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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 733 - venerdì 26 maggio 2006

Sommario3
- Sanità: il monito di Prodi
- Fondi strutturali UE: inchiesta della Corte dei conti
- Sanità: in Piemonte un Piano per le vaccinazioni
- Regioni: la "bioclassifica"
- Naccarato: da Sottegretario comunque vicino ai problemi delle Regioni
- 5 giugno: giornata mondiale dell'ambiente

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Sanità: il monito di Prodi

(regioni.it) “Ho dato istruzioni al ministro della Sanità per fare in modo che i comportamenti delle regioni più arretrate e con performance peggiori si adeguino alle regioni più virtuose”. A dirlo è il Presidente del Consiglio Romano Prodi che proprio il 31 maggio incontrerà i Presidenti delle Regioni e i rappresentanti delle autonomie locali (cfr. regioni.it n.732). ''Il deficit della sanità - ha aggiunto Prodi - ha raggiunto livelli inspiegabili dato la qualita' dei servizi. C'e' bisogno di un profondo cambiamento, non si puo' parlare di mancanza di legislazione o di responsabilizzazione, l'obbligo della gestione, infatti, e' delle regioni''.

Restando in tema di sanità, si registra nel frattempo un botta e risposta fra i sindacati e il Presidente del Comitato di settore Sanità, l’assessore della Lombardia, Romano Colozzi (che è anche coordinatore della Commissione bilancio della Conferenza delle Regioni).

Protestano infatti Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: ''Dopo le gravi e irresponsabili dichiarazioni del Presidente del Comitato di Settore, Romano Colozzi esternate ieri con una lettera inviata al Presidente del Consiglio, ai Ministri di Salute, Economia e Funzione Pubblica e all'Aran, le Organizzazioni Sindacali non intendono accettare ancora ulteriori strumentalizzazioni del contratto dei lavoratori (scrivono i sindacati in una nota congiunta). Le regioni non possono utilizzare il rinnovo contrattuale per contenere i deficit dei loro bilanci e il Governo non può farsi complice di questo ricatto”. “L'ipotesi di contratto è stata siglata il 26 gennaio 2006 ma l'iter di approvazione, di fronte alle parole del Presidente, rischia di allungarsi e lasciare i lavoratori per altri mesi senza il proprio aumento salariale -dicono i sindacati-. Il comitato di settore delle regioni forse dimentica che le quantificazioni e le coperture degli oneri sono già state discusse e definite, nelle sedi di competenza durante le fasi preliminari di verifica; che nella seduta del 29 marzo 2006, il Consiglio dei Ministri nel formulare il parere favorevole alla sottoscrizione del contratto, ha stimato che ci fossero oneri aggiuntivi; che dal 29 marzo al 9 maggio 2006 l'Aran ha fornito tutte le documentazioni e spiegazioni al Comitato di settore per dimostrare la congruità dei costi contrattuali; che il 9 maggio il Comitato di settore, con la firma del proprio Presidente, ha approvato in via definitiva il CCNL 2004-2005 della Sanità Pubblica e ha autorizzato l'Aran a trasmettere il contratto alla Corte dei Conti per proseguire l'iter''.

A stretto giro la risposta di Colozzi “Comprendo il disagio dei lavoratori del Comparto sanita' che attendono il rinnovo di un contratto scaduto da diversi mesi, ma questo non autorizza nessuno a formulare dichiarazioni lontane anni luce dalla verità”. Il presidente del Comitato di settore delle Regioni per il comparto sanità, Romano Colozzi, risponde così ai sindacati confederali che hanno duramente criticato la lettera inviata dallo stesso Colozzi al presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi, su mandato del Comitato di settore e del Coordinamento degli assessori alla Sanità. Colozzi spiega di aver ''scritto al presidente del Consiglio perché il Governo stesso, dopo aver dubitato della tenuta finanziaria del rinnovo contrattuale, rivedesse la sua posizione avendo ricevuto ampie garanzie da parte dell'Aran, dopo l'ennesima certificazione non positiva da parte della Corte dei Conti. La scelta di chiedere al Governo di far propria la quantificazione degli oneri finanziari del contratto -sottolinea- e' un atto dovuto perché mai prima d'ora si era verificato che la 'non certificazione' da parte della Corte si aggiungesse alla difformità di valutazione dei costi contrattuali fra Aran e Governo. Se questo e' un atteggiamento irresponsabile, mi chiedo da che parte stia la responsabilita'''. “Nessuno, lo ribadisco, vuole rinviare la firma del contratto. I lavoratori del comparto hanno atteso sin troppo tempo. Oggi vengo accusato di voler ritardare la firma del contratto del comparto - afferma Colozzi - quando invece ho convocato per giovedì primo giugno il Comitato di settore proprio per accelerare l'iter contrattuale e garantire agli oltre 500 mila lavoratori del comparto gli adeguamenti che spettano loro di diritto”, prosegue. E ricorda le ''innumerevoli sollecitazioni avanzate al Governo per sbloccare i precedenti contratti dopo mesi di giacenza nei cassetti di qualche Ministero, e la proposta di una riforma strutturale della contrattazione pubblica in sanità proprio per evitare che si arrivi alla firma addirittura dopo la scadenza dei contratti”.

(red/26.05.06)

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Fondi strutturali UE: inchiesta della Corte dei conti

(regioni.it) “La Sezione di controllo affari comunitari ed internazionali, nel presentare l'annuale rapporto dedicato all'utilizzazione dei fondi comunitari, lancia l'allarme sul forte aumento delle irregolarità e sulle frodi italiane a danno dei fondi dell'Unione europea, sia per l'esercizio 2004, sia per il primo semestre del 2005, precisando che il 99,24% delle irregolarità accertate sono relative a fondi strutturali”, a segnalarlo è la newsletter della Corte dei Conti.

 “Tale incremento, per i programmi nazionali – afferma la Corte - supera il triplo degli importi segnalati nel 2003 ed è causato principalmente da irregolarità e frodi su programmi gestiti, a livello nazionale, da vari ministeri, dall'Anas ed, in minima parte, da altri enti, mentre per i programmi regionali la concentrazione delle irregolarità è prevalente nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda la politica di "coesione" europea", dopo il positivo avanzamento al secondo posto nel 2003, nel 2004 l'Italia retrocede al terzo posto, dopo Spagna e Germania, subendo una notevole riduzione sia in valore assoluto, sia in misura maggiore in termini di incidenza sul totale (punti 2,8). Al riguardo la Corte, allarmata da tale fenomeno gravemente lesivo degli interessi finanziari del nostro Paese, ha avviato un'inchiesta specifica, i cui risultati saranno presentati in Parlamento” (per approfondimenti cfr. Delibera n. 1/2006 della Sezione controllo affari comunitari ed internazionali e testo della Relazione ).

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Sanità: in Piemonte un Piano per le vaccinazioni

(regioni.it) Nei giorni scorsi, la Giunta Regionale del Piemonte  ha   approvato   il  “Piano  piemontese  di  promozione  delle vaccinazioni  2006”,  il  primo  documento  programmatico  specificatamente rivolto   all’argomento.   La   semplificazione  dell’offerta  vaccinale  e importanti  cambiamenti  nell’approccio all’obbligatorietà e alla necessità di  un’educazione  più  consapevole  al  tema  della  vaccinazione sono gli elementi principali del programma (Piano Piemontese di Promozione delle Vaccinazioni 2006 ; Allegati:Calendario delle vaccinazioni pediatriche ; Compiti degli operatori sanitari;  Fac-simile lettera destinata alle famiglie).
“Il  “Piano  nazionale  vaccini  2005-2007”  - afferma Vittorio Demicheli, direttore  dell’Assessorato  -  ha  affidato  alle  Regioni  il  compito di organizzare  l’offerta  vaccinale  sul  proprio  territorio  di competenza, identificando  le  strategie  più  adeguate  agli obiettivi, assicurando la qualità dei servizi e la facoltà di adottare specifici programmi per alcune particolari   tipologie   di  immunizzazione”.  La  stesura  del  piano  ha attraversato  una  prima  fase  di  confronto fra i tecnici designati, alla quale  sono seguiti otto cicli di presentazione e discussione nelle Aziende Sanitarie  Regionali  al  fine di prendere contatto con tutti i pediatri di libera scelta e gli operatori del settore.

La  prima  importante novità riguarda una migliore organizzazione e una più coerente  omogeneità  nella  classificazione  dei  vaccini, prima suddivisi nelle categorie “obbligatori”, “raccomandati” e “facoltativi”, suddivisione che  poteva  creare talvolta confusione sulla reale necessità di utilizzare un’iniezione.  Il  nuovo piano, invece,  prevede due sole classi: i vaccini definiti   “prioritari”   e  gli  “altri”:  appartengono  al  primo  gruppo l’antipolio,  l’antitetano,  l’antidifterite,  l’immunizzazione  contro  la pertosse, l’epatite B, il morbillo, la parotite, la rosolia e l’haemophilus influenzae  B,  nonché i vaccini destinati ai bambini che devono affrontare viaggi  in  zone nelle quali sono presenti malattie scomparse in Piemonte e quelli necessari a singoli gruppi di pazienti soggetti ad alcune patologie. Tutti   gli   altri   vaccini,   invece,   come  ad  esempio  l’antirabbia, l’antiepatite     A,     l’antifebbre    tifoide,    l’antipneumococco    e l’antimeningococco, saranno disponibili a prezzo di costo presso le Aziende Sanitarie Locali.

Un  ulteriore  elemento  di  cambiamento  all’interno del Piano riguarda la sospensione  delle  sanzioni previste per quei rari casi in cui le famiglie scelgono  di non vaccinare i propri figli. “In passato erano previste multe piuttosto  consistenti continua Demicheli e chi non pagava spesse volte faceva  ricorso  innescando  un  meccanismo  burocraticamente  molto lungo, dispendioso  anche  per  la  sanità  pubblica”. La scelta attuale invece si indirizza   ad  un  percorso  informativo  rivolto  proprio  alle  famiglie “resistenti”  che,  contattate direttamente dall’ Azienda Sanitaria Locale, potranno  così  confrontarsi  con  medici ed esperti per conoscere la reale utilità  delle vaccinazioni. “In questo modo spiega ancora il direttore si passa da una precedente fase “punitiva” ad una di formazione e confronto che  in   questi casi risulta più efficace. Vogliamo che il vaccino non sia più percepito solo come obbligatorio, ma come un diritto di tutti”.

Il  nuovo  approccio,  nella  sua  fase  costituente,  non si è limitato ad un’analisi  esclusivamente  medico-sanitaria,  ma  ha  affrontato anche gli aspetti etici della questione.

Per favorire il processo di omogeneità tra le Aziende Sanitarie Regionali è stata  poi  creata  un’apposita  anagrafe  che  permette  di  conoscere  le vaccinazioni  effettuate  per  ciascun  bambino,  in  qualsiasi luogo siano avvenute.   Ciò   permetterà  una  corretta  conduzione  dei  programmi  di vaccinazione, la sorveglianza e il miglioramento delle coperture.

(red/26.05.06)

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Regioni: la "bioclassifica"

(regioni.it) L'Emilia Romagna e' la regione piu' 'bio' d'Italia, seguita a ruota da Toscana e Marche. A stilare la classifica del biologico e a presentarne i risultati e' stata l'Associazione italiana per l'agricoltura biologica (Aiab). 'Bioregione 2006', questo il nome dello studio sulle regioni italiane condotto dall'Aiab, ha come obiettivo quello di fotografare la situazione dell'agricoltura biologica in Italia, con valutazioni quantitative e qualitative, frutto dell'incrocio di diversi fattori: la superficie coltivata a biologico, il numero di aziende agricole, di produttori e importatori presenti sul territorio regionale, il numero delle mense biologiche, dei comuni ogm free, di agriturismi bio, di fiere e mercati tematici e misure e politiche a sostegno dell'agricoltura biologica.

La graduatoria del biologico pone dunque in testa alle regioni d'Italia l'Emilia Romagna, con un punteggio complessivo di 8,32 punti, prima per numero di aziende biologiche (il 3,8% sul totale delle aziende agricole) e per numero di prodotti Dop e Igp biologici (25 prodotti, vale a dire il 12% del totale della regione). A seguire, al secondo posto, c'e' la Toscana che totalizza 8 punti ed e' la prima per numero di agriturismi biologici e seconda, dopo la Valle d'Aosta, per la particolare attenzione alla presenza di mercati e fiere sul biologico. In terza posizione, l'Aiab colloca le Marche, con 6,86 punti, seconda per numero di aziende biologiche (il 3,35% del totale). Fanalino di coda, la Campania, con solo 2,18 'punti Aiab' e ultima nel numero di aziende biologiche (lo 0,52% del totale delle aziende agricole).

La classifica di Aiab parte dalla considerazione che l'Italia e' il primo produttore di biologico in Europa e mette in mostra pregi e difetti delle regioni italiane, dimostrando che il Nord, per quanto riguarda, per esempio, il numero di denominazioni d'origine (Dop e Igp) e' piu' sensibile al richiamo del biologico, registrando il 46% nella ripartizione per aree geografiche delle denominazioni, seguito dal Sud (23%), dal Centro (22%) e dalle Isole (9%). ''Da questa fotografia emerge con chiarezza il bisogno di un vero e proprio disegno strategico'', sostiene l'Aiab, che auspica l'applicazione di una specifica politica di sviluppo e obiettivi chiari per raggiungere il 25% della superficie bio, garantire l'esclusione degli Ogm dalle campagne e consolidare filiere di commercializzazione e certificazione del prodotto. ''Tutto questo - afferma il presidente di Aiab, Andrea Ferrante - rientra nella piu' ampia sfida di una nuova governance dell'agricoltura dove il biologico dovra' giocare un ruolo essenziale; e' un settore ormai uscito dalla nicchia''.

(red/26.05.06)

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Naccarato: da Sottegretario comunque vicino ai problemi delle Regioni

(regioni.it) Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e Riforme, Paolo Naccarato, ha accompagnato il 25 maggio, per l' ultima volta, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero alla Conferenza delle Regioni, dove ha ricevuto le felicitazioni per la nomina governativa da parte del presidente Vasco Errani e degli altri rappresentanti regionali.

“Sono stato a rappresentare permanentemente la Calabria in questo importante consesso, così come alla Conferenza Stato-Regioni e alla Conferenza unificata - ha detto Naccarato - e sono sinceramente grato al presidente Agazio Loiero che me ne ha dato l' opportunità. Com'è noto è stato un anno molto intenso e impegnativo e la Calabria e' stata sempre presente a tutte le riunioni, assicurando una continuità che ha consentito di raggiungere risultati molto positivi per la nostra Regione”. “Ho voluto ringraziare - ha proseguito Naccarato - il presidente Errani e tutti gli altri presidenti per l'amicizia e la collaborazione molto positiva che si è sviluppata quest'anno. Naturalmente, nella nuova veste di sottosegretario alle Riforme istituzionali e ai Rapporti con il Parlamento, continuerò a seguire da vicino, con interesse e con particolare attenzione tutte le problematiche, talune delle quali davvero molto complesse e delicate, che riguardano le Regioni e più in generale il sistema delle Autonomie. Naturalmente nell' ambito dei limiti consentiti, assicurando sempre una piena collaborazione in spirito costruttivo, soprattutto in relazione a tutti i profili che investono il tema delle riforme, per dare una mano ad aggredire positivamente tante questioni che non possono essere più rinviate, ma anzi risolte brillantemente anche per assicurare sempre di più ai cittadini una maggiore efficienza ed efficacia nell'azione amministrativa”.

(red/26.05.06)

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5 giugno: giornata mondiale dell'ambiente

(regioni.it) Il 5 giugno si celebra nel mondo l’annuale Giornata Mondiale dell’Ambiente (W.E.D. World Enviroment Day) istituita dall’O.N.U.

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, per celebrare questo evento, promuove l’iniziativa “ARPAT: porte aperte”. Il progetto ha come finalità primaria quella di informare cittadini-utenti, studenti, amministratori locali e associazioni ambientaliste sulla “missione” e sulle modalità operative del sistema ARPAT, attraverso visite guidate agli uffici e ai laboratori delle diverse sedi di ARPA Toscana. ARPAT porte aperte sarà inoltre l’occasione per la presentazione di un guida multimediale sull’attività e sulle competenze dell’Agenzia.

Da segnalare, poi, l’attivazione di un nuovo sito dell'Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici dedicato alla formazione ambientale.

(red/26.05.06)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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