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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 855 - giovedì 18 gennaio 2007

Sommario
- Ticket: si corregge con emendamento a decreto "mille proroghe"
- Immigrazione: graduatoria enti locali per fondo servizi dell'asilo
- Marrazzo presenta Maccabiadi a Roma
- Informazione: le Regioni nel futuro della Rai
- Pesca: in discussione programmi comuni
- Cabina regia turismo

+T -T
Informazione: le Regioni nel futuro della Rai

(regioni.it) Una Rai più libera dai partiti e meno schiava della pubblicità. Il Ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni immagina così il futuro del servizio pubblico radiotelevisivo e ne traccia il disegno in “Linee guida per la riforma della Rai”. Un testo che è ora sottoposto ad una consultazione pubblica (a cui ciascuno può accedere e dare il proprio contributo attraverso il sito del Ministero delle Comunicazioni) che il Ministro promette di concludere entro febbraio, quando presenterà al Parlamento il testo definitivo del Disegno di legge di riforma della Rai.

Il dibattito attorno al destino della Rai ha quindi subito una netta accelerazione e con la presentazione del nuovo “Contratto di servizio” (cfr. regioni.it n.854)che avrà validità 2007-2009 alla Commissione Vigilanza chiamata ad elaborare nei prossimi giorni il proprio parere, già si ragiona sugli scenari del futuro.

Le linee guida presentate da Gentiloni sembrano risentire del pensiero dell’attuale Presidente della Rai, Claudio Petruccioli che all’indomani del suo insediamento aveva reso pubbliche le proprie riflessioni sul futuro della Rai (cfr .Petruccioli:"per una discussione su televisione e servizio pubblico. dentro e fuori la Rai").

Sta di fatto che è ormai “opinione prevalente” il fatto che il futuro assetto del vertice della televisione pubblica debba essere rivisto sia nel suo status che nell’iter della formazione dell’organo collegiale. L’idea proposta dal Ministro è quella di dar vita ad una “Fondazione” che dovrà “garantire il massimo di professionalità e di autonomia dai partiti e dalle maggioranze di governo pro tempore”. La composizione del “Consiglio della Fondazione” è proposto in due “modelli” alternativi. Secondo una prima ipotesi sarebbe “composto da sei componenti più il Presidente, scelti tra personalità con particolari requisiti e precise incompatibilità. La rosa dei candidati potrà essere formata anche in base a designazioni effettuate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni. La idoneità dei candidati –capacità professionali, autonomia, rispetto dei requisiti e delle incompatibilità- sarà verificata da un sistema di hearings parlamentari. Il voto avverrà a maggioranza qualificata secondo il sistema attualmente in vigore per i giudici costituzionali. Due degli eletti potrebbero provenire dai designati dalle Regioni. Il Presidente verrà eletto con voto parlamentare a maggioranza qualificata e la sua indicazione potrebbe essere affidata a una proposta congiunta dei Presidenti del Senato e della Camera.

Un’altra Ipotesi prevede invece che il Consiglio non sia “eletto con voto parlamentare”, ma si formi in base a designazione di diversi organi: il Parlamento, le Regioni, le principali rappresentanze sociali, professionali, accademiche e degli enti territoriali. In questo caso, evidentemente avrebbe “un più elevato numero di componenti” e il Presidente sarebbe “eletto dai componenti stessi” ed anche in queste ipotesi alternative potrebbero essere previsti sistemi di hearings.

“La durata del mandato è di sei anni. Può essere previsto ogni due anni il rinnovo di un terzo del Consiglio così da assicurare una ulteriore neutralità dalle maggioranze parlamentari pro-tempore. Il problema nel primo mandato potrebbe essere risolto con una norma transitoria.Un potere di revoca del Consiglio della Fondazione potrebbe essere assegnato al Parlamento in circostanze particolari e con maggioranze qualificate” (cfr. anche sul sito dell’Isimm “Quale futuro per il servizio pubblico radiotelevisivo?”)

(stefano mirabelli/18.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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