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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 852 - lunedì 15 gennaio 2007

Sommario3
- Stato-Regioni e Unificata: in cantiere la "riforma"
- Politiche sociali e Legge Finanziaria
- Caccia; De Castro: vigilanza a senso unico ?
- Ticket: riesame sul tavolo Governo-regioni-parti sociali
- Ticket: 25 euro in Valle d'Aosta per codici bianchi "pronto soccorso"
- Policlinico Umberto I: altre ispezioni dei Nas

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Stato-Regioni e Unificata: in cantiere la "riforma"

(regioni.it) Il Ministro Linda Lanzillotta convocherà la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Unificata per il 25 gennaio. I prossimi appuntamenti sono stati poi decisi nella Conferenza Unificata del 14 dicembre che ha approvato il calendario delle riunioni relative al primo semestre 2007. Queste le date delle sessioni ordinarie: Giovedì, 25 gennaio ’07, Giovedì, 15 febbraio ’07, Giovedì, 1 marzo ’07, Giovedì, 15 marzo ’07, Giovedì, 29 marzo ’07, Giovedì, 19 aprile ’07, Giovedì, 10 maggio ’07, Giovedì, 24 maggio ’07, Giovedì, 14 giugno ’07, Mercoledì, 27 giugno ’07.

Intanto, però si comincia a discutere sulla possibile riforma del “sistema delle Conferenze”. Infatti il 22 dicembre il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta ha dato il primo via libera ad  uno schema di disegno di legge che conferisce al Governo la delega a istituire e disciplinare la Conferenza Stato-Istituzioni territoriali quale nuova sede di confronto, di concertazione e di esplicazione del principio costituzionale di leale collaborazione fra lo Stato e il sistema delle Autonomie. La nuova Conferenza, nella quale andranno a confluire, con funzioni razionalizzate e semplificate, le attuali Conferenze Stato-Regioni, Stato-Città e Unificata, sarà presieduta – si legge nel comunicato stampa della Presidenza del Consiglio - dal Presidente del Consiglio o, per sua delega, dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali e sarà articolata su tre sedi, di cui una plenaria e due, rispettivamente, per le questioni di interesse regionale e locale. In quest’ultima, che potrà essere presieduta dal Ministro dell’interno, sarà presente, tra l’altro, una significativa rappresentanza dell’Associazione nazionale comuni d’Italia, dell’Unione delle province italiane, dell’Unione nazionale delle comunità montane. L’organizzazione dei lavori verrà disciplinata in modo tale da consentire un più agevole superamento degli ostacoli (di tipo funzionale, organizzativo o legato alla formazione della volontà dell’organo, che hanno causato, ad oggi, un considerevole ricorso al contenzioso costituzionale) e un più agevole raggiungimento delle intese quali massima espressione della leale collaborazione fra livelli di governo. Il disegno di legge verrà sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni.

In attesa della diffusione ufficiale di questo schema di disegno di legge, per comprenderne la filosofia è opportuno rifarsi a quanto ha dichiaro il Ministro Linda Lanzillotta in occasione della Sua audizione alla camera il 28 giugno: “Per quanto riguarda […] le Conferenze, il Presidente Prodi ha già più volte annunciato l’intenzione di presentare al più presto […] un disegno di legge per la riorganizzazione della struttura e del funzionamento delle Conferenze, al fine di restituire loro una maggiore efficienza, sul piano della struttura e del metodo di lavoro alle diverse tipologie di atti. Le tre attuali Conferenze andranno sostituite con una Conferenza unica, Stato-Regioni-autonomie locali, articolata in sotto sezioni dedicate alle diverse tipologie degli atti. Inoltre, le sedute della Conferenza andranno precedute da una riunione tecnica, sulla falsariga del “pre-consiglio”, che faccia della Conferenza la sede del confronto vero sulle questioni di reale rilievo politico. Infine, sempre nell’ottica del principio di leale collaborazione e di prevenzione del contenzioso costituzionale, dovrebbe essere prevista, pur nel rispetto delle esigenze di speditezza ed efficacia dell’attività normativa del Governo, una partecipazione della Conferenza nella fase istruttoria dei provvedimenti normativi, prima dell’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, previa istituzionalizzazione di riunioni tecniche della Conferenza. Corrispondentemente, dovrebbe essere consentito di portare in Conferenza anche gli atti normativi delle Regioni, sia per evidenti ragioni di bilanciamento del sistema, sia perché, con il parere favorevole dello Stato o di altre Regioni, si precluderebbe ad essi il ricorso principale in Corte costituzionale avverso la legge regionale”.

Quali possono essere le attese da parte dei livelli istituzionali interessati sarà chiarito definitivamente nel corso della Conferenza Unificata che prenderà in esame il disegno di legge delega che il Governo sottoporrà al suo esame. Per il momento si può far riferimento alle parole che hanno speso il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, il presidente dell’Upi, Fabio Melilli che proprio alla fine dell’anno hanno risposto ad un’identica domanda collocata in un’intervista proposta dall’agenzia Asca. Queste le risposte fornite alla domanda “Cosa si aspetta dalla riforma del sistema della Conferenze?”

Per ErraniL’obiettivo e' creare il Senato delle Autonomie, una vera rappresentanza parlamentare delle regioni e dei territori, in un contesto stabile e bilanciato, in luogo dell'attuale bicameralismo. Il sistema delle Conferenze nel frattempo va senza dubbio riformato per semplificare le sedi di confronto e di decisione e rendere più semplice e lineare il lavoro del governo. Mi attendo dunque un alleggerimento della macchina e un pieno coinvolgimento nell'attività di governo delle Regioni e delle Autonomie”.

Domenici ricorda che “Sono anni che in tutti i miei discorsi lamento un sistema di concertazione istituzionale ormai privo di senso. Sono arrivato provocatoriamente e definire le Conferenze come dei veri e propri ''parerifici'', luoghi in cui si esprimeva un si o un no in clima quasi surreale. Il problema e' che quel sistema e' stato paradossalmente messo in crisi proprio dalla riforma del Titolo V , dalla necessita' - in un ordinamento con più livelli di governo ''equiordinati'' – di trovare nuove forme e modelli in grado di fare sintesi delle prerogative di ognuno. Dalla riforma del sistema delle Conferenze mi aspetto una razionalizzazione delle competenze e delle funzioni che oggi hanno le tre Conferenze. Una previsione di sessioni dedicate ai temi della programmazione economico-finanziaria. Sedi di risoluzione di conflitti. La riforma del sistema delle Conferenze pero' non basta. Andrebbe infatti garantito un migliore raccordo generale fra l'esecutivo e il mondo delle autonomie regionali e locali. Manca ancora un luogo di confronto fra queste ultime ed il potere legislativo: manca quindi un raccordo con il Parlamento”.

Fabio Melilli auspica che la riforma prossima ventura disegni un luogo dove davvero ci sia spazio per il confronto politico tra le istituzioni del Paese. Vede, con la riforma del Codice delle Autonomie e l'attuazione del federalismo fiscale sara' ancora piu' urgente costruire un sistema di raccordi efficace, nel quale dare il giusto spazio alla dialettica tra i livelli di governo. Con il sistema attuale, e nonostante la volonta' di chi vi partecipa, questo non e' possibile e troppo spesso il nostro lavoro si riduce all'espressione o meno di un parere su atti che non ci vedono affatto protagonisti. Un metodo che deve essere cambiato, altrimenti rischia di ostacolare la forte spinta riformatrice che il Paese sta vivendo'.

Sull’argomento cfr.anche ”’l’evoluzione del sistema delle Conferenze”, di Riccardo Carpino, su “Le Istituzioni del federalismo” 1.2006

(sm/15.01.07)

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Politiche sociali e Legge Finanziaria

(regioni.it) Dopo la tabella dedicata agli aspetti attuativi dell’ultima legge finanziaria relativi alla sanità (cfr. regioni.it n. 848), la Segreteria della Conferenza delle Regioni (settore sanità e politiche sociali) propone un quadro comparativo relativo alle politiche sociali.

La tabella (pubblicata nella sezione “sociale” del sito www.regioni.it con il titolo: Le politiche sociali nella Finanziaria 2007 tabella sinottica) propone una sintetica spiegazione degli aspetti applicativi salienti in materia di affari sociali contenuti nelle Disposizioni per la  formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato.

Fra gli aspetti evidenziati: l’estensione l’esenzione all’Iva per le prestazioni socio-sanitarie rese da organismi di diritto pubblico, enti istituzioni sanitarie riconosciute, enti di assistenza sociale ed Onlus, tra i soggetti svantaggiati a favore dei quali le prestazioni vengono erogate rientrano anche le " persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute, di donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo”; detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute dai ragazzi  - 5-18 anni – per attività sportive; detrazione Irpef del 19% sui canoni di locazione derivanti da contratti per studenti fuori sede; detrazione del 19% per le spese, per un importo superiore a 2.100 euro, sostenute per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti e con reddito che non superi 40.000 Euro.

E’ istituito un “fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche: presso il Ministero dello Sviluppo economico, dotazione 5 milioni di euro per il 2007.

Il Fondo per la politiche sulla Famiglia è incrementato di 210 milioni di Euro per l’anno 2007 e di 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. La legge 248/2006 assegnava al Fondo 3 milioni di euro per il 2006 e 10  milioni a decorrere dall’anno 2007. All’interno del Fondo nazionale politiche sociali è creato un Fondo Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza.

Il Fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità è incrementato di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. La legge 248/2006 assegnava al Fondo 3 milioni di euro per il 2006 e 10  milioni a decorrere dall’anno 2007.

Fondo presso il Ministero dell’Interno da ripartire per far fronte alle spese connesse agli interventi in materia di immigrazione ed asilo ed emergenze flussi migratori con dotazione di 3 milioni di euro a decorrere dal 2007.

Il Fondo per le politiche giovanili è integrato di 120 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. La legge 248/2006 assegnava al Fondo 3 milioni di euro per il 2006 e 10  milioni a decorrere dall’anno 2007.

Istituito un Fondo per le non autosufficienze presso il Ministero della Solidarietà Sociale con un finanziamento di 100 milioni di euro per il 2007 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. I provvedimenti di utilizzazione del fondo sono adottati dal Ministro della Solidarietà Sociale, di concerto con il Ministro della  Salute, con il Ministro della Famiglia, con Ministro dell’Economia e previa intesa della Conferenza Unificata.

E’ poi previsto, presso Ministero della Solidarietà Sociale, un Fondo nazionale per le comunità giovanili per azioni di prevenzione fenomeno delle dipendenze. Dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007, 2008 e 2009, di cui il 25% destinato a compiti di comunicazione, informazione e ricerca ed il restante 75% destinato alle associazioni e reti giovanili individuati con DM di con certo con Min Economia e d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

Risorse per le attività istituzionali della Fondazione per la responsabilità sociale d’impresa: le risorse pari a 2,25 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008 confluiscono nel Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all’articolo 20, comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328".

Istituzione presso il Ministero della Solidarietà sociale del Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati  al quale è assegnata la somma di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Utilizzazione del Fondo con atti del Ministro della solidarietà sociale di concerto con Ministro diritti e pari opportunità.

Sarà varato – d’intesa con Conferenza Unificata – un Piano nazionale per la famiglia.

Destinazione di una quota del fondo per contributi per imprese ed aziende, aziende sanitarie locali ed aziende ospedaliere, che prevedono azioni positive per conciliare tempi di vita e di lavoro su : Progetti per lavoratrice madre, Programmi reinserimento dei lavoratori, Progetti per sostituzione nel periodo di astensione obbligatoria di imprenditori, Interventi a favore di lavoratori con figli minori o disabili o con anziani non autosufficienti.

Incidenti domestici: scende dal 33% al 27% la soglia di inabilità permanente al lavoro che dà diritto all’assicurazione.

E’ prevista poi una Intesa (ai sensi del comma 6 art. 8 legge n. 131/2003) in Conferenza Unificata per ripartizione di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. L’intesa stabilisce i livelli essenziali delle prestazioni e criteri e modalità per l’attuazione da parte delle Regioni di un  Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi al quale concorrono asili nido, servizi integrati ed innovativi nei luoghi di lavoro, presso le famiglie e presso i caseggiati.

E’, infine, autorizzata una spesa aggiuntiva di 500.00 mila euro annui per le attività di prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.

(sm/15.01.07)

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Caccia; De Castro: vigilanza a senso unico ?

(regioni.it) In una lettera al presidente del Consiglio, Romano Prodi il ministro dell'Agricoltura Paolo De Castro chiede un uincontro urgente per discutere alcuni problemi che si sono aperti, sulla caccia, con la finanziaria. Una riunione cui, scrive De Castro, dovrebbero partecipare il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani e il collega dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Due i problemi di cui De Castro intende discutere: il passaggio della vigilanza dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica dalla presidenza del Consiglio al ministero dell'ambiente, e l'attribuzione al solo ministero dell' Ambiente della fissazione dei criteri cui dovranno attenersi le Regioni nell'adempimento delle direttive comunitarie.

Gli emendamenti contenuti nella manovra sui quali si sofferma il ministro De Castro sono dunque due: ''il primo  definisce il passaggio dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica dalla vigilanza della Presidenza del Consiglio a quella del Ministero dell'Ambiente. Nel chiarire che non e' naturalmente in questione la competenza del Ministero dell'Ambiente, né la necessità di un quadro normativo che assicuri lo sviluppo responsabile del settore, il Ministro ricorda che finora l'Infs, operando in sintonia con la Presidenza del consiglio, i Ministeri Agricoltura e Ambiente e le Regioni, ha garantito con la sua competenza equilibrio tra la componente venatoria e quella ambientalista''. “Un'esigenza -scrive il Ministro al premier- che non e' venuta meno, e il ripristino di un ruolo di coordinamento della Presidenza del Consiglio e la condivisione della responsabilita' di vigilanza colMinistero che ha la delega per la caccia, eviterebbe che la decisione adottata -chiarisce De Castro- venisse interpretata dal mondo venatorio come il venir meno di garanzie di equilibrio che il governo intende viceversa continuare ad assicurare''.

Il secondo emendamento prevede la fissazione dei criteri cui le Regioni dovranno attenersi nell'adempimento delle direttive comunitarie ad opera sempre del Ministero dell'Ambiente. In questo caso la preoccupazione del Ministro è per le Regioni. La definizione delle misure di tutela in osservanza delle direttive Ue alle quali esse devono attenersi, infatti, viene derubricata a decreto ministeriale. "Le Regioni - sottolinea De Castro - non vengono ascoltate e cade il concorso precedentemente previsto del Ministero per le Politiche agricole".

(red/15.01.07)

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Ticket: riesame sul tavolo Governo-regioni-parti sociali

(regioni.it) Il 18 gennaio parte un tavolo di lavoro Ministero della Salute-Regioni, coinvolgendo le parti sociali, per rivedere il sistema delle esenzioni dai ticket.  E  lo stesso ministro della salute Livia Turco a spiegarlo confermando di essere gia  operativa sulla intenzione, espressa durante l’approvazione della legge finanziaria, di intervenire in questo senso di intesa con le Regioni. Durante la visita di Stato a Pechino per sancire una serie di accordi con il Governo cinese di cooperazione sulla ricerca e le cure, Turco ha detto a chiara voce che il sistema in vigore e  iniquo ed e  da tutti considerato cosi . “Trovo grave   ha detto - che una famiglia monoreddito con figli a carico non abbia le esenzioni”.  Intanto, per quello che riguarda la rimodulazione del ticket sulla diagnostica, decisa a Caserta, Turco ha meglio precisato cosa le regioni potranno fare. “Non si mettono in discussione gli 810 milioni di euro che dovranno entrare cosi  come previsto nella legge finanziaria con il ticket per la diagnostica   ha spiegato - ma viene consentito alle regioni di rimodulare i ticket a seconda delle esigenze specifiche.  Ma non ci sono dubbi: i soldi devono entrare e questo fa parte del patto per la salute sottoscritto con le Regioni e servono a migliorare il servizio. I ticket potranno essere quindi modulati all interno del principio dell’appropriatezza”. Non c'e' ancora una proposta del ministero e se ne comincera' a discutere a giorni con le regioni con l'obiettivo di rendere flessibile l'applicazione secondo le esigenze e l'equilibrio di altre forme di compartecipazione gia' decise a livello regionale. “In questo modo - ha aggiunto il ministro - sara  possibile correggere alcuni effetti indesiderati o perversi che vogliamo evitare come quello, a causa di ticket troppo alti, di spostare la richiesta di certe prestazioni diagnostiche sul settore privato”. Attualmente sono 27 milioni gli italiani che non pagano i ticket, il meccanismo si basa sull autocertificazione da pare dei cittadini sul proprio livello di reddito. In base a questa la Asl riconosce lo stato di esente.

Il Ministro della salute parla da Pechino e da New Delhi risponde il Presidente della Lombardia  Impegnato in India per accordi nel settore del tessile e delle nanotecnologie, progetti di collaborazione per costruire 7mila km di strade in India e per sviluppare forme di energia pulita. “E' positivo – dice Formigoni - che anche il ministro Turco comprenda che i ticket di 10 euro sulla sanita' non funzionano. Si discutera' nelle prossime settimane, ma io insisto perche', abbandonato il ticket, vengano introdotte nuove risorse per le Regioni''.

Più fiduciosa la posizione dell’Emilia-Romagna: “Sono fiducioso che alla fine col Governo si trovera' il modo di correggere questo articolo della finanziaria. Se cosi' non dovesse essere, ma e' un'ipotesi che mi auguro non si verifichi, sicuramente interverremo dentro i margini di autonomia regionale, con un provvedimento che rimoduli questi ticket''. Cosi' Flavio Delbono, vicepresidente e assessore al bilancio della Regione Emilia-Romagna, e' intervenuto sulla questione dei ticket sanitari all'interno del programma 'Che impresa...', in onda su 7Gold e Nuova Rete, a cura di Alberto Maio. ''In molti casi - ha spiegato Delbono, secondo un sunto diffuso dall'emittente - aggiungere 10 euro al vecchio livello del ticket significa far diventare il nuovo ticket di parecchio maggiore di quello che e' il vero costo della prestazione, il che significherebbe che la prestazione pubblica va fuori mercato. Diventa piu' conveniente andare presso strutture private. Ci puo' essere l'effetto paradossale per cui un provvedimento fatto per aumentare le entrate regionali finisce per spostare potenzialmente la domanda verso il settore privato e farci perdere gettito''.''Da qui - ha concluso Delbono - la richiesta che abbiamo rivolto al governo di rimodulare, con autonomia regionale, l'applicazione di questo ticket, fatto salvo il gettito totale che deve essere garantito per l'equilibrio economico finanziario, ma lasciando alle Regioni la potesta' di dosarlo secondo quelli che erano i livelli precedenti e secondo i costi''

“Mi sembra ci sia un po' di confusione circa l'obiettivo della riunione del 18 gennaio con le Regioni e il Ministero della Salute sui ticket. Per quanto ci riguarda rimane la nostra contrarieta' di fondo ai ticket che abbiamo espresso in tutti i modi e a piu' riprese''. E' il commento del segretario confederale della Cgil, Achille Passoni, convinto che quello che sta capitando in ogni struttura per la riscossione dei ticket, ''dimostri ampiamente quanto la nostra posizione non sia isolata. Credo - aggiunge- che a questo punto un atto di saggezza sarebbe assai opportuno. Peraltro si palesano distorsioni, paradossi e iniquita', alcuni dei quali avevamo gia' avuto modo di segnalare fin dalla presentazione della Finanziaria, tipo il rischio di dirottare verso le strutture private parti della domanda di prestazione, in quanto piu' convenienti rispetto alle strutture pubbliche''.

Categorica la Cisl: “I Ticket sanitari previsti dall'ultima Legge Finanziaria devono essere semplicemente aboliti''. Lo ha affermato il segretario nazionale Cisl-Medici, Giuseppe Garraffo, commentando la proposta del ministro della Salute Turco di predisporre un tavolo per la revisione dei ticket. “Non si comprende se la revisione dei ticket appena approvati - rileva Garraffo in una nota - sia un fatto tecnico o politico, ma si rischia certamente lo 'stile coccodrillo', che prima si mangia economicamente i cittadini e poi piange e che, in fase digestiva e per attenuare la protesta, propone una generica revisione''. La revisione dei ticket, conclude il sindacalista, ''rischia di creare adesso nuove disparita', confusione e disorientamento dei cittadini, e di far diventare simbolica e quindi inutile la partecipazione degli utenti alla spesa, creando solo nuovi fastidi''.

E' favorevole all'iniziativa annunciata dal ministro della salute il segretario nazionale dell'Anaao-Assomed, il principale sindacato dei medici della dirigenza ospedaliera, Carlo Lusenti: ''Si tratta di un sistema datato - ha detto - che richiede un aggiornamento al piu' presto''. ''Oggettivamente - ha sottolineato Lusenti - il sistema di esenzione dei ticket presenta da tempo una serie di storture che richiedono una soluzione''. Qualche esempio? Innanzitutto il principio di esenzione per eta': ''Oggi - fa notare l'esperto - tutti gli ultra-65enni sono, di fatto, esentati dal ticket, poiche' il tetto di reddito a 36.000 euro e' molto alto; senza contare che sono esentati tutti gli over-65 per patologia''. Si potrebbe dunque partire, secondo il leader Anaao, proprio dalla revisione di questo limite di reddito, estendendo la quota di anziani 'paganti'. Altro 'punto debole', ha proseguito Lusenti, e' poi quello che si lega al concetto di reddito familiare: ''Oggi, se il mio nucleo familiare e' composto da 4 membri, di cui 3 membri a carico mio, che ho un reddito medio - ha rilevato - io non sono esente dal ticket poiche' vige il principio del reddito individuale, pur avendo a carico tre persone''. Per Lusenti, quindi, a valere dovrebbe invece essere il principio di reddito familiare, poiche' cio' ''determinerebbe un sistema di esenzione più conforme al vero tenore di vita di ciascuno''. Da rivedere, ha concluso il segretario dell'Anaao, anche il sistema di esenzione per patologia, che andrebbe ''maggiormente circoscritto''. Insomma, ha concluso Lusenti, ''una revisione e' oggi piu' che mai necessaria e ben venga l'iniziativa del tavolo ministero-Regioni''.

Critiche sono arrivate infine anche dalle associazioni dei consumatori e in particolare da CittadinanzAttiva e dall’Adusbef, mentre dal mondo dell’università si fa strada il ticket “modello australiano”.

(sm/15.01.07)

 

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Ticket: 25 euro in Valle d'Aosta per codici bianchi "pronto soccorso"

(regioni.it) La Giunta regionale della Valle d’Aosta venerdì 12 gennaio, su proposta dell’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Antonio Fosson, ha approvato, nella seduta odierna, una delibera riguardante la compartecipazione della spesa per le prestazioni di Pronto soccorso e di assistenza specialistica ambulatoriale. L’atto adottato, che recepisce integralmente quanto previsto dalla Finanziaria 2007 dello Stato, prevede il pagamento di 25 euro solo per i codici bianchi a cui non è seguito ricovero, con esclusione delle prestazioni per traumi e avvelenamenti. Gli esenti per reddito, per patologie croniche e i minori di 14 anni non pagheranno, invece, nessun tipo di ticket, a prescindere dalla classificazione del codice di ingresso al Pronto soccorso. Consideriamo giusta la manovra finanziaria per ciò che concerne il Pronto soccorso – spiega l’assessore Fosson –, soprattutto per limitare l’inappropriatezza di chi si rivolge a quel servizio d’urgenza, per patologie lievi che possono togliere tempo e risorse ai casi più gravi.”Per quanto riguarda, invece – prosegue l’Assessore – la riforma del ticket, riteniamo, particolarmente oneroso il pagamento, dovuto dai cittadini non esenti, di 10 euro, quale quota fissa, per ogni ricetta del Servizio sanitario regionale recante richieste di accertamenti diagnostici e/o prestazioni terapeutiche ambulatoriali. Assieme alla Direzione dell’USL Valle d’Aosta – ha aggiunto l’Assessore – verificheremo, nei prossimi giorni, la possibilità di intervenire, anche a livello statale, per ridurre la partecipazione degli utenti alla spesa sanitaria.

Lo stesso Assessore ha poi dovuto chiarire ulteriormente le ragioni che sono alla base della scelta della Giunta valdostana:“A decorrere dal 1° gennaio 2007 - ha detto Fosson -  per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (es. esami di laboratorio, esami diagnostici, visite ambulatoriali ecc.), gli assistiti non esentati dalla quota di partecipazione al costo sono tenuti al pagamento di una quota fissa su ogni singola ricetta medica pari a 10 euro. Tale aumento fa seguito non ad un metodo barbaro assunto dal Governo regionale e non è neanche frutto di un’ispirazione reazionaria, ma è stato imposto dal decreto legge 27.12.2006, n. 299 (legge finanziaria per l’anno 2007) – art. 1 comma 796.” “Fatta questa opportuna precisazione oggettiva e non dettata da bassi intenti strumentali e speculativi, ribadisco la mia preoccupazione e quella del Governo regionale in merito a quanto previsto dalla legge finanziaria in materia di imposizione di una quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro, perché la norma nazionale determina un’elevata onerosità per gli utenti valdostani del Servizio sanitario regionale, che in caso di esami e visite multiple derivanti magari da una stessa patologia, si trovano costretti a sborsare 10 euro per ogni singola impegnativa.” “Da parte mia non c’è dunque nessun intento politico finalizzato a screditare l’Alleanza Autonomista e Progressista, né i parlamentari valdostani né tanto meno il Governo Prodi, ma, ripeto, solo la preoccupazione di essere obbligati ad applicare norme particolarmente pesanti; la dimostrazione di questa mia affermazione sta nel fatto che il Ministro della Salute, in una riunione che ha convocato per il 18 gennaio prossimo riesaminerà con le Regioni l’introduzione del ticket di 10 euro proprio perché sono emerse criticità legate all’integrazione fra le nuove disposizioni e quelle assunte in passato dalle altre Regioni.”

(red/15.01.07)

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Policlinico Umberto I: altre ispezioni dei Nas

(regioni.it) Proseguono gli accertamenti dei carabinieri del Nas al policlinico Umberto I. I militari si muovono nell'ambito delle inchieste aperte dalla procura di Roma sulle condizioni igienico-sanitarie dell'ospedale e su un caso di morte per legionella che a dicembre ha colpito una paziente nel reparto di chirurgia d'urgenza. Quindi dopo i problemi di igiene denunciati dalla stampa si parla ora anche di infezioni da “legionella”.

Proseguono anche le polemiche. Il Direttore Generale dell’Umberto I nell’ultimo numero de “l’Espresso” ha reso noto la scorta dei cadaveri per evitare eventuali furti di cornee - “segnalazione da una fonte autorevole, i Nas”-  ma ha anche poi aggiunto di non credere che “ci possa essere un traffico clandestino di questi organi”.

Corrado Balacco Gabrieli, direttore del dipartimento di Scienze oftalmologiche del Policlinico Umberto I di Roma, afferma: “il nostro fabbisogno di cornee e' addirittura eccedente e la notizia e' quindi infondata''.

Lo stesso Direttore Generale del policlinico Umberto I, Ubaldo Montaguti, annuncia a “l’Espresso” che il risanamento del Policlinico partirà dal tunnel: “posso gia' dire che, dopo il mutuo di 50 milioni autorizzato dalla Regione, gia' a febbraio ci saranno i lavori di ristrutturazione''.

''Lo scoop dell'Espresso sulla sporcizia e sulle cattive condizioni igieniche del Policlinico non c'entra niente - ha detto il capogruppo alla Regione Lazio dei Socialisti Riformisti della Rosa nel Pugno Donato Robilotta - con i problemi strutturali dell'ospedale, ma c'entra evidentemente una non buona gestione dell'ordinaria amministrazione''.

"Troppi interessi intorno alle gare d'appalto per la ristrutturazione del Policlinico di Roma". Ad affermarlo è Luigi Frati, preside della facolta' di Medicina dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma. Quanto ai problemi dei controlli sui servizi di pulizia, ha poi detto: "se c'e' un responsabile riconosciuto per un servizio che non funziona, che sia il primario o il direttore sanitario, deve essere licenziato". E’ intervenuta sullo stesso argomento anche la senatrice della Margherita Paola Binetti, che fa parte della commissione Igiene e Sanita' del Senato. La Binetti si e' trovata in perfetto accordo con Frati: "quando ti fanno vedere i corridoi sporchi, l'accumulo delle cicche - ha affermato - la politica non c'entra. Se a controllare deve essere il direttore sanitario e non lo fa mi chiedo perche' non venga mandato via" (OSPEDALI: FRATI, PER UMBERTO I TROPPI INTERESSI SUGLI APPALTI ...             ).

Bene in generale comunque la sanità nel Lazio afferma l'assessore regionale alla sanita' Augusto Battaglia:''da una prima valutazione dei risultati dei controlli avviati dalla Regione Lazio negli ospedali non emergono gravi inadempienze''. ''Stiamo valutando anche le relazioni dei Nas - ha aggiunto l'assessore - ma anche in quel caso non mi sembra ci siano importanti violazioni. Per esempio - ha concluso - in tutta la regione sono state trovate solo 4 confezioni di medicinali scaduti''.

Infine sulle ispezioni negli ospedali interviene anche il ministro della Salute, Livia Turco, che nello stesso numero de “l’Espresso” afferma che merito e competenza devono essere “gli unici indicatori nella valutazione di manager, medici e dirigenti”.

 

(gs/15.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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