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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 696 - giovedì 23 marzo 2006

Sommario
- Turismo: nasce Agenzia nazionale
- Errani (regioni) su Rapporto Isae
- Assessori si confrontano su canoni concessioni marittime
- ISAE: serve partecipazione alle scelte economiche
- Un "redattore sociale" on line
- Marrazzo sui Pacs

+T -T
ISAE: serve partecipazione alle scelte economiche

(regioni.it) La concertazione serve al Paese. Le Regioni non devono stare ai margini della programmazione economica, ma devono essere “coprotagoniste”. Lo sostiene l’ISAE, l’Istituto di studi e analisi economica. E' necessario assicurare alle regioni e agli enti locali un ruolo non formale nel determinare i macro indirizzi del Dpef e nel definire gli interventi specifici previsti dalla legge finanziaria. Lo sottolinea il quarto rapporto sull'attuazione del federalismo curato dall'Isae,  La strada da percorrere - sottolinea lo studio - e' quella di un coinvolgimento delle amministrazioni locali nei momenti cruciali della programmazione di bilancio nel tentativo, in tal modo, di responsabilizzare maggiormente i governi regionali e locali e di giungere, se possibile, a decisioni condivise tra Stato centrale e autonomie in merito alla ripartizione del carico del risanamento finanziario.

 

2) rapporto Isae 23.03.06...                                                  

Rapporto ISAE su federalismo del 23.03.06...                                  

 

Le regole del Patto di Stabilita' Interno (Psi) da numerosi anni si pongono l'obiettivo di associare le autonomie locali al processo di risanamento finanziario ma, lungi dall'essere una semplice 'estensione' del patto di stabilita' e di crescita europeo, il patto di stabilita' interno ha posto ''limiti significativi all'autonomia della gestione finanziaria di regioni e di enti locali, creando non poche frizioni nella dialettica gia' di per se complessa tra i diversi livelli di governo''. Secondo il rapporto un patto di stabilita' interno ''maggiormente condiviso nelle sue regole di fondo nonche' nei suoi obiettivi quantitativi annuali potrebbe essere uno strumento di maggiore efficacia di quello che si e' venuto a consolidare a partire dal 1999''. Nel 2004, a decentramento attuato, la  spesa decentrata aggiuntiva della pubblica amministrazione  locale, vale a dire le nuove spese dirette della pubblica  amministrazione per esercizi e prestazioni finali, sarebbero  ammontate a 70 miliardi di euro, il 5,2% del Pil (nel 2003 si  trattava di 72 miliardi di euro). L'istruzione, da sola,  assorbirebbe risorse per un ammontare di 44 miliardi di euro,  rappresentando cosi' circa i due terzi della massa complessiva  delle nuove spese finali devolute per servizi e prestazioni. Sempre nel 2004, secondo i calcoli Isae, le uscite di bilancio aggiuntive delle Regioni, ovvero l'aumento delle spese complessive delle Regioni, incluso l'incremento dei trasferimenti a favore di Comuni, Province ed altri enti locali per funzioni assegnate ad essi, sarebbe stato pari a 95 miliardi di euro (erano 92 nel 2003). L'aumento netto delle risorse autonome (cioe' tributi locali  o compartecipazioni al gettito di tributi erariali) da  assicurare alla pubblica amministrazione per rifinanziare nuove  spese per servizi e prestazioni finali e la quota delle vecchie  spese gia' finanziata con trasferimenti statali in senso  stretto, passa dai 150 miliardi di euro del 2003 a 148 miliardi. L'aumento lordo di queste stesse risorse autonome, che era pari  a 170 miliardi di euro nel 2003, diventa di 169 miliardi di euro  nel 2004.

L'Isae sottolinea inoltre come sia molto sostenuta la  dinamica della spesa delle funzioni decentrate o in via di  trasferimento a livello locale. Questa dinamica - osservano i  relatori del Rapporto - appare legata anche a fattori di natura strutturale: basti pensare alla spesa sanitaria o ad altre  uscite legate ad aspetti delle politiche di welfare la cui  evoluzione appare guidata da tendenze dovute, tra l'altro,  all'invecchiamento della popolazione o al costo crescente di  apparecchiature sanitarie sempre piu' sofisticate.

L'Isae ha poi anche fatto una stima complessiva della spesa  delle amministrazioni locali, per tutte le funzioni, a  decentramento avvenuto, tra il '99 e il 2004: essa era di  178.847 miliardi di euro nel '99 (pari al 18,51% del Pil) e  ammonta a 247.264 miliardi di euro nel 2004, pari al 21,04% del  Pil) nelle Regioni a Statuto ordinario.

Infine, l'Isae indica che le linee di azione attuativa del nuovo sistema dovranno prevedere: il potenziamento delle entrate tributarie proprie e compartecipate per ridurre al minimo i flussi perequativi; la crescita di importanza dei tributi erariali attribuiti in particolare Iva, imposte sui servizi e sui giochi; il riassetto della distribuzione tra livelli di governo in funzione del principio di correlazione tra funzioni svolte e tipologia della base imponibile del tributo; la revisione di Irap e addizionale Irpef.

Sintesi per la stampa

Introduzione e sintesi

(red/23.03.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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