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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 849 - mercoledì 10 gennaio 2007

Sommario
- Nuovi rapporti tra SSN e Università
- 21 dicembre 2006: Documenti Conferenza Unificata
- 14 dicembre 2006: Documenti Conferenza Unificata
- Formigoni e Bissoni su ticket
- 21/12/2006: Documenti della Conferenza Stato-Regioni
- 14/12/2006: Documenti Conferenza Stato-Regioni

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Formigoni e Bissoni su ticket

(regioni.it) Lombardia ed Emilia-Romagna polemizzano sui dati di spesa sanitaria e relativi anche ai ticket in generale, ma sono d’accordo nel criticare in particolare l’introduzione del nuovo ticket da 10 euro per le prestazioni (specialistiche e analisi) sanitarie pubbliche previsto dalla Finanziaria.

Formigoni attacca e chiede delle scuse per ''le bugie e le affermazioni false e imprecise'' raccontate in questi giorni sulla questione ticket sanitari. E puntualizza: ''non e' vero che in Lombardia si pagano piu' ticket rispetto alle altre regioni, anzi,in Emilia Romagna Toscana e Veneto si paga di piu'''.

La Lombardia, infatti, secondo i dati del Ministero della Salute, ricava dai ticket il 4,86% delle risorse totali utilizzate in sanita', posizionandosi al quarto posto dietro a Emilia-Romagna (5,88% del totale), Veneto (5,52%) e Toscana (5,28%).

"Si tratta di 500 milioni di euro in meno ogni anno rispetto alla media nazionale, 660 milioni in meno ad esempio dell'Emilia-Romagna, che oltretutto riceve piu' trasferimenti pro capite. E' una penalizzazione che, solo negli ultimi 11 anni, e' costata alla Lombardia qualcosa come 11.000 miliardi delle vecchie lire. Si tratta di una situazione discriminatoria che deve cessare".

La Lombardia non eliminera' il ticket di dieci euro introdotto dalla Finanziaria, ma pensa a un ricorso alla Corte Costituzionale per toglierlo.

''I dieci euro di ticket - ha sottolineato  Formigoni- ci sono stati imputati con un atto del governo invece di darci denaro contante: sono una cambiale, un paghero' ipotetico'', che servira' a coprire, e comunque solo in parte, i tre miliardi di finanziamento per la sanita' in meno messi in finanziaria dal governo rispetto al fabbisogno previsto. Per questo, ''non toccheremo i ticket, e non li possiamo toccare - ha detto il presidente -. Pero' chiederemo che li tolga la Consulta e che ci siano dati i finanziamenti''.

La questione dei fondi non riguarda pero' solo la spesa complessiva della sanita', ma anche i criteri con cui e' distribuita fra le Regioni che il presidente definisce ''discrezionali, ingiustificati e discriminanti''. E’ quindi improrogabile un federalismo fiscale che preveda il finanziamento della sanita' alle Regioni.

Nel contempo l’Emilia-Romagna interviene anch’essa sui criteri applicativi del nuovo ticket da 10 euro per le prestazioni sanitarie pubbliche previsti nella Finanziaria di Governo. Criteri che non convincono del tutto l'assessore alla Sanita' della Regione Emilia Romagna Giovanni Bissoni. Si chiede al Governo di ''affrontare alcuni problemi che sono stati creati, forse involontariamente''.

Per Bissoni le modalita' con cui la Finanziaria prevede di recuperare 800 milioni di euro tramite il ticket costituiscono, infatti, ''un problema serio''. Da un lato, spiega l'assessore, ''c'e' la preoccupazione che l'aggiunta di 10 euro al ticket di base possa far salire il costo della prestazione oltre il suo valore, portando di fatto prestazioni non complesse ma importanti fuori da un sistema pubblico che, come accade in Emilia Romagna, e' efficiente e agisce in tempi rapidi''. Insomma, il rischio e' che agli utenti 'convenga' ricorrere ai privati mettendo 'fuori uso' la rete pubblica.

''Su questo fronte c'e' un problema di orientamento normativo di alcune Regioni, tra cui l'Emilia Romagna, in contrasto con la Finanziaria e percio' serve un coordinamento nazionale. - aggiunge Bissoni - Ci auguriamo, quindi, che il problema venga affrontato, altrimenti ci riserviamo di valutare un'iniziativa autonoma''.

Bissoni denuncia anche i ''criteri per l'esenzione non equi''. ''Limitare l'esenzione in base al reddito ai soli anziani non e' corretto perche' si lasciano fuori famiglie di giovani coppie, magari con figli, e con redditi bassi - precisa l'assessore - ma su questo tema c'e' gia' un percorso di confronto aperto'' per eventuali revisioni. Per quanto riguarda, infine, il problema circa una presunta applicazione ''retroattiva'' del ticket, l'assessore sgombra il campo dai dubbi e spiega che ''la finanziaria e' chiara: il ticket si applica per le prestazioni erogate dal 1 gennaio in poi''.

Caso diverso è quello degli utenti che hanno prenotato una visita che e' slittata a dopo il primo gennaio a causa di ritardi che hanno sforato il limite massimo dei tempi di attesa stabiliti dalle norme regionali.

Quindi se la prestazione non è stata fornita entro i tempi previsti per legge (30 o 60 giorni) si è orientati, almeno in Emilia-Romagna, a non chiedere il ticket o a rimborsarlo nel caso sia stato riscosso.

Se nella Finanziaria si parla di compartecipazione del cittadino alla spesa - ha detto ancora Bissoni - e' difficile capire di quale compartecipazione di sta parlando se il ticket finisce per costare di piu' della prestazione. L' assessore si augura che si concordi una soluzione che non escluda le famiglie con reddito basso. “C'e' bisogno di riflettere, ma anche questo e' un tema nazionale non regionale''.

Formigoni invece sottolinea che se la Regione riuscira' a risparmiare usera' i soldi ''per dare nuovi servizi gratuiti''. Senza contare che gia' ora, ha proseguito Formigoni, il 73% delle prestazioni ambulatoriali specialistiche e' esente, come pure il 97% di quelle di pronto soccorso. In Lombardia, infatti, i bambini sono esenti fino ai 6 anni (e non ai quattordici come a livello nazionale) ma a differenza di quanto ha previsto la finanziaria sono esenti anche gli over sessantacinquenni.

Basterebbe avere gli stessi soldi pro capite dell'Emilia Romagna ha concluso Formigoni ''per cancellare i ticket da qui all' eternita'''.

Risponde Bissoni: ''non abbiamo scuse da chiedere, perche' non ci siamo mai occupati dei ticket della Lombardia, ma relativamente a quanto osservato oggi dal presidente Formigoni, sono necessarie due puntualizzazioni che ne ribaltano le conclusioni''.

''In Emilia-Romagna - spiega Bissoni - ci sono piu' esenti, in quanto la popolazione anziana ha un'incidenza maggiore; in secondo luogo i non esenti pagano comunque meno dei cittadini lombardi, perche' i singoli ticket sono complessivamente piu' bassi e poi perche' in Emilia-Romagna non c'e' il ticket sulla farmaceutica. Questi sono dati di fatto. Il problema, nasce forse dal fatto che ci si e' basati su tabelle ministeriali che sono frutto delle modalita' con cui si registrano nei bilanci aziendali i ticket pagati dai cittadini: tali tabelle registrano infatti solo i ticket pagati presso le strutture pubbliche, escludendo quelli pagati alle strutture private accreditate (molto diffuse in Lombardia) e il ticket sulla farmaceutica che per la stessa ragione valgono, secondo stime ufficiali 2006, oltre 130 milioni di euro. E' chiaro che cio' modifica e ribalta la classifica proposta''.

''Circa i criteri di finanziamenti dei sistemi sanitari regionali - conclude l'assessore Bissoni - che valutano la popolazione residente anche sulla base dell'eta', come peraltro fa la stessa Lombardia nel finanziamento alle proprie aziende, non c'e' che da ribadire che si tratta dei criteri piu' seri tra quelli disponibili e peraltro annualmente condivisi fra le Regioni ed il Governo''.

Ma la Regione Lombardia conferma i dati: in altre Regioni fra ticket e addizionale Irpef i cittadini pagano di piu'. 'I dati ufficiali del Ministero della Sanita' - sottolinea una nota della Lombardia - confermano nel dettaglio quanto il presidente Formigoni ha detto questa mattina riguardo alla compartecipazione alla spesa sanitaria: il contributo dei cittadini lombardi e' inferiore a quello versato dei cittadini di altre Regioni italiane''. E quindi ''se i nostri interlocutori non sono d'accordo con i dati del Ministero - prosegue il comunicato -, possono rivolgere le loro proteste al Ministero in persona''.

''I dati sono, per la Lombardia, comprensivi del ticket della farmaceutica che a partire dal 2005 ha avuto una riduzione significativa di impatto dovuta all'estensione delle esenzioni''. Secondo ''piu' della meta' dei consumi farmaceutici in Lombardia sono esenti. Anche nell'ipotesi dell'Assessore Bissoni il dato complessivo del Ministero della Salute integrato porta a valutareuna percentuale della Lombardia inferiore alla Regione Emilia Romagna e alle altre regioni citate dal presidente Formigoni''. Terzo ''per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale si rileva che, anche aggiungendo la quota riconducibile al privato - che in Lombardia pesa per circa il 30% - l'incidenza del suo valore sul finanziamento totale del sistema sanitario regionale arriverebbe all'1,93%, che risulta essere comunque inferiore rispetto a quello della Regione Emilia anche stimando un'incidenza del privato ambulatoriale, non pubblicata dal Ministero e quindi solo ipotizzabile, inferiore di piu' della meta' di quella rilevata in Lombardia. Cio' ovviamente vale per tutte le altre Regioni''. Quarto ''questa differenza di incidenza percentuale rispetto al finanziamentodel Servizio Sanitario Regionale sarebbe ancora inferiore se la Lombardia avesse un finanziamento pari a quello ricevuto - pro capite - dalla Regione Emilia Romagna. Infine, si legge nella nota, ''si rileva che in Lombardia il 65% delle prestazioni sono erogate in regime di esenzione per patologia o per reddito''.

Formigoni infine ha rilanciato anche la richiesta del federalismo fiscale: "chiediamo che alle Regioni che sono in grado di farlo, e che lo chiedono, venga attribuita la piena competenza della gestione economica e finanziaria della sanita'. Naturalmente continuiamo a essere disponibili ad aiutare le Regioni bisognose in modo che possano garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ai loro cittadini, ma in maniera trasparente, cosi' che sia chiaro a tutti in che misura ogni Regione contribuisce al Fondo di Solidarieta'. Oggi invece lo Stato decide la ripartizione degli aiuti in maniera completamente discrezionale e discriminatoria".

Ecco, secondo una tabella elaborata dalla Regione Lombardia, le differenze delle risorse pro-capite disponibili fra le Regioni nel 2007:

                                                               

FONDO SANITARIO NAZIONALE - QUOTE PRO CAPITE                   

                (A)     (B)     (C)    (D)                     

LIGURIA        1.638   1.778   +195   +12.3%                   

TOSCANA        1.548   1.664    +81    +5.1%                   

UMBRIA         1.539   1.664    +81    +5.1%                   

E. ROMAGNA     1.538   1.655    +72    +4.5%                   

PIEMONTE       1.540   1.651    +68    +4.3%                   

MARCHE         1.532   1.640    +57    +3.6%                   

BASILICATA     1.507   1.627    +44    +2.8%                   

MOLISE         1.541   1.627    +44    +2.8%                   

CALABRIA       1.485   1.600    +17      +1%                   

ABRUZZO        1.518   1.600    +17      +1%                   

LAZIO          1.491   1.595    +12    +0.7%                   

LOMBARDIA      1.487   1.583      -       -                    

VENETO         1.491   1.577     -6   -0.38%                   

PUGLIA         1.470   1.565    -18    -1.4%                   

CAMPANIA       1.446   1.536    -47      -3%                   

                                                               

(A) Anno 2006; (B) Anno 2007; (C) Differenza rispetto a

Lombardia nel 2007; (D) Percentuale differenza rispetto a

Lombardia nel 2007. (ANSA).

 

 (giuseppe schifini / 10.01.07).

 

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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