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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 850 - giovedì 11 gennaio 2007

Sommario
- Ospedali: luci e ombre nelle ispezioni dei Nas
- Ministero Interno: i diritti dei cittadini rumeni e bulgari
- Finanziaria: Valle d'Aosta valuta possibile ricorso
- Ambiente e sviluppo: Emilia Romagna e Venezia modelli mondiali
- Comunicazione: la campagna del Ministero della salute sulla finanziaria
- Spettacolo: 9 febbraio presentazione dati Emilia-Romagna

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Ospedali: luci e ombre nelle ispezioni dei Nas

(regioni.it) Sono 321 gli ospedali ispezionati dai Nas, cosi' distribuiti: 89 nel Nord, 113 nel Centro e 119 nel Sud e nelle isole. E' quanto emerge dal rapporto sull'indagini ispettiva dei Nas negli ospedali pubblici italiani, presentato oggi a Roma in una conferenza stampa al ministero della Salute (on line i materiali diffusi in occasione della conferenza stampa).

Nel corso delle ispezioni sono state riscontrate complessivamente 117 irregolarita' amministrative e 56 irregolarita' sono state segnalate all'autorita' giudiziaria. Di queste ultime, il maggior numero e' stato riscontrato in Calabria (19), seguita da Sicilia (14) e Lazio (10). Sono state inoltre segnalate all'autorita' giudiziaria 111 persone. (ANSA).

Secondo il comandante dei Nas, generale Saverio Cotticelli, che ha coordinato la maxi ispezione negli ospedali dell'8 e 9 gennaio, i risultati non sono preoccupanti dal punto di vista sanitario. “Le strutture sanitarie sono funzionanti e sicure. C'e' una carente organizzazione dei  servizi generali che non hanno niente a che vedere con l'erogazione delle prestazioni sanitarie che sono di eccellenza”. “Noi non abbiamo chiuso nessun reparto. I problemi sono altri - ha detto spiegando anche che durante le ispezioni sono stati utilizzati gli uomini 'migliori' e i piu' qualificati - e non sono addebitabili ai medici. Abbiamo trovato disordine, carente manutenzione, e la mancanza di figure di controllo. E' tutto un sistema di disordine complessivo che va regolato''. A margine della conferenza stampa presso il ministero della Salute di presentazione dei risultati dei controlli, il generale ha precisato che le responsabilita' sono diffuse: ''Ci sono interventi modesti da fare, e' una questione spesso di mentalita', di modo di interpretare il proprio ruolo nell'ambito della struttura ospedaliera. Bisogna individuare dei centri di responsabilita' precise, di governance della struttura, che non si limitino al solo direttore sanitario. Noi ad esempio avevamo in caserma il caporale di giornata che controllava la pulizia delle strutture. E' una questione di organizzazione spicciola, di regolazione degli accessi e di disciplina delle attivita' interne di strutture che sotto il profilo sanitario sono di eccellenza. E' un fatto culturale oltre che organizzativo''.

L'ispezione nei 321 ospedali pubblicisvolta dai Nas tra lunedi' e martedi' scorsi, e disposta dal ministro della Salute Livia Turco, 'non era un atto dovuto' ha sottolineato la titolare del dicastero. La decisione e' maturata sabato notte, ha spiegato la Turco, ed e' nata con l'intento di non gettare fango sulla tanta buona sanita' che c'e' in Italia. Dall'indagine sono emerse questioni politiche rilevanti, ha spiegato il ministro della Salute, che riguardano il governo e l'indirizzo della sanita' e che dovranno essere discusse con le regioni e i loro governatori e assessori. Un primo passo in questa direzione e' stato compiuto con l'incontro di ieri sera (10 gennaio, ndr) tra il ministro e il presidente dellaConferenza delle Regioni, e Presidente dell'Emilia-Romagna, Vasco Errani. Tra le questioni politicamente rilevanti il ministro ha ricordato: la disomogeneita' tra le regioni; il rapporto tra pubblico e privato; la vigilanza sulle

esternalizzazioni. Particolare attenzione e' stata posta dalla Turco sulle responsabilita' che ognuno (dai direttori sanitari agli infermieri) deve assumersi per il buon funzionamento del sistema, compresi i cittadini che non devono temere di denunciare le irregolarita' e di far sentire la propria voce.

Rilevante poi la questione dell'innovazione delle strutture sanitarie che, ha osservato il ministro, 'sono importanti quanto le infrastrutture e le grandi opere' e per l'innovazione delle quali ci vuole una svolta culturale e una aumentata attenzione e sensibilita'. 'Diversamente da quello del precedente governo - ha concluso la Turco - il programma del nostro governo prevede investimenti nelle strutture per la sanita''.

Il piano di ammodernamento della Sanità e degli ospedali, a parere del ministro della Salute Livia Turco, deve poter utilizzare i fondi strutturali europei. “Si parla sempre di autostrade e di grandi infrastrutture - ha detto il ministro durante la presentazione dei dati dei Nas negli ospedali - ma anche per la rete dei servizi sanitari, per gli investimenti per l'ammodernamento degli ospedali e per la creazione di strutture sanitarie, si deve poter utilizzare i fondi strutturali europei. Sto gia' lavorando per questo con il ministro Bersani e con il sottosegretario Bubbico''.

Disomogeneita' della qualita' del servizio sanitario ai cittadini sul territorio nazionale, rapportitra pubblico-privato e nuove regole per accreditamento e appalti, infine innovazione delle strutture sanitarie. Sono queste le tre sfide urgenti per la sanita' italiana, secondo il ministro della Salute Livia Turco. “Dai dati raccolti - spiega Turco - emerge con chiarezza una disomogeneita' tra Nord e Sud nell'offerta dei servizi al cittadino. Anche per questo - precisa - abbiamo affiancato alcune Regioni in difficolta' come la Campania, la Calabria, la Sicilia e il Lazio. Non solo per aiutarle a far rientrare il debito delle loro sanita' regionali, ma anche per migliorarne la qualita' dell'intero sistema sanitario”.

Il secondo nodo, per il ministro, e' rappresentato dal ''rapporto tra pubblico e privato, e dalle norme per l'accreditamento delle strutture, che devono riguardare anche gli appalti e le esternalizzazioni''. Su quest'ultima pratica Turco ha un'opinione chiara: ''Alla luce dei dati in nostro possesso e' necessario che chi sosteneva fossero sinonimo di efficienza, si ravveda''.

Per quanto riguarda poi la riforma che trasforma i policlinici universitari a gestione diretta in aziende miste integrate, decisa ieri durante l'incontro tra i ministri Mussi e Turco fara' parte del decreto Milleproroghe. Il provvedimento sara' portato a Caserta. ''Prodi ci ha chiesto di stupire per l'immediatezza dei provvedimenti'', ha detto Turco.

Secondo il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani “dall’attento lavoro svolto dai NAS emerge un quadro che va valutato in termini complessivamente positivi. Gli esiti delle ispezioni mostrano che la sanità italiana sa esprimere molte realtà di qualità e un impegno diffuso per condizioni di lavoro e di cura adeguate. Sicurezza e qualità delle strutture sono obiettivi essenziali, e non da oggi, per chi lavora in sanità e lo prova il sostanziale buon esito delle ispezioni svolte. Contestualmente emergono criticità, in ambiti diversi, che non vanno in alcun modo sottovalutate ma al contrario affrontate con determinazione. Su di esse le Regioni hanno già dato al  Ministero la propria piena disponibilità ad una attenta e congiunta valutazione, regione per regione, al fine di assumere rapidamente le misure e i provvedimenti necessari per migliorare la situazione attuale e risolvere i problemi. Va aggiunto che il lavoro che stiamo svolgendo, di ulteriore qualificazione del sistema sanitario, conseguente al Patto triennale sulla salute, vuole affrontare con particolare attenzione la situazione di quelle regioni che presentano, e non da oggi, maggiori criticità. Io penso – ha concluso Errani - ci siano le condizioni per ottenere presto dei buoni risultati: occorre far leva sulle indubbie qualità del nostro sistema sanitario, concordare gli obiettivi e promuovere assieme un’azione di ampio respiro”.

(sm/11.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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