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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 818 - mercoledì 8 novembre 2006

Sommario3
- Sanità: al via Conferenza Regioni su riparto Fondo
- Finanziaria; Errani: "Si continua a lavorare con spirito positivo"
- Finanziaria. Melilli: Province preoccupate; Lanzillotta: stiano tranquille
- Federalismo: cabina di regia
- Formigoni: affrontare la sfida dell'innovazione
- Tampieri: fronte comune su Ogm

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Sanità: al via Conferenza Regioni su riparto Fondo

(regioni.it) E' iniziata nel tardo pomeriggio dell’8 novembre, con più di due ore di ritardo rispetto al previsto - a causa del protrarsi della Conferenza Unificata che la precedeva - la Conferenza straordinaria delle Regioni dedicata al riparto del Fondo per la sanità. Si prevede che la riunione duri fino alle 21,30 per poi la mattina del 9 novembre. Nella giornata di oggi intanto si e' tenuto un primo incontro tra gli assessori regionali alla sanità e i tecnici. Per il riparto del Fondo – secondo quanto riportato dall’Ansa - si potrebbero far valere i criteri assunti lo scorso anno ma e' ancora tutto da decidere.

La “due giorni” è dedicata all'esame dei criteri di riparto delle risorse disponibili per il servizio sanitario nazionale per il triennio 2007-2009. Sul tavolo della riunione 'monografica' i circa 97 miliardi di euro previsti solo per il 2007. Risorse, queste, derivanti dal 'patto per la salute' che i presidenti delle Regioni hanno sottoscritto con il Governo lo scorso 5 ottobre e i cui contenuti economici sono fissati nei capitoli della legge finanziaria.

Oggi e domani, dunque, una volta individuate le regole, i presidenti delle Regioni a differenza degli altri anni – secondo quanto riportato dall’Agi - in cui il 'rito' della ripartizione avveniva annualmente, saranno chiamati a mettersi d'accordo per l'intero triennio. Mentre, infatti, per il solo 2007 sono poco più di 96 i miliardi di euro, ne troviamo poco più di 99 per il 2008 e poco più di 102 per il 2009. Cifre alle quali, però, bisogna aggiungere 1 miliardo per il 2007 e circa altrettanti per il 2008 e il 2009,derivanti dal fondo transitorio previsto come concorso dello Stato alle regioni in difficoltà economico-finanziarie. Quest'ultimo pacchetto di risorse, infatti, servirà per evitare il percorso di rientro strutturale dai disavanzi per le regioni in difficoltà.

“Sarà un vero e proprio match''. Cosi' Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo, definisce il compito che attende Presidenti di Regione, assessori al Bilancio e alla Sanità regionali, nelle prossime ore. Cioè quello di intervenire sui criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, ponderando i vari elementi da tenere in considerazione.

(red/08.11.06)

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Finanziaria; Errani: "Si continua a lavorare con spirito positivo"

(regioni.it) “Su una serie di punti abbiamo ricevuto risposte positive. Rimangono aperte alcune questioni come quella del cofinanziamento dei programmi Ue e quella riguardante gli oneri sui mutui”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della Conferenza Unificata dell’8 novembre.

Per quanto riguarda la Regione Sicilia, le Regioni chiedono  sia definito un emendamento che faccia scattare la validità dell'articolo 101 solo dopo la costituzione di una commissione paritetica Governo-Regione. Altri emendamenti vengono chiesti su materie riguardanti le infrastrutture e i trasporti. “Continuiamo il lavoro - ha concluso Errani - con spirito positivo ma intanto abbiamo avuto risposte importanti''.

(red/08.11.06)

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Finanziaria. Melilli: Province preoccupate; Lanzillotta: stiano tranquille

(regioni.it) “Non parteciperemo più alle riunioni della Conferenza per le parti che riguardano la finanziaria finché non avremo la convocazione del governo a chiarimento dell'accordo del 10 ottobre”. Lo ha dichiarato il presidente dell'Upi, Fabio Melilli, a margine della Conferenza unificata ancora in corso. “Abbiamo verificato gli emendamenti sul patto di stabilità per le province - ha proseguito Melilli - e la manovra, invece di migliorare, e' peggiorata. Nonostante l'accordo del 10 ottobre, nel quale il presidente Prodi ha assunto l'impegno di alleggerire la manovra per le province e i comuni”. Le Province possono stare tranquille perché il ministero dell'Economia ha ribadito il suo impegno a tradurre in pratica l'impegno di ridurre l'entità della manovra nei loro confronti di 100 mln di euro. E' quanto ha affermato il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie locali Linda Lanzillotta.

Le Province sono giustamente preoccupate -ha sottolineato il ministro- perché ancora non vedono tradotte in norma specifica l'accordo per la riduzione dell'entità della manovra. Ma il ministero dell'Economia ha assicurato che questo impegno resta e si stanno studiando e definendo le modalità tecniche, legislative e finanziarie”. L'impegno “è stato ribadito in conferenza unificata”, ha concluso il ministro, ed ''e' logico che finché quest'impegno non viene tradotto in pratica le Province sono in allarme ma penso che possano stare tranquille”.

Le Regioni e gli enti locali hanno dato parere favorevole allo schema di disegno di legge che da' la delega al governo per il riordino dei servizi pubblici locali. Il via libera e' stato dato oggi in conferenza unificata, come ha spiegato il ministro per gli Affari regionali e delle Autonomie locali, Linda Lanzillotta, sottolineando che e' stato dato ''parere favorevole con l'accoglimento di alcuni emendamenti che specificano il provvedimento senza intaccarne la sostanza”. Questo, secondo il ministro conferma il fatto che “con l'approfondimento delle questioni nel merito è possibile trovare soluzioni positive e portare avanti provvedimenti di innovazione, modernizzazione e liberalizzazione''.

“Abbiamo lavorato sul decreto di legge delega per il riordino dei servizi pubblici locali: mi pare un buon risultato poiché c'e' una sintonia tra Comuni, Regioni, Province e Governo, per attuare una legge delega che il sistema delle autonomie aspetta da molto tempo”,ha dichiarato Fabio Melilli, che ha aggiunto la speranza che “ciò possa portare a migliorare l'efficienza dei servizi pubblici italiani".

(red/08.11.06)

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Federalismo: cabina di regia

(regioni.it) Il federalismo fiscale e il nuovo codice per le autonomie locali saranno portati in Parlamento. Sono alcuni degli argomenti discussi nel corso del seminario interistituzionale sull'attuazione del Titolo V della Costituzione al quale hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie e i ministri dell'Interno Amato e degli Affari Regionali Lanzillotta, Padoa-Schioppa e Chiti.
E’ stato anche affrontato il tema di creare una cabina di regia sul federalismo fiscale  e sul nuovo codice per le autonomie di raccordo tra i progetti  del governo e le richieste delle regioni e degli enti locali.
''Se il metodo deve essere quello delle 'intese forti' tra centro e periferia potremmo attivare presso la Presidenza della Repubblica cinque o sei tavoli interistituzionali, tanto ristretti quanto autorevoli''. Questa la proposta del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, avanzata a Roma, al seminario interistituzionale sull'attuazione del Titolo V della Costituzione, promosso dal Governo a Villa Madama alla presenza dei Ministri Linda Lanzillotta, Vannino Chiti e Giuliano Amato.
L'assessore alle Finanze e Affari istituzionali della Lombardia Romano Colozzi ha apprezzato “che si stia parlando di attuazione del Titolo V della Costituzione e non di una sua modifica. Perche' solo attuandolo potremo capire quali siano le parti che necessitano di una revisione”. Ma la Finanziaria “sarebbe stata un'ottima occasione di collaborazione interistituzionale, concreta e costruttiva... ''. Così Romano Colozzi, dopo l’incontro avuto nell'ambito del seminario sull'attuazione del Titolo V della Costituzione a Villa Madama.
''Ma per attuare realmente il Titolo V  - ha aggiunto Colozzi- non basta parlare di principi e di buona volonta', ma entrare nel concreto delle cose che non sono ad esso allineate. Un esempio: mi chiedo se abbia ancora senso parlare di una Ragioneria Generale dello Stato e non, invece, di una Ragionieria della Repubblica che possa essere la base di un coordinamento della finanza all'insegna della collaborazione e della responsabilita'. Applicare effettivamente il Titolo V della nostra Carta Costituzionale e' un passo necessario per evitare il caos istituzionale, dove ogni livello della Repubblica e' abbastanza forte per bloccare tutti gli altri ma non lo e' sufficientemente per procedere nello svolgimento delle proprie funzioni senza invasioni di campo. Le istituzioni devono potersi fidare l'una dell'altra, senza il sospetto che qualcuno stia lavorando nell'ombra per scippare poteri e competenze''. In merito al nuovo Codice delle Autonomie, per il quale il governo si appresta a varare un disegno di legge delega, l'Assessore Romano Colozzi ha affermato ''quanto sia importante agire celermente ma poter disporre di un testo condiviso da tutti''.
''Nel 1998 - ha ricordato Loiero - e' partito il cosiddetto federalismo amministrativo con le leggi Bassanini. Poi e' arrivata la riforma costituzionale del Titolo V. Successivamente e' stata approvata la cosiddetta legge La Loggia. Con l'ultimo Governo sono stati ricostruiti a livello centrale alcuni Ministeri che, invece, le riforme Bassanini avevano abrogato. A cio' si aggiunga la giurisprudenza della Corte costituzionale dell'ultimo quinquennio''. ''In questo contesto cosa fare? Suggerisco una sorta di `moratoria istituzionale', organizzando meglio l'esistente piuttosto che affidarci ancora una volta all'ingegneria istituzionale e a future riforme''. Ma, allo stesso tempo, il presidente della Calabria e' favorevole ad iniziare il lavoro di attuazione del Titolo V, basandosi su una lettura estensiva della 'sentenza Mezzanotte' della Corte Costituzionale (n.303 del 1 ottobre 2003). ''Per attuare correttamente i principi di sussidiarieta' e di leale collaborazione istituzionale - ha proposto Loiero - ai sensi dell'articolo 114 della Costituzione occorre riferirsi al concetto di Repubblica quale contenitore dei vari livelli istituzionali, dal Comune allo Stato centrale''.
Il presidente dell'Upi Fabio Melilli ha dichiarato infine che Regioni Comuni e Province hanno gia' stilato un documento comune sul codice delle autonomie. ''Abbiamo costruito -ha sottolineato Mellilli- un documento comune che va affinato e che contiene una posizione rilevantissima. La novita' e' che Regioni Province e Comuni hanno una posizione comune sul Codice delle autonomie''. Il presidente dell'Unione delle Province ha sottolineato che rimangono ancora ''un paio di questioni aperte'' ma la Lanzillotta e Chiti hanno gia' dimostrato condivisione sul testo.

(red/08.11.06)

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Formigoni: affrontare la sfida dell'innovazione

(regioni.it) Nuove forme di collaborazione tra finanza, imprese e istituzioni per sostenere la competitivita', puntando insieme su innovazione e internazionalizzazione. E' questa la proposta lanciata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
A fronte di una situazione di "risorse pubbliche scarse" che rende impossibili le vecchie politiche di sostegni a pioggia. Va dunque colta "come una grande opportunita'" la possibilità invece di svolgere invece "azioni di sistema". "Il pubblico deve innovarsi -ha detto Formigoni- e diventare un vero ente di Governo capace di accompagnare con adeguate policies lo sviluppo", come, peraltro la Lombardia ha gia' iniziato a fare (per esempio con le riforme strutturali della sanita' e dei servizi pubblici, con la legge sulla competitivita'); e le banche "devono recuperare il rapporto col territorio".
Quanto alle banche, secondo il presidente lombardo, devono "recuperare il fondamentale rapporto tra finanza e territorio, per colmare il divario tra esigenze dell'imprenditoria e sistema creditizio, agendo su alcune leve che ancora rappresentano punti di debolezza. Nell'accesso al credito, ad esempio -ha spiegato Formigoni- siamo soltanto al 31/mo posto nel mondo. Gli investimenti informali sono quasi ancora sconosciuti nel nostro Paese, mentre rappresentano un punto di forza negli Usa e in Inghilterra. Anche gli investimenti in nuove imprese in Italia hanno subito un notevole ridimensionamento".
La "ricetta" che Formigoni ha in mente per cambiare la cultura "del fare impresa" vede sullo stesso piano da una parte l'agire sulla domanda per cui "e' indispensabile un ruolo forte e coordinato sia dell'associazionismo imprenditoriale che delle istituzioni e dall'altra il lavorare sull'offerta "in modo che - ha suggerito Formigoni - le istituzioni possano supportare lo sforzo delle imprese per affrontare la sfida dell'innovazione e dell'internazioalizzazione".
Sul fronte della ricerca i numeri parlano chiaro:  l'Italia investe in ricerca solo l'1,1% del Prodotto interno lordo (PIL) rispetto al 9,5% investito in macchinari e impianti, mentre Svezia, Stati Uniti e Finlandia investono in ricerca oltre il 4% del PIL, sicuramente piu' di quanto non destinino in macchinari e impianti. Occorre dunque che la competitivita' sia sempre piu' connessa alla conoscenza; e in questa direzione Formigoni ha notato che "gli investimenti per la ricerca non possono essere finanziati con capitali a restituzione certa, ma con contributi a fondo perduto o concapitali a rischio".
Infine ''La Lombardia, che e' il maggiore crocevia economico finanziario dell'Europa mediterranea, si offre come ponte a servizio della crescita dell'interscambio euro-indiano''. Così Formigoni dopo l’incontro avuto con il ministro del Commercio indiano, Kamal Nath.

(red/08.11.06)

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Tampieri: fronte comune su Ogm

(regioni.it) ''Le regioni italiane devono far fronte comune sulla questione Ogm. Occorrono regole serie e condivise; e la creazione di una ''rete'' che rafforzi il sistema delle regioni e permetta loro di difendersi a livello europeo''. Cosi' Guido Tampieri, sottosegretario all'Agricoltura, e' intervenuto durante il workshop  nazionale dedicato al tema della ''coesistenza'' tra Ogm, colture biologiche, convenzionali e di qualita', che si e' concluso a Firenze.
''Il futuro della nostra agricoltura - ha proseguito Tampieri - sara' fra Ogm e produzioni biologiche, una spaccatura che non permettera' vie di mezzo. Fondamentale anche la questione costi: non e' possibile che i costi di certificazione graveranno soltanto su chi non produce Ogm. Quindi costi immani di logistica separata della filiera: doppie macchine agricole, doppi trasporti, etc. La coesistenza dunque portera' a costi certamente insostenibili sia per la produzione che per il consumatore. Ed oltre al danno economico e' garantito il danno commerciale per le aziende, un danno d'immagine che non e' quantificabile''.
''Si confermano in pieno tutte le nostre perplessita' sulla possibile coesistenza di colture Ogm e colture tradizionali - ha ribadito l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni - Ma se fino a oggi era emerso soprattutto il rischio biologico della contaminazione, particolarmente grave in una regione come la nostra in cui le aziende sono tutte di piccole dimensioni, al seminario sono apparsi chiari anche i problemi di tipo economico''.
''La nostra - ha aggiunto Cenni - non e' una battaglia ideologica: il principio che perseguiamo e' quello di massima precauzione per la nostra agricoltura in un contesto in cui la scienza non da' garanzie sufficienti in termini di sicurezza e mantenimento dell'identita' dei nostri prodotti''.
Al centro dei lavori i risultati della ricerca che l'Arsia ha promosso nel 2004 attraverso specifico bando, sull'impatto dell'introduzione degli Ogm sul territorio e dei riflessi sull'ecosistema, sull'economia rurale e sul sistema istituzionale. Sono emerse alcune criticita' sulla coesistenza fra Ogm e colture tradizionali in particolare riguardo alla sostenibilita' ambientale e alle ricadute sul sistema economico territoriale, anche a livello d'immagine e ''appeal'' commerciale, per la coesistenza tra Ogm, colture biologiche convenzionali e di qualita'. E poi, aspetto non secondario, i costi elevati per le aziende agricole, per la pubblica amministrazione e per i consumatori.
''Il livello di conoscenza scientifica in merito agli Ogm - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Amministratore Arsia - non risulta ancora adeguato, come hanno dimostrato i risultatidella ricerca condotta dall'Arsia su Ogm e coesistenza. Un deficit checi impone dunque di orientarsi verso il principio di massima precauzione. In questo senso l'Arsia continuera' ad operare sul frontedella ricerca per fornire supporti adeguati alla Regione Toscana per portare avanti politiche di valorizzazione e salvaguardia dell'ambiente e delle produzioni. Al fine di implementare gli studi inmateria l'Arsia avviera' un rapporto di collaborazione con l'Inra (istituto nazionale ricerca in agricoltura) per validare una metodologia di coesistenza attraverso un programma messo a punto dallostesso Inra con un finanziamento comunitario''. Riguardo al tema delle ''soglie di tolleranza e distanze di isolamento'' e' emersa una grande difficolta' a stabilire a priori soglie di tolleranza omogenee sui territori e sulle tipologie diverse di colture: la ricerca ad oggi non fornisce parametri certi di contaminazione fra colture, e gli studi finora svolti non sono stati  collaudati su tutti i territori interessati dato che anche gli aspetti climatici influiscono sulle distanze di contaminazione. La sessione ''Controllo e monitoraggio'' ha evidenziato la necessita' di definire in termini esatti la differenza fra l'attivita' di monitoraggio e di controllo. Il monitoraggio e' una attivita' che dovra' essere istituita a prescindere da una normativa sulla coesistenza, in quanto permette di tenere sotto controllo le produzioni, il territorio l'ambiente e l'ecosistema. A seguito di segnalazione di superamento di soglie di pericolosita' scattera' l'attivita' di controllo al fine di verificare in termini reali la contaminazione fra Ogm, i controlli dovranno essere estesi su tutta lafiliera. Fra le necessita' emerse quella di promuovere studi specificiper definire metodologie comuni di controllo e monitoraggio.
Infine attenzione per gli ''Ogm nelle filiere agroalimentari'' dove si e' evidenziata l'esigenza di garantire nell'intero percorso della filiera la separazione fra produzione Ogm e non-Ogm, sottolineando la questione costi della certificazione che penalizzerebbero le produzioni tipiche.

(red/08.11.06)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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