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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 847 - lunedì 8 gennaio 2007

Sommario3
- Ispezioni in ospedali: valutazioni da Prodi, Turco ed Errani
- Umberto I: partono ispezioni
- Federalismo: Bresso e Galan
- Molise: programma e nuova Giunta
- Errani: 2007 con più federalismo
- Loiero-Rutelli su lotta alla ndrangheta

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Ispezioni in ospedali: valutazioni da Prodi, Turco ed Errani

(regioni.it) Direzione sanitaria? No, grazie, problemi strutturali. Il Policlinico Umberto I è ancora sotto i riflettori. Gli “onori” della cronaca continuano dopo la trasmissione “Report” e l’ultima inchiesta del settimanale “l’Espresso” (VIDEO: 23 CLIP IN ESCLUSIVA | FOTO: TUTTE LE IMMAGINI INEDITE - Da Repubblica.it: scattano le inchieste).

La stampa ha più volte evidenziato le assenze di igiene, controlli e ispezioni all’interno del Policlinico. Ora ci pensano i NAS. E non solo all’Umberto I. Quelle che sono innanzitutto delle semplici questioni di primaria direzione sanitaria ospedaliera saranno sottoposte a verifica in tutta Italia.

Lo rende noto il ministero della Salute, specificando che su mandato del Ministro Livia Turco: ''sono in corso da stamattina (8 gennaio 2007, ndr) in tutta Italia le ispezioni dei Nas per verificare il livello di osservanza delle normative di settore poste a tutela della salute dei pazienti ricoverati e a presidio del corretto esercizio delle attivita' ospedaliere, con particolare riferimento ai profili strutturali e igienici.

I risultati delle ispezioni saranno presentati al Ministro della Salute che li valutera' con il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani''.

A proposito di direzioni sanitarie mancate, in un’editoriale su “la Repubblica” Mario Pirani solleva il problema degli sprechi “per stipendi fuori mercato a dirigenti e amministratori, spesso illustri sconosciuti…” (08/01: LA REPUBBLICA: CIFRE ARIDE E TOCCANTI DI INIQUITA' SANITARIA...       ).

''E' chiaro che chi sbaglia non puo' continuare a passarla liscia'', afferma in un'intervista al Messaggero, il ministro della Salute, Livia Turco (Messaggero 08.01.07: intervista ministro Turco su Policlinico Umberto...     ).

''In questo modo - spiega il ministro - si incentiva il lassismo e, in sanita', i comportamenti lassisti sono criminali. Con la Finanziaria - ricorda – abbiamo incrementato gli strumenti di lotta alla malasanità prevedendo l'espulsione dei corrotti dal sistema sanitario, nuove regole per appalti e forniture e per l'accreditamento del privato''.

''Ribadiamo un basta netto e forte alla malasanita'; saremo intransigenti anche perche' in Italia c'e' tanta buona sanita' che vogliamo valorizzare''. E ribadisce: ''guai a non difendere la tanta, prevalentissima parte di sanita' pubblica buona che c'e' nel nostro Paese''.

Al seminario di Governo di Caserta si parlerà anche di questo: ''è mia intenzione far si' che la ristrutturazione del patrimonio sanitario diventi un obiettivo 'grandi opere'. Un progetto - ha detto Turco - che coinvolga le competenze delle infrastrutture, dell'alta tecnologia, della salute. Per gli ospedali e per il territorio. Una rete mirata a riammodernare e ricostruire''. Quanto al futuro del Policlinico Umberto I, ''molti sembrano concordare sul fatto - ha sottolineato il ministro - che sia piu' economico e funzionale costruirlo ex novo che affrontare una ristrutturazione di quello storico. L'argomento sara' sicuramente affrontato durante gli incontri tra il governo e Marrazzo''.

Intanto è stato chiuso per due giorni il Dipartimento di Odontoiatria al Policlinico Umberto I, per i danni causati dal furto della cassaforte del servizio protesi. Lo rende noto lo stesso Policlinico, spiegando che il furto della cassaforte ha causato danni alle strutture che a loro volta hanno causato l'allagamento di due piani dell' edificio, con conseguente richiesta di interruzione dell'energia elettrica e degli apparati di rete.

Per questi motivi, rende noto il Policlinico ( ::.:: Azienda Policlinico Umberto I ::.:: ), ''si e' resa necessaria la temporanea chiusura del Dipartimento nei giorni di oggi e domani  (8 e 9 gennaio 2007 )”.

Infine il Ministro della Sanita' Livia Turco e il Ministro dell'Universita' e della Ricerca Fabio Mussi si incontreranno mercoledi' mattina (10 gennaio) per discutere della situazione generale dei Policlinici, affrontando innanzitutto il nodo del rapporto tra sistema sanitario e sistema universitario. Lo sottolinea una nota del Miur – Ministero dell’Università-  ricordando che "l'obiettivo e' definire un'ipotesi complessiva di riforma da discutere con le Regioni, le Universita' e tutti i soggetti interessati".

 

(giuseppe schifini / 08.01.07).

 

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Umberto I: partono ispezioni

(regioni.it) ''Da questa mattina (5 gennaio, ndr) nel pieno rispetto del rapporto tra Universita' La Sapienza e Regione Lazio nella gestione e nelle competenze sul Policlinico e' in corso un'ispezione da me sollecitata all'assessore alla Sanità della regione Lazio sulla situazione dell'Umberto I''. Lo ha reso noto il Presidente della Regione Piero Marrazzo, che esprime ''indignazione e sdegno'' per quanto e' emerso dall'inchiesta sul policlinico romano pubblicata oggi da un settimanale nazionale. ''Gli stessi sentimenti che, immagino -sottolinea- hanno provato tutti i lettori. E' inaccettabile che in un ospedale si possano violare in tal modo le piu' elementari norme di sicurezza e igiene. E' intollerabile che, dove si dovrebbero garantire cure e massima cautela, si mettano in serio pericolo sicurezza e salute dei pazienti,omettendo qualsiasi tipo di controllo''. “Inoltre -aggiunge Marrazzo- chiedo che siano passati al setaccio tutti i contratti per la sicurezza e la pulizia del Policlinico Umberto I, valutando col massimo rigore, secondo le norme di legge, se vi siano i presupposti per la rescissione dei contratti stessi o per l'applicazione di penali. Chiedo poi che vengano presi provvedimenti nei confronti di chi ha violato le norme di sicurezza dei pazienti e delle strutture. Il divieto di fumare in tutti i locali dell'ospedale deve essere rispettato e sanzionato con fermezza”. “Come gia' sapevamo -prosegue- il Policlinico Umberto I soffre di gravi problemi strutturali: per questo, pur non avendo un ruolo diretto nella gestione della struttura, chiedo al Governo un immediato confronto con i ministri dell'Economia, dei Beni Culturali e della Salute per velocizzare i tempi dei lavori di ristrutturazione del complesso ospedaliero”.”La spettrale fotografia del Policlinico Umberto I che ci ha mostrato l'inchiesta pubblicata oggi -sottolinea- deve farci riflettere su alcuni principi fondamentali che riguardano la tutela della salute: ogni paziente ha diritto non solo alla cura, ma anche alrispetto della dignita' e, insieme, alla sicurezza e al decoro dei luoghi in cui riceve le cure. Cio' vale per il Policlinico Umberto I, ma anche per tutte le altre strutture sanitarie regionali. La Regione Lazio si impegnera' con tutti i mezzi a propria disposizione per far rispettare, con la massima severita', gli obblighi da parte di tutti gli operatori della sanita' e per garantire i diritti dei pazienti e dei loro famigliari”.

Dopo essersi confrontato con il ministro alla Salute Livia Turco, Il Presidente della Regione Lazio ha incontrato il  prorettore dell'Universita' La Sapienza Luigi Frati e il direttore generale del Policlinico Umberto I per avere risposte e garanzie che tali temi vengano immediatamente affrontati e risolti''.

Nel corso dell’incontro è emersa “la comune volonta' di accelerare il processo di ristrutturazione del Policlinico, ribadendo quanto gia' chiesto dal presidente Marrazzo al governo e' stata espressa nel corso dell'incontro che si è tenuto nella sede della giunta regionale, tra lo stesso Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il pro-rettore vicario dell'universita' La Sapienza di Roma, Luigi Frati, il direttore generale del Policlinico Umberto I, Ubaldo Montaguti, e l'assessore regionale alla sanita', Augusto Battaglia (quest’utlimo in mattinata si era anche incontrato con il Ministro Livia Turco ,ndr). ''Nel corso dell'incontro – precisa una nota della Regione Lazio - si e' ribadito l'impegno comune per una verifica rigorosa di quanto denunciato oggi su un settimanale nazionale al fine di sanzionare eventuali responsabilita', superare le situazioni di disagio, ma anche di valorizzare le tante  professionalita' del Policlinico e il lavoro svolto dal management, nel corso del 2006, su una struttura che rimane uno dei punti di forza del servizio sanitario regionale''.

Il quadro fornito dall’inchiesta de L’Espresso è quello – secondo la sintesi diffusa oggi dall’Ansa - di un ''Policlinico degli orrori'' Nel reportage sull'ospedale Umberto I di Roma: laboratori incustoditi, sporcizia, escrementi e cicche di sigarette ovunque, persino nel reparto di pediatria intensiva: E sono solo alcuni aspetti del degrado descritto in 5 pagine oltre  che in diversi filmati disponibili sul sito dell'espresso. L'inchiesta parte da una idea di Fabrizio Gatti, autore dell'inchiesta. Per un mese il giornalista s'e' finto uomo delle  pulizie, o addetto alle manutenzioni, senza che nessuno si  accorgesse di nulla. Il risultato e' un lungo articolo di 5  pagine e di 11 filmati disponibili sul sito del settimanale. Tra i casi documentati con fotografie e video dal cronista -  gia' protagonista di inchieste 'sotto copertura' come quella sul  Cpt di Lampedusa - quelli di medici che fumano in reparto,  laboratori lasciati incustoditi, rifiuti pericolosi, spazzatura,  feci di cani, ma anche barelle abbandonate in discariche  improvvisate nei luoghi piu' impensati. Persino le cartelle cliniche, secondo quanto riportato dal settimanale, insieme a provette, radiografie, esami del sangue, sono abbandonate senza alcun controllo nelle stanze dell'ospedale.

Secondo un comunicato del Ministero della Salute “le denuncie apparse oggi sulla stampa riferite da un lato alla situazione di alcuni reparti e servizi del Policlinico Umberto I di Roma e più in generale alla problematica delle infezioni contratte dai pazienti durante il ricovero in ospedale, meritano la dovuta attenzione da parte delle Istituzioni nazionali e regionali preposte, ognuna per le proprie competenze, a garantire l’efficienza dei servizi e la qualità delle cure ai cittadini.

Esse – prosegue il comunicato dsel Ministero - pur se riferite a singoli casi che non rispecchiano la realtà della stragrande maggioranza delle strutture sanitarie pubbliche italiane che offrono prestazioni e servizi di ottimo livello, confermano in ogni caso la necessità di un’azione forte e immediata di verifica del rispetto delle indicazioni nazionali per la prevenzione delle infezioni ospedaliere e, più in generale, per l’adozione di metodologie e protocolli che garantiscano la sicurezza delle cure in ogni fase dell’intervento clinico.

Sul caso Policlinico il Ministro Livia Turco ha ricevuto stamattina il Presidente della Regione Piero Marrazzo e l’Assessore alla Sanità Augusto Battaglia per verificare lo stato di avanzamento del piano di ristrutturazione dell’ospedale romano, che nel frattempo è oggetto in queste ore di un’accurata ispezione dei Nas prontamente intervenuti su segnalazione della Magistratura.  Nell’incontro è stato convenuto di attivare un tavolo con il Governo al fine di velocizzare l’attuazione del piano di ristrutturazione con il coinvolgimento dei Ministeri dell’Economia, dei Beni Culturali e della Salute. Per quanto riguarda in particolare le infezioni ospedaliere è bene sottolineare che esse sono da anni costantemente sotto osservazione nel nostro Paese che ha da tempo adottato linee guida molto dettagliate per far sì che si possano ridurre al minimo i rischi di contrarre un’infezione durante le fasi del ricovero.

Il numero di infezioni ospedaliere in Italia – continua il comunicato - appare da anni in linea con i dati registrati negli altri Paesi europei con un’incidenza media tra il 4,5 e il 7% dei ricoveri (pari a circa 450.000/700.000 casi, con una mortalità dell’1%) a fronte del 3,6% della Germania e del 13% della Svizzera. E’ bene tuttavia sottolineare che solo il 30% delle infezioni ospedaliere è facilmente evitabile con l’adozione di semplici regole igieniche che vanno dal lavaggio delle mani al rispetto di norme per la cura delle ferite e la pulizia del paziente durante l’assistenza. Mentre il restante 70% delle infezioni è legato alle condizioni cliniche del paziente e alla sempre maggiore incidenza di batteri resistenti agli antibiotici. Per contrastare tali fattori sono stati messi a punto dall’Istituto Superiore di Sanità appositi strumenti di controllo dell’antibiotico-resistenza, presente soprattutto in alcuni ceppi di batteri quali il Pseudomonas aeruginosa, lo Stafilococco aureus, l’Enterobacter, lo Stenotrophomonas maltophilia e l’Acinetobacter.

Anche al fine di ottimizzare tali interventi lo scorso 10 ottobre è stato attivato il “Progetto nazionale per le cure sicure” varato in accordo con le Regioni dal Ministero della Salute e attivo attualmente in 14 Regioni in attesa di estenderlo in tutta Italia.

Esso prevede:1.di sviluppare un sistema di segnalazione rapida di eventi sentinella ed epidemie; 2. di sviluppare sistemi di monitoraggio delle infezioni associate alle diverse forme di assistenza sanitaria e socio-sanitaria residenziale e domiciliare e costruire un quadro epidemiologico delle infezioni associate all’assistenza sanitaria a livello nazionale; 3. di definire requisiti per l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, relativi alla prevenzione e controllo delle infezioni; 4. di promuovere l’adesione di pratiche assistenziali basate su valide e convalidate conoscenze scientifiche (“evidence-based”) attraverso: a) la diffusione di Linee Guida; b) la definizione di programmi formativi per il personale addetto al controllo delle infezioni associate all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria. 5. di realizzare programmi di comunicazione e gestione del rischio relativamente alle infezioni in strutture sanitarie e socio-sanitarie e nei programmi di assistenza domiciliare.

Il Ministro Livia Turco ha infine stabilito di avviare d’intesa con le Regioni, già a partire dalle prossime settimane, una nuova indagine conoscitiva sul rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza e igiene in tutti gli ospedali italiani per confrontare dati ed esperienze rispetto ad un’analoga indagine effettuata nel 1998.

(red/gen ’07)

 

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Federalismo: Bresso e Galan

(regioni.it) Il calo record del fabbisogno rendera' piu' facile per le Regioni la trattativa con il governo sul federalismo fiscale. Lo sottolinea la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, commentando il miglioramento dei conti pubblici italiani. “Nell'immediato - spiega Bresso - il minore disavanzo pubblico non avra' riflessi sulle finanze del Piemonte. Ma poiché faremo partire subito la trattativa con il governo sul federalismo fiscale, migliori prospettive significano trattativa più facile. Senza contare che disporre di piu' risorse potra' servirci per non aumentare le tasse pagate dai nostri cittadini, o addirittura per diminuirle''.

Di fronte a una maggiore disponibilita' finanziaria reale, rimarca Bresso, il Piemonte puntera' sul miglioramento del welfare. Tre i campi d'azione piu' urgenti: anziani non autosufficienti, politiche per la casa e asili nido. “Incrementare il fondo per gli anziani non autosufficienti - sottolinea - e' una misura necessaria e urgentissima. E cosi' pure premono le politiche per la casa e le misure per aumentare l' offerta e diminuire il prezzo degli asili nido''.“La Finanziaria - conclude -  destina gia' molto allo sviluppo. Se ci saranno piu' mezzi sara' fondamentale che almeno una piccola parte venga indirizzata verso il welfare''.

Speranze per il federalsimo anche dal Veneto: “Questo Governo, soprattutto grazie al ministro Lanzillotta, e' intenzionato a far bene, o meglio, avverte di sicuro la necessita' di attuare il federalismo fiscale''. E' un'apertura al dialogo la prima risposta del Presidente del Veneto, Giancarlo Galan, all'accelerazione sul federalismo fiscale che l'esecutivo vuole imprimere con un progetto del ministro Padoa Schioppa anticipato sulla stampa. Galan, in una lettera aperta a Prodi, aggiunge un ''avviso ai naviganti'', perche' si tengano in forte considerazione le richieste del Veneto. Galan e' infastidito dal fatto che in ''cabina di regia o nelle redazioni dei giornali vengono ritenuti interlocutori primari in materia di autonomia e federalismo coloro che si trovano a Milano o nelle segreterie di qualche partito''. Gia' molti anni fa, ricorda Galan, il Veneto ''si e' confrontato con la Corte Costituzionale, avanzando richieste al fine di poter diventare una Regione a statuto speciale. Questo per dire che non siamo ne' distratti, ne' polentoni, ne' nati ieri''. Un tema, il federalismo fiscale, che il Veneto sente molto, anche come risposta alle spinte secessioniste di alcuni comuni verso le due regioni confinanti a statuto speciale. ''Ecco perche' - sostiene Galan - siamo noi innanzitutto a dover trovare posto tra gli interlocutori primari del Governo''. La Regione ha approvato nei mesi scorsi una delibera con la quale chiede l'attuazione del federalismo a geometria variabile. ''In breve - afferma Galan - chiediamo con quanto da noi gia' approvato che sia data piena attuazione all'articolo 116 della Costituzione''. L'ultimo ''avviso'' di Galan riguarda l'aspetto solidale del federalismo: ''non vorremmo che a trarne vantaggio fossero di nuovo e sempre quelle Regioni comprese tra i confini del Lazio e dell'Abruzzo e quelli della Sicilia. Solidali si', fessi no. Chi deve ricevere solidarieta' dimostri di meritarsela per davvero''.

(red/08.01.07)

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Molise: programma e nuova Giunta

(regioni.it) Il 2007 sarà il primo anno della II legislatura del Presidente della Regione Molise Michele Iorio che il 18 dicembre ha assegnato le deleghe ai componenti del nuovo Governo regionale. Questo nel dettaglio il quadro delle competenze di ogni singolo Assessore:
Sandro Arco – Cultura, Beni Culturali, Istruzione, Personale, Enti Locali, Polizia Locale;
Ulisse Di Giacomo – Sanità;

Filoteo Di Sandro – Agricoltura, Foreste, Pesca Produttiva;

Angela Fusco Perrella – Politiche Sociali, Politiche della Famiglia, Politiche Giovanili, Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione;

Franco Giorgio Marinelli – Attività Produttive, Turismo, Energia;

Emilio Orlando – Ambiente, Politiche della Montagna, Agriturismo;

Luigi Velardi - Infrastrutture, Urbanistica, Politiche del Territorio, Trasporti, Politiche della Casa, Beni Ambientali;

Gianfranco Vitagliano – Programmazione, Bilancio, Finanza, Rapporti con il Cinsedo e con la Conferenza Stato-Regioni.

Il Presidente Michele Iorio, oltre ai compiti istituzionali propri e alle materie non assegnate esplicitamente agli Assessori, curerà: Università e Ricerca Scientifica, Responsabilità e Coordinamento delle Politiche Regionali, Affari Generali, Legislativi e Legali, Alta Sorveglianza sulle Agenzie Regionali, Rapporti Istituzionali, Società Partecipate, Cooperazione Internazionale e Internazionalizzazione delle Imprese, Contratti di Programma, Comunicazione e Informazione, Informatica e New Economy, Molisani nel Mondo, Pari Opportunità.

Riduzione della spesa pubblica, occupazione e sviluppo: sono queste le priorita' indicate dal presidente della Regione Molise, Michele Iorio. ''Puntiamo al rilancio dell'economia - ha detto il presidente - e alle grandi riforme di questa regione che devono essere necessariamente completate con l'accordo di tutti''. Iorio ha anche parlato di un'altra priorita', quella che riguarda la crescita dell'occupazione: ''Puntiamo a un accordo triennale - ha spiegato -, come prevede lo schema legislativo della Finanziaria nazionale e regionale, per fare in modo che in Molise si possano realizzare gli interventi piu' idonei per sostenere il lavoro. Questo e' il nostro primo problema, che e' sicuramente condiviso dalle forze sociali''.

Nella riunione del 23 dicembre 2006 del Consiglio Regionale Il presidente Iorio ha illustrato le dichiarazioni programmatiche del suo governo. Ecco il testo: http://www.regione.molise.it/web/prm.nsf/(Home)?OpenView

 (red/08.01.07)

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Errani: 2007 con più federalismo

(regioni.it) Le Regioni sono '''una parte indispensabile del governo del Paese'' e '''vogliono essereprotagoniste del risanamento dei conti pubblici e del rilancio''. In un'intervista all'ASCA il presidente della Conferenza delle Regioni e presidente dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, traccia un bilancio dell'anno che si sta per chiudere.

Che tipo di giudizio si sente di esprimere sul 2006?

Dal punto di vista della vita delle istituzioni il 2006 e' stato l'anno delle elezioni politiche che hanno bocciato il governo di centro-destra e portato Romano Prodi alla Presidenza del Consiglio. Un cambiamento secondo me necessario per riportare sotto controllo i conti pubblici dicendo la verità sul grave debito che grava sul Paese e per impostare politiche capaci di far ripartire su basi solide lo sviluppo. Sono convinto che quando, fra qualche anno, ci guarderemo indietro collocheremo qui, nel 2006, il punto di svolta di una Italia che torna ad essere innovativa e competitiva.

I rapporti col Governo sonomigliorati rispetto a quelli con l'esecutivo Berlusconi?

I problemi non mancano. Ma si e' tornati a guardare a Regioni ed Autonomie come ad una parte indispensabile del governo del Paese. Questo e' stato un punto sul quale in questi anni abbiamo insistito molto: al di la' del tema delle competenze, al di la' della necessaria applicazione del nuovo Titolo V della Costituzione, le Regioni vogliono essere protagoniste del risanamento dei conti pubblici e del rilancio del Paese. Ricerca, lavoro, sicurezza, trasporti, servizi: sono tutte cose che necessitano di contesti territoriali favorevoli e di politiche nazionali e regionali coordinate e mirate al risultato. Vogliamo lavorare a questo obiettivo, oggi come ieri.
La grande partita del 2007 sara'il federalismo fiscale? E' d'accordo?

Certo. Lo stesso Governo ha indicato il 2007 come anno di transizione e il 2008 come anno di partenza di una nuova stagione di federalismo fiscale. E' la vera sfida che abbiamo davanti. Intendo anche per le Regioni, che devono dimostrare qualita' e capacita' di spesa, pieno impiego delle opportunita' che si presentano (specie di livello europeo), iniziativa di risparmio e di efficienza sul proprio funzionamento. Le situazioni di partenza sono diverse, lo sappiamo bene, ma vanno studiati percorsi, obiettivi, verifiche che consentano in un lasso di tempo da definire una maggiore omogeneità di servizi e di diritti per tutto il territorio nazionale. Federalismo e migliore distribuzione delle risorse verso i territori non puo' essere una pura battaglia di potere. Per essere una cosa seria, una vera innovazione, deve significare concretamente piu' opportunita' di cura, di assistenza, di mobilita', di vivibilita' per i cittadini.

L'accordo sull'attuazione delTitolo V dimostra che i rapporti col sistema delle autonomie sono solidi? E' vero?

E' un passo rilevante, ma si tratta comunque di un lavoro da seguire giorno dopo giorno. Intendo dire che non ci sono convergenze o conflitti predeterminati: si tratta di lavorare assieme ad un riassetto complessivo del sistema istituzionale del paese e affermare una cultura nuova che mette al centro non gia' le strutture e gli apparati consolidati, ma le persone, i consumatori, i cittadini che hanno bisogno di un sistema democratico che funziona e che risponde alle domande in modo pronto e efficace.

Cosa si aspetta dalla riforma del sistema della Conferenze?

L’obiettivo e' creare il Senato delle Autonomie, una vera rappresentanza parlamentare delle regioni e dei territori, in un contesto stabile e bilanciato, in luogo dell'attuale bicameralismo. Il sistema delle Conferenze nel frattempo va senza dubbio riformato per semplificare le sedi di confronto e di decisione e rendere piu' semplice e lineare il lavoro del governo. Mi attendo dunque un alleggerimento della macchina e un pieno coinvolgimento nell'attivita' di governo delle Regioni e delle Autonomie.

(red/08.01.07)

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Loiero-Rutelli su lotta alla ndrangheta

(regioni.it) Loiero denuncia: ''quando le indagini sul delitto Fortugno hanno iniziato a delineare l'intreccio politica-interessi-affari sono stato lasciato solo. Dapprima si e' consumata la frattura con il mio partito, poi pian piano con gli altri''. E' quanto afferma il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in un' intervista pubblicata il 7 gennaio sul quotidiano l'Unita'. ''Cosi' - prosegue Loiero - mi sono ritrovato a vivere una solitudine profonda. Quasi un senso di vertigine. Di inutilita'. Spesso mi accorgo che l'obiettivo e' divenuto: sopravvivere. E non e' un bel vivere. Tra una minaccia e un disastro ambientale''. Loiero evidenzia inoltre che ''la politica nazionale all'inizio ha guardato con grande attenzione al miracolo Calabria. Lo stesso Rutelli, ricordo che a chiusura della Festa della Margherita in Toscana mi fece un elogio cosi' straordinario da sentirlo perfino immeritato. Poi dal delitto Fortugno ha cominciato a ritrarsi. Un modo per prendere le distanze da una Calabria che appare infetta e irrecuperabile. Capisco. Ma non approvo. I partiti del centrosinistra hanno una responsabilita' molto grave''.''Fortugno - aggiunge - era un mio amico come e' noto. Aveva sponsorizzato la mia candidatura a Presidente. Cinque giorni prima della chiusura della campagna elettorale mi chiese di dargli una mano. Lo feci. Era una persona perbene, onesta, un medico che a Locri era disponibile nei confronti di quell' umanita' dolente. Riusci' a trasferirgli molti voti tanto che risulto' il primo degli eletti e Crea il primo dei non eletti. E' indubbio che il mio impegno abbia sottratto voti a Crea ma non l'ho fatto per danneggiarlo. I problemi in tutti i partiti della coalizione sono nati dall'aver voluto, in materia di sanita', seguire criteri innovativi uscendo fuori dalla logica della spartizione. Al termine di una riunione a Roma presieduta da Marini e' stata decretata la mia condanna politica. E' nata una lacerazione profonda che non siamo riusciti a ricucire''. ''Alle elezioni politiche - conclude - non ho condiviso le liste della Margherita che lasciavano fuori persone che avevano lavorato sul territorio. E c'e' stata la rottura''.


 (08/01: LA REPUBBLICA: SFOGO DEL PRESIDENTE DELLA CALABRIA SULL'"UNITA' ": DOPO IL DELITTO FORTUGNO ABBANDONATO DA ROMA. LOIERO ACCUSA RUTELLI E MARINI. "IO ISOLATO DAVANTI ALLA 'NDRANGHETA")


Replica Rutelli: ''Le dichiarazioni del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero pubblicate sull'Unita' (e che l'Unita' ha inquadrato in uno scorrettissimo sommario, che sembra collegare le minacce della malavita e una presunta 'condanna' di Rutelli e Marini) sono radicalmente destituite di fondamento''. E' quanto scrive il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e presidente della Margherita, Francesco Rutelli, in una lettera inviata al quotidiano L'Unita' circa l'intervista del Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, pubblicata ieri.Nell'intervista Loiero aveva sostenuto che dopo l'omicidio di Francesco Fortugno, e' stato lasciato solo e che Rutelli ''ha cominciato a ritrarsi''.''Sfido il Presidente della Regione Calabria - prosegue Rutelli - a evidenziare una sola circostanza nella quale egli abbia ricevuto una mia 'condanna' e un mio 'ritrarmi' dall'impegno in favore della Calabria e dalla lotta contro la 'Ndrangheta. Non ho bisogno di riferire all'Unita' le mie iniziative pubbliche che questo quotidiano dovrebbe avere registrato: dalla manifestazioni in Assisi assieme agli amministratori calabresi alla commemorazione ufficiale in piazza a Locri nell'anniversario della morte di Fortugno. Sfido Loiero a riferirsi, ripeto, a un solo fatto che possa concretizzare quanto egli, con assoluta irresponsabilita', definisce 'ritrarsi, prendere le distanze dalla Calabria, dopo il delitto Fortugno'''.''Dovrebbe sapere, signor Direttore, che anche - conclude Rutelli nella lettera all'Unita' - l'inesauribile distinguo polemico che caratterizza l'Unita' nei confronti di chi scrive e della Margherita dovrebbe almeno arrestarsi quando e' in ballo l'onorabilita' delle persone nella intransigente lotta alla mafia''.

Alla lettera di Rutelli ha replicato il direttore Antonio Padellaro sostenendo, tra l' altro, che l'Unita' ha fatto solo il suo dovere nel riportare le dichiarazioni di Loiero e come la priorita' oggi sia la drammatica situazione calabrese ''alla cui soluzione - scrive Padellaro - l'on. Rutelli per ruolo di governo e sensibilita' istituzionale dara' sicuramente il suo determinante contributo''.

Dopo queste dichiarazioni Loiero spiega: ''Come mi sento? Un poco piu' isolato viste le speculazioni che si fanno sulle mie parole''. Cosi' il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, risponde all' Ansa sulle polemiche sorte in merito alla sua intervista di ieri a L'Unita'.'Il mio grido per attirare l' attenzione sulla Calabria - aggiunge Loiero - si tenta di ridurlo ad uno scontro tra me e Rutelli, tra me e la Margherita. E non e' cosi'. Non e' proprio cosi'. La mia riflessione e' ben diversa. Abbiamo alle spalle mesi di inferno e, questo si' lo ribadisco a gran voce, nessuno, ripeto nessuno, puo' chiudere gli occhi sui bisogni di una regione che non e' e non puo' essere considerata un' appendice fastidiosa del Paese''. ''Non nego - aggiunge Loiero - che dal ministro Rutelli, dall'uomo politico Rutelli, mi sarei aspettato risposte rispettose e soprattutto attente ai problemi da me posti con l'intervista a L' Unita'. Dico questo con rispetto per un interlocutore istituzionale che pero' dovrebbe ben conoscere la realta' della Calabria''.''Ho fatto una riflessione, ho gridato forte che la Calabria - sostiene ancora Loiero - non puo' restare cosi' com' e'. Ho chiesto che la politica nazionale guardi realmente in giu', sia attenta ai problemi, trovi con noi i modi per risolverli. Ho fatto un' intervista ed ho risposto con onesta' senza omissioni a domande dirette. Facciano cosi' anche gli altri. Lo dico per il bene della mia regione che non e' 'altro', un qualcosa da evitare, e che difendero' fino a quando avro' voce. L'intervista doveva essere uno spartiacque tra il passato e il futuro e noi vogliamo guardare avanti. Se posso dirlo con estrema franchezza, gran parte delle reazioni di oggi e l' atteggiamento di alcuni giornali sono la prova provata del mio assunto: dalla Calabria bisogna tenersi a distanza e sulla Calabria, e figuriamoci sul suo Presidente, si puo' dire di tutto e di piu'. La politica nazionale conferma un sostanziale silenzio sulle questioni concrete, un silenzio che sgomenta''. ''Sulla scia poi di una naturale attenzione mediatica alla mia denuncia - afferma ancora Loiero - si inseriscono personaggi minori che non rinunciano all' imboscata ed al colpo alle spalle pur di avere un pizzico di notorieta' nazionale che dovrebbe giustificare una permanente inutilita' del loro ruolo istituzionale. Ma se questo e' umanamente comprensibile, e' indegno invece tentare di rovesciare le parti e tentare, come fonti anonime ma ben individuabili fanno, non solo di sfuggire dal dovere di dare risposte vere e dalle responsabilita', bensi' di buttare schizzi di fango con bugie e allusioni. Non replico a nessuno. Dico soltanto che se c'e' un tratto distintivo della mia gestione e' quello di aver tagliato consulenze. Come presidente posso averne otto di consulenti, ma ne ho soltanto due. A qualcuno dice niente la legge sullo spoil system che ha consentito di disboscare una selva di prebende elargite dal centrodestra e che mi ha dato molti di quei problemi di cui ho parlato?

(red/08.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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