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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 766 - venerdì 21 luglio 2006

Sommario
- Corte dei Conti: gestione finanziaria Regioni 2004-5
- Conferenza Regioni 12.07.06 DOC controlli costruzioni in zone sismiche
- Conferenza Regioni 19.07.06 DOC Parere Decreto-Legge 4 luglio 2006, n. 223
- Conferenza Regioni 12.07.06 DOC PARERE IN ORDINE AL DPEF 2007-2011
- Conferenza Regioni 19.07.06 DOC MODIFICHE AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
- 210706: Monitoraggio di leggi e provvedimenti pubblicati in Gazzetta Ufficiale

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Conferenza Regioni 19.07.06 DOC MODIFICHE AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

 

(regioni.it) PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE MODIFICHE AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

(decreto legislativo n. 163 del 2006).

 

Punto 3) Odg Conferenza Unificata

 

PREMESSO

 

-        che lo schema di decreto legislativo contiene norme che differiscono l’entrata in vigore di alcune disposizioni del codice dei contratti pubblici e norme di correzione e coordinamento di altre norme del codice medesimo;

-        che il disegno di legge di conversione del decreto legge n.173 del 2006, in corso di approvazione, riproduce le medesime disposizioni concernenti il differimento delle norme del codice contenute nello schema di decreto legislativo in esame;

-        che pertanto l’esame delle disposizioni dello schema di decreto legislativo riguarda solo quelle norme, residuali, concernenti la correzione di errori materiali e il coordinamento di poche disposizioni del codice dei contratti pubblici;

 

CONSIDERATO

 

-        che la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 9 febbraio 2006, si è espressa negativamente in ordine al codice dei contratti pubblici, rilevando una serie di criticità evidenziate nel documento presentato nella seduta della Conferenza unificata in pari data di cui si allega copia;

-        che la posizione negativa espressa dalla Conferenza delle Regioni e dalle Province  autonome riguarda sia il metodo adottato per l’elaborazione del codice, sia il merito degli istituti da esso disciplinati;

-        che, con riferimento al metodo, le Regioni sono state infatti escluse dalla elaborazione del testo normativo, in violazione del principio di leale collaborazione tra istituzioni  e del disposto del Titolo V della parte seconda della Costituzione, secondo quanto più volte sancito dalla Corte Costituzionale e ribadito dal Consiglio di Stato;

-        che, con riferimento al merito, le Regioni hanno illustrato, nel parere reso nella seduta del 9 febbraio 2006, le problematiche più rilevanti legate alla adozione del Codice, anche e soprattutto in ordine al riparto delle competenze tra Stato e Regioni, atteso che la ristrettezza dei tempi istruttori ha impedito un’analisi completa e puntuale sull’intero articolato;

-        che per tali motivi molte Regioni hanno presentato ricorso avverso il codice dei contratti pubblici presso la Corte Costituzionale;

-        che la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con documento approvato il 22 giugno 2006 e qui unito in copia, ha ribadito le posizioni già espresse chiedendo, da un lato, un tempestivo e congruo slittamento del termine di entrata in vigore del codice dei contratti pubblici; dall’altro di aprire rapidamente l’indispensabile confronto tra lo Stato e le Regioni su un percorso condiviso e concertato per la necessaria revisione del codice medesimo;

-        che il mancato accoglimento della ricordata richiesta di slittamento del termine di entrata in vigore del codice dei contratti pubblici ha comportato una situazione di confusione normativa e difficoltà operative nell’ambito delle amministrazioni territoriali;


 

 

-        che il contenuto dello schema di decreto legislativo in esame, quale residuerà a seguito dell’approvazione della legge di conversione del citato decreto legge n.173 del 2006, è estremamente limitato e relativo a mere correzioni formali e di coordinamento, rispetto alle quali non sussistono rilievi tecnici di merito;

-        che il Ministro delle infrastrutture, con nota del 30 giugno 2006, ha evidenziato che nel Consiglio dei Ministri, nella seduta del 23 giugno 2006, in occasione dell’approvazione in prima lettura del decreto legislativo in argomento, è emersa la corale convinzione circa la necessità di attivare da subito il richiesto tavolo istituzionale di concertazione con le Regioni, ed ha precisato che la mancata partecipazione delle Regioni alla costruzione del testo originario del codice dei contratti pubblici appartiene ad una prassi alla quale il nuovo Governo non vuole e non può uniformarsi;

 

CHIEDONO AL GOVERNO

 

in considerazione del fatto che il contenuto dello schema di decreto legislativo in esame, quale residua a seguito dell’approvazione della legge di conversione del citato decreto legge n.173 del 2006, è estremamente limitato e relativo a mere correzioni formali e di coordinamento, rispetto alle quali non sussistono rilievi tecnici di merito:

 

-        di ritirare il decreto in vista dell’adozione di un provvedimento che sia  frutto del confronto con le Regioni sull’intero codice dei contratti pubblici. In tale prospettiva, le Regioni sollecitano con forza l’apertura del richiesto tavolo istituzionale tra lo Stato e le Regioni al fine di concordare, rapidamente, le opportune e necessarie modifiche al codice, anche sulla base delle posizioni emerse nella Conferenza unificata e nel Consiglio di Stato e della giurisprudenza della Corte Costituzionale in materia, e di concorrere alla elaborazione del testo del regolamento attuativo.

 

-        di adottare un provvedimento che sospenda gli effetti del codice dei contratti pubblici in vista dell’attività del sopramenzionato tavolo di confronto e della consequenziale adozione dell’atto legislativo modificativo.

 

 

Roma, 19 luglio 2006

 

 

(red /20.07.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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