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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 859 - mercoledì 24 gennaio 2007

Sommario3
- 25 gennaio: Conferenza delle Regioni, Unificata, Stato-Regioni
- Comitato Regioni: vademecum sugli anziani
- Carburanti: la segnalazione dell'Autorità a Governo, Parlamento e Regioni
- Europa-Regioni: innovazione e ricerca
- Svimez: federalismo fiscale e Mezzogiorno
- Sanità: i vertici di Federsalute (Confcommercio) e di Federsanità (Anci)

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25 gennaio: Conferenza delle Regioni, Unificata, Stato-Regioni

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 25 gennaio 2007 alle ore 10.30 (presso la Segreteria della Conferenza in Via Parigi, 11 a Roma).

La Conferenza esaminerà le questioni all'ordine del giorno. della Conferenza Unificata e della Conferenza Stato–Regioni, convocate dal Ministro Lanzillotta rispettivamente per le ore 14.00 e per le ore 14.30 dello stesso giorno (in via della Stamperia 8) [1][1].

Durante la Conferenza delle Regioni saranno affrontate anche altre questioni poste all’ordine del giorno, fra queste rientra un primo esame della bozza del documento predisposto dal Ministero dell’Economia in materia di Federalismo fiscale.

I Presidenti delle Regioni valuteranno anche la riforma del “sistema delle Conferenze”, ovvero lo “schema di disegno di legge delega per l’istituzione e la disciplina della Conferenza Stato-Istituzioni territoriali per la leale collaborazione tra Governo, Regioni, Province autonome ed Enti locali”,  approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 dicembre 2006.

Sul tavolo della Conferenza anche una questione organizzativa relativa al Regolamento della Conferenza stessa. Si tratterà di valutare lo spostamento della materia “Tutela della salute e sicurezza sul lavoro” dalle competenze della “Commissione Istruzione, Lavoro, Ricerca e Innovazione”, a quelle della “Commissione Salute”.

I Presidenti delle Regioni affronteranno anche i temi posti da un documento riguardante il D.Lgs 28/2004 “Riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche”. Tale documento dovrebbe poi essere presentato alla Commissione Cultura del Senato per l’audizione programmata per il pomeriggio alle ore 15.00 (Via degli Staderari, 2 – Aula Commissione)[2][2].

All’ordine del giorno anche uno “Schema di convenzione con le Regioni per il cofinanziamento dei progetti destinati alla realizzazione di contenuti digitali di interesse turistico nel portale "italia.it".

Sarà poi proposto un documento delle Regioni sulle modifiche al “Codice degli appalti”, da presentare al Parlamento e al Governo”.

All’esame della Conferenza delle Regioni il “Riparto risorse del Ministero del Lavoro per il diritto-dovere di istruzione e formazione – anno 2006”.

Infine la Conferenza delle Regioni dovrà affrontare le problematiche relative all’applicazione dei Ticket sanitari.

(red/24.01.07)

 

 

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Comitato Regioni: vademecum sugli anziani

(regioni.it) Il Comitato delle Regioni europee propone un vademecum sugli anziani al fine di aiutare a fronteggiare l'impatto del cambiamento demografico e di una societa' tendente all'invecchiamento. Gli europei vivono piu' a lungo - piu' di un terzo degli  adulti avranno piu' di 60 anni nei prossimi venti anni - e in  genere hanno meno figli. La popolazione anziana, sottolinea  l'assemblea che a Bruxelles riunisce i rappresentanti delle regioni e degli enti locali, diventa sempre piu' importante per il suo contributo all'economia e alla comunita', per la domanda  di cui e' protagonista come consumatore e per le aspettative che si pone come cittadini. La crescita di ''un potere grigio'', sottolinea ancora il  Comitato delle Regioni, ha importanti ramificazioni che si  intrecciano con le strategie future di regioni e citta',  soprattutto per i servizi che queste ultime forniscono. Il vademecum sara' presentato a Bruxelles giovedi' 25 gennaio in una conferenza della Commmissione europea che mira a far crescere la consapevolezza del cambiamento demografico e ad aiutare regioni e citta' a dare risposte politiche efficaci. Disponibile in versione a stampa e on line, la guida si basa su cinque temi: tendenze e indicatori generali, economie regionali, sviluppo regionale, infrastrutture e governance. ''Il cambiamento demografico viene sempre piu' presentato come un problema per il futuro finanziamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, tuttavia sono le autorita' locali e regionali che sono maggiormente coinvolte nella sfida che riguarda la capacita' dei servizi pubblici di adattarsi alla nuova domanda, di assicurare l'occupazione dei piu' anziani, la coesione sociale e territoriale'', ha sottolineato il presidente del Comitato delle Regioni, Michel Delebarre, secondo il quale ''il cambiamento demografico e' un problema trasversale che deve svilupparsi a tutti i livelli di governo e soprattutto a quello piu' vicino ai cittadini''.

http://www.cor.europa.eu/it/index.htm

·  Please click here to read the text in full

·  Click here to download the Age Proofing Toolkit

·  Click here for Regional policy responses to demographic challenges conference programme.

·  Age Concern England website

·  AGE, the European Older People’s Platform

President Delebarre to meet Matthias Wissmann, chairman of Bundestag's European Affairs Committee (25 January)

 


 

(red/24.01.07)

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Carburanti: la segnalazione dell'Autorità a Governo, Parlamento e Regioni

(regioni.it) Il 18 gennaio l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha inviato una segnalazione a parlamento, governo e regioni” per chiedere la rimozione dei vincoli che bloccano l’evoluzione del mercato della distribuzione dei carburanti per aumentare la competitività del settore e ridurre il prezzo industriale, in Italia costantemente più elevato della media di 15 paesi UE. In questo settore – secondo l’Autorità – “i progressi ottenuti sono stati insufficienti. Dai 39.000 punti vendita del 1980 si è arrivati agli attuali 25.000, numero comunque particolarmente elevato. L’erogato medio per impianto è notevolmente inferiore alla media europea, solo una esigua percentuale di distributori è dotata di impianti self-service mentre si registra una presenza del tutto marginale degli operatori della Grande Distribuzione Organizzata (GDO)”.

“In relazione alle restrizioni quantitative all’entrata – scrive fra l’altro Catricalà -  la normativa nazionale prevede che le regioni, nella determinazione dei criteri per l’installazione dei nuovi impianti, definiscano: bacini di utenza (dei quali possono essere conosciute caratteristiche deficitarie o eccedentarie dell’offerta in base a parametri quali l’erogato totale regionale, i veicoli circolanti, il numero di abitanti, il numero punti vendita esistenti, i flussi di traffico, la stagionalità della domanda per motivazioni turistiche); superfici minime in funzione della localizzazione dell’impianto; nonché distanze minime obbligatorie misurate dall’accesso sulla viabilità pubblica (decreto ministeriale 31 ottobre 2001, “Approvazione del Piano nazionale contenente le linee guida per l’ammodernamento del sistema distributivo dei carburanti).
Nel dare concreta attuazione a tali previsioni, le amministrazioni regionali e provinciali hanno adottato, seppur secondo modalità differenziate (distanze minime da 200 metri a 15 chilometri; superfici minime da 200 a 3000 metri quadri, a seconda della localizzazione dell’impianto; nuovi impianti self-service post-pagamento e/o pre-pagamento dotati di autonome attività commerciali integrative e/o di pubblici esercizi con superficie di vendita non inferiore a 25/30 metri quadri e non superiore a quelle degli esercizi di vicinato), misure di pianificazione dell'offerta volte a cristallizzare gli assetti distributivi esistenti, favorendo di fatto gli interessi degli operatori già presenti sul mercato”.

Inoltre  L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 18 gennaio 2007, ha avviato anche un’istruttoria per possibile intesa restrittiva della concorrenza nei confronti di nove compagnie petrolifere. Secondo l’Autorità Eni, Esso Italiana, Kuwait Petroleum Italia, Shell Italia, Tamoil Italia, Total Italia, Erg Petroli, Ip e Api, quantomeno a partire dalla fine del 2004, avrebbero posto in essere meccanismi collusivi nella determinazione del prezzo consigliato dei carburanti alla distribuzione, attraverso continui scambi di informazioni. Le società petrolifere avrebbero in sostanza concordato la fissazione dei prezzi consigliati, che risultano di conseguenza aver avuto ed avere un andamento parallelo, con variazioni contestuali, di entità comparabile e di segno omogeneo, in violazione della normativa a tutela della concorrenza.

L’argomento della liberalizzazione è stato poi affrontato da Radio anch’io (trasmissione di Radio 1 Rai) del 24 gennaio. Alla trasmissione ha partecipato fra gli altri il Vicepresidente della Regione Marche Luciano Agostini, che per conto della Regione segue il coordinamento della materia commercio per la Conferenza delle Regioni.

Alla domanda :“Poiché il potere di concedere le licenze per la vendita carburanti è in mano alle regioni, queste ultime avrebbero potuto incentivare la grande distribuzione. Perché allora non è stato fatto?”, il Vicepresidente delle Marche Agostani ha risposto: “L’applicazione del titolo V che ha trasferito alcune competenze alle Regioni è un fatto relativamente recente. In ogni caso alcune regioni si sono mosse, forse in modo troppo timido. Ovviamente una normativa nazionale che tendesse a svincolare il mercato dalle grandi compagnie potrebbe aiutare le regioni a favorire una normativa e una programmazione diverse da quelle attuali”.

(sm/24.01.07)

 

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Europa-Regioni: innovazione e ricerca

(regioni.it) Un fondo de “ilSole24ORE” di Riccardo Viale affronta il tema del rapporto tra regioni europee e la capacità di sviluppare ricerca e innovazione (Sole24Ore240107: Politiche di sviluppo Tra Stato e Regioni innovazione...  ). Il riferimento è (2006 E R I S 2006 RIS) un’indagine della Commissione Europea (“Eropean regional innovation scoreboard”) proprio sulle capacità di innovazione regionale.
Le prime regioni italiane sono la Lombardia (quotazione su nuovi mercati e capitalizzazione di Borsa) e il sistema scientifico del Piemonte (pubblicazioni e collaborazione università-imprese). Ma comunque entrambe sono in ritardo rispetto alle altre regioni europee. Quindi performance nella media europea, sostiene l’editoriale. Manca un'efficace governance dell'innovazione e quindi dello sviluppo (
Colozzi: lavorare per lo sviluppo).

Se si escludono Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, rispettivamente al 44°,71°,73° e 81° posto delle 208 regioni europee classificate, le altre sono in fondo alla graduatoria, con ben nove nelle ultime 50. “Lasciando da parte il Lazio – sostiene l’editorialista – che ha una capacità sovrastimata perché include tutti gli enti di ricerca e le aziende con sede legale a Roma, ciò che impressiona è la distanza dalle prime regioni italiane, Lombardia e Piemonte, da quelle scandinave del Nord Europa”.

Rapporto che segue quello italiano sviluppato dalla Fondazione Rosselli (Rapporto Innovazione di Sistema 2006) in collaborazione con il Corriere della Sera, di valutazione e sintesi del potenziale innovativo dei principali Paesi industrializzati.

Intanto la Toscana investe proprio in innovazione e ricerca. E’ stata infatti presentata la Fondazione 'Toscana Life Sciences', che vuole essere un modello per costruire, nel campo delle biotecnologie come in altri settori, strumenti e percorsi di innovazione di assoluta qualita'. Lo ha sostenuto il presidente della Regione Claudio Martini nel corso della presentazione della Fondazione: ''In questo progetto - ha detto tra l'altro il presidente Martini - nato per la creazione di un Parco Scientifico e di incubatori per lo start-up di imprese nel settore della ricerca applicata, sono racchiusi vari elementi importanti e anche profondamente simbolici: la convergenza di tutte le Universita' toscane, dei territori e dei loro enti e soggetti, la capacita' di mettere insieme le esperienze. Se ci si pensa bene, una ''mezza rivoluzione'', un passaggio ardito per una regione come la nostra, nonpriva di localismi''.

''La forte disponibilita' e volonta' di tutti testimonia -secondo Martini- che abbiamo compreso la necessita' di posizionare laToscana nelle fasce superiori della ricerca e dell'attivita' imprenditoriale di altissimo livello. La Toscana ha bisogno di uno scatto di dinamismo, di cogliere, dopo anni di stagnazione, le possibilita' di ripresa non standosene, per usare una metafora ciclistica, in fondo il gruppo, ma nel plotoncino in fuga''.

 

 (Rapporto "Innovazione di Sistema" 2006.)

Commento

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Dati finali

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Indicatori 2006

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Table 5. Regional innovation performance

1 Stockholm (SE) 0.90

2 Västsverige (SE) 0.83

3 Oberbayern (DE) 0.79

4 Etelä-Suomi (FI) 0.78

5 Karlsruhe (DE) 0.77

6 Stuttgart (DE) 0.77

7 Braunschweig (DE) 0.76

8 Sydsverige (SE) 0.76

9 Île de France (FR) 0.75

10 Östra Mellansverige (SE) 0.74

11 Berlin (DE) 0.74

12 South East (UK) 0.72

13 Tübingen (DE) 0.72

14 Manner-Suomi (FI) 0.71

15 Praha (CZ) 0.70

16 Darmstadt (DE) 0.69

17 Eastern (UK) 0.69

18 Dresden (DE) 0.69

19 Köln (DE) 0.69

20 Noord-Brabant (NL) 0.68

21 Denmark (DK) 0.68

22 Pohjois-Suomi (FI) 0.68

23 Mittelfranken (DE) 0.68

24 Wien (AT) 0.68

25 Utrecht (NL) 0.66

26 Rheinhessen-Pfalz (DE) 0.66

27 Bratislavský kraj (SK) 0.66

28 Länsi-Suomi (FI) 0.65

29 Freiburg (DE) 0.63

30 Midi-Pyrénées (FR) 0.61

31 Comunidad de Madrid (ES) 0.61

32 Vlaams Gewest (BE) 0.61

33 Rhône-Alpes (FR) 0.60

34 Közép-Magyarország (HU) 0.60

35 London (UK) 0.59

36 Flevoland (NL) 0.59

37 South West (UK) 0.58

38 Zuid-Holland (NL) 0.58

39 Gelderland (NL) 0.58

40 Noord-Holland (NL) 0.58

41 Steiermark (AT) 0.58

42 West Midlands (UK) 0.57

43 Leipzig (DE) 0.57

44 Lazio (IT) 0.57

45 Norra Mellansverige (SE) 0.57

46 Övre Norrland (SE) 0.57

47 East Midlands (UK) 0.57

48 Schwaben (DE) 0.56

49 Gießen (DE) 0.56

50 Hannover (DE) 0.56

51 Alsace (FR) 0.55

52 Unterfranken (DE) 0.55

53 Hamburg (DE) 0.55

54 Oberpfalz (DE) 0.55

55 Pais Vasco (ES) 0.55

56 North West (UK) 0.54

57 Småland med öarna (SE) 0.54

58 Limburg (NL) (NL) 0.53

59 Thüringen (DE) 0.53

60 Bremen (DE) 0.53

61 Groningen (NL) 0.52

62 Région de Bruxelles-

Capitale (BE) 0.52

63 Slovenia (SI) 0.52

64 Overijssel (NL) 0.52

65 Mazowieckie (PL) 0.51

66 Bretagne (FR) 0.51

67 Franche-Comté (FR) 0.51

68 Mellersta Norrland (SE) 0.50

69 Région Wallonne (BE) 0.49

70 Itä-Suomi (FI) 0.49

71 Lombardia (IT) 0.49

72 Yorkshire and The Humber

(UK) 0.49

73 Piemonte (IT) 0.49

74 Düsseldorf (DE) 0.49

75 Provence-Alpes-Côte d'Azur

(FR) 0.49

76 Comunidad Foral de

Navarra (ES) 0.48

77 Southern and Eastern (IE) 0.48

78 North East (UK) 0.48

79 Luxembourg (Grand-Duché)

(LU) 0.48

80 Wales (UK) 0.48

81 Emilia-Romagna (IT) 0.47

82 Cataluña (ES) 0.47

83 Tirol (AT) 0.47

84 Brandenburg (DE) 0.47

85 Centre (FR) 0.46

86 Attiki (GR) 0.46

87 Picardie (FR) 0.46

88 Chemnitz (DE) 0.46

89 Scotland (UK) 0.45

90 Aragón (ES) 0.45

91 Schleswig-Holstein (DE) 0.45

92 Oberösterreich (AT) 0.45

93 Languedoc-Roussillon (FR) 0.44

94 Liguria (IT) 0.44

95 Friuli-Venezia Giulia (IT) 0.44

96 Saarland (DE) 0.44

97 Oberfranken (DE) 0.44

98 Aquitaine (FR) 0.44

99 Vorarlberg (AT) 0.43

100 Jihovýchod (CZ) 0.43

101 Strední Cechy (CZ) 0.43

102 Kärnten (AT) 0.43

103 Arnsberg (DE) 0.43

104 Toscana (IT) 0.43

105 Detmold (DE) 0.43

106 Pays de la Loire (FR) 0.42

107 Umbria (IT) 0.42

108 Lisboa (PT) 0.42

109 Abruzzo (IT) 0.42

110 Halle (DE) 0.42

111 Auvergne (FR) 0.42

112 Limousin (FR) 0.42

113 Northern Ireland (UK) 0.41

114 Niederbayern (DE) 0.41

115 Trier (DE) 0.41

116 Salzburg (AT) 0.41

117 Münster (DE) 0.41

118 Haute-Normandie (FR) 0.41

119 Kassel (DE) 0.41

120 Basse-Normandie (FR) 0.41

121 Lorraine (FR) 0.40

122 Veneto (IT) 0.40

123 Drenthe (NL) 0.38

124 Estonia (EE) 0.38

125 Koblenz (DE) 0.38

126 Lüneburg (DE) 0.38

127 Mecklenburg-Vorpommern

(DE) 0.37

128 Niederösterreich (AT) 0.37

129 Bourgogne (FR) 0.36

130 Comunidad Valenciana (ES) 0.36

131 Zeeland (NL) 0.36

132 Marche (IT) 0.35

133 Border, Midlands and

Western (IE) 0.35

134 Malopolskie (PL) 0.35

135 Castilla y León (ES) 0.35

136 Friesland (NL) 0.35

137 Magdeburg (DE) 0.35

138 Jihozápad (CZ) 0.34

139 Severovýchod (CZ) 0.34

140 Nord - Pas-de-Calais (FR) 0.34

141 Poitou-Charentes (FR) 0.34

142 Galicia (ES) 0.34

143 Lithuania (LT) 0.33

144 Közép-Dunántúl (HU) 0.33

145 Cyprus (CY) 0.32

146 Champagne-Ardenne (FR) 0.32

147 Weser-Ems (DE) 0.32

148 Latvia (LV) 0.32

149 Malta (MT) 0.31

150 Strední Morava (CZ) 0.31

151 Poludniowo-Zachodni (PL) 0.31

152 Campania (IT) 0.31

153 Centro (PT) (PT) 0.31

154 Åland (FI) 0.30

155 Lódzkie (PL) 0.29

156 Slaskie (PL) 0.29

157 Burgenland (AT) 0.29

158 Región de Murcia (ES) 0.29

159 Basilicata (IT) 0.29

160 Dessau (DE) 0.29

161 Lubelskie (PL) 0.27

162 Pólnocny (PL) 0.27

163 Cantabria (ES) 0.27

164 Kentriki Makedonia (GR) 0.27

165 Molise (IT) 0.27

166 Principado de Asturias (ES) 0.27

167 Stredné Slovensko (SK) 0.27

168 Corse (FR) 0.26

169 Andalucia (ES) 0.26

170 Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

(IT) 0.26

171 Západné Slovensko (SK) 0.26

172 Pólnocno-Zachodni (PL) 0.26

173 Észak-Alföld (HU) 0.26

174 Kriti (GR) 0.26

175 Dél-Dunántúl (HU) 0.26

176 Nyugat-Dunántúl (HU) 0.25

177 Sicilia (IT) 0.25

178 Észak-Magyarország (HU) 0.25

179 Dél-Alföld (HU) 0.24

180 Moravskoslezko (CZ) 0.24

181 La Rioja (ES) 0.23

182 Dytiki Ellada (GR) 0.23

183 Canarias (ES) (ES) 0.23

184 Sardegna (IT) 0.23

185 Puglia (IT) 0.22

186 Norte (PT) 0.22

187 Podkarpackie (PL) 0.21

188 Calabria (IT) 0.20

189 Východné Slovensko (SK) 0.19

190 Algarve (PT) 0.19

191 Ipeiros (GR) 0.19

192 Sterea Ellada (GR) 0.17

193 Extremadura (ES) 0.17

194 Castilla-la Mancha (ES) 0.17

195 Illes Balears (ES) 0.16

196 Alentejo (PT) 0.13

197 Anatoliki Makedonia, Thraki

(GR) 0.13

198 Severozápad (CZ) 0.12

199 Peloponnisos (GR) 0.10

200 Thessalia (GR) 0.10

201 Dytiki Makedonia (GR) 0.07

202 Voreio Aigaio (GR) 0.04

203 Notio Aigaio (GR) 0.01

204 Ionia Nisia (GR) N/A

205 Provincia Autonoma

Bolzano-Bozen (IT) N/A

206 Provincia Autonoma Trento

(IT) N/A

207 Swietokrzyskie (PL) N/A

208 Podlaskie (PL) N/A

 

Fonte:

2006 E R I S (2006 RIS)

 

http://trendchart.cordis.lu/scoreboards/

 

(gs/24.01.07)

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Svimez: federalismo fiscale e Mezzogiorno

(regioni.it) La questione dell’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione, e cioè del “federalismo fiscale” - e, più specificamente, al documento proposto al Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 dicembre 2006, da parte del Gruppo di lavoro nominato dal Ministro dell’Economia Padoa Schioppa – la SVIMEZ Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno ha riassunto nota (disponibile anche nel sito www.svimez.it) i propri convincimenti sui termini nei quali la questione deve essere affrontata per assicurare l’equità nel trattamento finanziario di tutti i cittadini delle diverse zone del Paese.

“Le ragioni del federalismo consistono nel consentire a tutti i cittadini d’Italia – tenendo fermo il concorso che a norma dell’art. 53 della Costituzione è da essi dovuto allo Stato – una più ampia libertà di disporre delle loro risorse per realizzare gli obiettivi perseguiti attraverso gli Enti territoriali. Ciò comporta – come è previsto, appunto, nella Costituzione – l’autonomia tributaria degli Enti medesimi, definita in modo chiaro e tecnicamente appropriato e, tra l’altro, richiede – data la condizione di strutturale debolezza relativa degli Enti del Mezzogiorno derivante dal minore sviluppo economico dell’area – che lo Stato determini meccanismi efficaci che consentano anche alle collettività a “minore capacità fiscale” un potere di variare utilmente l’importo delle loro risorse: anche nella finanza territoriale, cioè, spetta alla Repubblica, rimuovere gli ostacoli che impediscono una effettiva uguaglianza”.

Le questioni, per contro, derivano dalla situazione di fatto di un Paese come l’Italia che, anche per quanto concerne la finanza degli Enti territoriali, è tagliato in due parti. […] L’applicazione dell’art. 119 della Costituzione dovrebbe invece –prosegue la nota della Svimez -  consentire agli Enti di tutte le zone d’Italia – attraverso un mix appropriato di tributi, compartecipazioni e trasferimenti – di disporre, applicando l’aliquota base dei tributi, di risorse sufficienti a finanziare integralmente le funzioni pubbliche che sono ad essi affidate. Si tratta, come nell’art. 119 è scritto con ogni chiarezza, di livelli standard dei servizi che lo Stato ha l’impegno di definire e di cui esso deve, con i mezzi indicati, assicurare il finanziamento.[…]  Se la base di partenza che è posta nell’art. 119 della Costituzione, e cioè la copertura integrale del fabbisogno per tutte le funzioni pubbliche in via ordinaria attribuite alla competenza degli Enti, non viene assicurata, rischia di non potersi utilmente applicare il comma 5 dello stesso articolo, che prevede risorse ed interventi aggiuntivi, per mezzo dei quali si avvii in modo credibile il superamento del “dualismo nazionale”, cioè degli strutturali squilibri economici e sociali che sono in atto tra le diverse zone d’Italia. L’aggiuntività di questi interventi, che la Costituzione impone, in tanto può essere assicurata in quanto – conclude la Svimez - il livello di base sia appropriatamente stabilito e monitorato.

(red/24.01.07)

 

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Sanità: i vertici di Federsalute (Confcommercio) e di Federsanità (Anci)

(regioni.it) Il nuovo  presidente di Federsalute, sezione sanita' della Confcommercio è Giuseppe Scrofina, 57 anni, delegato presidente  dell'Associazione distributori  farmaceutici (Adf). La  Federsalute raggruppa sei  associazioni di categoria: la  Federottica, l'Anaste, la Federsan, la Ascofarve, la Sisti,  l'Adf. Da tre mesi Scrofina sostituiva il presidente uscente,  Vittorio Cavaceppi. “Desidero che prevalga la linea di collaborazione con questo governo- spiega Scrofina- e invito gli operatori privati a favore  di una visione di insieme di un welfare condiviso". Il neo  presidente auspica che "si crei un maggiore riequilibrio  geografico e di partecipare alla valutazione dei risultati di  strutture private e pubbliche”.

Questo e' un obiettivo che la  Federsalute si pone "senza prevaricazioni, in un clima di  sussidiarieta' e senza prevaricazioni". Importante, infine,  secondo il presidente, poter “accedere a servizi e prodotti  offerti dagli operatori privati”.

Recentemente sono stati rinnovati anche i vertici di Federsanità-Anci. L’associazione prorprio durante il proprio congresso aveva proposto :un patto di forte collaborazione tra Comuni e Aziende sanitarie al fine di garantire una appropriata risposta ai bisogni di salute e welfare dei cittadini”. A rilanciare questo impegno era stato  il nuovo presidente nazionale di Federsanità Anci, Pier Natale Mengozzi, responsabile di Federsanità Anci Toscana, eletto all'unanimità dal primo Congresso nazionale dell'associazione a Roma, Federsanità Anci. In questa occasione l’associazione si è anche candidata  al ruolo di agenzia per certificare le competenze dei direttori generali, valutando formazione ed esperienza nella conduzione delle aziende sanitarie locali.

Al I congresso di Federsanità-Anci hanno partecipato 146 delegati in rappresentanza di 170 tra Comuni e Aziende sanitarie della Penisola. Presidente onorario è l'attuale ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni, fondatore della Federazione. Tra gli impegni del neopresidente, la volontà e disponibilità a partecipare ai tavoli dei diversi ministeri, il consolidamento delle sinergie con l'Anci (associazione dei Comuni) e l'apertura di nuove collaborazioni con le principali realtà impegnate sui temi della promozione della salute e del welfare. Quarantacinque sono i componenti della direzione nazionale in rappresentanza delle 13 federazioni regionali. Mengozzi ha nominato i due vicepresidenti vicari Giuseppe Napoli (Friuli Venezia Giulia), per i Comuni, e Giorgio Rabino (Piemonte), per le aziende sanitarie, e i vicepresidenti Enrico Bollero (Lazio), Lea Cosentino (Puglia), Antonio Mobilia (Lombardia), Roberto Riga (Abruzzo) e Giuseppe Varacalli (Calabria). Ancora su proposta del neopresidente, sono stati indicati, oltre a quelli di diritto, quattro rappresentanti dell'esecutivo nazionale: Angelo Lino Del Favero (Veneto), Angela Di Tommaso (Calabria), Giuseppe Navarria (Sicilia) e Attilio Bianchi (Marche). Revisori dei conti sono Giovanni Carenzi, Alberto Piotrowski e Tina Latina. A gestire le relazioni istituzionali di Federsanità è stato chiamato Enzo Chilelli (ex Forum PA).

(red/24.01.07)

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