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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 833 - giovedì 30 novembre 2006

Sommario3
- Riforme: Regioni ed enti locali per un nuovo accordo istituzionale
- Riforme: Città metropolitane e funzioni enti locali, le tappe di un percorso possibile
- Riforme: federalismo fiscale e rilancio sedi concertazione per chiudere fase transizione
- Riforme; Errani:accordo per dire stop a conflitti e sovrapposizioni
- Riforme; Documento unitario: per Domenici, Melilli e Borghi fatto importante
- Formigoni: avviato percorso attuazione Titolo V

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Riforme: Regioni ed enti locali per un nuovo accordo istituzionale

(regioni.it) "Regioni e Province, Comuni e Comunità Montane ritengono che la legislatura debba avere come obiettivo prioritario l’attuazione della riforma costituzionale del 2001. Le istituzioni della Repubblica devono pertanto definire insieme un nuovo accordo istituzionale indirizzato a delineare le linee direttrici ed un metodo condiviso. Regioni e Autonomie locali chiedono in particolare che il contenuto dei provvedimenti attuativi del Titolo V sia oggetto di un metodo stabile di preventiva intesa" questo l'obiettivo di un "Documento unitario" che Vasco Errani (Conferenza delle Regioni), Fabio Melilli (Upi), Enrico Borghi (Uncem) e Leonardo Domenici (Anci) hanno illustrato ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi il 30 novembre.

I punti essenziali su cui si dovrà focalizzare l’accordo sono:

1) attuare gli articoli 114, 117 e 118 della Costituzione, attraverso: a) disciplina delle Città metropolitane e l’ordinamento di Roma capitale; b) definizione dei principi fondamentali nelle materie concorrenti; c) individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; d) conferimento delle funzioni amministrative secondo i criteri di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza;

2) attuare il federalismo fiscale delineato dall’art. 119 della Costituzione (coniugando autonomia e responsabilità) attraverso: a) previsione di una nuova autonomia tributaria regionale e locale; b) introduzione di strumenti per garantire la piena copertura degli oneri connessi all’esercizio delle funzioni;

3) rafforzare e ridefinire i raccordi tra Stato, Regioni e Autonomie, attraverso: a) integrazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali; ridisegno delle Conferenze, con la modifica del D. Lgs. 281/1997.

(red/30.11.06)

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Riforme: Città metropolitane e funzioni enti locali, le tappe di un percorso possibile

(regioni.it) Il documento unitario della Conferenza delle Regioni, che è stato inviato al presidente del Consiglio, Romano Prodi, tocca poi nel dettaglio i temi che il Governo sarà chiamato ad affrontare prossimamente, a cominciare dal Codice delle autonomie. E in particolare le questioni legate alle Città metropolitane, alle competenze legislative, alle funzioni fondamentali degli enti locali e alle funzioni amministrative.

CITTA' METROPOLITANE (ART.114)

L’obiettivo di costituire sistemi di governo metropolitani deve interessare le aree individuate nella legge n. 142 del 1990 – oltre a quelle situazioni che saranno eventualmente individuate dalle Regioni speciali – e cioè le aree comprendenti i Comuni capoluogo di Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari.

Per quanto riguarda l’area metropolitana di Roma va previsto un percorso specifico che deve essere inserito nell’ambito del percorso di attuazione dell’art. 114, comma 3, della Costituzione sull’ordinamento di Roma capitale. Occorre prevedere un sistema flessibile per le città metropolitane articolato in una duplice direzione: 1) la città metropolitana si configura come vero e proprio ente territoriale (anche mantenendo in vita il Comune Capoluogo) di regola con un territorio almeno coincidente con quello di una provincia, e quindi un carattere alternativo tra provincia e città metropolitana; 2) modello più flessibile, per assicurare una migliore governance metropolitana attraverso l’esercizio associato delle funzioni metropolitane.

L’istituzione delle città metropolitane potrà realizzarsi su iniziativa dei Comuni interessati; con una intesa con la regione e le province coinvolte, garantendo, in ogni caso, la conclusione dell’iter legislativo.

Competenze legislative (art. 117)

E’ attraverso l’esercizio della potestà legislativa che si regola l’allocazione delle funzioni. La definizione dei principi fondamentali nelle materie concorrenti deve consentire l’esplicazione della potestà legislativa regionale nel processo di riassetto delle funzioni amministrative ai Comuni e alle Province. L’intervento legislativo dello Stato dovrà rispettare e valorizzare le competenze legislative delle Regioni considerando l’autonomia statutaria e regolamentare degli enti locali. Gli interventi legislativi delle Regioni dovranno rispettare e valorizzare l’autonomia statutaria e regolamentare degli enti locali.

Funzioni Fondamentali (art. 117)

Un compiuto riassetto delle funzioni amministrative non può prescindere dall’attuazione della competenza esclusiva statale in materia di individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, che consenta di distinguere con chiarezza il ruolo di ogni livello di Governo attraverso un quadro certo di responsabilità derivante da un complessivo processo di riordino istituzionale e di semplificazione. Occorre allocare al livello delle istituzioni più vicine ai cittadini e al territorio il complesso delle funzioni amministrative, attuando il principio di sussidiarietà.

Le esigenze di riordino istituzionale e di semplificazione richiedono che ogni funzione amministrativa sia riconosciuta ad un solo livello di governo, evitando sovrapposizioni e duplicazioni. Inoltre, lo stretto legame tra l’individuazione delle funzioni fondamentali e la disciplina delle stesse da parte del legislatore regionale impone la necessità di prevedere un intervento sostitutivo in caso di inerzia delle Regioni della disciplina delle funzioni.

Per quanto concerne la sussidiarietà, Stato e Regioni, valorizzando il più ampio confronto nelle sedi di concertazione sono, allo stesso modo, chiamati a conferire tutte le funzioni che non richiedano un esercizio unitario, con conseguente trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie, avviando nel contempo un percorso per la semplificazione. Si deve tener conto delle dimensioni demografiche degli enti, ma anche delle loro peculiari caratteristiche, attraverso le modalità di esercizio associato delle funzioni amministrative. E in particolare occorre considerare la peculiarità delle zone montane.

Regioni e Autonomie locali condividono l’obbiettivo che su un medesimo territorio possa configurarsi, di regola, un solo livello, plurifunzionale, per l’esercizio associato delle funzioni che i singoli comuni (soprattutto di piccole dimensioni) non sono in grado di svolgere adeguatamente.

FUNZIONI AMMINISTRATIVE (ART. 118)

Per garantire l’attuazione dell’art. 118, vanno individuati strumenti, anche di natura procedurale, che ne regolino, con chiarezza, tempi e fasi di realizzazione. Lo strumento più adeguato appare quello della delega legislativa, seguita da uno o più decreti legislativi, in un processo temporale ordinato e concertato, con l’istituzione di sedi tecniche qualificate (cabine di regia), che assicurino l’impulso e il coordinamento all’azione di governo.

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Riforme: federalismo fiscale e rilancio sedi concertazione per chiudere fase transizione

(regioni.it) Il Documento delle Regioni, dell’Anci, dell’Upi e dell’Uncem tocca poi altri due temi fondamentali, due traguardi che dovrebbero essere raggiunti entra la fine dell’anno 2007 in modo da considerare quest’anno come quello “della transizione” verso una concreta applicazione del Titolo V della Costituzione: il federalismo fiscale e la riforma delle sedi di concertazione col governo e di raccordo col parlamento.

Il federalismo fiscale

L’individuazione delle funzioni fondamentali deve essere necessariamente accompagnata dall’attuazione dell’art. 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale. Il processo di decentramento avviato a partire dalla legge 59/97 impone già l’avvio del federalismo fiscale al fine di consolidare il livello di finanziamento delle funzioni trasferite e superare le duplicazioni. Con l’individuazione delle funzioni fondamentali occorrerà individuare meccanismi di federalismo fiscale che possano sostenere l’autonomia di entrata e di spesa di ogni livello di governo rispetto alle funzioni ad esso attribuite.

Serve una ricognizione della finanza di ciascun livello di governo Stato, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, in rapporto alle funzioni esercitate. Serve inoltre una proiezione dei fabbisogni in ordine all’attuazione dei processi di decentramento amministrativo e di attuazione del Titolo V, per garantire le risorse finanziarie per ogni livello di governo in rapporto alle funzioni. Nel percorso di attuazione del federalismo fiscale occorrerà tener conto dei seguenti punti: 1) il riparto tra la competenza legislativa statale e regionale in merito ai tributi regionali e locali; 2) l’autonomia normativa di Comuni, Province e Città Metropolitane in materia di finanza locale; 3) un’adeguata proporzione tra tributi propri e compartecipazioni a tributi erariali per ogni livello di governo; 4)  il sistema di perequazione; 5) il fondo per gli interventi speciali e risorse aggiuntive.

La riforma dei raccordi istituzionali

E’ necessaria una profonda riforma del sistema dei raccordi istituzionali tra lo Stato, le Regioni e le Autonomie locali attraverso: A) l’istituzione della Commissione bicamerale per le questioni regionali integrata con rappresentanti delle autonomie territoriali secondo le linee già emerse nella scorsa legislatura, consentendo un equilibrato rapporto tra rappresentanze di Regioni e autonomie locali; B) l’avvio della riforma del sistema delle Conferenze, come sede di raccordo tra i diversi livelli di governo previsti dalla Costituzione, attraverso la revisione del D. Lgs. n. 281/97. E’ necessario altresì prevedere nuove misure di integrazione e di coinvolgimento istituzionale delle Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni quali, ad esempio, la partecipazione a Consigli dei Ministri o riunioni preparatorie, presenza nei Comitati interministeriali.

(red/30.11.06)

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Riforme; Errani:accordo per dire stop a conflitti e sovrapposizioni

(regioni.it) Per le Regioni e le Autonomie locali si apre “una fase nuova: basta con i conflitti e le sovrapposizioni”. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha aperto con queste parole la conferenza stampa (il file audio della conferenza stampa on line su www.regioni.it) durante la quale e' stato presentato il documento unitario, sul Titolo V della Costituzione, messo a punto da Regioni ed Enti locali.

 “Il 2007 - ha detto Errani - è l'ultimo anno di transizione. Si deve dare piena attuazione al Titolo V, alla costruzione di un assetto equilibrato tra i vari livelli del governo, al federalismo fiscale, al nuovo Codice delle autonomie, alla riforma delle Conferenze. Questo e' il percorso per il 2007”. Sul federalismo fiscale Errani ha detto che e' stato iniziato un percorso che proseguirà nel mese di gennaio, per quanto riguarda invece il Codice per le autonomie ha spiegato che oggi vi sarà un tavolo tecnico e la prossima settimana un tavolo politico. “Al governo - ha affermato Errani - abbiamo fatto una proposta: creare una cabina di regia con i diversi ministri per sovrintendere e seguire il percorso”. I ministri interessati sono Amato, Lanzillotta, Chiti e il ministro dell'Economia Padoa Schioppa.

Quindi “Basta conflitti e sovrapposizioni – ha ribadito Errani – e sulla base di questo documento Regioni ed Autonomie sono pronte a fare la loro parte”, ha sottolineato precisando che se verrà chiuso l'iter nel 2007 ''sul terreno dell'ordinamento istituzionale il paese avrà fatto un passo avanti”. Errani ha infine ribadito che nel corso del seminario sul Titolo V, svolto con il Governo a novembre, e' stata accolta la proposta di Regioni ed Enti locali di istituire una cabina di regia che segua l'intero percorso di attuazione della riforma costituzionale del 2001, che coinvolge diversi ministeri.

Le Conferenze Unificata e Stato-Regioni devono diventare ''luogo di governo della cooperazione istituzionale'', ha aggiunto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani, spiegando oggi a Palazzo Chigi la proposta al Governo lanciata a Regioni, Comuni,  Province e Comunità montane sull'attuazione del Titolo V della

Costituzione. Proposta che prevede appunto un rafforzamento del sistema delle Conferenze nella prospettiva di un migliore raccordo tra Stato, Regioni e Autonomie locali.

“Va superata la dimensione di 'parerificio' delle Conferenza -  ha precisato Errani - per dare a questo organismo un ruolo fondamentale nei percorsi legislativi, affinché non ci siano invadenze dello Stato e su questi punti i pareri della Conferenza  devono essere decisivi”. ''La Conferenza - ha concluso Errani - deve  diventare luogo di condivisione di scelte fondamentali, un punto di riferimento”.

E “Chiediamo la piena applicazione del Titolo V della Costituzione che consente di realizzare anche forme di autonomia più avanzata”. Ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha risposto alla domanda dei giornalisti sulla richiesta di federalismo differenziato avanzata dalla Lombardia. “Naturalmente - ha aggiunto Errani - noi siamo un sistema Paese e quindi dobbiamo garantire che la funzione pubblica sia esercitabile anche laddove il contributo fiscale e' minore”.  Per questo Errani ha ricordato la richiesta di attuare un fondo perequativo che assicuri ai cittadini la parità nell'esercizio delle funzioni.“Il federalismo - ha concluso - e' un grande percorso di innovazione che abbiamo disperso o interrotto in nome di un confronto ideologico. E' il momento di cambiare marcia e il fatto che siamo tutti uniti su questa linea e' molto significativo”.

(sm/30.11.06)

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Riforme; Documento unitario: per Domenici, Melilli e Borghi fatto importante

(regioni.it) "Di fronte alla stagione di riforme che si apre, e' necessario un accordo interistituzionale: torniamo a ricostruire un rapporto col governo partendo da una posizione unitaria tra Regioni e autonomie locali". Cosi' il presidente dell'Unione delle Province italiane (Upi) Fabio Melilli. E per questo "Dobbiamo lavorare con il governo e il Parlamento per capire" come il percorso delle riforme “puo' arrivare a conclusioni concrete", ha detto Enrico Borghi, presidente dell'Uncem, l

Toccando invece i temi del federalismo fiscale, i comuni hanno ribadito la necessità di “riordinare il sistema di compartecipazione degli enti locali ai grandi tributi non significa per forza mettere piu' tasse”, come ha detto il presidente dell'Anci, Leonardo Domenici, che a Palazzo Chigi. insieme al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, del presidente dell'Unione delle province italiane(Upi) Fabio Melilli e del presidente dell'Unione nazionale dei Comuni e delle comunita' montane (Uncem) Enrico Borghi hannopresentando il documento unitario sull'attuazione della Riforma del Titolo V della Costituzione. (il file audio della conferenza stampa on line su www.regioni.it).

“L'obiettivo del federalismo fiscale è riordinare il sistema prevedendo significative forme di compartecipazione. Servono risorse adeguate per svolgere le funzioni, ma noi viviamo in un regime che non garantisce tutto questo – ha aggiunto Domenici - serve dunque una coerenza tra le funzioni che vengono previste e le relative risorse, per questo dico che serve una compartecipazione al tributo erariale. Alla compartecipazione va affiancato un sistema di tributi propriche non significa necessariamente l'aumento della pressione fiscale".

(red/30.11.06)

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Formigoni: avviato percorso attuazione Titolo V

(regioni.it) Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ha ricordato, intervenendo sul tema della riforme, che la Lombardia ha gia' avviato il percorso di attuazione del Titolo V della Costituzione ''in particolare degli articoli 116 (che riguarda le materie su cui chiedere competenze esclusive) e 119 (federalismo fiscale)''.

''Un percorso, avviato dalla Giunta, condiviso dalla quasi totalita' del Consiglio regionale, e presentato poi - ha concluso - a tutte le componenti istituzionali, sociali e produttive''.

(red/30.11.06)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Marco Tumiati
In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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