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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 765 - giovedì 20 luglio 2006

Sommario3
- Decreto "Bersani": chiesto stralcio di 6 articoli
- Sospensione di giudizio in vista della Finanziaria
- Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Parere su liberalizzazione energia, risparmio, fonti rinnovabili
- RAI: inizia lavoro su nuovo contratto di servizio
- Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Parere su Codice Ambiente
- Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Calendario Fiere 2007 + documenti allegati

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Decreto "Bersani": chiesto stralcio di 6 articoli

(regioni.it) Quasi uno stop alla concertazione. Le Regioni hanno dato parere positivo al decreto legge Bersani ''ma nel merito abbiamo espresso un parere negativo per quanto riguarda alcuni articoli di cui avevamo chiesto lo stralcio''. Lo ha chiarito, al termine della Conferenza unificata, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Nel documento consegnato al governo le Regioni chiedevano che gli articoli 13, 30, 31, 32, 33 e 34 del provvedimento fossero stralciati per consentire i necessari approfondimenti e il confronto con le Regioni. In particolare, l'attenzione della Conferenza delle Regioni si e' appuntata sui primi due articoli riguardanti rispettivamente i servizi pubblici e il personale.

''Chiediamo su queste questioni - ha concluso Marrazzo - un percorso comune con il governo poiche' se serve responsabilita' e' anche necessaria la giusta autonomia''.

Mentre il parere delle Regioni sul Dpef attende la verifica dei fatti, una verifica concreta nella Finanziaria di premesse positive e di apprezzamento di alcuni obiettivi, dal rilancio dello sviluppo al contenimento della spesa pubblica. Le regioni apprezzano quindi il Dpef nelle linee di fondo ma, per un giudizio complessivo e per un parere più compiuto, attendono nella finanziaria le risposte alle questioni che hanno posto, a partire dalla sanita' e dal federalismo fiscale.

''Sul Dpef - ha spiegato Errani - presentiamo un documento nel quale diciamo che, pur condividendo e apprezzando gli obiettivi di fondo, ovvero l'equita', lo sviluppo, la responsabilita' della spesa pubblica, che sono temi sui quali siamo pronti a fare la nostra parte, riteniamo di dover poi dare, partendo da questo giudizio, una valutazione compiuta nella sede nella quale si potra' vedere la conclusione definitiva delle questioni che noi poniamo, cioe' nella finanziaria. Dagli obiettivi si passera' alla fase concreta - ha concluso Errani - che e' la finanziaria e a questo lavoreremo nelle prossime settimane''.

    Doc. Approvato - PARERE AL DPEF 2007-2011...
     Doc. Approvato - Parere su decreto "Bersani"...

(red/19.07.07)

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Sospensione di giudizio in vista della Finanziaria

(regioni.it) Giudizio sospeso. Bene alcuni punti del decreto “Bersani” e gli obiettivi del Dpef, ma per una valutazione compiuta e' meglio attendere la Finanziaria. Così le Regioni al termine della Conferenza Unificata (Governo-Regioni-Comuni-Province).

I giudizi sui due provvedimenti, pur diversi, si sono intrecciati, unendosi nella considerazione finale che nei prossimi mesi serva una migliore concertazione per la Finanziaria.

Bisogna ancora entrare nel merito del finanziamento della Sanita' e, quindi, dei Livelli essenziali di assistenza. Si deve affrontare la revisione del Patto di stabilita' e, quindi, valutare le politiche di sviluppo e la valenza degli investimenti. E per ultimo, ma solo in termini discorsivi, si attende il completamento del federalismo fiscale e, quindi, l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione.

Sul decreto Bersani le Regioni hanno chiesto al Governo lo stralcio di alcuni articoli, sui quali il parere e' passato “negativo” nel corso della Conferenza Unificata dopo lo stop del ministro Lanzillotta. Ecco la richiesta di stralcio:

Le Regioni richiedono, pertanto, che gli articoli 13, 30, 31, 32, 33 e 34 del provvedimento, che non sono caratterizzati dal carattere di urgenza, siano stralciati al fine di consentire i necessari approfondimenti e il confronto con le Regioni.

In particolare, in relazione alle norme per la riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della concorrenza, articolo 13 del provvedimento, le Regioni richiedono lo stralcio di tale articolo suggerendo di approfondire il complessivo riordino strutturale della materia nell’ambito del disegno di legge delega in materia di servizi pubblici locali già all’attenzione della Conferenza Unificata.

Per quanto riguarda le norme relative al personale, si ritiene più opportuno avviare un confronto su tali aspetti nell’ambito della definizione del disegno di legge Finanziaria per il 2007.

In sede di Conferenza Unificata il ministro Linda Lanzillotta si è opposta alla richiesta di stralcio delle Regioni. Il ministro per gli affari regionali non porterà tale richiesta delle Regioni in Consiglio dei ministri, di conseguenza il Governo non proporrà lo stralcio dell'articolo 13 del decreto legge Bersani. Si tratta delle norme sulla liberalizzazione delle aziende pubbliche partecipate e in tema di personale.

Il presidente del Molise Michele Iorio ha chiesto ''come si possa con un decreto affrontare una serie di materie che coinvolgono direttamente anche le competenze legislative delle Regioni''.

Per Luciano Caveri, Presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta ''La posta in gioco e' l'insieme dei rapporti finanziari con lo Stato e, come sempre, la difesa non stucchevole ma concreta dello Statuto d'autonomia''.

Tra l'altro Caveri ha sottolineato ''L'indeterminatezza dei contenuti del Dpef e la vaghezza, in particolare del nuovo patto di stabilita' che sara' esplicitato nella Finanziaria 2007 - ha commentato Caveri - ci preoccupa molto''.

Romano Colozzi, assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni, ha sottolineato che il Dpef: ''Lascia aperte tutte le strade. Il giudizio dei presidenti e' stato sui principi ma per il resto si attende la finanziaria. Alcune cose pero' le abbiamo dette chiaramente: ad esempio avremmo gradito che il Patto per la salute fosse varato entro il 30 luglio e ci pronunciamo anche su alcune questioni riguardanti il federalismo fiscale. Un altro aspetto riguarda la commissione mista di monitoraggio sulla spesa pubblica e la richiesta di far convogliare in un unico fondo tutte le risorse di competenza delle Regioni. Abbiamo inoltre chiesto al Governo di eliminare le strutture ministeriali che si occupano di materia che la riforma del Titolo quinto della costituzione ha attribuito alle regioni''.

Riguardo poi al decreto sulla competitivita' per Colozzi si tratta ''ormai di un ex decreto dal momento che il Governo stesso ha presentato 50 emendamenti che lo modificheranno. Le Regioni - ha concluso - hanno chiesto lo stralcio degli articoli che riguardano materie di loro competenza che, non avendo carattere di urgenza, possono essere inserite in un decreto successivo da concordare con le regioni''.

Ma anche i comuni hanno chiesto uno stralcio dal decreto Bersani. ''Abbiamo chiesto lo stralcio dell'art. 13 ma in sede di Conferenza il ministro Lanzillotta ha chiarito che il contenuto dell'articolo non si riferisce ai servizi pubblici locali''. Questo il commento del presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, uscendo dalla Conferenza Unificata.

''L'intervento in sede di Conferenza della Lanzillotta - ha proseguito Domenici - e' un chiarimento importante perche' evidentemente tutto questo non si applica ai servizi erogati da parte dei Comuni nei confronti dei cittadini''.

''L'aspetto piu' critico per noi - ha sottolineato Domenici -e' l'articolo 30 del decreto per cui in caso di mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio previsti, cioe' economia in materia di personale degli enti locali, ci si riferisce alla Finanziaria 2006. Qui noi esprimiamo una critica''.  ''Politicamente - ha proseguito il presidente dell'Anci - considero incoerente questo provvedimento da parte del governo e un po' deludente perche' il primo atto che fa il nuovo governo sulla Finanziaria 2006, mentre noi chiedevamo una revisione di quel patto di stabilita' che abbiamo sempre contestato, e' un provvedimento che per quanto settoriale e' pesante e prevede un aggravamento delle misure contenute nella Finanziaria''.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha chiarito la richiesta di stralcio ''in particolare chiediamo di demandare alla delega sui servizi pubblici l'art. 13 che riguarda le aziende pubbliche o partecipate e il tema del personale, tenendo presente che e' confermato il vincolo fino al 2006 di portare quelle norme nella finanziaria del 2007''.

(gs /20.07.07)

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Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Parere su liberalizzazione energia, risparmio, fonti rinnovabili

(regioni.it) PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE  DELEGA AL GOVERNO PER COMPLETARE LA LIBERALIZZAZIONE DEI SETTORI DELL’ENERGIA ELETTRICA E DEL GAS NATURALE E PER IL RILANCIO DEL RISPARMIO ENERGETICO E DELLE FONTI RINNOVABILI, IN ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE 2003/54 E 55 2004/67.

 

Punto 2) Odg Conferenza Unificata

 

 

Rilevato preliminarmente che, alla luce del riparto di competenze stabilito dalla Costituzione, è necessario che il  Governo concordi con Regioni e Province Autonome le politiche energetiche del Paese, sia per garantire lo sviluppo socio economico che per il rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, le Regioni sottolineano come a tal fine appaia ineludibile una politica forte di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili anche attraverso la destinazione di risorse economiche certe ed adeguate al raggiungimento degli obiettivi.

 

Ciò premesso con riferimento al disegno di legge in oggetto le Regioni e le Province Autonome esprimono le seguenti considerazioni e proposte emendative:

 

1)      la proposta di legge è da considerare positivamente in quanto mira a potenziare le infrastrutture energetiche del sistema paese, a migliorare l'approvvigionamento dall'estero per evitare le situazioni di emergenza, a favorire la concorrenza al fine di contenere i costi per i consumatori finali, a mettere in atto strumenti per favorire il risparmio energetico e per incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili; dette finalità appaiono peraltro in linea con quelle evidenziate nel documento per l'energia che le regioni hanno elaborato lo scorso mese di maggio;

2)      Tuttavia, da un esame puntuale del testo, si ritiene opportuno apportare delle integrazioni e/o modifiche finalizzate a meglio specificare i seguenti punti principali :

a)      favorire l’inserimento delle infrastrutture, da parte delle popolazioni direttamente interessate, attraverso le misure di compensazione verso il territorio;

b)      aggiornare l'incentivazione attraverso i certificati verdi e i titoli di efficienza energetica per incrementare il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili, evitando azioni speculative ed assicurando la tutela del territorio;

c)      razionalizzare i procedimenti autorizzativi con una semplificazione per i piccoli impianti alimentati dalle fonti energetiche rinnovabili e mantenere la possibilità di effettuare il monitoraggio per impianti di maggiori dimensioni;

considerato inoltre che il testo è stato esaminato a livello tecnico il giorno 27 giugno 2006 e che, nelle due riunioni in sede tecnica presso la Conferenza Unificata (28/06/06 e 05/07/06) sono state oggetto di ampia discussione alcune proposte di modifica come sopra indicato la Commissione ritiene necessario apportare le seguenti modifiche al testo proposto dal governo :

 

Proposte di emendamenti (indicate in neretto)

 

Art. 1 comma 2 lettera e)  modificare come segue :

lettera e) ”ridefinire le misure di compensazione territoriale di cui all'art. 1, comma 36, della legge 23 agosto 2004 n. 239, estendendole alla realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto di energia, di stoccaggio di gas naturale o di importazione di energia elettrica o gas naturale che, ai fini del presente articolo, abbiano rilevanza nazionale ai fini della sicurezza degli approvvigionamenti energetici, anche mediante la razionalizzazione delle diverse forme di compensazione”;

lettera h) modificare : “promuovere le operazioni di aggregazione territoriale delle attività di distribuzione, a vantaggio della riduzione dei costi di distribuzione, attraverso l’identificazione di bacini minimi di utenza, in base a criteri di efficienza ed economicità e di conseguimento di adeguate dimensioni gestionali.

 

comma 3 : modificare come segue :

comma 3 “I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Gli schemi dei decreti legislativi relativi al comma 2 lettere e), h) e i) sono sottoposti all’intesa con la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e al parere delle Competenti Commissioni parlamentari. Gli schemi relativi agli altri punti sono comunque sottoposti al parere della Conferenza Unificata nonché delle Competenti Commissioni parlamentari; decorsi sessanta giorni dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza dei predetti pareri. Con le stesse procedure, e nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi stabiliti dalla presente legge, il Governo, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei suddetti decreti legislativi, può emanare disposizioni correttive e integrative.

 

 

Art 2

Comma 1 : modificare come segue : “ Il Governo, nel rispetto delle competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, tenendo conto degli obiettivi e dei meccanismi di cui alla legge 1 giugno 2002, n. 120, uno o più decreti legislativi per il riassetto degli incentivi e delle misure relativi all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e alle produzioni di cui all'art. 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n. 239; per promuovere lo sviluppo del solare e dei biocarburanti e biocombustibili; per il riordino dei soggetti pubblici che operano in tema di efficienza energetica e sviluppo di fonti rinnovabili ”; per la ridefinizione del sistema fiscale sugli autoveicoli a fini di efficienza e risparmio energetico e di riduzione dell’impatto ambientale, provvedendo a realizzare il necessario coordinamento con le disposizioni vigenti.”

 


Comma 2 :

lettera a) : modificare :”ridefinire ed incrementare gli obiettivi quantitativi delle misure a favore dell'efficienza energetica  . . ..(idem)”

lettera d) : modificare :”prevedere a favore del solare termico e fotovoltaico e dei biocarburanti e biocombustibili la massima semplificazione amministrativa, nonché  . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . .(idem);

Dopo la lettera d) inserire lettera d1)  "prevedere la massima semplificazione amministrativa per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, anche con l’introduzione di criteri di preferenza in caso di richieste concorrenti”.

lettera e) modificare :”prevedere misure incentivanti per impianti nel settore del solare termico e calore da fonti rinnovabili ad uso civile e terziario, anche a valere . . . .(idem).

lettera f) modificare:”adottare forme di coordinamento permanente tra Governo, Regioni ed enti locali per il concorso nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili, prevedendo accordi e impegni per il riparto delle quote di produzione tra le regioni, nel rispetto e salvaguardia del territorio e del paesaggio, anche mediante misure premiali per il territorio;

 

Dopo la lettera h) inserire lettera i) :”ridefinire i criteri per i periodi di riconoscimento dei certificati verdi tenendo conto anche della competitività commerciale delle varie tipologie di impianto”;

comma 4 : modificare come segue :

comm4 “Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, sono sottoposti all’intesa con la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nonché al parere delle competenti Commissioni parlamentari; decorsi  . . . . (idem);

 

Modificare l’art. 4 comma 1 come segue :”In attuazione di  . . . . . ., le risorse del fondo di cui all’articolo 3 possono essere destinate al finanziamento di interventi di carattere sociale da parte dei Comuni e loro forme associate a favore dei residenti . . . . . (idem)

 

Modificare l'art 6 come segue:

ART. 6

(Modifiche e abrogazioni)

 

1. l'art. 1 comma 58 della legge 239/04 è modificato come segue :

a)      comma 58 “le modifiche degli stabilimenti di lavorazione o dei depositi di oli minerali, non ricomprese nelle attività di cui al comma 56, lettere c) e d), nonché quelle degli oleodotti, sono effettuate dall’operatore, nel rispetto delle normative vigenti in materia ambientale, sanitaria, fiscale, di sicurezza, di prevenzione incendi e di demanio marittimo. Per le modifiche significative, come definite con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, d'intesa con la Conferenza Unificata, l’operatore deve presentare, alla regione o ad altra autorità competente da questa individuata, una denuncia di inizio lavori allegando il relativo progetto; l’esercizio definitivo delle nuove opere realizzate potrà avvenire dopo la verifica da parte dell’autorità competente. Per le altre modifiche l’operatore è comunque tenuto ad inviare una comunicazione alla stessa autorità.

 

2. A decorrere . . . . .. (idem)

 

 

Si esprime pertanto parere favorevole allo schema di decreto legislativo con l'accoglimento integrale in sede politica delle modifiche proposte.

Si rappresentano inoltre le seguenti raccomandazioni:

La Commissione, in considerazione che la problematica energetica appare per l'Italia di vitale importanza per lo sviluppo economico e che occorre inoltre contenere le emissioni di gas ad effetto serra nel rispetto del protocollo di Kyoto, effettua inoltre le seguenti raccomandazioni al Governo  :

·        di perseguire una seria politica energetica facendo anche riferimento al recente Libro Verde della Commissione europea che auspica una politica energetica comune e condivisa da tutti i paesi membri dell'Unione;

·        di prendere in esame, in tale contesto, la possibilità di elaborare, con urgenza, un piano energetico nazionale, di cui si parla da anni, che possa costituire un riferimento per i futuri Piani Regionali, a completamento del quadro programmatorio in materia energetica, nello spirito di una leale collaborazione tra Stato, Regioni ed Amministrazioni locali.

·        di tenere conto, nella ripartizione delle quote di cui all’art. 2, comma 2 lettera f), delle iniziative già adottate da singole regioni sia per lo sviluppo di fonti rinnovabili che per la riduzione delle emissioni di CO2;

·        di favorire il potenziamento delle reti di distribuzione di energia elettrica al fine di agevolare l’allaccio degli impianti utilizzanti le fonti rinnovabili;

·        di rivedere al più presto i decreti sul conto energia, per il solare fotovoltaico, prevedendo l’innalzamento dei limiti di potenza ivi contenuti.

 

 

Roma, 19 luglio 2006

   Doc. Approvato - Energia: LIBERALIZZAZIONE e RILANCIO RISPARMIO e FONTI RIN...

 

(red /20.07.07)

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RAI: inizia lavoro su nuovo contratto di servizio

(regioni.it) Avviata la discussione sul rinnovo del contratto di servizio della Rai. ''E' molto importante che con le Regioni si sviluppi un confronto positivo”. Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni il 19 durante un incontro con la Conferenza della Regioni dove, per iniziativa del ministro, è stata avviata la discussione sul rinnovo del contratto di servizio con la Rai (Rai: contratto di servizio, Gentiloni si confronta con le Regioni).

''Nei prossimi mesi - ha detto il ministro - avremo una prima attuazione di tutto questo: le Regioni faranno delle leggi, dei contratti di servizio regionali con il servizio pubblico e ridiscuteremo anche del contratto nazionale tenendo conto delle istanze, delle proposte e delle osservazioni delle Regioni. E' un confronto che si avvia e che proseguira' nelle sedi istituzionali a partire dalla Conferenza Stato-Regioni''.

Migliorerà l’informazione pubblica sul territorio? ''Spesso sono stati fatti dei proclami in questa direzione che non hanno corrisposto alla realta'; discutiamone e poi prenderemo le giuste decisioni''.

''L'incontro con il ministro Gentiloni e' andato bene. Abbiamo impostato una collaborazione tra il Ministero e le Regioni in relazione al contratto di servizio della Rai''. Cosi' il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, subito dopo l'incontro con il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni.

''Tra le questioni fondamentali poste  - ha proseguito Errani – c’è quella di riuscire a valorizzare le esperienze del territorio perche' troppo spesso le esperienze reali non trovano una piena corrispondenza. Questo e' un elemento importante - ha aggiunto Errani - che riguarda il servizio pubblico e che quindi crediamo sia utile portare aventi. Faremo un gruppo di lavoro anche insieme al Ministero degli Affari Regionali, oltre che al Ministero per la Comunicazione, per affrontare piu' complessivamente le questioni che riguardano la comunicazione e anche le future leggi regionali''.

Pertanto nei prossimi mesi si discueterà del contratto di servizio nazionale tenendo conto delle istanze, delle proposte e delle osservazioni delle Regioni. E' un confronto che si avvia e che proseguira' nelle sedi istituzionali a partire dalla Conferenza Stato-Regioni. ''E' molto importante che con le Regioni si sviluppi un confronto positivo - ha aggiunto Gentiloni - la Costituzione italiana prevede una competenza legislativa concorrente in materia di comunicazioni tra lo Stato e le Regioni''.

Valorizzare le esperienze del territorio. E' stata questa la richiesta che le Regioni hanno posto. Per raggiungere questo obiettivo è possibile ''Fare un gruppo di lavoro insieme al ministero degli Affari regionali e a quello delle Comunicazioni - ha aggiunto Errani - per affrontare piu' complessivamente questioni che riguardano la comunicazione e la materia concorrente per cio' che riguarda le future leggi regionali''.

 

(red/20.07.06)

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Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Parere su Codice Ambiente

(regioni.it) PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO MODIFICATIVO DEL DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152

 

Punto 4) Odg Conferenza Unificata

 

 

LA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

 

fa seguito alla richiesta di parere, ai sensi del combinato disposto dei commi 6 e 4 dell’art. 1 della legge n. 308/04, per rappresentare quanto segue:

 

PREMESSO che le Regioni

- sin dalla prima presentazione nel settembre del 2005 dello schema di decreto attuativo della legge delega ambientale n. 308/04, hanno sostenuto che il testo normativo, oltre alla inaccettabilità del metodo con il quale si era addivenuti alla stesura delle norme, non aveva visto in nessun momento la cooperazione e l’apporto concreto delle stesse, in aperto contrasto con l’ accordo firmato in tal senso dal Ministro dell’ambiente e del territorio nel 2001, presentando tra l’altro problemi di costituzionalità per il mancato rispetto della legge delega e le numerose violazioni del diritto comunitario, oltre che delle proprie prerogative;

 

- nonostante le reiterate richieste di leale collaborazione, hanno preso atto che il Governo ha proceduto comunque all’approvazione definitiva del testo, ora decreto legislativo n. 152/06, determinano un vulnus nel  principio costituzionale della leale collaborazione;

 

- per le ragioni sinteticamente sopra delineate, hanno chiesto con forza e più volte in tutte le sedi istituzionali la sospensione del decreto stesso, esprimendo la volontà di fornire un apporto di merito, volto a superare i nodi di maggiore criticità ed impatto dell’impianto del decreto sull’ordinamento nazionale, anche per adeguarlo alle direttive comunitarie, scongiurando per questa via il rischio di infrazioni comunitarie;

 

CONSIDERATO che i primi due mesi di applicazione del ricordato decreto stanno dimostrando come in diversi settori si stia determinando pressoché la paralisi dell’azione amministrativa, a causa della scarsa chiarezza delle norme, dell’assenza o dell’inapplicabilità concreta del regime transitorio e del congelamento dei decreti attuativi, nel frattempo adottati dal Ministero dell’ambiente, dopo un primo periodo di loro applicazione;

 

RILEVATO che la Commissione Europea ha – tra l’altro - di recente deferito lo Stato italiano alla Corte di Giustizia in quanto, dall’invio del parere motivato sull’interpretazione della definizione di rifiuto operata dalla legge delega n. 308/04, non solo non si è conformato alla legislazione comunitaria in materia, ma al contrario con il decreto legislativo n. 152/06 ha riconfermato tale normativa;

 

Per tutto quanto sopra esposto:

 

MANIFESTA

 

- apprezzamento in ordine alla volontà del Governo di adottare lo schema di decreto legislativo correttivo posto all’esame, poichè preordinato all’avvio di un percorso teso alla rivisitazione delle parti ritenute più critiche del Codice dell’Ambiente, pur ribadendo l’opportunità di differirne gli effetti nelle more della sua rielaborazione;

 

ESPRIME

 

pertanto parere favorevole sullo schema di decreto in esame condizionandolo:

1.all’accoglimento integrale delle proposte di modifica concordate in sede tecnica, riportate nella tabella riassuntiva allegata

2. all’attuazione, in applicazione del principio di leale collaborazione, di un percorso condiviso di modifica del Codice dell’Ambiente, mediante l’istituzione di un tavolo misto;

3. alla conservazione dei conferimenti di funzioni regionali, già operati con le disposizioni regionali previgenti, al sistema delle autonomie locali laddove compatibili con le disposizioni del decreto medesimo.

 

Roma, 19 luglio 2006

 

ALLEGATO A

 

 

 

TUTELA DEI CORPI IDRICI E DISCIPLINA DEGLI SCARICHI (Parte III – Titoli II e  III)

 

All’articolo 74, comma 1, lettera ff) si rende necessario ripristinare la previgente nozione di scarico, cardine dell’intera disciplina, in quanto - come rilevato anche dalla Commissione della Camera - con l’eliminazione del riferimento a qualunque immissione diretta “tramite condotta”, si sconvolge una copiosa dottrina e una ormai consolidata giurisprudenza sul tema e si rimette in discussione il difficile rapporto con la normativa sui rifiuti.

 

All’articolo 96 si richiede di fare salva la diversa disciplina delle regioni o delle province autonome, al fine di non inficiare - con disposizioni statali di minuto dettaglio successive nel tempo - le regolamentazioni già assunte in sede regionale e che hanno adeguato le procedure del T.U. 1775/1933 ai principi della semplificazione amministrativa e del coordinamento delle attività di prelievo idrico con le pianificazioni di tutela ambientale.

 

Per quanto concerne le previsioni dell’articolo 101, comma 7 lettera b) si reputa necessario ripristinare il criterio di assimilazione alle acque reflue domestiche previsto dall’articolo 28, comma 7 del d.lgs. 152/1999, in quanto il riferimento all’articolo 112, comma 2 ivi contenuto crea ingiustificatamente un rapporto tra fattispecie (scarico e utilizzazione agronomica) completamente diverse e diversamente regolamentate.

 

Con riferimento al riparto di competenze in materia di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e introito dei relativi proventi di cui agli articoli 135 e 136 si richiede di far salva espressamente l’eventuale diversa allocazione delle funzioni operata dalla legislazione regionale, al fine di superare le gravi incertezze interpretative registrate nei primi mesi di vigenza del decreto legislativo in questione.

 

Nelle more di una revisione dell’intero sistema di pianificazione di tutela qualitativa e quantitativa delle acque che ripristini il violato riparto di competenze costituzionalmente garantite e persegua un adeguato recepimento della direttiva 2000/60/CE, si reputa indifferibile modificare l’articolo 121, comma 1 del d.lgs. 152/2006 al fine di restituire al Piano regionale di tutela delle acque quella forza propria degli strumenti di tutela, appunto, che gli derivava direttamente dall’essere stralcio del Piano di bacino e quindi sovraordinato alle pianificazioni di settore.

Il “declassamento” del piano regionale a mero atto di pianificazione di settore e in quanto tale privo dell’efficacia tipica degli atti posti a tutela delle risorse naturali comporta infatti un inaccettabile  scadimento della protezione delle risorse idriche da assicurare nel territorio regionale.

 

Si rende inoltre necessario, confermando il testo governativo dell’art. 1,  comma 3, dello schema di D.lgs in esame, di meglio precisare il termine di proroga delle Autorità di bacino di cui alla legge n. 183 del 1989, ancorandolo alla riscrittura del decreto correttivo. Pertanto al comma 2 bis dell’art. 170 del dlgs n. 152 del 2006, come introdotto dall’art. 1, comma 3 dello schema di decreto in esame, le parole “distretti idrografici” sono sostituite dalle parole “bacini distrettuali” e le parole “al 31 dicembre 2006” sono soppresse.

 

 

GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE - SERVIZIO IDRICO INTEGRATO  (Parte III –Sezione  III – Titoli II e III)

 

Si richiede l’abrogazione immediata dell’articolo 148, comma 5 del d.lgs. 152/2006 che, nell’introdurre l’adesione facoltativa alla gestione unica del servizio idrico integrato per i Comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, mina alle basi il complesso processo di riforma del settore.

L’immediata operatività della disposizione considerata, senza previsione neppure di regime transitorio o clausola di salvezza dell’attuale operatività degli ambiti territoriali ottimali e delle gestioni già esistenti, spezza improvvisamente un sistema che alla data di entrata in vigore del d.lgs. 152/2006 è strutturato, dimensionato e finanziariamente esposto per rispondere alle esigenze di gestione e infrastrutturazione unitaria dell’ambito territoriale ottimale, senza che a ciò possano in alcun modo ovviare le funzioni di regolazione generale e di controllo attribuite all’Autorità d’ambito.

 

Occorre prevedere alla lett. b) del comma 2 dell’art. 147 e all’art. 150, comma 1, anziché l’unicità della gestione l’unitarietà della medesima.

 

Occorre sospendere l’art. 154 sulla tariffa del servizio idrico integrato al fine di addivenire ad una riscrittura dell’articolo che preveda l’esistenza di un metodo tariffario nel rispetto delle attribuzioni delle Regioni.

 

Occorre prevedere la sospensione degli artt. 159 e 160 relativi alla costituzione dell’Autorità di vigilanza al fine di valutarne la soppressione in quanto non solo detta Autorità non era prevista dalla legge delega, ma così come configurata nel decreto risulta fortemente  lesiva delle attribuzioni delle autonomie locali.  L’insieme delle norme del titolo dovrà poi essere rivista con il decreto legislativo correttivo al fine di rendere la disciplina omogenea, organica e meno pervasiva delle competenze regionali, essendo la regolazione dei servizi pubblici di interesse locale materia residuale regionale,  ad eccezione degli aspetti di tutela della concorrenza.

 

 

NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI E DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI (Parte IV)

 

Si chiede la riscrittura all’art. 183 della nozione di rifiuto oggetto di deferimento alla Corte di Giustizia; si chiede la sospensione dell’art. 206, comma 2, che prevede gli accordi per derogare all’applicazione delle disposizioni ordinarie; si chiede di riportare la competenza in materia di procedure semplificate in capo alle Province modificando la previsione di cui all’art. 212, comma 18, che le pone in capo all’Albo; si chiede l’obbligo del ripristino,  all’art. 189, del MUD per tutte le tipologie di rifiuti.

 

Si propone altresì il “congelamento” della disposizione di cui  all’art. 195, comma 2, lett. e) che consente di assimilare i rifiuti speciali agli urbani solo nell’ambito di determinate superfici. 

 

 

SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFUTI ( Parte IV)

 

Occorre prevedere, analogamente a quanto avviene per il ciclo dell’idrico integrato, che siano fatte salve le individuazioni delle Autorità di ambito effettuate dalla Regioni ai sensi del D.Lgs. 22/97 ed il loro operato, qualora conformi alle norme del D.Lgs. n. 152/06;  all’art. 202, comma 1, occorre rimuovere la gara quale unico modello di affidamento del servizio e fare riferimento alle modalità di cui all’art. 113 del D.Lgs. 267/00, così come per la parte del ciclo dell’idrico integrato. 

 

BONIFICA DI SITI CONTAMINATI (Parte IV – Titolo V)

 

In assenza della previsione di un regime transitorio che consenta di chiudere i procedimenti pendenti alla data del 29 aprile 2006 con le vecchie regole della formalizzazione di un modello per l’analisi del rischio e di una formazione degli operatori, la nuova disciplina diventa di difficilissima applicazione. Si chiede pertanto un differimento dei termini della normativa vigente attraverso la sospensione del Titolo V  della Parte IV (Art. da 239 a 253) e il ripristino della normativa previgente, ai fini della riscrittura di alcune norme allo scopo di meglio chiarire ruoli e soggetti competenti, come ad esempio nei procedimenti d’ufficio dove è assegnato un potere di ordinanza alla Provincia e una competenza a procedere ai Comuni.

 

NORME IN MATERIA DI TUTELA DELL’ARIA E DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA (Parte V)

 

Si chiede la sospensione dell’art. 271 e degli allegati 1 e 5. L’articolo, infatti,  fa riferimento ai valori limite del 1988 per gli impianti già autorizzati,  per cui si dovrebbero rivedere le autorizzazioni vigenti con un arretramento dei livelli di tutela.

 

 

 Roma, 19 luglio 2006

 

Doc. Approvato - Codice Ambiente...
     Doc. Approvato - Allegato documento Codice Ambiente...

 

(red /20.07.07)

+T -T
Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Calendario Fiere 2007 + documenti allegati

(regioni.it)  Doc. Approvato - Calendario Fiere 2007...

 

Determinazione dei sistemi idonei ed oggettivi

di rilevazione e certificazione dei dati attinenti

agli espositori ed ai visitatori delle manifestazioni fieristiche

di qualifica internazionale e nazionale

(Documento del 16 dicembre 2004 coordinato con la modifica introdotta

nella riunione del 19 luglio 2006)

 

 

 

Disposizioni Generali

 

1.      Gli organizzatori delle manifestazioni fieristiche con qualifica internazionale e nazionale sono tenuti alla rilevazione e certificazione dei dati attinenti agli espositori ed ai visitatori secondo la presente regolamentazione.

2.      La rilevazione e certificazione dei dati è effettuata da società o enti specializzati nel settore fieristico, allo scopo tempestivamente incaricati dal soggetto organizzatore della manifestazione. Le società o enti predetti devono essere riconosciuti dall’Osservatorio per il Sistema Fieristico Italiano. L’Osservatorio stabilisce i criteri e le modalità per il riconoscimento ed il controllo dei certificatori.

3.      La rilevazione e certificazione dei dati delle manifestazioni fieristiche con qualifica internazionale e nazionale si applica a decorrere dalla data da definirsi.[1][1]

4.      La rilevazione e certificazione dei dati va effettuata ad ogni edizione di manifestazione fieristica, ed è condizione per l’attribuzione o il mantenimento della qualifica internazionale o nazionale.

5.      La rilevazione e certificazione dei dati ad opera dell’ente/società incaricato deve essere effettuata nel corso del periodo di svolgimento della manifestazione fieristica e deve essere ultimata nei 60 giorni successivi al termine della manifestazione stessa.

6.      L’organizzatore della manifestazione fieristica è tenuto a prestare la massima collaborazione per il migliore esito della rilevazione e certificazione dei dati.

7.      Il certificatore rilascia una copia dell’attestato di certificazione sia al soggetto organizzatore della manifestazione sia all’Assessorato Regionale competente in materia fieristica, entro 90 giorni dal termine della manifestazione.

 

Sistema di rilevazione e certificazione

 

8.      Si intendono per:

 

a)      Espositori diretti:

le imprese che occupano uno stand in nome e per conto proprio; sono intestatarie della fattura di affitto dell’area espositiva e pagano l’importo in fattura direttamente all’organizzatore;

b)      Espositori indiretti:

le imprese che espongono i loro prodotti nello stand di un espositore diretto; non vanno conteggiate se i loro prodotti sono presenti solo in cataloghi, brochure, depliant, e se per la loro presenza non è stata versata la tassa di iscrizione, prevista per ciascun espositore indiretto, secondo le tariffe ufficiali della manifestazione;

c)      Partecipazioni collettive:

le imprese partecipanti rientrano tra gli espositori diretti se sono presenti alla manifestazione con personale proprio ed il loro nome e l’area espositiva da essa occupata sono indicati nella scheda di iscrizione sottoscritta dall’intestatario dello stand;

d)      Nazionalità degli espositori:

si determina in base alla sede sociale dell’impresa; si considerano espositori esteri anche i rappresentanti esclusivi per l’Italia o per  zone del territorio nazionale di ditte e prodotti esteri, purché ad essi siano intestate le fatture relative all’area espositiva affittata ed essi provvedano a pagare direttamente l’importo delle fatture;

e)      Superficie espositiva netta

Superficie affittata ed effettivamente pagata dagli espositori; tale superficie va distinta in: coperta (la superficie espositiva relativa a padiglioni fissi o prefabbricati) e scoperta: affittata ad espositori italiani ed esteri;

le superfici concesse a titolo gratuito e le superfici per eventi collaterali (convegni, congressi, simposi, ecc.) vanno indicate separatamente;

f)        Visitatori

Persone munite di biglietto, anche preregistrato, o di altro documento, comprovante il pagamento dei diritti di ingresso, o di biglietto di invito o che hanno compilato la scheda di registrazione;

i biglietti invito vanno conteggiati solo se i possessori hanno compilato la scheda di registrazione all’ingresso della manifestazione;

i biglietti permanenti vanno conteggiati una sola volta al giorno;

i biglietti d’onore e per gli espositori non vanno conteggiati;

g)      Nazionalità dei visitatori:

si determina in base alla scheda di registrazione.

 

 

9.      I dati da sottoporre a rilevazione e certificazione e gli elementi su cui si basa il controllo da parte del certificatore si articolano come segue:

 

espositori diretti:

-         schede di iscrizione;

oppure

-         fatture emesse e ricevute corrispondenti;

 

espositori indiretti:

-         scheda di iscrizione degli espositori diretti;

 

nazionalità degli espositori (diretti e indiretti)

-         schede di iscrizione

 

visitatori:

-         schede di registrazione;

oppure

-         tabulati di rilevazione magnetica a mezzo di sistemi elettronici;

oppure

-         matrici dei biglietti venduti, per i visitatori che hanno acquistato il biglietto all’entrata della manifestazione;

oppure

-         talloncini di controllo numerati, per i visitatori che hanno acquistato il biglietto al di fuori della manifestazione

 

nazionalità dei visitatori:

-         schede di registrazione:

superficie espositiva netta:

-         contratti di esposizione o schede di iscrizione.

 

10.  La certificazione dei dati attinenti agli espositori ed ai visitatori delle manifestazioni fieristiche internazionali e nazionali è relativa:

 

-         Al numero complessivo degli espositori, disaggregato in diretti e indiretti, italiani ed esteri;

-         Alla tipologia di espositori diretti, distintamente indicati tra italiani ed esteri, nella seguente articolazione:

a)      Produttori;

b)      Distributori;

c)      Filiali italiane di multinazionali;

d)      Associazioni di produzione e distribuzione

e)      Altro;

 

-         Agli espositori italiani, diretti e indiretti distintamente indicati, che sono suddivisi per regioni di provenienza;

-         Agli espositori esteri, diretti e indiretti distintamente indicati, che sono suddivisi per paese estero di provenienza;

-         Al numero complessivo dei visitatori, disaggregato in operatori e pubblico generico, italiani ed esteri;

-         Ai visitatori italiani, operatori e pubblico generico distintamente indicati; i visitatori operatori italiani sono ulteriormente suddivisi per regione di provenienza;

-         Ai visitatori esteri, operatori e pubblico generico distintamente indicati; i visitatori operatori esteri sono ulteriormente suddivisi per paese estero di provenienza;

-         Alla superficie espositiva netta complessiva, distinta in coperta e scoperta, affittata ad espositori italiani ed esteri.

 

11.  La rilevazione dei dati attinenti ai visitatori può essere agevolata da sistemi di biglietterie elettroniche integrate col sistema di rilevazione degli accessi al quartiere fieristico, predisposti dal soggetto gestore del quartiere fieristico o dai soggetti organizzatori.

 

 

Roma, 19 luglio 2006



 

 

 

Doc. Approvato - Fiere: procedure e indicazioni...     

     Doc. Approvato - Calendario Fiere 2007...
     Doc. Approvato - Fiere: sistemi idonei ed oggettivi rilevazione e certifica...


 

(red /20.07.07)



[1][1] Modifica introdotta con il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 19 luglio 2006

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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