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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 762 - venerdì 14 luglio 2006

Sommario3
- Corte Conti: giusta spesa sanitaria al 6,9% PIL. Si può pensare a ticket
- DPEF on line
- Opere pubbliche: problema priorità, disponibili 58,4 mld su 173,4
- 19 Luglio: Conferenza delle Regioni
- Rai: contratto di servizio, Gentiloni si confronta con le Regioni
- Una nuova sede per il Piemonte "romano"

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Corte Conti: giusta spesa sanitaria al 6,9% PIL. Si può pensare a ticket

(regioni.it) E’ stata convocata in extremis la prevista audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni (fissata il 13 luglio, cfr. regioni.it n.761). Nel frattempo va comunque avanti il lavoro delle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. Il 14 luglio, fra gli altrio, è stato audito il presidente della Corte dei Conti Francesco Staderini, secondo il quale il Dpef si pone “un obiettivo ambizioso visto che prevede il rientro sotto il 3% nel 2007'' del deficit.

La Corte dei Conti valuta comunque positivamente l'impostazione assunta nel Dpef per il settore sanitario, “il comparto che presenta la correzione in crescita più significativa”, con “l'incidenza della spesa sul Pil prevista stabilizzarsi nel triennio sui livelli prossimi al 6,9%". Ma per recuperare efficienza si puo' pensare anche a forme di compartecipazione alle spese sanitarie, ovvero a ticket. Nella sua audizione al parlamento sul Dpef, il presidente Francesco Staderini rileva che “è certamente di rilievo che, per rimuovere le cause strutturali dei disavanzi, Le Regioni possano contare su base pluriennali, su risorse certe nella dimensione e nei tempi di fruizione". D'altronde le Regioni sono chiamate a una responsabilizzazione gestionale e, a questo riguardo, “e' importante - sottolinea Staderini - l'indicazione di voler mantenere il vincolo finanziario nel caso di eccedenza di spesa, anche attraverso la conferma di strumenti di incremento automatico del prelievo fiscale”. Ma per recuperare efficienza e appropriatezza delle prestazioni, aggiunge Staderini – “possono contribuire la previsione di meccanismi di compartecipazione alle spese, in grado di indirizzare gli interventi a carico del Servizio sanitario nazionale sui casi di effettiva necessità, e una riorganizzazione della medicina di base sia per il miglioramento del servizio sia per un più stringente controllo della spesa per farmaci”.

(red/14.07.06)

 

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DPEF on line

(regioni.it) E’ on line sul sito del Ministero dell’economia il Documento di Programmazione economico-finanziaria 2007-2011, DPEF,  e l’introduzione allo stesso Documento.

Questi gli ultimi documenti disponibili sul sito: Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2007-2011 ; 9/6/2006 RELAZIONE GENERALE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE NEL 2005 - Versione provvisoria ; 6/6/2006 Lettera del prof. Faini al Ministro dell'Economia e delle Finanze ; 6/6/2006 Sintesi dei risultati della verifica sui conti pubblici 2006 ; 18/5/2006 Sintesi dei dati del triennio 2002-2004 ; 13/1/2006 Programma di Stabilità dell'Italia (Aggiornamento Dicembre 2005)

(red/14.07.06)

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Opere pubbliche: problema priorità, disponibili 58,4 mld su 173,4

(regioni.it) Sara' la Finanziaria a stabilire le priorità per le opere pubbliche: dei 173,4 miliardi necessari per gli interventi previsti dalla legge obiettivo, al momento infatti ne risultano disponibili 58,4, mentre mancano all'appello oltre 114,9 miliardi di euro. A dare un quadro sulla situazione degli investimenti nelle infrastrutture e' stato oggi il ministro Antonio Di Pietro, dopo l'annuncio da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta dell'impossibilita' ad oggi per il Governo di ''individuare le priorità” per la realizzazione di infrastrutture a fronte della difficile situazione dei conti pubblici.

Il Cipe e il Consiglio dei ministri - ha spiegato Letta - approvando l'allegato sulle Infrastrutture presentato da Di Pietro, sono ''stati costretti ad una azione in due punti: una ricognizione'', fatta oggi, e una discussione sulle priorita' che il Governo fara' successivamente, anche con le Regioni, e che con la Finanziaria ''trovera' una sua concretizzazione''

Di Pietro ha sottolineato come, delle opere sottoposte al Cipe, risultino finanziate integralmente solo il 29,3%, mentre il 51% e' dotato di finanziamento parziale e il 19,6% e' approvato solo in linea tecnica. Le risorse a disposizione, quantificate dal Cipe con delibera del marzo 2006, ammontano a circa 1.929 milioni di euro in termini di volume di investimenti.

Il ministro delle Infrastrutture ha ricordato come le opere avviate necessitino di essere comunque portate a compimento, in modo da evitare ''la dispersione delle disponibilita' finanziarie tra molti interventi la cui completa realizzazione rimarrebbe pregiudicata a causa della carenza di fondi''. Per le altre categorie (le opere all'interno di nodi territoriali strategici per la competitivita', come ad esempio gli hub aeroportuali, portuali e ferroviari) e gli interventi sulle reti infrastrutturali bisognera' invece stabilire delle priorita'.

In queste nuove decisioni pero', occorrera' tener conto del fatto che sull'insieme delle opere avviate la gran parte degli impegni sia concentrata al Nord, con il 77% dell'investimento complessivo e il 68% dell'intervento necessario al completamento degli interventi. Nel Centro sono indirizzati solo il 13% degli investimenti e il 24% del fabbisogno finanziario, mentre al Sud sono destinati il 10% degli investimenti e l'8% del fabbisogno finanziario. Nelle regioni del Mezzogiorno invece e' localizzato il maggior numero degli interventi che risulta non finanziato e

non approvato dal Cipe, anche se solo in linea tecnica.

La situazione impone alla valutazione politica riflessioni nuove e diverse da quelle fin qui considerate - dice Di Pietro - per interpretare le ragioni profonde e le modalita' necessarie per superare lo squilibrio fra Nord e Sud''. Anche se, avverte il ministro, ''non basta affermare la necessita' di un riorientamento della politica degli interventi a favore del Mezzogiorno: se questo e' necessario, lo e' altrettanto il ristabilimento di condizioni di fisiologico funzionamento infrastrutturale delle Regioni settentrionali”.

(red/14.07.06)

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19 Luglio: Conferenza delle Regioni

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per mercoledì 19 luglio 2006 alle ore 10.00 presso la Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma.

Fra i punti all’Ordine del giorno l’esame questioni all'o.d.g. della Conferenza Unificata: con particolare riferimento al parere sul DPEF 2007 – 2011 e sul D.L. n. 223 del 4 luglio 2006 concernente “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale”;

La Conferenza delle regioni è poi chiamata a prendere atto del calendario Fieristico nazionale ed internazionale 2006/2007

Sarà poi vagliata una proposta di modifica al documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in materia di Fiere del 16 dicembre 2004

Infine, secondo determinato nella seduta della Conferenza del 12 luglio scorso si conferma per le ore 13.15 la presenza del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni Silveri al fine di un dibattito in materia di rinnovo del Contratto di servizio RAI.

(red/14.07.06)

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Rai: contratto di servizio, Gentiloni si confronta con le Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni il 12 luglio ha approvato un documento di “proposte in merito al contratto di servizio tra la Rai e il Ministero delle Comunicazioni per il triennio 2006/2008”. Si propone il testo integrale:

 “In vista del rinnovo del contratto di servizio tra Ministero delle Comunicazioni e Rai per il triennio 2006-2008 e al fine di avviare una comune e tempestiva riflessione sul rinnovo della concessione del servizio pubblico radio-televisivo che scadrà nel 2008, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - ricordando il Trattato di Amsterdam (allegato D) in cui l’Unione riconosce l’esistenza e il finanziamento dei servizi pubblici radio-televisivi quali espressioni delle comunità e delle culture locali - chiede che, anche nello strategico settore della Comunicazione, venga considerato il mutato assetto istituzionale dello Stato introdotto dalle riforme costituzionali del 2001.

In particolare Regioni e Province autonome ritengono fondamentale che:

a)                  a tutti i livelli istituzionali e in seno ai diversi organismi costituiti tra ministero delle Comunicazioni e RAI siano attuati i principi costituzionali riguardanti ruolo e funzioni delle autonomie territoriali;

b)                  si realizzi una multilevel governance che consenta una nuova forma di collaborazione tra soggetti istituzionalmente deputati al Governo della res pubblica;

c)                   venga realizzata la piena e proficua concorrenza legislativa dello Stato e delle Regioni nell’ordinamento della Comunicazione;

d)                  nel rinnovo del contratto di servizio il Ministero preveda per la RAI: 1) l’impegno a spiegare, diffondere e promuovere la diversa organizzazione dello Stato, al fine di favorire l’azione delle autonomie territoriali e rafforzare il rapporto tra Stato e cittadini;

2) l’obbligo a considerare l’informazione regionale quale componente essenziale del servizio pubblico radiotelevisivo e che, comunque, l’offerta radiotelevisiva di natura pubblica sia qualificata da una maggiore valorizzazione del territorio, delle culture e diverse realtà sociali ed economiche dell’Italia. Una valorizzazione che dovrà essere attuata sia nella programmazione locale (informazioni utili alla fruizione dei servizi e delle opportunità rese disponibili sul territorio dal lavoro e dalla responsabilità delle istituzioni locali, a partire dal sistema di welfare garantendo spazi dedicati anche alle categorie più fragili; valorizzazione delle culture, delle tradizioni, delle ricchezze naturali e delle opportunità presenti nei diversi territori; informazioni e servizi di pubblica utilità), sia proiettando a livello nazionale e internazionale le diversità e le ricchezze delle varie parti dell’Italia;

3) la necessità a individuare i giusti interlocutori da coinvolgere per ideare e realizzare trasmissioni riguardanti materie a legislazione esclusiva dello Stato, concorrente o di piena competenza regionale, così come previsto dall’articolo 117 della Costituzione;

e)                  infine, sia facilitata e promossa l’attuazione della legge sulla Comunicazione, là dove individua nei “contratti di servizio regionale” gli strumenti giuridici per regolare in modo organico e istituzionalmente corretto i rapporti tra singole Regioni e Province autonome e RAI.

Con questo approccio sarà possibile realizzare iniziative che consentano di documentare, spiegare e condividere il ruolo delle Autonomie territoriali nei diversi contesti, ma offrendo nello stesso tempo spazi di visibilità e promozione ai diversi soggetti sociali che, in ossequio al principio di sussidiarietà, partecipano attivamente allo sviluppo del Paese

Le nuove opportunità offerte dalle moderne tecnologie consentono di sperimentare nuovi servizi e nuovi format anche con modalità innovative di rapporto con i diversi attori del mercato della comunicazione. L’aumento dei nuovi canali fruibili potrà avere uno sviluppo positivo se si realizzeranno forme nuove di sinergie che consentano ai territori di essere presenti con la loro variegata offerta di contenuti e opportunità, anche avvalendosi del know how e degli apparati industriali dei Centri di Produzione RAI.

Un altro tema da affrontare con determinazione è la copertura e l’effettiva ricezione del segnale delle trasmissioni RAI su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di un processo che richiede notevoli investimenti e che può, evidentemente, essere programmato su base pluriennale, mediante un progetto che porti ad elevare notevolmente la percentuale di popolazione regionale effettivamente raggiunta da “informazione regionale propria”.

A riguardo non va dimenticato che le Regioni hanno competenze legislative in materia di inquinamento elettromagnetico e importanti responsabilità per quel che riguarda il controllo e le valutazioni di impatto ambientale. La realizzazione e la modifica degli impianti esistenti dovrà quindi essere concessa dal Ministero delle Comunicazioni previa intesa con la Regione interessata.

Le Regioni e le Province autonome ritengono che per avviare la discussione e il confronto su queste richieste sia fondamentale creare una struttura di raccordo tra Regioni e Ministero della Comunicazione e che la RAI razionalizzi le proprie strutture di rapporto con le Autonomie territoriali, così come il titolo V della Costituzione impone.

A livello nazionale ritengono imprescindibile l’istituzione di un organismo unico che veda la presenza coordinata e autorevole di Regioni, Province autonome e Governo quale luogo di corretto confronto istituzionale sulla definizione delle linee guida del Contratto di servizio e nella sua applicazione.

In particolare questo organo dovrebbe potersi esprimere in forma cogente relativamente a :

·                      definizione e attuazione del Contratto di servizio nelle parti riguardanti le Autonomie territoriali;

·                      aspetti economico finanziari connessi allo sviluppo della programmazione regionale della RAI a livello locale e di interesse regionale;

·                      criteri per la definizione di programmi e iniziative tese alla valorizzazione del territorio;

·                      valutazione della qualità dell’offerta;

·                      campagne e programmi di comunicazione sociale;

·                      rappresentazione cartografica annuale della Rai relativa agli adempimenti per la copertura;

e poter esprimere pareri su:

·                       l’offerta complessiva delle trasmissioni (radiofoniche e televisive) Rai indicate come “servizio pubblico”;

·                      l’offerta realizzata dalla RAI all’estero;

·                      progetti RAI di ricerca e sviluppo relativi alla partecipazione a programmi e iniziative promossi dall’Unione Europea;

·                      relazione Rai annuale sui servizi multimediali.

Occorre che già prima della stipula del prossimo Contratto di Servizio questo Organismo sia esplicitamente previsto, definito e messo in condizione di operare.

La creazione di questo Comitato misto Ministero-Regioni e Province autonome dovrebbe poter evitare il ripetersi dell’esperienza vissuta negli anni passati riguardo ai previsti ulteriori 30 minuti quotidiani di programmazione televisiva regionale (articolo 12, terzo comma del contratto di servizio), più volte annunciati e mai realizzati dalla RAI senza che il Ministero vigilante sia mai intervenuto per far rispettare un accordo sottoscritto.

A un servizio pubblico più attento alle realtà territoriali con servizi di base uguali per tutte le Regioni a statuto ordinario (ferme restando le normative previste per le province autonome e le Regioni definite a statuto speciale) si dovranno aggiungere offerte contrattate tra singole Regioni e RAI.

Gli strumenti per realizzare queste intese quadro sono già previste dalla legge sono i Contratti di servizio regionale, che si affiancano e integrano il Contratto di servizio nazionale.

Riconoscendo il nuovo ruolo istituzionale delle Regioni, i Contratti di servizio regionale dovranno essere in grado recepire le variegate esigenze delle Regioni e le disponibilità della RAI.

Sarà così possibile realizzare una innovativa modalità di collaborazione tra i soggetti istituzionali del territorio e la RAI. In ciascuno dei Contratti sarà importante prevedere in modo esplicito forme adeguate di collaborazione istituzionale e di prodotto superando prospettive frammentarie e meramente commerciali, sviluppando invece sinergie e partnership in grado di garantire reciproche soddisfazioni e qualità dell’offerta.

Si tratta di una formidabile opportunità anche per il  rilancio del servizio pubblico radiotelevisivo (conservandone l’unitarietà e nel contempo potenziandone il radicamento sul territorio), da realizzarsi nella piena attuazione della Carta Costituzionale”.

La Conferenza delle regioni si incontrerò con il Ministro Gentiloni per un primo confronto su questi temi nel corso della riunione fissata per il prossimo 19 luglio.

Il Ministro Gentiloni ha comunque avuto modo di avere un primo scambio di opinioni con le commissione della camera “Trasporti, poste e telecomunicazioni” nel corso di un’audizione dedicata alle linee che caratterizzeranno la politica del suo dicastero nel corso di questa legislatura.

(red/14-.07.06)

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Una nuova sede per il Piemonte "romano"

(regioni.it) E’ stata inaugurata la nuova sede della Regione Piemonte a Roma, in via delle Quattro Fontane 116, al primo piano del palazzo ottocentesco opera di Luca Carimini.

La presidente Mercedes Bresso ha accolto i ministri Emma Bonino, Cesare Damiano, Paolo Ferrero, Linda Lanzillotta e i numerosi parlamentari. Erano presenti anche Piero Fassino e Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale, accompagnato da alcuni consiglieri.

"Questa nuova sede sarà uno spazio aperto a tutti gli enti piemontesi che vorranno presentarsi a Roma – ha dichiarato Bresso - Un'area destinata non solo a fini amministrativi, ma anche a scopi promozionali: sarà una vetrina della nostra regione aperta al pubblico".

Ospiti anche personaggi del mondo dello spettacolo, fra cui Ricky Tognazzi, e celebri rappresentanti del Piemonte, come Enrico Salza e Alfonso Iozzo (rispettivamente presidente e amministratore delegato della San Paolo) e Alessandro Barberis, presidente della Camera di Commercio di Torino.

A festeggiare la nuova sede sono giunti poi Giovanni Conso, presidente emerito della Corte costuituzionale e Franco Pizzetti, presidente dell'Autorità per la protezione dei dati personali.

Nel corso della serata è stata inaugurata la mostra dedicata a Romano Gazzera, pittore espressionista del Novecento piemontese, nel centenario della nascita.

L'esposizione sarà aperta al pubblico fino al 29 settembre, dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 18 (per info: 06-47.82.56.51).

(red/14.07.06)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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