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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 854 - mercoledì 17 gennaio 2007

Sommario3
- Rai: il testo del Contratto di servizio
- Rai; Gentiloni: nel contratto di servizio criteri per misurarne il "valore pubblico"
- Sanità: accordo Valle d'Aosta - Piemonte
- Servizi pubblici locali: salvaguardare autonomia regioni
- Federalismo; Ghigo: con Prodi ci vorranno 10 anni
- Regioni: uffici stampa e portavoce dei Presidenti

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Rai: il testo del Contratto di servizio

(regioni.it) “Nel quadro dell’unità politica, culturale e linguistica del Paese, e anche con riferimento alle disposizioni della legge 15 dicembre 1999, n. 482, la Rai valorizza e promuove, nell'ambito delle proprie trasmissioni, le culture regionali e locali in stretta collaborazione con le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni, le Università e gli enti culturali, realizzando anche forme di coordinamento per una maggiore diffusione in ambito locale. A tal fine tra la concessionaria, le Regioni e le Province autonome possono essere stipulate specifiche convenzioni” è quanto stabilisce il nuovo Contratto di Servizio Rai (cfr testo on line nella sezione comunicazione del sito www.regioni.it Rai: il Contratto di Servizio 2007-2009)  trasmesso dal Ministero delle Comunicazioni alla Commissione Parlamentare di Vigilanza per i servizi radiotelevisivi.

“La Rai – si legge ancora nel II comma dell’articolo 11 dedicato alle “Iniziative per la valorizzazione delle istituzioni e delle culture locali - effettua, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sulla base di apposite convenzioni, servizi per le minoranze culturali e linguistiche, così come previsto dalla legge 14 aprile 1975, n. 103, e si impegna, comunque, ad assicurare una programmazione rispettosa dei diritti delle minoranze culturali e linguistiche nelle zone di appartenenza. Con riferimento alle convenzioni di cui sopra, la Rai si impegna in particolare ad effettuare trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua tedesca e ladina per la Provincia Autonoma di Bolzano, in lingua francese per la Regione Autonoma Valle d’Aosta e in lingua slovena per le Province di Trieste, Gorizia ed Udine”.

Infine per “valorizzare le lingue minoritarie presenti sul territorio italiano, in collaborazione con le competenti istituzioni locali, la Rai promuove la stipula di convenzioni, con oneri in tutto o in parte a carico degli enti locali interessati, in ambito regionale, provinciale o comunale, per programmi o trasmissioni giornalistiche nelle lingue ammesse a tutela, nell’ambito delle proprie programmazioni radiofoniche e televisive regionali. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente contratto la Commissione paritetica […] definirà le più efficaci modalità operative per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo”.

(red/17.01.07)

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Rai; Gentiloni: nel contratto di servizio criteri per misurarne il "valore pubblico"

(regioni.it) “Dare un indirizzo di maggiore qualità alla programmazione Rai; uno di maggiore servizio pubblico, in particolare nei confronti di quei cittadini che richiedono particolari tutele; e un altro d'impegno sull'innovazione, portando la Rai ad essere in prima fila nella corsa verso la tv digitale''. Sono queste, secondo il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, le innovazioni principali del contratto di servizio, che lega il governo alla Rai e di cui oggi e' iniziata l'analisi da parte della commissione di Vigilanza, con un'audizione dello stesso Gentiloni.

“Ora - ha detto Gentiloni, a margine dell'audizione - d'intesa con la commissione, una volta approvato, la vera sfida sarà quella di far rispettare questo strumento innovativo”.

Tra le novità, l'introduzione di un criterio misurabile di 'valore pubblico', ''un indice - ha spiegato il ministro - che utilizza un mix di indicatori che aiutano a valutare non solo gli ascolti, ma anche la qualità percepita e la cosiddetta corporate reputation (una valutazione d'insieme della qualita'). Questo sistema, già in uso in Francia e Regno Unito, costruisce un indice di valore pubblico che si baserà non solo sul successo degli ascolti ma anche sulla qualità”.

Proprio dal Parlamento arrivano avvertimenti e richieste: “Gli spazi riservati dalle reti Rai

all'informazione sull'attività del Parlamento risultano insufficienti a comunicare compiutamente ai cittadini la ricchezza e la complessità dell'attivita' parlamentare''. E' quanto scrivono i presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, in una lettera al Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e al presidente della Rai Claudio Petruccioli, resa nota oggi dal presidente della Commissione di Vigilanza Mario Landolfi a cui e' stata inviata per conoscenza. Per questo auspicano che la Rai, nella sua funzione di servizio pubblico, dia ''spazi più ampi agli appuntamenti riguardanti l'informazione parlamentare, in modo da consentire un maggiore approfondimento dei temi trattati e ne preveda la collocazione in fasce orarie nelle quali sia possibile raggiungere una più ampia platea di spettatori”. I due presidenti sottolineano che ''il Parlamento, dal canto suo, assicurerà un rinnovato impegno nello sviluppo delle iniziative rivolte alla divulgazione ed alla conoscenza dell'attività complessiva degli organi parlamentari e nel supporto ai rappresentanti della stampa per l'attivita' di acquisizione e diffusione delle informazioni nel quadro della più ampia collaborazione tra l'istituzione parlamentare ed il servizio pubblico. In tale contesto - continuano Marini e Bertinotti - potranno inoltre essere realizzate - in linea con gli indirizzi contenuti nel contratto di servizio della Rai - ulteriori forme di collaborazione relativamente allo sviluppo dei canali televisivi delle due Camere ed alla valorizzazione del patrimonio audiovisivo di cui sono depositarie''.

Per il Ministro Paolo Gentiloni, ''la richiesta dei presidenti e' molto importante. E' un richiamo autorevole - ha detto a margine dell'audizione in Vigilanza - che mi auguro venga raccolto dando piena attuazione al contratto di servizio, i cui obiettivi e principi non sono sempre attuati”. Il presidente della Vigilanza Landolfi, ha risposto con una missiva in cui sottolinea la sua cura ''nel rappresentare alla Commissione l'opportunità che i rilievi svolti nella sua lettera trovino ampio riscontro nella formulazione'' del parere che la stessa Vigilanza deve dare sul Contratto di servizio.

(sm/17.01.07)

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Sanità: accordo Valle d'Aosta - Piemonte

(regioni.it) “L' obiettivo e' di ottimizzare la fruibilita' dei servizi di eccellenza e la dotazione di alta tecnologia esistente nel nostro ospedale al fine di aumentare l'accessibilità degli utenti piemontesi ai nostri servizi specialistici, e nel contempo permettere alla nostra Regione di trovare riferimenti di alta specializzazione territorialmente vicini e di qualita'''. Cosi' l' assessore alla Sanita', Antonio Fosson, spiega il fine dell' accordo interregionale tra Valle d' Aosta e Piemonte per la 'regolazione della mobilita' sanitaria tra regioni di confine'.

Alla prima riunione, svoltasi oggi ad Aosta, hanno partecipato rappresentanti dei due assessorati alla Sanita' e la Direzione Generale dell' Usl Vda. ''A questo primo incontro - ha aggiunto Fosson - ne seguira' un altro che e' gia' stato calendarizzato per il primo febbraio: da quella data saranno

operativi 6 gruppi, ognuno dei quali costituiti da un tecnico individuato dalla nostra Regione e un altro dalla Regione Piemonte, che svolgeranno gli approfondimenti nelle aree specialistiche di comune interesse quali l'emergenza, le chirurgie specialistiche, la radiodiagnostica interventistica, l'ortopedia e l' area dei flussi informativi''.

“Entro questa primavera - ha concluso Fosson - contiamo di conoscere gli esiti delle valutazioni finali che scaturiranno dal lavoro dei gruppi, con l' intento di aumentare in modo strutturale e condiviso con la sanita' piemontese nuove opportunità di utilizzo dei nostri servizi specialistici da parte degli utenti confinanti la nostra regione''.

(red/17.01.07)

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Servizi pubblici locali: salvaguardare autonomia regioni

(regioni.it) Le Regioni condividono l'obiettivo perseguito dal ddl sul riordino dei servizi pubblici ma ritengono che debba essere salvaguardata la propria autonomia.

E' il concetto che l'assessore della regione Campania al sistema delle autonomie Andrea Abbamonte ha espresso oggi, per conto del presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani, nella audizione presso la commissione affari costituzionali del Senato presieduta da Enzo Bianco.

“Alla Commissione, come ero stato incaricato, ho portato un parere motivato - ha detto Abbamonte - quello cioe' della condivisione degli obiettivi del ddl ma anche della necessità di salvaguardare l'autonomia delle Regioni''. Le Regioni, infatti,  ha spiegato ''sono molto d'accordo con una legge quadro che vuole tutelare i consumatori, liberalizzare determinati servizi e gestire i livelli minimi di assistenza (lea)''. Ma, considerando anche che alcune Regioni hanno proprie leggi che regolamentano il settore, c'e' ''una certa preoccupazione per la gestione dei servizi a livello ampio del territorio''. Per questo, ha concluso Abbamonte, ''la nostra posizione e' quella che certi passaggi devono essere realizzati con la Conferenza delle Regioni”.

(red/17.01.07)

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Federalismo; Ghigo: con Prodi ci vorranno 10 anni

(regioni.it) Secondo il calendario e le intenzioni di Prodi e Padoa-Schioppa il federalismo si attuera' tra non meno di dieci anni!''. Enzo Ghigo, senatore di Forza Italia e vicepresidente della Commissione bicamerale per gli Affari regionali, esprime cosi' il proprio giudizio sul documento per il federalismo fiscale del governo,predisposto dal ministro dell'Economia e distribuito ai colleghi di governo.

“Dalla prudenza con cui Padoa-Schioppa pensa di procedere con l'attuazione del federalismo previsto dal nuovo Titolo V – secondo l’ex Presidente della Conferenza delle Regioni - emerge una grande diffidenza verso il ruolo che possono svolgere le Regioni e le autonomie locali. A parlare e' il linguaggio del centralismo, magari travestito sotto le sembianze della ragionevolezza, ma di fatto sempre pronto a mettere bastoni tra le ruote nel percorso di piena attuazione del federalismo. E cio' anche quando le norme sono state volute dal centrosinistra, una riforma costituzionale tutt'altro che convincente esaustiva ma almeno da attuare,senza ulteriori riduzionismi''.

Il Ministro Chiti proprio ieri (il 16 gennaio, ndr) aveva annunciato l’imminenza di una proposta per il federalismo fiscale (al punto 8 dell’agenda di Caserta): “L'impegno del governo -ha spiegato il ministro- e' di arrivare ad una proposta da presentare al Parlamento sull'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione entro la fine di febbraio, primi di marzo, anche perche' deve accompagnare quello che mi auguro sia un lavoro comune di governo e Parlamento per la riforma della sessione di bilancio, per costruire in modo diverso le relazioni tra Stato, Regioni e Autonomie riguardo alla scelta delle risorse''.

Nel frattempo il capogruppo della Lega a Montecitorio, Roberto Maroni, annuncia. ''Domani (il 18 gennaio, ndr) vedremo il ministro Vannino Chiti. Con lui faremo il punto sulla legge elettorale e verificheremo se sul tema del federalismo fiscale il governo ha

una proposta''. “Da quello che sentiremo - aggiunge - capiremo se c'e' una proposta finale dell'Unione e decideremo di conseguenza come muoverci nelle prossime settimane. Dal canto nostro abbiamo completato il giro di confronti con le forze della Cdl”.

(red/17.01.07)

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Regioni: uffici stampa e portavoce dei Presidenti

(regioni.it) E’ stata pubblicata sul sito www.regioni.it nella sezione “comunicazione” una tabella con i recapiti (telefonici, fax , e-mail) dei responsabili degli uffici stampa delle Regioni e delle Province autonome.

Tale mailing è integrata con i riferimenti dei portavoce dei Presidenti (laddove siano stati istituiti tali uffici).

Regioni: uffici stampa e portavoce dei Presidenti

(red/17.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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