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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 833 - giovedì 30 novembre 2006

Sommario
- Riforme: Regioni ed enti locali per un nuovo accordo istituzionale
- Riforme: Città metropolitane e funzioni enti locali, le tappe di un percorso possibile
- Riforme: federalismo fiscale e rilancio sedi concertazione per chiudere fase transizione
- Riforme; Errani:accordo per dire stop a conflitti e sovrapposizioni
- Riforme; Documento unitario: per Domenici, Melilli e Borghi fatto importante
- Formigoni: avviato percorso attuazione Titolo V

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Riforme: Città metropolitane e funzioni enti locali, le tappe di un percorso possibile

(regioni.it) Il documento unitario della Conferenza delle Regioni, che è stato inviato al presidente del Consiglio, Romano Prodi, tocca poi nel dettaglio i temi che il Governo sarà chiamato ad affrontare prossimamente, a cominciare dal Codice delle autonomie. E in particolare le questioni legate alle Città metropolitane, alle competenze legislative, alle funzioni fondamentali degli enti locali e alle funzioni amministrative.

CITTA' METROPOLITANE (ART.114)

L’obiettivo di costituire sistemi di governo metropolitani deve interessare le aree individuate nella legge n. 142 del 1990 – oltre a quelle situazioni che saranno eventualmente individuate dalle Regioni speciali – e cioè le aree comprendenti i Comuni capoluogo di Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari.

Per quanto riguarda l’area metropolitana di Roma va previsto un percorso specifico che deve essere inserito nell’ambito del percorso di attuazione dell’art. 114, comma 3, della Costituzione sull’ordinamento di Roma capitale. Occorre prevedere un sistema flessibile per le città metropolitane articolato in una duplice direzione: 1) la città metropolitana si configura come vero e proprio ente territoriale (anche mantenendo in vita il Comune Capoluogo) di regola con un territorio almeno coincidente con quello di una provincia, e quindi un carattere alternativo tra provincia e città metropolitana; 2) modello più flessibile, per assicurare una migliore governance metropolitana attraverso l’esercizio associato delle funzioni metropolitane.

L’istituzione delle città metropolitane potrà realizzarsi su iniziativa dei Comuni interessati; con una intesa con la regione e le province coinvolte, garantendo, in ogni caso, la conclusione dell’iter legislativo.

Competenze legislative (art. 117)

E’ attraverso l’esercizio della potestà legislativa che si regola l’allocazione delle funzioni. La definizione dei principi fondamentali nelle materie concorrenti deve consentire l’esplicazione della potestà legislativa regionale nel processo di riassetto delle funzioni amministrative ai Comuni e alle Province. L’intervento legislativo dello Stato dovrà rispettare e valorizzare le competenze legislative delle Regioni considerando l’autonomia statutaria e regolamentare degli enti locali. Gli interventi legislativi delle Regioni dovranno rispettare e valorizzare l’autonomia statutaria e regolamentare degli enti locali.

Funzioni Fondamentali (art. 117)

Un compiuto riassetto delle funzioni amministrative non può prescindere dall’attuazione della competenza esclusiva statale in materia di individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, che consenta di distinguere con chiarezza il ruolo di ogni livello di Governo attraverso un quadro certo di responsabilità derivante da un complessivo processo di riordino istituzionale e di semplificazione. Occorre allocare al livello delle istituzioni più vicine ai cittadini e al territorio il complesso delle funzioni amministrative, attuando il principio di sussidiarietà.

Le esigenze di riordino istituzionale e di semplificazione richiedono che ogni funzione amministrativa sia riconosciuta ad un solo livello di governo, evitando sovrapposizioni e duplicazioni. Inoltre, lo stretto legame tra l’individuazione delle funzioni fondamentali e la disciplina delle stesse da parte del legislatore regionale impone la necessità di prevedere un intervento sostitutivo in caso di inerzia delle Regioni della disciplina delle funzioni.

Per quanto concerne la sussidiarietà, Stato e Regioni, valorizzando il più ampio confronto nelle sedi di concertazione sono, allo stesso modo, chiamati a conferire tutte le funzioni che non richiedano un esercizio unitario, con conseguente trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie, avviando nel contempo un percorso per la semplificazione. Si deve tener conto delle dimensioni demografiche degli enti, ma anche delle loro peculiari caratteristiche, attraverso le modalità di esercizio associato delle funzioni amministrative. E in particolare occorre considerare la peculiarità delle zone montane.

Regioni e Autonomie locali condividono l’obbiettivo che su un medesimo territorio possa configurarsi, di regola, un solo livello, plurifunzionale, per l’esercizio associato delle funzioni che i singoli comuni (soprattutto di piccole dimensioni) non sono in grado di svolgere adeguatamente.

FUNZIONI AMMINISTRATIVE (ART. 118)

Per garantire l’attuazione dell’art. 118, vanno individuati strumenti, anche di natura procedurale, che ne regolino, con chiarezza, tempi e fasi di realizzazione. Lo strumento più adeguato appare quello della delega legislativa, seguita da uno o più decreti legislativi, in un processo temporale ordinato e concertato, con l’istituzione di sedi tecniche qualificate (cabine di regia), che assicurino l’impulso e il coordinamento all’azione di governo.

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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In redazione: Stefano Mirabelli; Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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