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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 790 - lunedì 25 settembre 2006

Sommario3
- Rossi (regioni): dal "federalismo dell'abbandono" alla governance
- UE, obiettivo competitività: regioni raggiungono accordo
- Caccia: recepite indicazioni Regioni
- Pubblica amministrazione: la riforma Nicolais
- Ddl Bersani: il testo
- Informazione: giornalisti in sciopero

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Rossi (regioni): dal "federalismo dell'abbandono" alla governance

(regioni.it)  Sulla spesa sanitaria  esiste una ''sintonia di fondo'' tra Governo e Regioni. ''Ma gli amministratori regionali non faranno sconti all'Esecutivo e restano convinti che i soldi messi sul tavolo sono pochi''. Lo ha detto Enrico Rossi, assessore al Diritto alla salute della Toscana e coordinatore della Commissione Salute per la conferenza delle Regioni, a margine della presentazione del libro di Ivan Cavicchi 'Malati e governatori. Un libro rosso per il diritto alla salute',  presentato al policlinico Gemelli di Roma.

C'e' una  ''intesa di fondo'', ha spiegato Rossi, precisando che ''ci sono impegni e passioni che condividiamo. Pure in una fase difficile sotto il profilo delle risorse, credo che si possa fare una buona politica per la salute dei cittadini''. Il principale ostacolo quindi, sono i soldi, ''troppo pochi'', lamenta l'assessore che rilancia la necessita' di avviare una ''politica di sostenibilita', bisogna - ha detto - riformare la sanita' per garantire piu' qualita', per migliorare l'uso delle risorse. C'e' molto da fare ma c'e' anche una buona base di partenza''. Fino ad oggi il lavoro di Governo e Regioni e' stato quello di ''fare il quadro generale sul finanziamento - spiega Rossi - e sul patto per la salute. Ora vogliamo capire meglio la parte relativa alla farmaceutica, al personale e anche quello che riguarda la compartecipazione''.

Sostenibilita' nelle scelte e  rafforzamento della competenza dei professionisti per il  rilancio della sanita'. Sono le strade che il ministro della  salute Livia Turco intende percorrere per dare attuazione al  patto per la salute. ''Il finanziamento per la sanita' - ha spiegato Turco - potra' contare su 6 mld in piu' e su risorse certe per i  prossimi tre anni ed il patto che ne e' scaturito con le Regioni e' stato un percorso fortemente condiviso. Nel patto - ha sottolineato - ho potuto sperimentare la fecondita' del concetto di sostenibilita' nella sanita' e cioe' il superamento e la possibilita' di mettere al centro la salute del cittadino e la qualita' del sistema, costruire politiche della salute partendo dai limiti di finanza pubblica ma senza subire il vincolo dell'economicismo. E' un percorso quello che ho fatto che mi ha permesso di veder la sanita' dai livelli micro, cioe' di guardare dall'interno il sistema per poterlo programmare verso obiettivi precisi per la salute dei cittadini''. Turco ha voluto anche spiegare la propria posizione rispetto all'invadenza della politica nelle nomine nei vari settori della sanita': la politica - ha detto - non puo' abdicare alla propria responsabilita' e si deve combattere la cattiva politica, quelle delle cordate, ma per far questo occorre un clima culturale che lo permetta; il compito della politica e' di indicare obiettivi, fissare regole e verificare i risultati (del sistema e dell'operato dei singoli) ma occorre anche valorizzare le professionalita' puntando al merito, alla competenza, all'autonomia e alla responsabilita', sollecitando a costruire tra loro una competitivita' virtuosa''.

Per Enrico Rossi le Regioni con questo patto si mettono in discussione e dichiarano la propria responsabilita': ''stiamo  passando da un federalismo per abbandono ad una fase in cui si governa insieme''. Quanto all'invadenza della politica nelle  nomine nella sanita' Rossi ha detto che ''e' un tema che va  affrontato con intelligenza stabilendo meccanismi selettivi piu'  forti, sensibilizzando maggiormente i direttori generali delle  Asl e valutando i risultati. In Italia - ha detto Rossi - ci  occupiamo sempre dei processi decisionali e mai di cio' che poi  producono le decisioni; e sarebbe utile che una scelta di un  primario sia valutata, nelle forme opportune, anche da un

controllo sociale da parte dei pazienti''.

(red/25.09.06)

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UE, obiettivo competitività: regioni raggiungono accordo

(regioni.it) "Le Regioni hanno raggiunto un accordo globale sull'obiettivo competitivita', cofinanziamento e Fondo aree sottoutilizzate": lo ha annunciato Vasco Errani, Presidente della conferenza delle Regioni, al termine del vertice delle Regioni dell'obiettivo competitivita' e occupazione.

“Questo risultato   ha aggiunto Errani - è un fatto molto positivo che consente ora a queste regioni di avviare il processo di programmazione".

Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte e coordinatrice della negoziazione anche per conto delle altre Regioni, lo ritiene ''un risultato globalmente buono per il Piemonte e per tutte le Regioni interessate''.

I tagli di Bruxelles sui fondi per la competitivita' sono stati contenuti per il Piemonte al 6% del totale ottenuto nella precedente tornata, una percentuale poco inferiore al taglio del 6,28% che colpira' in media le regioni del centro-nord.  E’ questo, in sintesi, l' esito della trattativa sui fondi

strutturali europei per il periodo 2006-2013 che si e' conclusa il 21 settembre a Roma.

“Il Piemonte - spiega presso - perdera' circa 150 milioni di euro  su una quota complessiva di circa due miliardi e mezzo. Le risorse assegnate a Torino - sottolinea - sono in termini assoluti le piu' elevate spettanti a una Regione italiana. Il motivo e' legato alla grave situazione di crisi che l' area ha attraversato. I parametri per l' individuazione dei fondi infatti fanno riferimento al 2004, anno segnato ancora pesantemente dalla crisi industriale''.

La somma di 150 milioni di euro, conclude Bresso, e' una cifra importante, ''con un po' di efficienza - assicura - riusciremo a recuperare, e a realizzare comunque tutto cio' che

e' necessario per consolidare lo sviluppo futuro del Piemonte''.

(red/25.09.06).

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Caccia: recepite indicazioni Regioni

(regioni.it) “Molte delle indicazioni delle Regioni sono state recepite in Commissione Agricoltura della Camera sul decreto legge in tema di caccia”.

“E' un fatto positivo"- ha commentato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, "si tratta - ha aggiunto - di questioni importanti sulle quali la collaborazione fra Governo e Regioni e' essenziale: difesa dell'ambiente, tutela del territorio e della fauna".

(red/25.09.06)

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Pubblica amministrazione: la riforma Nicolais

(regioni.it) E’ stato anticipato da Il Sole 24 ore.com il testo del Disegno di legge in materia di efficienza delle amministrazioni pubbliche e di riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese, presentato dal Ministro Luigi Nicolais

Due i “titoli” della proposta: il Titolo I riguarda le “Misure volte alla riorganizzazione dell’azione amministrativa, alla riduzione ed alla certezza dei tempi dei procedimenti e relative forme di tutela”; il  Titolo II è invece relativo alle Misure finalizzate alla riduzione degli oneri per i cittadini e per le imprese”.

(red/25.09.06)

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Ddl Bersani: il testo

(regioni.it) Il Sole 24 ore ha pubblicato il 23 e il 24 settembre il testo del Disegno di legge “Bersani”, “interventi per l’innovazione industriale”.

L’articolato pubblicato dal quotidiano è preceduto da una “avvertenza” relativa alla possibità di cambi nella numerazione degli articoli.

Il testo è corredato con una scheda relativa alle correzioni effettuate rispetto ad una prima bozza del provvedimento.

(red/25.09.06)

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Informazione: giornalisti in sciopero

(regioni.it) 4 giornate di sciopero dei giornalisti. Ecco le date e le modalità :

I giornalisti dei quotidiani e delle agenzie di stampa di notizie e servizi scioperano nelle giornate venerdì 29 settembre e sabato 30 settembre per impedire la pubblicazione dei quotidiani nelle giornate di sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre.

I giornalisti dei quotidiani e delle agenzie di stampa di notizie e servizi attueranno le altre due giornate di sciopero nazionale nelle giornate di giovedì 5 e venerdì 6 ottobre per impedire la pubblicazione dei quotidiani nelle giornate di venerdì 6 e sabato 7 ottobre.

I giornalisti della Rai e dell’emittenza radiotelevisiva nazionale privata sciopereranno venerdì 6 e sabato 7 ottobre in modo da realizzare, insieme alle astensioni dei colleghi dei quotidiani e delle agenzie, due giornate di totale black out dell’informazione.

I giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva nazionale pubblica e privata attueranno le altre due giornate di sciopero nelle giornate di martedì 24 e mercoledì 25 ottobre.

I giornalisti dei siti e portali on line si asterranno dal lavoro secondo le consuete modalità.
I giornalisti dei periodici nell'ambito dei venti giorni di sciopero già proclamati a sostegno della vertenza contrattuale, di cui una parte già attuati, si asterranno dal lavoro per un numero di giornate sufficiente a impedire l'uscita in edicola dei numeri la cui chiusura in redazione è programmata a cavallo tra la fine di Settembre e l'inizio di Ottobre. I giornalisti delle testate a periodicità più che settimanale (quindicinali, mensili etc.), in cui l'organizzazione e i tempi del lavoro rendono difficile impedire l'uscita in edicola, potranno sostenere la vertenza contribuendo al Fondo di Solidarietà Sindacale della FNSI o, laddove esistano, ai fondi di solidarietà aziendale. Resta in vigore lo stato di agitazione.

I giornalisti degli uffici stampa pubblici e privati attueranno scioperi ed iniziative di mobilitazione venerdi’ 29  e sabato 30 settembre.

In un incontro con il Ministro Cesare Damiano che si è tenuto al Ministero del Lavoro il 21 settembre scorso, la Federazione Italiana Editori di Giornali ha illustrato le ragioni per cui non ritiene, in questa fase, di accogliere l’invito del Governo a riprendere le trattative con la Federazione della Stampa per il rinnovo del contratto giornalistico scaduto nel marzo del 2005.

“L’editoria, e in particolare quella della carta stampata – si legge in un comunicato della Fieg - che dà lavoro alla grande maggioranza dei giornalisti italiani – si confronta con interrogativi e sfide di carattere epocale sui contenuti, sui formati, sulle convergenze con altri media, sulla pubblicità, sulla distribuzione. La flessibilità e il costo del lavoro sono elementi essenziali di qualsiasi nuova strategia di settore e vanno visti in quest’ottica.  A fronte di ciò, la Federazione dei giornalisti ha presentato 77 rivendicazioni salariali e normative e le ha sostenute con 12 giorni di sciopero, minacciandone altri per il futuro.  Sul piano politico, poi, non solo non vengono corrette le gravi storture a danno della carta stampata apportate dalla legislatura precedente, ma vi sono indicazioni che la situazione sia destinata ad aggravarsi ulteriormente.  In queste condizioni, gli editori rispettano il contratto giornalistico scaduto, i cui automatismi retributivi superano comunque largamente gli effetti dell’inflazione, e giudicano che non sussistano le condizioni di base per negoziare un nuovo contratto.

Dura la replica della Fnsi affidata al Segretario Paolo Serventi Longhi : “La Federazione Italiana Editori Giornali respinge con una nota la sollecitazione del Ministro del Lavoro Cesare Damiano a riprendere il negoziato con il Sindacato dei Giornalisti. Una posizione incomprensibile e brutale che non tiene in nessun conto le reiterate disponibilità al dialogo senza pregiudiziali espresse dalla Fnsi. Il Sindacato dei Giornalisti ha legittimamente presentato una piattaforma rivendicativa con richieste salariali e normative, come è sempre avvenuto nella storia delle relazioni sindacali tra le parti. La Fieg ha a sua volta presentato una piattaforma contenente 45 proposte peggiorative del contratto, che mirano a ridurre di quasi il 30per cento lo stipendio dei giornalisti ed a sostituire il lavoro dipendente con tutte le forme possibili di precariato e di informazione prodotte all’esterno delle redazioni. Non solo, la Fieg blocca anche la riforma della previdenza dell’Inpgi e la delibera di abbattimento contributivo per la riassunzione dei colleghi disoccupati e impedisce persino un confronto sereno sul diritto d’autore proposto dal Governo. Una posizione assurda, che rischia di inasprire ulteriormente la vertenza. Rispondiamo con gli scioperi e con altre iniziative di mobilitazione a livello nazionale e aziendale. Abbiamo la coscienza di aver fatto tutto il possibile per evitare uno scontro, che danneggia le aziende e l’informazione nel Paese. Il Governo, ed in particolare il Ministro del Lavoro, che ha assunto una positiva iniziativa ed ha preannunciato un tavolo congiunto, valuterà la posizione degli editori. La Fnsi dice sì alla ripresa delle trattative ed è disposta a partecipare a un tavolo convocato dal Ministro, nonostante lo schiaffo che la Fieg ha dato al buon senso e agli stessi interessi editoriali”.

(red/25.09.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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