti 'premialita''. Ora tutte le somme che non saranno impegnate e spese dovranno tornare a Bruxelles, mentre se avessimo scelto la strada del piano nazionale sarebbero rimaste in Italia a vantaggio di tutti. Ovviamente per noi il 'programma nazionale' non significava affatto ledere l'autonomia di ogni singola Regione, che e' e resta sacrosanta''.

La presidente Lorenzetti ha quindi sottolineato l'esigenza di operare delle scelte programmatiche di qualita': ''Alla diminuzione delle risorse comunitarie - ha detto - dobbiamo essere in grado di rispondere con la qualita', la selezione degli interventi, l'integrazione e la complementarieta' tra i vari strumenti, puntando all'innovazione ed alla crescita competitiva. Agendo sui vari fattori integrati che debbono concorrere ad uno sviluppo multifunzionale del comparto agricolo. Una linea che abbiamo gia' in parte anticipato in questi anni ma che, nel prossimo settennio di programmazione diventera' la metodologia gestionale nell'attuazione delle misure. E questo e' un impegno - ha concluso - al quale nessuno, istituzioni ed imprese, puo' sottrarsi, pena la perdita di risorse e di competitivita' del sistema regionale e nazionale''.

(red/20.03.06)

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