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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 824 - venerdì 17 novembre 2006

Sommario3
- Autostrade: 11 miliardi in 8 regioni
- Infrastrutture: Documento Regioni Nord
- Federalismo fiscale: al via Commissione tecnica per la finanza pubblica
- Trasporto pubblico locale: regioni per sostegno e sviluppo
- Disciplina bionaturali benessere: Governo impugna legge Piemonte
- D'Antoni: grande lavoro con Regioni per infrastrutture e ricerca

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Autostrade: 11 miliardi in 8 regioni

(regioni.it) Ammontano a 11 miliardi di euro gli investimenti complessivi del gruppo Autostrade e riguardano 550 km di rete autostradale. I lavori interessano 8 regioni: Lazio, Lombardia, Valle d' Aosta, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania e Liguria.

La capogruppo Autostrade per l' Italia e' impegnata in investimenti fino al 2012, per 10 miliardi di euro su 523 km di rete, 117 dei quali gia' realizzati. L' iniziativa 'Cantieri aperti', presentata oggi dall'amministratore delegato del gruppo Giovanni Castellucci e' improntata su un'operazione-trasparenza: ''Abbiamo sempre dato trasparenza ai nostri investimenti e ai nostri cantieri, ma la trasparenza ha bisogno di maggiore sistemicita''. A tal scopo, Autostrade si ripromette di fare il punto pubblicamente sullo stato dei lavori, ogni due mesi, regione per regione, cominciando oggi dal Lazio, con il presidente della Regione Piero Marrazzo, ''per fornire un costante e dettagliato aggiornamento a istituzione e utenti''.

“No, non e' un effetto-Di Pietro'' ha risposto Castellucci a una domanda dei giornalisti. ''Abbiamo gia' avviato un piano di comunicazione anni fa, ma non e' mai abbastanza, serve sempre piu' trasparenza''. ''L' inflazione nel mondo delle costruzioni e' elevatissima. Per noi fare le cose prima significa spendere meno e siamo proprio noi le prime vittime dei ritardi'', ha inoltre aggiunto replicando alle accuse di troppi ritardi negli investimenti, giunte da piu' parti. ''Le cifre che vengono contestate - ha detto Castellucci - sono relative a 2 miliardi di euro di ritardi. Di questi, oltre 1 miliardo e' dovuto alla ritardata attuazione del IV Atto Aggiuntivo che ha avuto un ritardo di 21 mesi e ci ha impedito di operare nei tempi previsti; i ritardi effettivi di circa 860 milioni sono relativi a opere del '97 e dovuti soprattutto ai intoppi nei processi autorizzatori e amministrativi. I ritardi danneggiano soprattutto noi''.

Nel Lazio, Autostrade per l' Italia e le altre societa' del gruppo sono impegnate in investimenti per circa 1,3 miliardi di euro. Tra i cantieri aperti, quello della galleria di Nazzano, sulla tratta Orte-Fiano, che sara' completata nella primavera prossima. Presentando l' iniziativa, Castellucci non ha risparmiato accenni critici alle nuove regole concessorie contenute nell' art. 12 del decreto fiscale.  Ha sottolineato la necessita' di un ''sistema regolatorio stabile, ma purtroppo questa stabilita' oggi non e' garantita ma noi andiamo avanti lo stesso. E quando il quadro sara' chiarito vedremo cosa fare''.

Autostrade valuta ''positivamente'' gli ordini del giorno presentati dal Parlamento per la modifica dell' articolo 12 anche se questi ''non sono garanzie. Valuto positivamente l'odg che e' stato presentato - ha detto Castellucci - perche' manifesta la volonta' del Parlamento a rimettere mano all'articolo 12 e noi, da parte nostra, saremo pronti a rimboccarci le maniche per rivedere al meglio le convenzioni''. ''Siamo preoccupati perche' la nuova normativa - ha detto ancora l'amministratore delegato di Autostrade - mette in discussione i contratti su cui abbiamo preso impegni e di conseguenza, tutto il ciclo dei finanziamenti''.

(red/17.11.06)

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Infrastrutture: Documento Regioni Nord

(regioni.it) Il 16 Novembre, nel corso di una conferenza stampa, è stato presentato e illustrato il “DOCUMENTO CONGIUNTO DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI PIEMONTE, LIGURIA, LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, VALLE D’AOSTA E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO SULLA EMERGENZA INFRASTRUTTURALE NELLE REGIONI DEL NORD”. Ecco il testo integrale:

I Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano, manifestano di comune intesa il convincimento che le infrastrutture costituiscono il principale fattore di modernizzazione dell’Italia settentrionale e una delle più incisive leve per migliorare la competitività del sistema economico del Paese. Le Regioni esprimono questo orientamento nella consapevolezza che esso corrisponde al sentire della stragrande maggioranza dei cittadini.

Infatti, il deficit infrastrutturale che le regioni del Nord scontano ormai da diversi anni rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo dei territori interessati, oltre che una ipoteca sul futuro dell’Italia.

La gravità della situazione è confermata da un’analisi oggettiva della realtà, che evidenzia come l’attuale dotazione infrastrutturale del nord Italia presenti evidenti lacune rispetto ai competitori internazionali di riferimento: in particolare il deficit infrastrutturale è forte per le autostrade (1,23 km per 10.000 abitanti contro 1,88 in Baviera, 2,08 in Catalogna e 2,10 in Rhone-Alpes) e per le ferrovie (2.65 km per abitante contro 4,65 del Rhone-Alpes). Inoltre le dinamiche di mobilità delle regioni del nord sono in linea con le costanti registrate in Europa dove dal 1970 ad oggi i trasporti sono più che raddoppiati (+185% per le merci e +145 per le persone).

Peraltro, l’obiettivo di incremento del livello di interscambio fra cittadini, sistemi economici e Paesi è ben evidenziato dall’Unione Europea, che ha posto la strategia di Lisbona al centro della propria politica, ed ha individuato il tema dei corridoi internazionali e delle reti TEN (Trans European Network), contenute nel libro bianco dei Trasporti,  nei primissimi posti delle proprie strategie d’azione.

I Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano,

-          concordano con le scelte di programmazione infrastrutturale compiute in sede comunitaria da Commissione, Consiglio, Parlamento;

-          propongono al Governo italiano di stabilire una collaborazione permanente per condividere lo sforzo di programmazione, progettazione e gestione delle infrastrutture indicate da tempo come necessarie e indispensabili;

-          ritengono pertanto prioritario potenziare il sistema infrastrutturale dell’Italia settentrionale, in particolare a fronte dell’attuale situazione che configura una vera e propria emergenza, e sono consapevoli che questo traguardo può essere raggiunto solo con una azione comune nei confronti del Governo che valorizzi il ruolo imprescindibile della dimensione regionale nel rapporto col territorio e, al tempo stesso, dia luogo ad una alleanza interregionale su temi di interesse comune.

Da questa volontà politica è scaturito, tra l’altro, l’incarico affidato ai competenti Assessori delle rispettive Giunte di dare vita ad un Coordinamento Permanente nel cui ambito elaborare e selezionare le proposte da inserire in un vasto disegno strategico, infrastrutturale e trasportistico, le cui linee essenziali hanno trovato una prima definizione nel documento approvato dagli stessi Assessori delle Regioni del Nord lo scorso 22 giugno a Brescia.

Alla luce degli ulteriori approfondimenti svolti in questi mesi con i Ministri competenti, nel contesto della discussione sulla Legge Finanziaria dello Stato sul tema specifico delle infrastrutture, i Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano, in particolare, considerano irrinunciabile il raggiungimento degli obiettivi prioritari sotto indicati:

1.      realizzazione delle opere che interessano il territorio del bacino settentrionale e ricomprese nel sistema dei Corridoi definiti a livello nazionale e comunitario, nel contesto delle Intese definite nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, dando seguito principalmente all’esecuzione:

-                     della linea ferroviaria di Alta Velocità/Alta Capacità Lione-Torino-Milano-Verona-Padova-Venezia-Trieste-Divaccia-Lubiana-Budapest e particolarmente delle tratte più critiche dal punto di vista procedurale e/o economico-finanziario: traforo del Frejus, Milano-Verona, Verona-Padova, Venezia-Trieste-Divaccia;

-                     del collegamento Genova-Sempione/Gottardo-Rotterdam comprensivo del Terzo valico e del nodo ferroviario di Genova,  delle opere relative al sistema Gottardo, Sempione, Loetschberg definendo l’interconnessione su Como/Chiasso, la prosecuzione verso Milano e l’esecuzione della Gronda ferroviaria merci est-ovest (Seregno Bergamo);

-                     del completamento del raddoppio fra Genova e Ventimiglia e del potenziamento delle relazioni ferroviarie verso la Valle d’ Aosta;

-                     del tunnel di base del Brennero e relativo raddoppio della tratta Verona-Fortezza;

-                     del corridoio plurimodale Tirreno-Brennero con la realizzazione del collegamento ferroviario alla linea tirrenica con il raddoppio della linea pontremolese e la riqualificazione della Parma Suzzara.

2.      organizzazione di un integrato sistema aeroportuale-territoriale del nord fondato principalmente sull’hub di Malpensa e sulla rete degli scali di Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Torino, Genova, Bergamo e Verona; tale obiettivo va perseguito prioritariamente attraverso il trasferimento presso lo scalo della principale base operativa di Alitalia.
Allo stesso modo, il potenziamento dello scalo di Malpensa e il rafforzamento del sistema non possono prescindere dall’adeguamento e completamento della rete di accessibilità stradale e ferroviaria e dal potenziamento delle interconnessioni tra gli altri scali soprattutto attraverso il completamento del sistema Alta Capacità e il miglioramento dell’accessibilità relativa tra gli scali aeroportuali e le aree metropolitane di riferimento con adeguati interventi infrastrutturali sia ferroviari sia stradali.  
Inoltre, il rafforzamento del sistema aeroportuale del nord rende necessaria una strategia efficace di sostegno a progetti industriali capaci di costruire un vero e proprio network aeroportuale in grado di produrre un’offerta commerciale competitiva con i grandi aeroporti del Centro-Nord Europa. Il raggiungimento dell’obiettivo passa in primo luogo attraverso il rilascio alle società di gestione delle concessioni quarantennali (ove non ancora rilasciate) necessarie a permettere la pianificazione dell’attività economica e finanziaria dei gestori in un’ottica di lungo periodo.;

3.      sviluppo della rete autostradale del nord, attraverso il trasferimento alle Regioni del potere concessorio, oggi in capo ad ANAS, su tratte di prevalente interesse regionale per le opere concesse ma non ancora realizzate e per le nuove concessioni, nonché attraverso la progettazione, approvazione e finanziamento di opere prioritarie e non più derogabili quali il Sistema viabilistico Pedemontano del Piemonte, della Lombardia, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, il nodo autostradale di Genova, la Orte-Ravenna-Venezia, il Passante di Bologna, la Asti-Cuneo, la Campogalliano-Sassuolo.  

4.      la riforma strutturale della politica portuale, logistica e intermodale che preveda l’estensione del concetto di autonomia finanziaria delle Autorità portuali per garantire le necessarie capacità di investimento, la soluzione definitiva relativamente al tema annoso dei dragaggi  una nuova legge di settore che superi la legge 84/94, che integri portualità, logistica e intermodalità con la possibilità di creare Sistemi Portuali e Logistici e  Agenzie per la portualità e la logistica a carattere interregionale e che attribuisca alle Regioni più accentuati poteri anche nella nomina dei Presidenti delle Autorità portuali nonché la funzione di unico soggetto che approva i piani regolatori portuali, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

5.      sviluppo dei sistemi metropolitani ferroviari, completamento delle linee metropolitane programmate, anche attraverso il rifinanziamento della legge 211/92.

Alla luce di quanto sopra espresso, nell’ottica di perseguire il concreto raggiungimento degli obiettivi sopra elencati, i Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano, chiedono un incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri sui temi descritti per definire un programma di lavoro e l’individuazione degli strumenti attuativi.

In particolare, si chiede di

1.      prevedere, attraverso idonei ed immediati provvedimenti normativi, l’attribuzione alle Regioni interessate della titolarità del potere concessorio su tratte di prevalente interesse regionale, per le opere concesse ma non ancora realizzate e per le nuove concessioni, anche al fine di garantire una semplificazione e velocizzazione dei procedimenti amministrativi,  nell’ambito di una più generale revisione complessiva dei poteri e delle funzioni di ANAS, nella prospettiva di favorire sul mercato la nascita di un polo autostradale del nord.

2.      prevedere, inoltre, che, al fine della realizzazione delle opere indicate nei punti precedenti, il sovrapedaggio che ANAS potrà istituire ai sensi della Legge Finanziaria in discussione, venga destinato al rafforzamento del sistema infrastrutturale del territorio dove il suddetto sovrapedaggio è prelevato.

3.      prevedere, attraverso idonei provvedimenti normativi, le risorse necessarie e sufficienti per la realizzazione degli interventi di massima priorità individuati sulla base delle esigenze comuni alle Regioni del Nord.

Per governare il processo di realizzazione delle opere concordate, i Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano a costituire una cabina di regia, con l’impegno di sedute periodiche volte alla verifica puntuale degli impegni sottoscritti.

I Presidenti delle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano, altresì:

-          a valutare e definire, di comune accordo, ulteriori iniziative, anche nei confronti del Governo Nazionale, che dovessero rendersi opportune in relazione all’avanzamento delle richieste indicate;

-          ad assumersi le proprie responsabilità in ordine alla realizzazione degli interventi sopra indicati, anche di natura finanziaria,  nel contesto di una piena attuazione del federalismo fiscale concretizzando quanto disposto dall’art.119  della Costituzione.

16 novembre 2006

(red/17.11.06)

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Federalismo fiscale: al via Commissione tecnica per la finanza pubblica

(regioni.it) Nasce la Commissione tecnica per la finanza pubblica, composta di dieci membri, presso il Ministero dell'Economia. La novità è contenuta nel maxiemendamento del Governo alla finanziaria. Il nuovo organismo avrà il compito di disegnare "una diversa classificazione della spesa, finalizzata al miglioramento della scelta allocativa e ad una sufficiente gestione delle risorse; migliorare la trasparenza dei dati conoscitivi della finanza pubblica". Dovrà inoltre elaborare studi e analisi concernenti l'attività di monitoraggio sui flussi di spesa della Ragioneria Generale dello Stato. Avrà una durata di tre anni. Viene quindi autorizzata una spesa di 5 milioni l'anno "per il potenziamento delle attività e degli strumenti di analisi e monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica".

(red/17.11.06)

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Trasporto pubblico locale: regioni per sostegno e sviluppo

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 16 Novembre ha approvato il seguente documento:

“MISURE PER IL SOSTEGNO E LO SVILUPPO DEL TRASPORTO PUBBLICO DI INTERESSE REGIONALE E LOCALE

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta odierna, ha affrontato il delicato tema delle iniziative minime, individuate a seguito di una selezione delle priorità  esistenti, da porre in campo per assicurare il sostegno e lo sviluppo del trasporto pubblico di interesse regionale e locale.

Al riguardo ha rilevato che le misure inserite dal Governo nel disegno di legge “Finanziaria 2007”, pur costituendo un passo in avanti rispetto al passato, risultano tuttavia insufficienti rispetto alla drammatica situazione in cui versa il settore che da cinque anni non ha ricevuto attenzione alcuna.

A ciò va aggiunto che la Conferenza, con riferimento al maxi emendamento predisposto dal Governo, per quanto concerne in particolare la novella dell’articolo 183, ha manifestato forte preoccupazione e ferma opposizione alla iniziativa di sottrarre le risorse originariamente previste dallo stesso Governo per il finanziamento dei servizi delle ferrovie regionali (60 milioni di euro) – che a distanza di sei anni finalmente avrebbero adeguato, seppur in misura parziale, i trasferimenti in materia - e di destinarle al cofinanziamento statale per il rinnovo del II biennio economico del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri, coprendo peraltro le relative necessità solo in misura inferiore al 25% .

Qualora la misura dovesse trovare accoglimento in Parlamento, le conseguenze per le ferrovie regionali, già disperate, sarebbero irreversibili.

Appare pertanto assolutamente improcrastinabile superare la logica degli interventi sporadici ed occasionali e, quindi, creare un sistema strutturale e stabile che possa dar luogo ad una vera e propria politica del trasporto pubblico, basata in primo luogo sull’individuazione di risorse finanziarie certe, congrue e permanenti per soddisfare questa esigenza pubblica primaria.

In questo ambito la Conferenza ha individuato i seguenti interventi da effettuare:

Interventi permanenti:

a) riconoscere vantaggi fiscali a chi acquista abbonamenti per il trasporto pubblico (minori entrate previste 20 milioni di euro annui);

b) destinare ulteriori risorse per le metropolitane (100 milioni di euro annui);

c) istituire un fondo per lo sviluppo dei servizi di trasporto che sarà gestito dal Ministro dei trasporti d’intesa con le Regioni (300 milioni di euro annui);

d) finanziare il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto autoferrotranvieri (250 milioni di euro annui)

Interventi per il prossimo triennio:

d) rifinanziare la legge 194 del 1998 per l’acquisto di autobus (200 milioni di euro annui);

e) destinare ulteriori risorse, rispetto a quelle già previste dal Governo, per l’acquisto di materiale rotabile ferroviario (100 milioni di euro);

f) migliorare la sicurezza delle ferrovie regionali (20 milioni di euro);

Istituzione di un fondo permanente per gli investimenti:

l’obiettivo è quello di assicurare - decorso il triennio per il quale sono state già contemplate spese in conto capitale (v. punto precedente), e quindi dal 2010 - un agile strumento di finanziamento degli investimenti che sarà gestito dal Ministro dei trasporti d’intesa con le Regioni (320 milioni di euro annui)”.

Roma, 16 novembre 2006

(red/17.11.06)

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Disciplina bionaturali benessere: Governo impugna legge Piemonte

(regioni.it) Il consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale del Piemonte approvata nel settembre scorso sulle norme in materia di discipline  bionaturali del benessere. La deliberazione, spiega una nota della presidenza del consiglio, ''intende affermare in modo definitivo la competenza statale nell' individuazione di nuove figure professionali''. In contrasto con i principi sanciti dalla Corte  Costituzionale e dal legislatore (con decreto del febbraio  2006), aggiunge la nota, la legge impugnata individua le  discipline bionaturali del benessere, fornisce una definizione di operatore in discipline bionaturali e delinea il percorso formativo necessario per il riconoscimento della qualifica di operatore in tali discipline. Prevede inoltre l' istituzione di un elenco regionale delle discipline bionaturali, e attribuisce alla giunta regionale il compito di definire i criteri soggettivi necessari per ottenere la qualifica di operatore in discipline bionaturali.

Era questo il terzo tentativo compiuto dal Piemonte per regolamentare la materia. Gia' nell' ottobre 2002 e nel maggio 2004 infatti, il consiglio regionale aveva licenziato due leggi successivamente dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale. Il testo attuale era il frutto dell'unificazione di due testi, uno proposto da Italia dei Valori, e uno dai Verdi.

“Per mettere a punto questa legge in modo da evitare l'impugnazione - sottolinea il presidente del consiglio regionale del Piemonte, Davide Gariglio - i nostri uffici hanno lavorato in stretto contatto con l' ufficio legislativo del dipartimento affari regionali dello stato. Allo scopo di evitare che venissero sollevati profili di illegittimita', la Regione Piemonte ha confrontato il proprio testo con leggi analoghe approvate e non impugnate della Regione Toscana, della Lombardia e dell' Emilia Romagna. Aspettiamo di conoscere le motivazioni dell' impugnazione - conclude - per eventualmente ricorrere alla Corte Costituzionale”.

(red/17.11.06)

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D'Antoni: grande lavoro con Regioni per infrastrutture e ricerca

(regioni.it) Il viceministro allo Sviluppo, Sergio D'Antoni conferma la grande attenzione riservata dal governo al Mezzogiorno e definisce quello dei fondi per il Mezzogiorno un ''problema complesso''. “Questa Finanziaria garantisce una quantita' di risorse al  Mezzogiorno come non si aveva da anni - ha detto D'Antoni a  margine di un convegno organizzato da Cisl Campania -. Tra due  strumenti che noi abbiamo, cioe' il cofinanziamento dei fondi europei, che erano stati invece negli anni passati trascurati, e il Fas, noi otteniamo una somma complessiva, sia per il 2007 che per gli anni a venire, che e' di grande consistenza''.

“Questo e' importantissimo perche' vuol dire che il Sud per il governo e' una priorita' - ha aggiunto - se destina piu' risorse di quanto non sia stato fatto finora''.

D'Antoni chiama in causa anche un problema ''di qualita' di spesa di questi fondi''. ''C'e' la necessita' di programmare,  di evitare la dispersione a pioggia - ha sottolineato il viceministro - di fare un grande lavoro, che stiamo facendo con le Regioni per puntare su opere strutturali, per quel che riguarda le infrastrutture, e poi di puntare anche sulla ricerca, sulla conoscenza''. Infine c'e' poi il problema della ''velocita' della spesa. Per questo abbiamo coperto per intero la quota di cofinanziamento europeo, proprio perche' li c'erano i maggiori ritardi - ha concluso D'Antoni -. Pensiamo che il Mezzogiorno nonostante le ottime perfomance avute negli ultimi due-tre anni e' pero' ancora fermo al 48% della spesa complessiva, perche' non ha avuto la disponibilita'. Noi gli garantiamo questa disponibilita'. Se quindi come io penso ci sara' la nostra vigilanza e le Regioni daranno un assetto consolidato a questa impostazione noi riusciremo a coprire speriamo il 100 per 100 dell'intera spesa''.

(red/17.11.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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