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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 826 - martedì 21 novembre 2006

Sommario3
- Sanità: sì all’intramoenia, ma fino al 31 luglio 2007 quella “allargata”
- Sardegna: dimissioni assessore Pubblica Istruzione
- Conferenza Stato-Regioni 31/10/2006: Documenti
- Servizio civile: cercasi 1596 volontari
- CONFERENZA REGIONI 16.11.06 DOC - Trasferire a Regioni Fondo unico incentivi
- CONFERENZA REGIONI 16.11.06 DOC - Acque minerali, l'indirizzo delle Regioni

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Sanità: sì all’intramoenia, ma fino al 31 luglio 2007 quella “allargata”

(regioni.it) Formazione sanitaria, liste d’attesa e intramoenia sul tavolo “mensile” di concertazione Governo-Regioni, Livia Turco e gli assessori alla Salute.

Sì all’intramoenia, no a quella “allargata”. Sì alla possibilità di scelta delle cure, ma non oltre e fino al 31 luglio 2007 l’attività intramoenia negli studi privati in mancanza di spazi interni alle strutture pubbliche. E’ questa la prima intesa: rispettare la data prevista dal decreto Bersani.

Per quanto riguarda la lotta alle liste di attesa si stabiliranno i tempi massimi di attesa per i cittadini non piu' in base ad una lista di 100 prestazioni singole ma in base a pacchetti di diagnosi e cura per malattie gravi e urgenti come quelle tumorali e cardiocircolatorie. L'intesa sul nuovo meccanismo prevede che i piani regionali dovranno essere presentati entro il 31 gennaio e quelli aziendali entro il 31 marzo 2007.
E proroga di sette mesi dell'ECM (l'educazione continua in medicina), l'aggiornamento obbligatorio. Sono stati quindi anche definiti sei mesi di proroga per la fase sperimentale della formazione continua (Ecm) dei medici e di tutti gli altri operatori del Ssn, in scadenza il 31 dicembre di quest'anno. Il programma di formazione continua prevede l'obbligo, per gli operatori del Ssn, di conseguire un determinato numero di crediti nel corso dell'anno, che si ottengono partecipando a congressi, convegni e corsi accreditati Ecm. Fino a tutto il 2005 sono stati accreditati 218.933 eventi, a cui si aggiungono 66.537 progetti formativi aziendali. Sono stati coinvolti 84 provider e 69 nella formazione 'a distanza', che usa le nuove tecnologie. Nel 2005 la classifica delle professioni che hanno fatto piu'  formazione e aggiornamento, vede in testa i medici (82.795), seguiti  da infermieri (19.300), farmacisti (17.485), psicologi (10.785).
Sara' istituito a breve un comitato paritetico Governo-Regioni con il compito verificare e mettere a punto le nuove modalita' per l'Ecm, con la consultazione delle professioni interessate. La proroga consentira' lo svolgimento dei corsi e degli eventi  formativi gia' accreditati, in attesa che vengano scritte le nuove  regole. La formazione continua obbligatoria, partita a gennaio 2002, ''e' un'opportunita' - concordano ministro e Regioni - che va ancora messa a disposizione degli operatori sanitari''.
Anche su liste d’attesa e intramoenia c’è sintonia con il Governo.
''Penso che ce la possiamo fare'': cosi' Enrico Rossi, assessore alla sanita' della regione Toscana e coordinatore degli assessori regionali. E ha aggiunto: ''sull'intramoenia c'e' piena consonanza, c'e consenso unanime tra noi e il ministero; da parte nostra ci sara' l'impegno perche' entro la fine di luglio 2007 tutte le visite specialistiche possano essere svolte all'interno delle strutture ospedaliere. Trattandosi della parte ambulatoriale - ha continuato - non dovrebbero esserci problemi, perche' si parla in sostanza di uffici”. Dal ministero poi, secondo Rossi, il segnale che arriva e' incoraggiante: ''c'e' la volonta' politica, a differenza di prima, perche' il meccanismo funzioni”. Rossi ha poi ricordato che regioni e ministero hanno deciso di aggiornarsi al prossimo 11 dicembre e lo faranno con scadenza mensile proprio come metodo di lavoro. ''Ci incontreremo una volta al mese - ha spiegato Rossi - per affrontare le questioni emergenti''.
Anche per quel che riguarda le liste d'attesa, Rossi e' ottimista:''non partiamo da zero e il gruppo di lavoro che oggi e' stato istituito dovra' entro la meta' di novembre presentare un piano; le regioni dovranno approvarlo entro il 31 gennaio e a partire dal quella data entro i successivi 60 giorni le aziende dovranno adottarne i criteri. Si va avanti''.
Per l'intramoenia allargata, quella che permette ai medici di visitare anche negli studi privati quando non sono presenti spazi dentro le mura della struttura dove operano, verra' prorogata non oltre fino al 31 luglio 2007. La data era stata gia' fissata questa estate nel decreto Bersani, che indicava anche l'indicazione che le prestazioni in questo regime non devono superare il volume delle prestazioni ordinarie.

Assessori e ministro, si e' appreso al temine dell'incontro, si sono espressi a favore del regime di intramoenia e si sono detti concordi sull'opportunita' di proseguire su questa strada anche per garantire ai cittadini la libera scelta delle cure.

Pertanto

Entro il 31 gennaio 2007 le Regioni adotteranno iPiani per l'applicazione del decerto Bersani che prevede, fral'altro, che il volume dell'attivita' intramoenia non superi quello dell'attivita' offerta in regime di SSN.

''Nell'intesa sull'intramoenia allargata fra Ministero della Salute e assessori regionali alla sanita', il Veneto, con le sue proposte, ha dato un contributo determinante''. Questo il commento dell'assessore veneto alle politiche sanitarie, Flavio Tosi, sull'accordo raggiunto tra Regioni e Ministro Livia Turco di prorogare solo fino al 31 luglio 2007 il regime di intramoenia “allargata” negli studi privati.  ''Dopo il 31 luglio - aggiunge Tosi - se le Ulss non saranno  riuscite ad approntare spazi interni per l'intramoenia, dovranno  affittare locali per consentire la libera professione intramuraria ai  loro dirigenti medici, che non potranno pero' piu' esercitare negli  studi privati. Opereranno, quindi, comunque in strutture totalmente  gestite e controllate dalle Aziende sanitarie. E' un'impostazione che  la Regione Veneto sta gia' per tradurre in formale deliberazione, per  rendere il piu' trasparente e corretta possibile l'attivita' di  intramoenia allargata, accentrando tutte le prenotazioni e i pagamenti attraverso le Ulss: cosi' saranno piu' efficaci i controlli, la  mancanza dei quali potrebbe incidere sulle liste d'attesa dei  pazienti''.

Un altro aspetto su cui e' stata accolta una proposta del Veneto e' quella dell'intramoenia allargata fuori Regione: ''Non sono molti i casi - ha detto ancora Tosi - ma ve ne sono addirittura fra Veneto e Regioni non confinanti, distanti anche centinaia di chilometri. E' una situazione limite, che presupporrebbe,logicamente, una rinuncia all'esclusivita' di rapporto e a una parte degli emolumenti: abbiamo sollevato il problema e sollecitato un accordo fra le Regioni. Dopo il 31 luglio, l'esercizio della libera professione aziendale fuori Regione potra' avvenire solo in strutture autorizzate e nel quadro di un accordo fra Regione di provenienza e quella di destinazione''.

Infine oggi vertice fra le 15 sigle della dirigenza medica e il ministro della Salute, Livia Turco, al ministero, con all'ordine del giorno un unico, delicato, tema: il lavoro in intramoenia dei medici.

Pertanto l’incontro sarà scandito proprio dat tempi di questa decisione di limitare non oltre il 31 luglio 2007 l'intramoenia allargata, quella che permette ai medici di visitare anche negli studi privati quando non sono presenti spazi dentro le mura della struttura dove operano.

(gs/21.11.06)

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Sardegna: dimissioni assessore Pubblica Istruzione

(regioni.it) Nella regione Sardegna si e' dimessa l'assessore regionale della Pubblica Istruzione Elisabetta Pilia, che ha inviato una lettera al presidente Soru nella quale afferma che ''nessun cambiamento potra' essere duraturo se non consolidato dalla collegialita', dal rispetto dei ruoli e delle persone, dalla condivisione e partecipazione''. L'assessore dimissionaria era stata indicata da Progetto Sardegna.

''Non c'era tra me e l'assessore nessuna contrapposizione, a meno che non possa essere giudicata come tale o come una ingerenza, la richiesta di chiarimenti su alcune recenti attivita' dell'Assessorato''. Cosi' Renato Soru commenta le dimissioni dell'assessore della Pubblica Istruzione.

''Altre volte Elisabetta Pilia aveva manifestato anche con me l'intenzione di lasciare la Giunta per la stanchezza accumulata nella conduzione di un assessorato evidentemente impegnativo - osserva il presidente - Tuttavia la sua lettera di dimissioni mi giunge inattesa''. In ambienti della presidenza si apprende che Soru, una volta ricevuta la lettera, ha cercato piu' volte di contattare l'assessore ma e' risultata irrintracciabile.

''Non mi e' stato dato modo di discutere con lei delle dimissioni - sottolinea Soru - Ne prendo atto, ringraziandola per il lavoro svolto con il massimo impegno a favore della cultura in Sardegna. E' un lavoro segnato da molti traguardi in due anni e mezzo di legislatura: la legge di riordino dei beni culturali, il disegno di legge sull'istruzione, la legge sul cinema e la Film Commission, il portale Sardegnacultura, il sistema dei musei e, oggi, il museo Betile''.

(red/21.11.06)

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Conferenza Stato-Regioni 31/10/2006: Documenti

(regioni.it) Documenti della Conferenza Stato-Regioni del 31/10/2006:

 

Intesa sul Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo rurale ai sensi del Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005- programmazione 2007-2013. Punto 1/A - Repertorio Atti n. 2661

 

Parere sul Piano triennale della attività dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria(INEA). Punto 1/B - Repertorio Atti n. 2662

 

Intesa sull’Accordo tra le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano e la Federterme per l’erogazione delle prestazioni termali per l’anno 2005. Punto 2bis/B - Repertorio Atti n. 2663

 

Acquisizione della designazione di un rappresentante in seno alla Commissione tecnico consultiva Fertilizzanti. Punto 5/B - Repertorio Atti n. 2666

 

Acquisizione della designazione di quattro rappresentanti regionali in seno al Comitato tecnico di coordinamento di cui all’articolo 19, comma 2 del Decreto ministeriale 5 maggio 2006 recante “Linee guida e principi per l’organizzazione e la gestione dell’anagrafe equina da parte dell’UNIRE”. Punto 6/B - Repertorio Atti n. 2667

 

Acquisizione della designazione di un rappresentante regionale in seno al Comitato di valutazione di cui all’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 21 gennaio 2004, n.38 recante “Istituzione dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica (I.N.RI.M.), ai sensi dell’articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n.137”. Punto 3/B - Repertorio Atti n. 2664

 

Parere sullo schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2003/41/CE relativa alla attività e alla supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali. Punto 2/A - Repertorio Atti n. 2660

 

Acquisizione della designazione di un rappresentante regionale in seno al Comitato di valutazione di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 138, recante “Disposizioni sul riordino dell’ Istituto nazionale di astrofisica (I.N.A.F.)”. Punto 4/B - Repertorio Atti n. 2665

 

(red/21.11.06)

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Servizio civile: cercasi 1596 volontari

(regioni.it) Scade il 4 dicembre 2006 il bando straordinario indetto dal ministero della Solidarietà Sociale - Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC) per 1.596 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia, di cui 516 per l'accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili. A darne notizia è la newsletter di Palazzo Chigi. La durata del servizio è di dodici mesi. Ai volontari in servizio civile vengono corrisposti 433,80 euro mensili. La domanda di partecipazione indirizzata direttamente all'ente che realizza il progetto prescelto deve pervenire allo stesso entro le ore 14,00 del 4 dicembre 2006. La domanda deve essere: redatta in carta semplice, secondo il modello in Allegato 2 al bando straordinario 2006; firmata per esteso dal richiedente, con firma da apporre necessariamente in forma autografa, accompagnata da fotocopia di valido documento di identità personale, per la quale non è richiesta autenticazione; corredata dalla scheda di cui all'Allegato 3, contenente i dati relativi ai titoli. Per informazioni è possibile contattare l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (Via San Martino della Battaglia, 6 - 00185 Roma) attraverso il: Servizio call-center, al numero 848.800715 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 19.30, al costo di una telefonata urbana); Ufficio relazioni con il pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30 ad esclusione del martedì e venerdì pomeriggio ai seguenti numeri06/49224470 – 06/49224202.

(red/21.11.06)

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CONFERENZA REGIONI 16.11.06 DOC - Trasferire a Regioni Fondo unico incentivi

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, nella riunione del 16 novembre, ha approvato il seguente documento:

PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’EMANAZIONE DEL DECRETO DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE DEL 30 OTTOBRE 2006 DI RIPARTO DEL FONDO UNICO PER LE IMPRESE PER L’ANNO 2006

Con riferimento al Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 ottobre 2006 di riparto del Fondo unico per le imprese per l’anno 2006, adottato a seguito della proroga dei Fondi ex Bassanini in attesa dell’attuazione del federalismo fiscale, le Regioni:

·               sottolineano che sono venuti a mancare i presupposti giuridici in merito agli accantonamenti per i compensi ai gestori, poiché le relative convenzioni sono scadute nel corso del 2005 (in particolare il 2/3/2005 per MCC e il 16/11/2005 per Artigiancassa) e solo alcune Regioni, autonomamente, hanno provveduto a prorogare tali convenzioni.

·               richiedono il trasferimento dell’intero importo del fondo unico incentivi alle imprese, ex d.lgs. 112/98, relativo all’anno 2006, comprensivo anche degli importi relativi agli accantonamenti trattenuti dal Ministero dell’Economia e Finanze per i compensi, per l’anno corrente, ai gestori delle normative.

Le Regioni sono infatti subentrate allo Stato, in forza della previsione dell’art. 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nelle convenzioni stipulate con i citati soggetti gestori senza che lo Stato abbia previsto per le Regioni strumenti di salvaguardia dell’autonomia negoziale delle stesse e sostanzialmente imponendo, in violazione dei principi costituzionali, non solo i corrispettivi da riconoscere, ma anche le modalità con cui gli stessi devono essere regolati ai soggetti gestori. Infatti è nell’esercizio della propria autonomia che, successivamente, alcune Regioni hanno scelto di proseguire la collaborazione  con il soggetto gestore anche oltre la scadenza contrattuale e che altre, al contrario, hanno interrotto già da tempo ogni rapporto con l’originario gestore ed orientato la propria operatività su prodotti agevolativi diversi da quelli a suo tempo erogati dal soggetto gestore.

Premesso quanto sopra le Regioni ritengono che nessun onere sia da loro dovuto ai soggetti gestori successivamente alla cessazione della convenzione con il Tesoro (a cui sono subentrate le Regioni), per le operazioni deliberate in vigenza delle convenzioni e pertanto le Regioni chiedono che a far data dalla scadenza delle convenzioni originariamente stipulate con lo Stato, nessun onere comunque derivante da tali convenzioni venga più imputato sul fondo unico incentivi alle imprese destinato annualmente alle Regioni.

Le Regioni, evidenziando l’illegittimità del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 ottobre 2006, chiedono che il riparto previsto da tale decreto venga integrato attraverso un nuovo provvedimento a carattere aggiuntivo, con il quale vengono trasferiti alle Regioni stesse i fondi precedentemente accantonati dal Ministero Economie e Finanze per i compensi a favore dei gestori delle convenzioni.

Roma, 16 novembre 2006

(red/21.11.06)

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CONFERENZA REGIONI 16.11.06 DOC - Acque minerali, l'indirizzo delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni il 16 novembre ha approvato il seguente documento:

DOCUMENTO DI INDIRIZZO DELLE REGIONI ITALIANE IN MATERIA DI ACQUE MINERALI NATURALI E DI SORGENTE

Premessa

Le Regioni, in relazione alla materia delle acque minerali e termali, che forma oggetto di competenza legislativa esclusiva, hanno condiviso la necessità che nelle revisioni legislative in materia si tenesse conto, nella salvaguardia della relativa autonomia, di linee di orientamento che stabiliscano parametri di riferimento tesi a considerare la risorsa naturale come un bene "esauribile" e, come tale, da valorizzare nel momento del suo utilizzo.

Ciò, anche, nella convinzione che potrebbe essere utile considerare da parte di ogni singola Regione gli orientamenti adottati dalle altre nella realizzazione dei Piani regionali di ricerca e coltivazione, anche al fine di operare un coordinamento delle forme di promozione e di valorizzazione nell’uso della risorsa naturale soprattutto a vantaggio del cittadino consumatore e nella salvaguardia  del principio della concorrenza.

La Corte dei Conti - Sezione regionale di Controllo per il Piemonte, infatti, nella sua relazione annuale, ha fortemente sottolineato, come "la gestione del patrimonio, in riferimento a quello delle acque minerali si snodi, in generale, secondo una prassi meramente burocratica, fatta di adempimenti che possono essere agevolmente definiti come voluti, ma quasi sempre avulsa da un approccio moderno ed economicamente significativo" auspicando pertanto "una futura gestione improntata a criteri di concorrenzialità e, quindi, di maggior profitto per gli enti gestori". E, proprio per assicurare una gestione concorrenziale più organica di quella attuale, che le Regioni hanno inteso individuare dei parametri di riferimento.

Ci si trova, infatti, in presenza nelle diverse regioni italiane di una situazione talmente differenziata da essere essa stessa dannosa per la concorrenza. Dalla Rilevazione svolta sui canoni, ad esempio, si evidenziano differenze che sottolineano in modo inequivocabile come non sia né la quantità e né la qualità dell'acqua a "valere", bensì il territorio, con la conseguenza che l'acqua estratta in una regione, a parità di qualità, risulta essere molto più onerosa che in altre sia per l'impresa e sia per il consumatore.

La scelta di un documento che fissi linee di indirizzo costituisce un mero orientamento per l'azione di ciascuna Regione, ferma restando l'autonomia e la graduazione che i singoli territori riterranno opportuno attuare.

Le Regioni

preso atto che:

·                     La sentenza della Corte Costituzionale n° 65 del 2001 ha dichiarato infondata la questione di legittimità proposta dal TAR Lombardia in merito all’art. 22 della l.r. Lombardia 22 aprile 1980, n° 44, come modificato dall’art. 4, c. 21, lettera c) della l.r. 27 gennaio 1998, n. 1, che, per la prima volta, prevedeva un canone da applicarsi all’imbottigliato, in aggiunta a quello superficiario ex art. 25 del R.D. 29 luglio 1927, n. 1443 e s.m.i.

·                     Il novellato art. 117 Cost. e le previsioni del d.lgs. 112/1998, in merito alle competenze attribuite in materia, consentono alle Regioni di prevedere canoni non solo commisurati alla superficie da sfruttare, ma all’effettivo beneficio ricavabile dal concessionario.

·                     Tale possibilità trova conferma nella pronuncia della Corte sopra richiamata, sulla base del fatto che il solo criterio superficiario può, in concreto, risultare sproporzionato per difetto, rispetto al beneficio economico che il concessionario trae dallo sfruttamento della risorsa pubblica: una non estesa superficie assentita in concessione può corrispondere ad un bacino idrogeologico di ampie dimensioni, mentre una grande estensione territoriale può offrire risorse sorgive modeste.

·                     La Corte Costituzionale, dunque, riconosce in capo alle Regioni la possibilità di intervenire normativamente a tutela della risorsa “acqua” che, in quanto “bene finito”, può promuovere la sua valorizzazione ed il suo uso razionale anche attraverso la previsione di un canone commisurato alla quantità  prelevata ed imbottigliata dal concessionario.

·                     L’ipotesi di violazione del principio comunitario della libera concorrenza è, dunque, risolto dalla sentenza della Corte in esame che precisa come il principio del libero scambio sia mal invocato di fronte a linee di indirizzo di cui anche le Regioni possono essere interpreti, nelle materie di loro competenza, intese a non deprimere il valore delle risorse naturali, che costituiscono patrimonio indisponibile.

Premesso altresì che

·                     L’esigenza di uniformare la materia a livello regionale poggia sui seguenti obiettivi:

1)                 promuovere azioni comuni tese a valorizzare la risorsa “acqua minerale naturale e di sorgente” ed a favorire il suo uso razionale;

2)                 individuare indirizzi comuni entro i quali procedere alla tutela del bene “acqua minerale naturale e di sorgente”, fornendo criteri di riferimento che ogni regione potrà autonomamente applicare sulla base delle proprie strategie;

3)                 definire in linea di principio la possibilità di sfruttare la risorsa e la finalizzazione degli introiti alla valorizzazione ed alla salvaguardia della risorsa medesima.

·                     Per il raggiungimento di tali fini, occorre altresì rimarcare che l’inquadramento della materia nell’ambito della disciplina delle miniere risulta certamente troppo angusto rispetto alle peculiarità che caratterizzano l’utilizzo delle “acque minerali naturali e di sorgente”.

·                     L’autonomo riconoscimento della risorsa quale bene del patrimonio indisponibile da non deprimere, ma anzi da valorizzare, consente di porre in essere specifici interventi di protezione con la previsione – confermata dalla pronunzia della Corte Costituzionale citata – oltre al canone superficiario, anche di un importo da calcolare sull’effettiva utilizzazione dell’acqua, attraverso l’individuazione di un canone dell’emunto o dell’imbottigliato.

Per tali considerazioni, le Regioni individuano i seguenti indirizzi generali:

Nell’adottare nuove discipline di razionalizzazione e valorizzazione delle “acque minerali naturali e di sorgente”, potranno essere presi a riferimento i seguenti minimi e massimi, entro cui definire il canone da applicare:

·                     da 1,00 a 2,50 € ogni mille litri o frazione di imbottigliato;

·                     da 0,50 a 2,00 € ogni mille litri o frazione di utilizzato o emunto.

Il canone superficiario non sarà inferiore a 30,00 € per ettaro o frazione di superficie concessa e le singole Regioni, discrezionalmente, determineranno importi maggiori sulla base della valutazione su cui insiste la concessione mineraria.

Detti importi sono da intendersi comprensivi di ogni altra tassa di concessione prevista e potranno essere rivisti con cadenza biennale, sulla base di una valutazione individuale delle singole regioni, in relazione all’andamento del mercato e alle singole realtà territoriali.

In merito alla materia trattata, le singole Regioni assumeranno le determinazioni più opportune relativamente agli argomenti connessi e non definiti nel presente atto di indirizzo, nonché in merito alla destinazione dei canoni.

Roma, 16 novembre 2006.

(red/21.11.06)

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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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