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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 856 - venerdì 19 gennaio 2007

Sommario
- Codice autonomie locali: via libera a delega da Consiglio dei Ministri
- Codice autonomie locali: nascono le "città metropolitane"
- Ticket: la discussione fra modifiche e possibili ricorsi
- Codice autonomie locali: i commenti di Conferenza Regioni, Anci e Upi
- Informazione: nuovo sito affari regionali
- Riforme; Caveri: per distacco Comuni meglio intesa fra Regioni che referendum

+T -T
Codice autonomie locali: nascono le "città metropolitane"

(regioni.it) Nove citta' metropolitane che - se saranno costituite - prenderanno il posto di almeno altrettante Province; piu' poteri a Roma Capitale; incentivi per gestire insieme - Comuni e Province - i servizi; benefici per gli enti locali virtuosi: il tutto con l'obiettivo di assicurare al cittadino istituzioni e servizi piu' efficienti a costi minori.

Il nuovo Codice per le Autonomie, approvato oggi dal Consiglio dei ministri (cfr. le slide pubblicate sul sito del Ministero per le autonomie e gli affari regionali) e presentato dai ministri dell'Interno Giuliano Amato e dagli Affari regionali, Linda Lanzillotta, contiene numerose novita', ridefinendo le funzioni fondamentali degli enti locali.

Ecco i punti principali del provvedimento secondo uan sintesi diffusa dall’Ansa:

I COMUNI - vengono identificate come funzioni fondamentali i compiti amministrativi dei comuni, che incidono direttamente sulla vita dei cittadini. Le funzioni possono essere esercitate autonomamente solo se il comune ha dimensioni minime tali da assicurare un'adeguata capacita' organizzativa, di efficienza ed economicita'. Ad esempio, i piccoli comuni rimangono come forte elemento di identita' civica, ma dovranno gestire i servizi in

forma associata.

LE PROVINCE - avranno competenza esclusiva nei compiti e nelle funzioni di 'area vasta'. Anche Comuni e Province sono chiamati ad associarsi per poter avere gestioni piu' efficienti ed economiche. Sono previsti incentivi per favorire le aggregazioni. E' stata tra l'altro prevista una revisione delle circoscrizioni provinciali, ottimizzando il rapporto tra estensione territoriale e popolazione residente. Conseguentemente, verranno sottoposti a revisione anche gli

ambiti territoriali degli uffici decentrati dello Stato.

REGIONI - possono trasferire agli enti locali alcune competenze; devono prevedere che in ogni territorio ci sia un solo livello per l'esercizio delle funzioni.

CITTA' METROPOLITANE - sono nove: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli che possono - o non - essere costituite. Dovranno infatti essere gli stessi territori a promuovere l'iniziativa; sulla proposta di istituzione verra' indetto un referendum senza quorum se il parere della Regione sara' favorevole, in caso contrario il quorum e' del 30%. Per le citta' metropolitane si introduce un sistema elettorale ricalcato sul modello dell'elezione diretta dei sindaci, con il correttivo di una garanzia di rappresentanza per i comuni diversi dal capoluogo. E' anche prevista la possibilita' di introdurre, nei rispettivi statuti, il diritto di voto nelle elezioni circoscrizionali agli stranieri in possesso di carta di soggiorno.

ROMA CAPITALE - viene riconosciuto a Roma il ruolo di capitale della Repubblica a cui vengono attribuiti poteri speciali in relazione ad una serie di funzioni: ad es. edilizia pubblica e privata, trasporti, mobilita', servizi sociali. ''Con la definizione dei decreti delegati che verranno successivamente adottati - ha commentato il sindaco di Roma, Walter Veltroni - Roma potra' finalmente disporre, come in tutti gli ordinamenti stranieri, dell' autonomia necessaria per svolgere efficacemente, nell' ambito dell' attuale Provincia che resta istituzione fondamentale per le esigenze di area vasta, le funzioni di capitale, di cui la nostra citta' si onora e che intende esercitare al meglio nell' interesse dei cittadini e della nostra Repubblica''.

Soddisfatti per il nuovo Codice per le Autonomie i ministri Lanzillotta e Amato. ''Questo provvedimento chiede un po' a tutti di rimettersi in discussione,di ridefinire il proprio ruolo - ha detto Lanzillotta - e c'e' stato apprezzamento anche da parte di quelle Regioni che si sono spinte a volte sulla linea di una autonomia in forme estreme.

Abbiamo raggiunto un risultato molto condiviso''. Per Amato ''il testo che attua la parte piu' importante del Titolo V: c'e' un  rovesciamento della piramide italiana per cui in principio era lo Stato. Si torna all' Italia radicata nei comuni''.

In questa architettura tuttavia -fanno osservare alcuni amministratori locali - sembrano permanere alcuni nodi irrisolti che forse saranno i decreti delegati, in alcuni casi, a sciogliere. Per esempio: quante citta' metropolitane effettivamente verranno costituite? Gia' a Roma il presidente della Provincia Enrico Gasbarra afferma che ''la Provincia di Roma continuera' ad esistere e a svolgere il suo ruolo''. Anche a Torino il presidente della Provincia Antonio Saitta, dice che ''a Torino restera' la Provincia''. E, date le dimensioni dei territori interessati, e' possibile che le aree effettivamente coinvolte dalle dalla costituzione della citta' metropolitana

siano solo Napoli e Milano.

L'intero percorso dovra' essere completato con l'attuazione del federalismo fiscale, per ridurre il carico fiscale e per il quale il Governo si e' impegnato a presentare un disegno di legge delega entro i primi mesi del 2007 e con il disegno di legge sui servizi pubblici locali.

(red/19.01.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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