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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 774 - mercoledì 2 agosto 2006

Sommario3
- Conferenza Stato-Regioni il 3 agosto
- Regioni: i recapiti delle Giunte
- Piemonte: 600 euro se rottami la vecchia auto Euro 0 o Euro 1
- Riforme: Galan, Formigoni e Colozzi
- Riforme: Loiero, Bresso e Bassolino
- Conferenza Regioni 27.07.06 DOC VALUTAZIONE PROGETTI SERVIZIO CIVILE

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Conferenza Stato-Regioni il 3 agosto

(regioni.it) Dopo la Conferenza Unificata (cfr.regioni.it n. 771), il Ministro per gli affari regionali, Linda Lanzillotta, ha convocato anche la Conferenza Stato–Regioni per giovedì 3 agosto 2006, alle ore 14.15 presso la Sala riunioni di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, con il seguente ordine del giorno: 1) Convocazione della Consulta Stato - Regioni dell’arco alpino ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 14 ottobre 1999, n.403 recante: “ratifica ed esecuzione della convenzione per la protezione delle Alpi, con allegati e processo verbale modifica del 6 aprile 1993, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991”.

L’ordine del giorno della conferenza Unificata è stato poi integrato su richiesta dellUpi, con le questioni relative allo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale in attuazione dell’articolo 1, comma 6, della legge 15 dicembre 2004, n. 308. (AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE- POLITICHE EUROPEE)

I Punti all’ordine del giorno delle Conferenza Stato-Regioni e Unificata saranno all’esame della Conferenza delle Regioni convocata dal Presidente Vasco Errani per le ore 12.00 della stessa giornata  (cfr.regioni.it n. 772).

(red/02.08.06)

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Regioni: i recapiti delle Giunte

(regioni.it) La Segreteria della Conferenza delle Regioni ha pubblicato una nuova edizione della rubrica contenente i principali recapiti delle Giunte delle regioni e delle Province autonome.

Il file è disponibile in formato word nella sezione “Rubrica” del sito www.regioni.it

(red/02.08.06)

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Piemonte: 600 euro se rottami la vecchia auto Euro 0 o Euro 1

(regioni.it) Un bonus di 600 euro per  eliminare le auto Euro 0 ed Euro I ancora in circolazione. La  somma, non necessariamente legata all'obbligo di acquistare un  altro mezzo, potra' essere erogata sulla base della  classificazione delle auto e, soprattutto, della fascia di  reddito del proprietario. Lo ha deciso la Giunta regionale del Piemonte che ha stanziando 5 milioni di euro.

Un provvedimento preso per incentivare la rottamazione delle auto piu' vecchie, ossia quelle a cui si intende proibire di circolare durante i giorni feriali, tra le 8 e le 18,30, a partire dal 6 novembre e fino al 31 marzo 2007. ''Si tratta di una prima tranche di finanziamenti, a cui aggiungeremo altri fondi con l'assestamento di bilancio di fine estate, previsti  dal piano sulla mobilita' presentato in Giunta nelle scorse  settimane'' dice l' assessore all' Ambiente, Nicola de Ruggiero. Il piano, che nasce dall'accordo sulla qualita' dell'aria,  messo a punto dalle Regioni del Nord Italia, e' in fase di esame  da parte dell'UE. ''Abbiamo calcolato che la cifra stanziata - continua l'assessore - potra' favorire l'eliminazione di oltre 8000 auto altamente inquinanti. Una vettura Euro 0 a benzina, immatricolata prima del 1993, emette una quantita' di ossido di azoto cento volte superiore ad una vettura Euro III''.

Il bonus andra' ai proprietari, persone fisiche, residenti in Piemonte e non titolari di partita IVA, con un reddito  individuale inferiore o pari a 15.000 euro.

(red/02.08.06)

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Riforme: Galan, Formigoni e Colozzi

(regioni.it) ''Nel corso della riunione di Arcore - ha detto il Presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan, riferendosi al summit della Cdl su riforme e federalismo - sono state affrontate questioni su cui il Veneto discute da anni e che riguardano l'applicazione di quegli articoli della Costituzione in grado di dare ai cittadini italiani federalismo fiscale e maggiori poteri, cio' naturalmente alle Regioni a statuto ordinario. In questo senso gli obiettivi ora sono piu' chiari, ecco il merito dell'incontro di Arcore''.

''Il sottoscritto, fino a quando e' stato senatore, ha presentato tre proposte di legge con cui si chiede l'applicazione la piu' urgente possibile degli articoli 119 e 116 della vigente Costituzione. Quindi per noi e' finito il tempo delle chiacchiere anche perche' a differenza di altri abbiamo attentamente studiato la questione e a questo scopo ci siamo avvalsi dei migliori costituzionalisti italiani''.

''Il mio invito, dopo Arcore, e' il seguente - ha detto ancora Galan -: se c'e' da fare presto, e c'e' da fare molto presto, e' necessario che al piu' presto la Conferenza delle Regioni assuma una precisa e il piu' possibile unitaria posizione in merito a questa fondamentale vicenda politica. Dico questo perche' sono convinto che senza il consenso pieno del Centro e del Sud d'Italia non ci sara' alcun passo in avanti.

E se passi in avanti non ci saranno, dal Veneto partira' una risposta talmente destabilizzante che il caso di Lamon verra' giudicato come una sbiadita idea di quanto riusciremo a fare. Questo nel rispetto della democrazia ma anche di quei diritti che i cittadini del Veneto - ha concluso - esigono siano rispettati, sia per loro che per tutti gli altri cittadini italiani''.

Queste tesi, insieme a quelle espresse anche nei giorni scorsi dal presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, sono riprese anche in un articolo sul Corriere della Sera (Formigoni: a settembre la legge per l'autonomia lombarda. "Non stiamo...     )

Formigoni ha spiegato che il suoobiettivo e' quello della ''realizzazione di un federalismo funzionale ed efficiente, in modo che ci vengano trasferite alcune competenze relative ad alcune materie di cui siamo consapevoli di poter avviare una gestione piu' efficace di quanto non faccia lo Stato centrale''. Formigoni ha spiegato di riferirsi in particolare a ''istruzione, sanita', energia e giustizia, almeno per quanto riguarda la gestione dei giudici di pace''.

In questo pacchetto di proposte vanno distinte due fasi: una prima, nella quale regione Lombardia ''intende muoversi verso la definizione di quelle competenze che vuole ottenere dallo Stato'' e in una seconda fase ''per definire le risorse che la regione deve ottenere dallo Stato per garantire il funzionamento delle competenze acquisite in una prima fase''.

Per il presidente della Lombardia ''non e' una richiesta di piu' risorse, ma soltanto di piu' competenze''.

La richiesta di autonomia della Regione Lombardia ''non punta ad una fuga in avanti rispetto alle altre Regioni ma alla valorizzazione delle diversita' nella piu' totale collaborazione istituzionale''. A spiegarlo è l'assessore lombardo al Bilancio Romano Colozzi. Il percorso avviato verso il federalismo non ha nulla a che  vedere con il modello 'alla Zapatero': ''Sarebbe giusto -precisa  Colozzi - ma e' giusto partire dalla propria storia. Un modello alla  Zapatero significherenbbe lo scardinamento del sistema dei tributi  vigente, con il rischio di moltiplicare i costi. Noi invece puntiamo  alla collaborazione istituzionale''. Colozzi spiega che e' necessario  attivare ''un sistema di perequazione interno alle Regioni e affidare  a queste un ruolo nell'armonizzazione del sistema fiscale''.

(red/02.08.06)

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Riforme: Loiero, Bresso e Bassolino

(regioni.it) Critico alle ipotesi di richiesta di maggiore autonomia “per materia” da parte di alcune regioni giunge, invece,del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. No al ''federalismo asimmetrico''.  ''Non c'e' federalismo - ha detto Loiero - se non e' solidale. Un'improvvisa accelerazione che qualcuno intenderebbe dare alle norme di attuazione dell'articolo 116 della Costituzione, laddove prevede la possibilita' di modelli differenziati di sviluppo regionale, secondo le diverse possibilita' dei territori, rappresenta un pericolo per l'unita' sostanziale del Paese''. E’ l' ''avviso'' di Loiero.

''A proposito di federalismo asimmetrico, permesso dall'articolo 116, comma terzo della Costituzione - ha detto Loiero - si paventa il rischio che le Regioni che chiederanno il trasferimento di funzioni, tenteranno di ottenere maggiori attribuzioni di trasferimenti erariali, piuttosto che utilizzare la maggiore autonomia tributaria loro concessa''.

''Per il Sud, non sarebbe un dramma, ma una catastrofe'', secondo Loiero, il quale, a riprova della sua affermazione, ha ricordato quanto scrive Pietro Giarda, per il quale ''non c'e' nessun deterrente che possa trattenere le Regioni ricche dal chiedere in massa lo spostamento di materie dalla competenza concorrente alla competenza esclusiva. Si otterrebbero, cosi', piu' poteri senza costi''.

''Percio' - ha concluso Loiero - nel mettere mano all'attuazione del principio costituzionale bisogna prima guardare la parte generale del federalismo fiscale e poi il fondo perequativo. Altrimenti Governo e Parlamento farebbero una fuga in avanti''.

Anche per Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, "e' possibile arrivare al federalismo senza compromettere l'unita' nazionale e costruendo uno di tipo solidale, affatto egoista.  

Il federalismo fiscale - prosegue Bresso - e' la chiave, il punto essenziale: al trasferimento di competenze deve corrispondere il trasferimento delle risorse.  Quali siano le materie da lasciare alla competenza regionale e' tema importante, ma secondario rispetto al concetto del federalismo fiscale. Penso, comunque - dice ancora - che siano soprattutto quelle materie che richiedono velocita', completezza nel seguire l'intera filiera legislativa e amministrativa dell'intervento: penso soprattutto all'energia e alle politiche industriali''.

Per Bassolino ''Cio' che ora e' importante fare e' attuare il federalismo fiscale e avere un fondo perequativo. Senza di questo e' impossibile discutere di piu' funzioni e piu' poteri per singole regioni''. Cosi' il presidente della Regione Campania risponde sul tema del federalismo a velocita' variabile, cosi' come previsto dall'art. 116 della Costituzione, rilanciato dai governatori della Lombardia e del Veneto.

L'art. 116, rileva Bassolino, ''viene dopo il federalismo e il fondo perequativo, mi sembra del tutto chiaro. Altrimenti sarebbe un'altra cosa. Fra l'altro, noto che questo articolo era stato cancellato dal centrodestra, perche' c'era la devolution, e ora che questa e' stata sconfitta torna. Ma cio' deve accadere nel modo giusto, cioe' dopo il federalismo fiscale e il fondo di perequazione, altrimenti sarebbe un modo per far rientrare della finestra cio' che e' stato cacciato dalla porta''.

Prioritario inoltre in questa fase, auspica Bassolino, anche ''un Senato delle Regioni, che e' cio' che serve in un Paese come il nostro''.

''Il vero punto di partenza comunque - sottolinea ancora il presidente della regione Campania -e' che la devolution e' stata bocciata in modo clamoroso dagli elettori e dai cittadini, e il Lombardo- Veneto non esiste''.

''E poi considero importante il metodo che qui si vede - aggiunge, con riferimento al tavolo sul Mezzogiorno svoltosi oggi a Palazzo Chigi - che e' quello dell' unire, e non di stare ogni Regione per proprio conto a strappare qualcosa rispetto ad altre, ma di mettersi assieme come abbiamo fatto noi del Sud, tra regioni del centrosinistra e del centrodestra''. ''Questa - conclude - e' la strada giusta, lo facciamo con sindacati e imprenditori e vogliamo farlo in un positivo rapporto con il governo nazionale''.

(red/02.08.06)

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Conferenza Regioni 27.07.06 DOC VALUTAZIONE PROGETTI SERVIZIO CIVILE

(regioni.it) PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELLA SOLIDARIETÀ SOCIALE CONCERNENTE CONTENUTI E CRITERI DI VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE

Punto 3) – Elenco B – O.d.g. Conferenza Stato-Regioni

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nel ribadire il parere favorevole allo schema di decreto in oggetto, propone la seguente dichiarazione a verbale:

“In relazione alla possibilità per le Regioni e le Province autonome di prevedere, nella valutazione dei progetti, 20 punti aggiuntivi oltre agli 80 previsti sulla base dei criteri di valutazione adottati dall'Ufficio Nazionale, le stesse Regioni e Province autonome, possono orientare lo sviluppo dei progetti regionali e provinciali, entro il limite dei 20 punti, richiamandosi alle previsioni delle leggi regionali di attuazione del servizio civile nazionale, alle linee di indirizzo relative ai diversi settori di competenza, nonché all'eventuale ulteriore valorizzazione dei criteri previsti nel presente prontuario, fermo restando il rispetto delle finalità del Servizio Civile Nazionale.”.

Roma, 27 luglio 2006

 

(red/2.08.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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