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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 817 - martedì 7 novembre 2006

Sommario
- Molise: Iorio rieletto Presidente
- Attività produttive: regionalismo dimezzato
- Ambiente: l'informazione sui siti delle Regioni
- Sanità: 8/9 Conferenza Regioni su riparto
- Padoa-Schioppa a Bruxelles esalta accordo su spesa sanitaria
- Martini: piani ambiente

+T -T
Attività produttive: regionalismo dimezzato

(regioni.it) L’Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie “Massimo Severo Giannini" del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha pubblicato recentemente “Regioni e attività produttive. 4° Rapporto sulla legislazione e sulla spesa 1998-2004: un bilancio”. Edito da Giuffrè il volume è curato da Carlo Desideri e Sofia Mannozzi.

Secondo Aida Giulia Arabia e Carlo Desideri (autori del capitolo dedicato a “gli orientamenti e le novità della normativa regionale sulle attività produttive”) il “macrosettore sviluppo economico ed attività produttive” è rilevante, almeno se guardato con la lente della produzione legislativa. Il numero delle leggi regionali che riguardano le attività produttive è infatti secondo solo al complesso dei provvedimenti delle regioni che riguardano i “servizi alla persona e alla comunità” e questo nonostante il fatto che dal 2001 le leggi regionali per lo sviluppo economico prodotte annualmente non siano aumentate. E va sottolineato il fatto che l’analisi qualitativa dell’impegno legislativo rivela che i provvedimenti riguardano la razionalizzazione dell’universo normativo e che “le Regioni adottano sempre più spesso vere  e proprie leggi di semplificazione.

Guardando all’interno del macrosettore considerato dal Rapporto (confronta le tabelle) si nota ancora la permanenza di un certo “retaggio”: “il rapporto tra le leggi per il complesso agricolo-rurale e quelle per l’industria e artigianato è notevolmente sbilanciato a favore delle prime”, per no parlare del turismo, dove se da un lato si registrano importanti e significative inversioni di tendenza, l’impegno legislativo non sembra rispondere alle aspettative di sviluppo e potenziamento rivolte da tempo proprio a tale settore. Per gli autori pesano su questo atteggiamento: una consolidata tradizione legislativa in materia di agricoltura, una certa incertezza legata alla concreta applicazione del titolo V della Costituzione, ma soprattutto, nel settore dell’industria, l’esistenza di un importante strumentario “riconfermato e rifinanziato a livello nazionale”, come è dimostrato ad esempio dalla legge sugli incentivi, la n. 488/91, che prevede “interventi realizzati con fondi statali e ancora gestiti in gran parte livello centrale, sia pure con un ruolo partecipativo delle Regioni, attraverso la Conferenza Stato-Regioni” (analoghe azioni sono previste per il turismo, legge 135/2001). Meccanismo destinato perdurare con la riforma degli incentivi (legge 80/2005), tanto che secondo gli autori, si potrebbe dire che in tale segmento “un vero e proprio decentramento non è mai stato realizzato”.

Fra gli aspetti particolari il Rapporto sottolinea e rimarca un uso “distorto” delle leggi finanziarie regionali, usate sempre più spesso usate con un cavallo di Troia per realizzare “riforme di settore”, saltando il dibattito presso il Consiglio regionale, “con le leggi finanziarie viene effettuata una sorta di manutenzione annuale delle leggi vigenti”, inoltre “in molte leggi finanziarie si interviene sull’assetto organizzativo dell’amministrazione regionale, dettando disposizioni in materia di uffici (e, soprattutto, di personale)”.

Più confortante la “riscoperta dei regolamenti” dovuta anche alle leggi costituzionali 1/119 e 3/2001 che hanno comportato una “diversa forza politica dei singoli governi regionali” ed un “differente e decisivo ruolo che possono giocare gli apparati amministrativi delle Giunte nella fase di elaborazione dei regolamenti”. L’utilizzo di questa fonte secondaria da parte degli esecutivi non è stata però indolore sul piano dei rapporti con i Consigli regionali, almeno fino al 2004, “l’anno della convalida dei regolamenti di Giunta – a rigore tutti illegittimi -nel senso dell’adeguamento degli ordinamenti regionali alla sentenza n.313/2003 della Corte Costituzionale”.

Sul piano dei contenuti è importante sottolineare le leggi regionali che trattano delo sportello unico: “in pratica tutte le Regioni hanno, infatti, adottato disposizioni in merito , a seguito delle riforme avviate con il c,d, federalismo amministrativo (L. 59/97 e D. Lgs. 122/98).

Il 4° Rapporto dell’Istituto Giannini conferma che “Le Regioni sono divenute soggetti rilevanti per lo sviluppo economico e per le attività produttive, come auspicato dalle spinte e prospettive del nuovo regionalismo”, un’affermazione che non può avere però un “valore generale” perché si scontrato proprio con quei fatti che hanno ancora oggi un peso determinate – come il permanere di quell’ampio strumentario statale, cui si è fatto cenno, in materia di industria – che di fatto ha dato vita ad un “regionalismo dimezzato” ed avrebbe certamente “scarso fondamento” la “rivendicazione di un ritorno al centro in nome di una presunta carente attività delle Regioni, visto che tale tipo di attività in gran parte non è mai stata in realtà trasferita alle regioni.

(stefano mirabelli/07.11.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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