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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 772 - lunedì 31 luglio 2006

Sommario
- Casa: incontro Regioni-Ferrero
- Riforme: Formigoni, Chiti e Lanzillotta
- Turismo: Rutelli, cresciuta capacita' operativa Regioni
- 3 agosto: Conferenza Regioni
- Regioni: monitoraggio sull'attività del Parlamento
- Sanità: bando per ricerca su farmaci

+T -T
Riforme: Formigoni, Chiti e Lanzillotta

(regioni.it) Formigoni riapre il dibattito sulle riforme. ''Non e' una ripicca, ne' una rivalsa sulla sconfitta al referendum. Chiediamo di poter fare le cose che ci servono e che possiamo fare meglio dello Stato''. Cosi', nell'intervista apparsa il 29 luglio sul 'Corriere della Sera', il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni spiega la richiesta a Governo e Parlamento di una maggior autonomia per la Lombardia (29/07: Intervista al Presidente Roberto Formigoni: "Lombardia autonoma...    ).

Formigoni fa riferimento all'art.116 della Costituzione  sulle Regioni a statuto speciale, secondo cui 'ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia' su determinate materie possono 'essere attribuite ad altre Regioni'. Ma per approvare un progetto del genere ci vuole un'intesa fra lo Stato e la Regione, quindi in questo caso occorre un'intesa bipartisan vista la situazione politica. E il presidente della Lombardia si dice convinto che cio' sia possibile, forte dell'ordine del giorno votato due giorni fa in consiglio regionale non solo da Cdl ma anche da Ds e Margherita. ''In Lombardia si e' inaugurata una fase nuova, una fase di dialogo costruttivo. La nostra maggioranza e' forte e autosufficiente - sottolinea - ma la proposta che portero' prima in giunta e poi in consiglio e' aperta al confronto, alla discussione, al contributo di tutti. Poi partira' il negoziato con il governo''. Dice di averne gia' fatto cenno a Prodi e Letta, nega che si tratti di una questione ideologica e indica quali potrebbero essere i temi sui quali chiedere maggiore autonomia: ''Quelli relativi alla salute, all'istruzione, all'ambiente, all'energia, alla ricerca scientifica e tecnologica, all'organizzazione della giustizia di pace''.

Il Corriere della Sera riprende poi il giorno successivo (30/07: Autonomia alla Lombardia. Il governo apre a Formigoni. Chiti:...      ) le dichiarazioni di Formigoni, riportando i commenti dei ministri dei rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, e degli Affari regionali, Linda Lanzillotta. Entrambi sostengono che le priorità sono innanzitutto quelle del federalismo fiscale, e quindi dell’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, e dell’istituzione di un Senato federale.

Per Chiti “Deve essere chiaro che se pure l’articolo 116 affida alle Regioni, per esempio, competenze sulla scuola, i principi fondamentali sulla scuola, i principi fondamentali dell’istruzione non possono che essere stabiliti dallo Stato centrale”. Anche per questo Chiti considera “necessario introdurre nell’articolo 117 la clausola di supremazia a favore dello Stato centrale, che deve avere la parola decisiva nel caso di contrasti su materie concorrenti”.

''Prima di attuare l'art. 116 (Costituzione della Repubblica italiana ), il titolo V va migliorato e completato, mentre da subito va realizzato il federalismo fiscale'', rileva invece il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali Linda Lanzillotta.

L'art. 116 secondo comma e' ''tra le norme piu' discutibili del titolo V - ha ricordato il ministro - tanto che nella devolution del centrodestra quella norma fu soppressa a larghissima maggioranza''.

''Si tratta infatti - ha precisato la Lanzillotta  - della possibilita' di realizzare un federalismo a geometria variabile su cui quanto meno bisognerebbe rafforzare il sistema delle garanzie, ammesso che questo sia cio' di cui l' Italia ha bisogno per far funzionare meglio le istituzioni centrali e locali. Credo infatti che dopo cinque anni di sostanziale stallo, oggi siano altre le priorita' nell' ambito della riforma del titolo V, peraltro pregiudiziali anche all' eventuale attivazione di forme differenziate di autonomia''.

''In particolare - ha proseguito - la priorita' delle priorita' e' il federalismo fiscale, perche' se il principio fosse che chi e' piu' ricco tiene tutte le risorse per se', chi e' piu' povero diventerebbe sempre piu' povero. Quindi, fermo restando che ci possono essere forme differenziate e anche delle forme di differenziazione nei termini temporali di attivazione di certi poteri, dubito che un federalismo ad arlecchino possa prescindere da una previa definizione di un federalismo fiscale che chiarisca compiutamente il sistema delle risorse''.

''Ma l'attribuzione di piu' poteri alle Regioni - ha sostenuto ancora la Lanzillotta - deve a mio avviso realizzarsi non tanto con un federalismo fatto ciascuno in casa propria, ma piuttosto attraverso il coinvolgimento delle Regioni nelle decisioni di livello nazionale. Per questo occorre la costruzione di un vero Senato federale. Questa sara' la sede in cui dovra' svolgersi il confronto tra le Regioni anche per cio' che concerne l'eventuale attivazione di forme di autonomie differenziate''.

(red/31.07.06)

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