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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 852 - lunedì 15 gennaio 2007

Sommario
- Stato-Regioni e Unificata: in cantiere la "riforma"
- Politiche sociali e Legge Finanziaria
- Caccia; De Castro: vigilanza a senso unico ?
- Ticket: riesame sul tavolo Governo-regioni-parti sociali
- Ticket: 25 euro in Valle d'Aosta per codici bianchi "pronto soccorso"
- Policlinico Umberto I: altre ispezioni dei Nas

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Stato-Regioni e Unificata: in cantiere la "riforma"

(regioni.it) Il Ministro Linda Lanzillotta convocherà la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Unificata per il 25 gennaio. I prossimi appuntamenti sono stati poi decisi nella Conferenza Unificata del 14 dicembre che ha approvato il calendario delle riunioni relative al primo semestre 2007. Queste le date delle sessioni ordinarie: Giovedì, 25 gennaio ’07, Giovedì, 15 febbraio ’07, Giovedì, 1 marzo ’07, Giovedì, 15 marzo ’07, Giovedì, 29 marzo ’07, Giovedì, 19 aprile ’07, Giovedì, 10 maggio ’07, Giovedì, 24 maggio ’07, Giovedì, 14 giugno ’07, Mercoledì, 27 giugno ’07.

Intanto, però si comincia a discutere sulla possibile riforma del “sistema delle Conferenze”. Infatti il 22 dicembre il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta ha dato il primo via libera ad  uno schema di disegno di legge che conferisce al Governo la delega a istituire e disciplinare la Conferenza Stato-Istituzioni territoriali quale nuova sede di confronto, di concertazione e di esplicazione del principio costituzionale di leale collaborazione fra lo Stato e il sistema delle Autonomie. La nuova Conferenza, nella quale andranno a confluire, con funzioni razionalizzate e semplificate, le attuali Conferenze Stato-Regioni, Stato-Città e Unificata, sarà presieduta – si legge nel comunicato stampa della Presidenza del Consiglio - dal Presidente del Consiglio o, per sua delega, dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali e sarà articolata su tre sedi, di cui una plenaria e due, rispettivamente, per le questioni di interesse regionale e locale. In quest’ultima, che potrà essere presieduta dal Ministro dell’interno, sarà presente, tra l’altro, una significativa rappresentanza dell’Associazione nazionale comuni d’Italia, dell’Unione delle province italiane, dell’Unione nazionale delle comunità montane. L’organizzazione dei lavori verrà disciplinata in modo tale da consentire un più agevole superamento degli ostacoli (di tipo funzionale, organizzativo o legato alla formazione della volontà dell’organo, che hanno causato, ad oggi, un considerevole ricorso al contenzioso costituzionale) e un più agevole raggiungimento delle intese quali massima espressione della leale collaborazione fra livelli di governo. Il disegno di legge verrà sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni.

In attesa della diffusione ufficiale di questo schema di disegno di legge, per comprenderne la filosofia è opportuno rifarsi a quanto ha dichiaro il Ministro Linda Lanzillotta in occasione della Sua audizione alla camera il 28 giugno: “Per quanto riguarda […] le Conferenze, il Presidente Prodi ha già più volte annunciato l’intenzione di presentare al più presto […] un disegno di legge per la riorganizzazione della struttura e del funzionamento delle Conferenze, al fine di restituire loro una maggiore efficienza, sul piano della struttura e del metodo di lavoro alle diverse tipologie di atti. Le tre attuali Conferenze andranno sostituite con una Conferenza unica, Stato-Regioni-autonomie locali, articolata in sotto sezioni dedicate alle diverse tipologie degli atti. Inoltre, le sedute della Conferenza andranno precedute da una riunione tecnica, sulla falsariga del “pre-consiglio”, che faccia della Conferenza la sede del confronto vero sulle questioni di reale rilievo politico. Infine, sempre nell’ottica del principio di leale collaborazione e di prevenzione del contenzioso costituzionale, dovrebbe essere prevista, pur nel rispetto delle esigenze di speditezza ed efficacia dell’attività normativa del Governo, una partecipazione della Conferenza nella fase istruttoria dei provvedimenti normativi, prima dell’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, previa istituzionalizzazione di riunioni tecniche della Conferenza. Corrispondentemente, dovrebbe essere consentito di portare in Conferenza anche gli atti normativi delle Regioni, sia per evidenti ragioni di bilanciamento del sistema, sia perché, con il parere favorevole dello Stato o di altre Regioni, si precluderebbe ad essi il ricorso principale in Corte costituzionale avverso la legge regionale”.

Quali possono essere le attese da parte dei livelli istituzionali interessati sarà chiarito definitivamente nel corso della Conferenza Unificata che prenderà in esame il disegno di legge delega che il Governo sottoporrà al suo esame. Per il momento si può far riferimento alle parole che hanno speso il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, il presidente dell’Upi, Fabio Melilli che proprio alla fine dell’anno hanno risposto ad un’identica domanda collocata in un’intervista proposta dall’agenzia Asca. Queste le risposte fornite alla domanda “Cosa si aspetta dalla riforma del sistema della Conferenze?”

Per Errani “L’obiettivo e' creare il Senato delle Autonomie, una vera rappresentanza parlamentare delle regioni e dei territori, in un contesto stabile e bilanciato, in luogo dell'attuale bicameralismo. Il sistema delle Conferenze nel frattempo va senza dubbio riformato per semplificare le sedi di confronto e di decisione e rendere più semplice e lineare il lavoro del governo. Mi attendo dunque un alleggerimento della macchina e un pieno coinvolgimento nell'attività di governo delle Regioni e delle Autonomie”.

Domenici ricorda che “Sono anni che in tutti i miei discorsi lamento un sistema di concertazione istituzionale ormai privo di senso. Sono arrivato provocatoriamente e definire le Conferenze come dei veri e propri ''parerifici'', luoghi in cui si esprimeva un si o un no in clima quasi surreale. Il problema e' che quel sistema e' stato paradossalmente messo in crisi proprio dalla riforma del Titolo V , dalla necessita' - in un ordinamento con più livelli di governo ''equiordinati'' – di trovare nuove forme e modelli in grado di fare sintesi delle prerogative di ognuno. Dalla riforma del sistema delle Conferenze mi aspetto una razionalizzazione delle competenze e delle funzioni che oggi hanno le tre Conferenze. Una previsione di sessioni dedicate ai temi della programmazione economico-finanziaria. Sedi di risoluzione di conflitti. La riforma del sistema delle Conferenze pero' non basta. Andrebbe infatti garantito un migliore raccordo generale fra l'esecutivo e il mondo delle autonomie regionali e locali. Manca ancora un luogo di confronto fra queste ultime ed il potere legislativo: manca quindi un raccordo con il Parlamento”.

Fabio Melilli auspica che la riforma prossima ventura disegni un luogo dove davvero ci sia spazio per il confronto politico tra le istituzioni del Paese. Vede, con la riforma del Codice delle Autonomie e l'attuazione del federalismo fiscale sara' ancora piu' urgente costruire un sistema di raccordi efficace, nel quale dare il giusto spazio alla dialettica tra i livelli di governo. Con il sistema attuale, e nonostante la volonta' di chi vi partecipa, questo non e' possibile e troppo spesso il nostro lavoro si riduce all'espressione o meno di un parere su atti che non ci vedono affatto protagonisti. Un metodo che deve essere cambiato, altrimenti rischia di ostacolare la forte spinta riformatrice che il Paese sta vivendo'.

Sull’argomento cfr.anche ”’l’evoluzione del sistema delle Conferenze”, di Riccardo Carpino, su “Le Istituzioni del federalismo” 1.2006

(sm/15.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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