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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 763 - lunedì 17 luglio 2006

Sommario3
- Formigoni: decreto Bersani, Dpef, euromed e crisi in M.O.
- Conferenza Regioni 12.07.06 DOC risorse ministero salute
- Conferenza Regioni 12.07.06 DOC SPESA FARMACEUTICA 2004
- Domani audizione su Dpef
- Conferenza Regioni 12.07.06 DOC Conguagli mobilità sanitaria anni 1997-2002 e 2003-2004
- Conferenza Regioni 12.07.06 DOC MOBILITA’ SANITARIA e RESIDUI MANICOMIALI

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Formigoni: decreto Bersani, Dpef, euromed e crisi in M.O.

La Lombardia valuta se ricorrere o meno alla Consulta sul decreto Bersani. E’ questo uno dei temi di attualità, dall’economia alla politica estera, sui quali interviene il presidente Formigoni.

Per quanto riguarda l’eventuale ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Bersani, Formigoni sostiene che in alcune norme ''e' stato aggirato il titolo quinto della Costituzione che assegna la funzione di regolamentazione alle Regioni. Su questo - ha sottolineato - e' possibile presentare ricorso alla Corte Costituzionale''. E’ un'ipotesi che ''stiamo valutando anche insieme ad altri presidenti di Regione''.

Alcune norme fiscali del decreto Bersani ''costituiscono una sorta di grande fratello su ogni attivita' economica''. Quello che preoccupa di più il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, “e' il titolo terzo del decreto, a firma di Vincenzo Visco''. In particolare perche' questa parte del decreto Bersani secondo Formigoni delinea ''un atteggiamento oppressivo sul versante fiscale, un atteggiamento - ha insistito - che va a colpire i cittadini della Lombardia e altre Regioni del nord, quelle piu' produttive del Paese''.

Per Formigoni ''la ratio di combattere l'evasione fiscale e' buona. Ma per farlo bisogna fare di non bloccare lo sviluppo economico''. E Formigoni ribadisce: “mi sembra di vedere un pregiudizio nei confronti di quanti hanno un'attivita' autonoma. E questo e' l'atteggiamento tipico di chi considera le Pmi come un'anomalia e una palla al piede''.

Critiche anche all'art. 13 del decreto, che per Formigoni ''significa la morte di societa' come
Infrastrutture Lombardia Informatica, Finlombarda, Asam, Aem, Sea e Serravalle''. Tutte societa' che ''lavorano in piena collaborazione con il mercato''. ''Non si capisce - ha lamentato Formigoni - perche' questo decreto intervenga a bloccare societa' partecipate da Regioni e Comuni, ma non su quelle statali''.

Sono inoltre da cambiare i criteri uguali per tutte le regioni per la riduzione delle spese degli enti pubblici. Formigoni è convinto che ''non si possa trattare nello stesso modo regioni che gia' da tempo hanno abbattuto le spese e regioni che non sono virtuose. Noi in Lombardia spendiamo meno dell'11% per il personale e per gli affitti delle strutture, mentre in altre Regioni questo capitolo di spesa supera il 20%''. Ed e' per questo, ha concluso, ''che ho proposto a Prodi di aprire un tavolo per il monitoraggio dei bilanci regionali''.

E per quanto riguarda invece il Dpef, nel documento di programmazione economico-finanziaria dello Stato ''non si parla di federalismo fiscale''. ''Come Regioni - ha ricordato il presidente della Lombardia - avevano chiesto che nel bilancio dello Stato ci fosse un capitolo unico sulle risorse per le materie che sono gia' state trasferite dallo Stato con i decreti Bassanini''. Risorse che finora non sono state trasferite ne' dai governi di centrosinistra ne' da quello Berlusconi.

''E questa cosa non c'e' - ha aggiunto - ed e' un fatto molto  grave''. ''Se il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa decidesse di mettere in un unico capitolo tutti i trasferimenti, si accorgerebbe che alcuni Ministeri sarebbero completamente  svuotati di attivita'. Il Turismo, l'agricoltura, le attivita' produttive sono tutte competenze che alla luce del Titolo V della Costituzione sono trasferite alle Regioni''.
Di conseguenza, ''accanto allo spacchettamento di ministeri su cui il governo sta chiedendo la fiducia al Senato sarebbe opportuno mettere in votazione anche uno svuotamento dei ministeri e decidersi a trasferire definitivamente queste competenze alle Regioni''.
Perplessità anche sullo spostamento a settembre del patto-sanità: ''Prima la finanziaria recepiva l'accordo - ha spiegato - e questo evidenziava l'importanza della sanita' che era trattata a se' e non solo come una voce di spesa''. E ''curioso'' e' anche che manchi dal Dpef il consueto  allegato sulle infrastrutture. Segno ''negativo - ha concluso - che su questo tema fondamentale il governo non si pronunci''.
Ma emergono anche le preoccupazioni sui venti di guerra per il riaccendersi della crisi in Medio Oriente. L’Europa deve sentire il dovere di avere un ruolo di pace e cooperazione, partendo proprio dallo sviluppo di azioni cooperative che coinvolgano l’intera area mediterranea.

''L'integrazione europea non e' di per se' capace di fronteggiare la minaccia di destabilizzazione globale che proviene dal terrorismo internazionale: per questo integrazione europea e cooperazione euro-mediterranea hanno lo stesso grado di necessita'''. E’ quanto afferma sempre Formigoni per la quarta Conferenza del Laboratorio euromediterraneo in programma oggi e domani a Milano.

Bisogna rinsaldare la cooperazione economica, umanitaria e di pace tra le due sponde del Mediterraneo. Alla manifestazione partecipano esponenti dei Governi, leaders dell'economia e intellettuali di 13 Paesi''.  ''L'integrazione europea – sottolinea Formigoni - non e' di per se' capace di fronteggiare la minaccia di destabilizzazione globale che proviene dal terrorismo internazionale, dai conflitti irrisolti nel Medio Oriente, dai flussi migratori incontrollati, dalle tensioni causate dai bassi tassi di crescita e dall'indebolimento delle politiche sociali. Per questo integrazione europea e cooperazione euro-mediterranea hanno lo stesso grado di necessita', perche' mirano ai medesimi obiettivi generali e perche' possono conseguire questi obiettivi solo se i loro processi si sviluppano contemporaneamente''.
''Proponendo questo nostro modello - conclude Formigoni - trasferiamo know-how e allo stesso tempo comunichiamo la nostra cultura, i nostri valori, in un'opera fondamentale per l'integrazione, lo scambio di esperienze, il dialogo per la pace''.

''Il riaggravarsi della crisi Mediorientale - ha detto Formigoni alla manifestazione “Euro-Mediterraneo” - catalizza la nostra attenzione su una delle aree piu' importanti del nostro mare comune, risulta evidente come il Mediterraneo sia, in positivo o in negativo, uno dei contesti in cui le linee portanti economiche, sociali, etniche e religiose del mondo si incrociano, si incontrano e a volte si scontrano. Il Mediterraneo e' a un bivio. Noi lombardi, italiani, europei, siamo tra i protagonisti delle scelte che portano a imboccare una strada piuttosto che un' altra''.

Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo oggi a Milano al quarto laboratorio Euro-Mediterraneo organizzato dalla Camera di Commercio. Secondo Formigoni, e' necessario contribuire all'ideazione ed  al lancio di nuove idee e strumenti: ''Con la speranza che un  rafforzamento della partnership euro mediterranea possa concorrere con piu' incisivita' anche ad una ricomposizione della situazione che ancora coinvolge le popolazioni israeliane  e quelle palestinesi''.

Il presidente della Lombardia ha quindi ricordato l'attivazione del fondo Euromed, promosso con la Camera di Commercio, per avviare una joint venture italo-tunisina nel settore delle risorse rinnovabili. Secondo Formigoni il fondo Euromed deve essere sviluppato al fine di dare ''la massima accessibilita' ed utilita' agli operatori economici e riorientarlo anche a quelle intraprese finalizzate alla ricostruzione del tessuto economico delle aree di crisi''.

(gs/17.07.06)

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Conferenza Regioni 12.07.06 DOC risorse ministero salute

(regioni.it)

PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO MINISTERIALE RELATIVO ALLA INDIVIDUAZIONE DEI PROGRAMMI STRATEGICI, RIPARTIZIONE DELLE RISORSE DESTINATE

AL MINISTERO DELLA SALUTE

 

Punto 9) – Elenco B

O.d.g. Conferenza Stato-Regioni

 

 

Si esprime parere favorevole condizionato all’accoglimento in sede politica delle seguenti modifiche, già concordate in sede tecnica il 5 luglio 2006, ad esclusione di quella all’articolo 2 relativa alla proposta di sostituire le parole “Archivio tumori” con “Registri tumori”, per la quale si conferma l’espressione “Archivio tumori” come nel testo originario.

 

All’art. 2

Colonna Programma, Prevenzione/diagnosi/cura/innovazione tecnologica: le parole “Metodologie per interventi mirati per la prevenzione primaria” sono sostituite con “Sperimentazione di modelli di intervento di prevenzione primaria e secondaria”.

 

All’art. 2

Colonna Programma, Riabilitazione/innovazione tecnologica: dopo le parole “Valutazione di tecnologie per l’ottimizzazione della continuità assistenziale al paziente” sostituire le parole “nelle fasi avanzate della malattia” con le parole “nelle diverse fasi della malattia (follow-up, fase avanzata)”.

 

All’art. 3

Colonna Programma, Rete nazionale solidale e collaborazioni internazionali, punto 2): eliminare le parole “(rete di banche dei tessuti neoplastici, registri tumore, implementazione rete di telepatologia, etc.)”.

 

 

 

Roma, 12 luglio 2006

 

(red/17.07.06)

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Conferenza Regioni 12.07.06 DOC SPESA FARMACEUTICA 2004

(regioni.it)

PROBLEMATICHE RELATIVE ALLA SPESA FARMACEUTICA

ANNO 2004

 

 

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

 

L’articolo 5 comma 1 della legge 405/01 così recita “…. A decorrere dall’anno 2002 l’onere a carico del servizio sanitario nazionale per l’assistenza farmaceutica territoriale non può superare, a livello nazionale ed in ogni singola regione, il 13 per cento della spesa sanitaria complessiva… “

 

L’articolo 4 comma 3 così recita “…. Gli eventuali disavanzi di gestione accertati o stimati nel rispetto dell’accordo stato regioni di cui all’articolo 1 comma 1 sono coperti dalle regioni con le modalità stabilite da norme regionali che prevedono alternativamente o cumulativamente l’introduzione di;

a)     misure di compartecipazione della spesa sanitaria …………;

b)     variazione dell’aliquota dell’addizionale regionale ………..;

c)     altre misure idonee a contenere la spesa, ivi inclusa l’adozione di interventi sui meccanismi di distribuzione dei farmaci;

 

L’articolo 48 comma 1 della legge 326/03 così recita: “….. a decorrere dall’anno 2004, fermo restando quanto già previsto dall’articolo 5 comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001 n. 347, convertito con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001 n. 405, in materia di assistenza farmaceutica territoriale, l’onere a carico del SSN per l’assistenza farmaceutica complessiva, compresa quella relativa al trattamento dei pazienti in regime  di ricovero ospedaliero, è fissata in sede di prima applicazione, al 16 per cento come valore di riferimento, a livello nazionale ed in ogni singola regione. Tale percentuale può essere rideterminata con decreto del ministro della salute …….”

 

L’articolo 48 comma 4 lettera f) così recita “…. Di procedere in caso di superamento del tetto di spesa di cui al comma 1, in concorso con le misure di cui alle lettere b), c), d), e) del presente comma a ridefinire anche temporaneamente, nella misura del 60 % del superamento, la quota di spettanza al produttore prevista dall’articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n° 662. La quota di spettanza dovuta al farmacista per i prodotti rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale viene rideterminata includendo la riduzione della quota di spettanza del produttore, che il farmacista riversa al Servizio come maggiorazione dello sconto. Il rimanente 40 per cento del superamento viene ripianato dalle Regioni attraverso l’adozione di specifiche misure in materia farmaceutica……”

 

L’articolo 1 comma 1 della legge 202 del 2004 così recita “….. Per l’anno 2004 l’onere a carico del servizio sanitario nazionale (SSN) per l’assistenza farmaceutica convenzionata resta stabilito al 13 % dell’importo della spesa sanitaria corrispondente a livello con cui concorre lo stato ai sensi dell’accordo tra governo regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in data 8 agosto 2001 ……….”

 

L’articolo 1 comma 4, ultimo capoverso, della legge 202 del 2004 così recita “.... nel rinnovo dell’accordo tra governo, regioni province autonome di Trento e Bolzano, vengono ridefiniti i criteri, le modalità e le quote di attribuzione del ripiano a ciascuna regione…”

 

 

SITUAZIONE ATTUALE

Sulla base della normativa citata, l’AIFA ha calcolato il 60 % dello sfondamento del tetto di spesa a carico dell’industria non sulla spesa territoriale ma sulla spesa convenzionata, pertanto, sia il ticket pagato dagli assistiti, in quelle regioni ove è stato adottato o il costo della distribuzione diretta ove essa è avvenuta, non è stato conteggiato.

Inoltre il 60% addebitato all’industria non corrisponde al 60% dello sforamento bensì al 60% della quota spettante all’industria, tenuto conto che la quota totale di guadagno è suddivisa tra industria, grossista e farmacista, nelle seguenti percentuali 67%-8%-25%, per cui la quota coperta è solo del 37%.

E’ del tutto evidente come la norma più recente, l’articolo 1 comma 1 della legge 202 del 2004, non ha riconfermato la norma della 326/03, creando confusione: infatti l’industria, che prima era chiamata a ripianare lo sfondamento della spesa farmaceutica territoriale, con la nuova norma  è tenuta al ripianamento della sola spesa farmaceutica convenzionata escludendo di fatto sia la distribuzione diretta che il ticket pagato dagli assistiti.

 

PROPOSTA DELLE REGIONI

Preso atto che la legge di 326 del 2003 prevedeva che il ripiano fosse posto a carico dell’industria (60% ) calcolato sulla spesa farmaceutica territoriale (convenzionata + distribuzione diretta + ticket) e a carico delle Regioni (40%), queste ultime hanno provveduto ad iscrivere nei propri bilanci la quota loro spettante del ripianamento. Si propone che la quota a carico dell’industria sia coperta dallo Stato.

Resta scoperta la quota del 60% che dovrà essere coperta dallo Stato, tenuto conto di quanto già corrisposto dall’industria sotto forma di sconto.

Inoltre considerato che il tetto del 13% fa riferimento alla spesa dell’assistenza farmaceutica territoriale (convenzionata + distribuzione diretta + ticket) le Regioni hanno calcolato l’effettivo sforamento e la quota del 60% di spettanza dello Stato, che come si evince dalla Tabella allegata, è pari a circa 1,5 miliardi di euro.

Pertanto è stato convenuto che nella richiesta al Governo di copertura dei disavanzi pregressi relativi all’anno 2004 (2,5 miliardi di euro) sia compresa la quota relativa alla copertura del 60% dovuta dallo Stato per lo sforamento della spesa farmaceutica (1,5 miliardi di euro).

Inoltre è stato convenuto che, trattandosi di un credito vantato dalle Regioni nei confronti dello Stato, lo stesso sarà iscritto da tutte le Regioni come competenza 2004.

 

 

 

Roma, 12 luglio 2006

 

 Doc. Approvato - Tabella spesa farmaceutica 2004...

 

(red/17.07.06)

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Domani audizione su Dpef

(regioni.it) Dopo che è saltata all’ultimo momento il 13 luglio l’audizione sul Dpef per motivi parlamentari, una delegazione della Conferenza delle Regioni - guidata dall’Assessore Giovanni Battista Pittaluga della Regione Liguria, Coordinatore Vicario della Commissione Affari finanziari nell’ambito della Conferenza delle Regioni - parteciperà martedì 18 luglio alle ore 10.00 (Camera dei Deputati – Piazza del Parlamento, 24 - Aula Commissione ) ad una audizione promossa congiuntamente dalle Commissioni Bilancio della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, sul Documento di Programmazione economico-finanziaria 2007-2011.

(red/17.07.06)

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Conferenza Regioni 12.07.06 DOC Conguagli mobilità sanitaria anni 1997-2002 e 2003-2004

(regioni.it)

Conguagli di mobilità relativi agli anni precedenti – Tabella sui saldi relativi ai residui degli anni 1997-2002 e degli anni 2003-2004

   Doc. Approvato - Tabella Conguagli mobilità sanitaria...

 

(red/17.07.06)

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Conferenza Regioni 12.07.06 DOC MOBILITA’ SANITARIA e RESIDUI MANICOMIALI

(regioni.it)

PROBLEMATICHE RELATIVE

ALLA MOBILITA’ SANITARIA INTERREGIONALE:

CONGUAGLI DI MOBILITÀ DEGLI ANNI PRECEDENTI - SALDI RELATIVI AI RESIDUI DEGLI ANNI 1997-2002 E AGLI ANNI 2003 E 2004; RESIDUI MANICOMIALI

 

In relazione ai saldi di mobilità relativi ai residui degli anni 1997-2002 e agli anni 2003 e 2004, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella riunione del 12 luglio 2006 – sulla scorta dell’istruttoria svolta dalla Commissione Salute - ha approvato la Tabella allegata e ha convenuto sulle seguenti modalità di pagamento.

- Fermo restando l’accantonamento di una quota del 10% per eventuali compensazioni, il pagamento avverrà in due tranche, ambedue nel 2006 se sarà effettuato il saldo delle competenze spettanti alle Regioni in applicazione del decreto 56/2000 con due tranche, oppure nel caso dell’applicazione in momenti differiti del decreto 56/2000, una prima tranche sarà legata all’attribuzione delle risorse del decreto di cui sopra ed una seconda tranche sarà pagata con l’assegnazione del fondo sanitario nazionale per l’anno 2007. Resta fermo il principio già convenuto che a far data dal 2006 si provvederà all’allineamento della cassa e della competenza.

La Conferenza ha altresì preso atto per le Regioni a Statuto Speciale e Province Autonome: Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Bolzano e Trento, che il sistema di finanziamento in vigore comporta che alle stesse non venga addebitato o accreditato il saldo in acconto indicato nella Delibera C.I.P.E. di riparto del Fondo Sanitario di parte corrente, ma che la regolazione della mobilità sanitaria avviene direttamente con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, a riscontro del saldo effettivo risultante dalla matrice della mobilità interregionale.

In particolare, per la Provincia Autonoma di Bolzano, unica ad avere un saldo sempre positivo, le erogazioni non sono state effettuate, per cui si prende atto che la cifra accertata e liquidabile al momento è la seguente:

 

SALDO ATTIVO DAL 1997 AL 2002  12.560.000,00 EURO

SALDO ATTIVO ANNO 2003             6.479.000,00 EURO

SALDO ATTIVO ANNO 2004             6.592.000,00 EURO

TOTALE                                              25.631.000,00 EURO

La piccola differenza (riferita al periodo 1997/2002) tra questi importi e quanto dichiarato dalla Provincia Autonoma di Bolzano (12.643.637,00 euro) è dovuta al saldo con la Regione Sicilia relativa all’anno 2002, che è in corso di verifica tra le due regioni. Per il futuro è stato dato mandato al Coordinamento della mobilità sanitaria interregionale di tenere aggiornata, anche in raccordo con il Ministero della Salute ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la situazione dei saldi delle suddette Regioni e Province autonome, in modo da garantire che le erogazioni di cassa avvengano con la stessa tempistica.

 

Per quanto riguarda i residui manicomiali è stato convenuto che, fermo restando quanto già definito relativamente alle modalità di pagamento ed escludendo dalla quota dovuta la quota capitaria per assistito, gli stessi vanno conteggiati a far data dal 1997 e saranno conguagliati con i residui degli anni 1997-2002. Al riguardo, è stata approvata la Tabella allegata relativa alle quote capitarie da utilizzare nei diversi anni, dal 1997 al 2005, per il calcolo della mobilità.

 

 

 

Roma, 12 luglio 2006

 

Doc. Approvato - Tabella residui manicomiali...

 

 (red/17.07.06)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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