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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 866 - lunedì 5 febbraio 2007

Sommario3
- Federalismo fiscale: il 7 febbraio Conferenza Regioni straordinaria
- Commercio estero; Bresso: concertazione per internazionalizzare sistema Paese
- Patto antismog al Nord
- Federalismo fiscale; Issirfa-CNR: una necessità per modernizzare
- Durnwalder: federalismo fiscale autonomo
- CONFERENZA REGIONI 01.02.07 DOC - Commercio estero: tavolo per l'internazionalizzazione

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Federalismo fiscale: il 7 febbraio Conferenza Regioni straordinaria

(regioni.it) Sul federalismo fiscale è convocata una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. All’Ordine del giorno c’è la “Prosecuzione dibattito sul Federalismo fiscale”.

Nel fare seguito infatti a quanto deciso nel corso della Conferenza del 31 gennaio 2007 è stata convocata un’altra Conferenza straordinaria delle Regioni per mercoledì 7 febbraio 2007 (alle ore 16.00) con possibilità di prosecuzione nella mattina di giovedì 8 febbraio (Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma).

 

(red/05.02.07)

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Commercio estero; Bresso: concertazione per internazionalizzare sistema Paese

(regioni.it) "Chiediamo che si crei un tavolo di concertazione tra Governo e Regioni sulle politiche di internazionalizzazione". Lo ha affermato il presidente della Regione  Piemonte, Mercedes Bresso, che il 1° febbraio  ha presieduto la Conferenza delle  Regioni e delle province autonome. Durante tale riunione è stata fra l’altro discussa la  posizione delle Regioni sul tema dell'internazionalizzazione (vedi notizia successiva), in vista di un prossimo incontro di una delegazione della Conferenza con il ministro del commercio internazionale, Emma Bonino.

Occorre – ha detto la Bresso -  “un tavolo che coinvolga tutti i soggetti interessati, le regioni, le categorie produttive, i ministeri competenti, la presidenza del Consiglio - spiega la Bresso - Un coordinamento permanente delle iniziative messe in campo per l'internazionalizzazione dal sistema paese". Le Regioni hanno cosi' accolto la sollecitazione espressa dalla Bonino nel novembre scorso, riguardo all'istituzione di uno specifico tavolo dedicato ai temi dell'internazionalizzazione nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni con l'obiettivo di definire linee strategiche comuni.

 (red/05.02.07)

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Patto antismog al Nord

(regioni.it) Per combattere lo smog il 25 febbraio ci sarà il blocco del traffico in tutto il Nord.

Lo ha annunciato il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. Sono quindi d’accordo allo stop, oltre alla Lombardia, il Piemonte, il Veneto, l'Emilia Romagna e le province autonome di Trento e Bolzano. L'accordo sarà sottoscritto mercoledì a Roma.

Le Regioni del Nord hanno quindi deciso un patto antismog, seguiranno piani d’azione comuni. Si parte con una domenica senz'auto che fermerà la circolazione in tutto il Nord Italia il prossimo 25 febbraio.

Formigoni ha intanto firmato anche un pre-accordo con il Canton Ticino. ''Questa - ha sottolineato Formigoni - e' la firma di un accordo su cui lavoriamo da diversi mesi con le regioni del Nord, con cui lo firmeremo mercoledi' prossimo. L'anticipo di oggi (5 febbraio, ndr) sottolinea il particolare rapporto con il Canton Ticino e la volonta' di accordi piu' ampli''.

Stop ai veicoli piu' inquinanti e obbligo dei filtri antiparticolato per i diesel entro il 2010, sviluppo di bus e metro' (soprattutto ecologici), divieto di usare olio combustibile ed emulsioni nel riscaldamento, oltre a incentivi per sostituire le vecchie caldaie: sono questi i punti principali dell'accordo per la 'prevenzione e la riduzione dell'inquinamento atmosferico' firmato a Milano dalla Lombardia e dal Canton Ticino.

''Sono soddisfatto perche' dopo che ci hanno osservato per anni queste Regioni del Nord e del Canton Ticino convergono con noi nell'utilizzo delle nostre metodologie e dei nostri mezzi per combattere l'inquinamento - commenta il presidente Roberto Formigoni -. E' una battaglia che si va allargando ed e' importante perche' quanto piu' e' vasta l'area sulla quale si conducono le azioni tanto piu' i risultati arriveranno''.

Le disposizioni gia' approvate dalla Regione prevedono il divieto di circolazione per le auto non catalitiche (euro 0) dal prossimo ottobre e stop per i diesel euro1 dal prossimo anno. ''Questo - sottolinea - e' un grande accordo politico, non tratta delle misure in dettaglio. Non abbiamo la pretesa di fissare le cose per allora. L'obiettivo e' di arrivare anno dopo anno ad eliminare i veicoli piu' inquinanti''.

Per il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani ''il tema dell'inquinamento atmosferico richiede un'assunzione di responsabilita' da parte di tutti, perche' si tratta di un problema senza confini, la cui soluzione non puo' che passare dal superamento di qualsiasi contrapposizione e localismo, cosi'come di quella logica dell'emergenza, che si e' rivelata del tutto insufficiente e inadeguata rispetto al vero obiettivo:garantire il diritto alla salute e ad un ambiente sano per noi e per le future generazione”. Serve avviare insieme un programma di azioni congiunte per combattere smog e polveri sottili.

''E' la prima volta nel nostro Paese - ha aggiunto Errani - che la lotta all'inquinamento esce dai confini di una singola regione. Il passo successivo su cui ci vogliamo impegnare e' la costruzione di un solido patto con il Governo nazionale per far crescere iniziative coordinate a favore della mobilita' sostenibile, del risparmio energetico, della tutela dell'ambiente''.

(gs/05.02.07)

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Federalismo fiscale; Issirfa-CNR: una necessità per modernizzare

(regioni.it) Nel prossimo “Rapporto sul regionalismo”, (il quarto), l’Issirfa (Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini”) del Cnr punterà il dito su “una serie di condizioni che andrebbero soddisfatte affinché il decentramento non indebolisca la possibilità di promuovere l’interesse nazionale nella sanità”. Prima fra tutte “una definizione operativa delle prestazioni essenziali, una dimensione e complessità dell’intervento pubblico gestibili, un potere di spesa centrale incisivo ma non invadente, un grado ragionevole di fiducia e cooperazione intergovernativa”. “Condizioni – scrive Enrico Buglione nel capitolo dedicato alla finanza regionale e anticipato dall’Istituto del Cnr - che se “venissero garantite in generale e, quindi, anche in settori diversi da quello sanitario” contribuirebbero “a rendere meno problematico un rafforzamento del decentramento di funzioni dallo Stato agli enti territoriali”.

Sotto questo profilo alcuni “segnali positivi” emergono da “alcune delle sentenze della Corte costituzionale” che ribadiscono indirizzi già consolidati, “come quelli sui limiti dell’autonomia delle regioni in materia di tributi regionali istituiti dallo Stato, o quelli sui contenuti ammissibili delle norme statali per il risanamento della finanza pubblica, quando comportano vincoli alla gestione delle spese delle regioni o degli enti locali. Altre affrontano in modo costruttivo aspetti ulteriori ma non meno importanti. Ad esempio, di particolare interesse sono gli indirizzi relativi ad una corretta applicazione del comma 5 dell’articolo 119, in materia di trasferimenti a destinazione specifica e quelli relativi agli interventi finanziari dello Stato in materie di competenza regionale. Su entrambi gli aspetti – scrive Buglione - la Corte tende ad ampliare – ove sussista l’accordo e la leale collaborazione tra i due livelli di governo - il ventaglio delle fattispecie ammissibili”.

Per quanto riguarda poi la normativa statale, Buglione sottolinea “il recepimento dei contenuti dell’accordo siglato dai Presidenti delle regioni nel 2005 sulle regole provvisorie per il riparto del fondo perequativo di cui al d. lgs. 56/2000, in attesa dell’attuazione dell’articolo 119. E’ stato così possibile, nel corso del 2006, arrivare alla quantificazione definitiva del Fondo e delle quote spettanti alle singole regioni relativamente agli esercizi dal 2002 al 2004 e, quindi, assegnare alle regioni (ordinarie) circa 8 miliardi, pari alla differenza tra quanto spettante e quanto già trasferito per anticipazioni di cassa”.

E se – secondo l’analisi di Buglione  - da una parte “l’accordo rappresenta un passo indietro rispetto a quanto previsto nel d. lgs. n. 56/2000, risultando notevolmente rivalutato il criterio di riparto in base alla spesa storica, piuttosto che in base ai parametri oggettivi previsti nel decreto stesso”, dall’altra “nella prospettiva di una riformulazione complessiva del sistema di perequazione, questa era, forse, la soluzione migliore e, comunque, l’unica percorribile”.

Nell’analisi del Rapporto c’è una “valutazione in termini statistici dello stato del federalismo fiscale nel corso della passata legislatura” che “evidenzia un quadro di sostanziale stabilità del modello”.

“Se si prescindesse – stigmatizza Buglione - dal fatto che ormai da cinque anni il sistema di finanziamento delle regioni e degli enti locali attende di essere adeguato alle indicazioni dell’articolo 119 Cost., tale stabilità potrebbe essere considerata un risultato positivo, soprattutto tenendo presente che, in particolare per quanto riguarda il decentramento nei confronti degli enti territoriali sia delle entrate tributarie (circa il 23% del gettito complessivo), sia delle spese (circa il 50% delle spese complessive), nonché l’autonomia tributaria delle regioni (per quelle a statuto ordinario i tributi propri assicurano circa il 45% delle entrate correnti), i valori attuali sono di tutto rispetto, anche in una prospettiva comparata”.  Si registrano però alcuni cambiamenti che possono far parlare “di federalismo fiscale in lenta evoluzione”.

“In primo luogo si registra - soprattutto a favore degli enti locali - un leggero aumento del decentramento delle entrate tributarie. Questo è sicuramente un segnale positivo in quanto, a fronte della stabilità del decentramento delle spese, contribuisce a rendere il modello di federalismo fiscale meno sbilanciato dalla parte dei trasferimenti.

Un secondo cambiamento – prosegue l’analisi di Buglione - questa volta da considerare negativo, è la diminuzione dell’autonomia di spesa delle regioni ordinarie valutata in termini effettivi. Le entrate libere, considerate al netto di quelle da destinare alla copertura dei Livelli essenziali di assistenza in sanità, nel 2005 rappresentano l’11% del totale delle entrate, contro più del 14% negli anni dal 2002 al 2004. Si manifesta, inoltre, una sia pur lieve perdita dell’efficacia del sistema di perequazione nei confronti delle regioni ordinarie per quanto riguarda la capacità di quest’ultimo sia di ridurre il divario nord - sud in termini di entrate tributarie pro capite, sia di assicurare a ciascuna di queste amministrazioni entrate correnti pro capite simili al valore medio nazionale. Chi ritiene che il federalismo debba essere soprattutto competitivo, potrà valutare positivamente questa tendenza. Chi ritiene, invece, che il federalismo debba certamente favorire la competizione, ma anche che questa possa generare i risultati attesi solo se viene garantita una situazione di sostanziale parità tra gli enti per quanto riguarda le risorse, potrebbe valutare questo cambiamento come un segnale di peggioramento del sistema.

Per quanto riguarda poi i rapporti tra regioni e enti locali, Buglione sottoilinea, fra l’altro, che “le regioni e province ad autonomia differenziata del nord hanno già un ruolo significativo nella provvista dei mezzi finanziari necessari alla copertura delle spese dei livelli inferiori di governo, i trasferimenti da queste effettuati garantendo circa il 50% delle loro entrate complessive. Tale risultato dipende dal fatto che, in questi casi, la specialità dell’autonomia si estende anche alla gestione dei trasferimenti ordinari a favore degli enti locali, con conseguenze positive per questi ultimi.

Si potrebbe dunque ritenere che attribuire anche alle regioni di diritto comune maggiori competenze in materia di finanza locale - a prescindere dalle opposizioni di principio che tale proposta continua a suscitare in Italia, pur risultando adottata nella maggior parte dei paesi federali - oltre a semplificare il modello di federalismo fiscale, potrebbe favorire l’innovazione e la sperimentazione in un settore dove ciò è particolarmente necessario, visto che – conclude Buglione -i tentativi del centro di rendere più moderno il sistema dei trasferimenti ordinari non ha prodotto, finora, alcun risultato concreto.”

(sm/05.02.07)

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Durnwalder: federalismo fiscale autonomo

(regioni.it) Più garanzie per autonomia. Per il presidente Luis Durnwalder ''alla luce del dibattito sul federalismo fiscale Bolzano chiede garanzie per il finanziamento  dell'autonomia''.

''All'interno della Conferenza Stato - Regioni – ha spiegato Durnwalder - le Regioni a Statuto normale vorrebbero creare un sistema fiscale unico. Questa impostazione non trova l'accordo delle Regioni a Statuto speciale in quanto le entrate attualmente garantite dallo Stato sono il frutto di precise contrattazioni e dell'assunzione di specifiche competenze che richiedono un adeguato finanziamento''. Solo garantendo le entrate dello Stato la
Provincia e' in grado di far fronte alle proprie competenze: ''ad esempio la Provincia di Bolzano deve finanziare anche i Comuni e le strade statali cosa che non avviene nel Veneto
- ha riferito il presidente - e deve finanziare l'Universita', cosa che non avviene, ad esempio, in
Lombardia. Le Province autonome, ha affermato il presidente Durnwalder, devono quindi poter contare su di un sistema di finanziamento specifico, cosi' come e' avvenuto sinora ed esse vogliono uno specifico ''Tavole delle autonomie'' dove trattare separatamente e singolarmente con il Governo''.

Per questi motivi - ha detto Durnwalder - Bolzano chiedera' che per i trasferimenti da Roma siano condotte trattative separate fra lo stato e le regioni autonome, segnatamente in Trentino Alto Adige. ''La questione dei finanziamenti - ha sottolineato - e' infatti fondamentale per l'autonomia''.

Anche i comuni affrontano il tema del federalismo fiscale: ''il Governo ha attivato un gruppo di lavoro che si e' riunito per la prima volta con i comuni per preparare il disegno di legge delega sul federalismo fiscale”. Lo ha reso noto l'assessore capitolino alle Politiche Economiche Marco Causi.

Ecco alcuni degli obbiettivi dei comuni: compartecipazione all' Irpef, e superamento e modifica dell' Ici, con la possibilita' di riportare sotto la responsabilita' dei Comuni tutta la tassazione sulla casa.

 

 (gs/05.02.07)

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CONFERENZA REGIONI 01.02.07 DOC - Commercio estero: tavolo per l'internazionalizzazione

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, riunitasi il 1° febbraio 2007, ha approvato il seguente documento:

Documento programmatico per l’istituzione del Tavolo Strategico in materia di Internazionalizzazione

La riforma costituzionale del Titolo V ha profondamente innovato il riparto delle competenze fra lo Stato e le Regioni attribuendo a queste ultime una competenza esclusiva in materia di politica industriale e di tipo concorrente per l’internazionalizzazione del sistema-Paese.

Le Regioni, con l’obiettivo di consolidare tale ruolo, sono però convinte che un’autentica collaborazione istituzionale e progettuale tra Istituzioni, Categorie produttive e Forze sociali rappresenti la via obbligata per il rilancio e un reale sviluppo del Sistema Paese e del Made in Italy.

Le Regioni ritengono infatti necessario stabilire un nuovo metodo di confronto con il Governo che abbracci ogni aspetto relativo all’internazionalizzazione, al fine di poter definire congiuntamente la strategia di accesso e consolidamento sui mercati esteri del Sistema Italia.

Significativa, al riguardo, ad avviso delle Regioni, è apparsa la nuova procedura introdotta dal Governo per quanto riguarda il raccordo fra lo Stato e le Regioni per le iniziative verso la Cina, che ha visto la Conferenza Stato-Regioni quale sede per impostare un’agenda, una metodologia di lavoro comune delle iniziative, in un quadro coordinato di intervento che vedrà coinvolti tutte le Amministrazioni dello Stato, le Regioni, oltre che gli organismi e le categorie produttive interessate allo sviluppo delle relazioni economiche con la Cina.

Ed è con l’obiettivo di estendere tale nuova forma di collaborazione fra lo Stato e le Regioni, che si è accolta con molto favore la sollecitazione espressa dal Ministro Bonino nel corso della Conferenza del 30 novembre 2006 concernente l’istituzione di uno specifico tavolo dedicato ai temi dell’internazionalizzazione nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni con l’obiettivo di definire linee strategiche comuni.

Le Regioni condividono pertanto tale proposta che costituisce un’occasione importante per stabilire una nuova metodologia di lavoro ed un modello di riferimento in cui il “fare Sistema” consenta di portare avanti iniziative integrate per quanto riguarda l’Internazionalizzazione. Ciò consentirà inoltre di stabilire il necessario coordinamento anche a livello statale delle diverse iniziative legislative governative che sono in atto e che hanno ricadute sulla materia dell’internazionalizzazione.

La sinergia e la collaborazione tra Governo e Regioni Italiane deve altresì prevedere il coinvolgimento delle categorie produttive, mediante l’apertura del confronto ai contributi di queste ultime secondo modalità da definirsi in base all’art. 2 comma 1 lettere c) ed h) del Decreto Legislativo 281/97.

Di seguito si riportano schematicamente l’eventuale composizione del Tavolo, gli obiettivi da perseguire e le tematiche prioritarie oggetto del lavoro del Tavolo.

Composizione:

Governo (Ministeri competenti, a titolo meramente esemplificativo si indicano: Ministero Commercio Internazionale, Ministero Affari Esteri, Ministero Economia e Finanze, Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie locali – Regioni

Il Tavolo può essere aperto ai contributi delle Categorie Produttive secondo modalità da definirsi in base all’art. 2 comma 1 lettere c) ed h) del Decreto Legislativo 281/97.

Obiettivi:

·       Elaborare strategie  integrate, nel rispetto dell’autonomia, della libertà e dell’esercizio dei poteri delle Regioni;

·       Coordinare l’attività legislativa del Governo, a partire ad esempio dalla Riforma della Cooperazione allo Sviluppo (l. 49/87) per le ovvie implicazioni sull’internazionalizzazione

Tematiche prioritarie da affrontare:

·       Individuazione, in maniera congiunta, delle Linee Direttrici Promozionali emanate dal Ministero Commercio Internazionale  prevedendo anche un coinvolgimento delle Regioni negli Accordi di Settore di cui all’art. 5 c.3 Legge 56/2005;

·       definizione dell’Accordo di Programma di cui all’art. 5 c.1 L. 56/2005; in relazione a questo aspetto si propone  l’iscrizione di questo argomento nella 1° Conferenza utile per la sigla dell’Accordo (vedere allegato);

·       definizione di  una nuova “governance” per la promozione del Made in Italy sulla base di progetti prevalentemente interregionali ed integrati;

·       proposta di riordino degli Enti in attuazione dell’art. 6 della L. 56/2005, ai fini dell’espressione della relativa intesa della Conferenza Stato-Regioni.

Roma, 1 febbraio 2007.

Allegato:

ACCORDO DI PROGRAMMA

PREMESSO CHE:

IL Ministero del Commercio Internazionale  e la Regione……. si impegnano a promuovere un’azione congiunta che sostenga l’internazionalizzazione delle imprese e dei territori perseguendo quale obiettivo comune la valorizzazione del SISTEMA ITALIA;

L’Istituto Commercio Estero affianca il Ministero, traducendo in progetti operativi le strategie pubbliche di internazionalizzazione;

In considerazione dell’esperienza registrata negli ultimi anni con gli Accordi di Programma si intende proseguire congiuntamente nell’attuazione di un accordo strategico entro il quale possano convergere tutti gli interventi di sostegno all’export;

si intende, altresì, individuare nuove modalità per un’azione congiunta, alla luce degli strumenti normativi esistenti, finalizzata alla realizzazione di iniziative di sostegno all’ internazionalizzazione della realtà produttiva regionale;

si ritiene che l’adozione di uno specifico accordo programmatico tra le Amministrazioni pubbliche concorra a migliorare l’efficacia e l’incisività dell’azione amministrativa nel settore dell’internazionalizzazione del sistema delle imprese italiane; in particolare attraverso iniziative congiunte, nazionali e regionali, e la compartecipazione di altri soggetti operanti sul territorio si favorisce la realizzazione di progetti di promozione integrata;

Tutto ciò premesso e condiviso, tra il Ministero del Commercio Internazionale e la Regione…………… , di seguito individuate come “parti”, viene sottoscritto il seguente Accordo quadro di Programma:

ARTICOLO 1

Finalità

L’Accordo persegue la finalità di sviluppare e favorire — in applicazione delle leggi nazionali e regionali — ogni possibile forma di raccordo operativo tra le strategie e i programmi del Ministero del Commercio Internazionale e della REGIONE…………….. volti ad accrescere il grado di internazionalizzazione dell’economia territoriale, con particolare attenzione alle diverse fasi di sviluppo delle imprese, rafforzando la loro capacità di competere sui mercati esteri.

ARTICOLO 2

Riferimenti programmatici

Le parti fanno riferimento alle linee di indirizzo annuali del Ministero Commercio Internazionale e agli atti programmatici della Regione  per ogni anno di riferimento ed agiscono nel rispetto della autonomia regionale definita nel Titolo V della Costituzione, individuando gli obiettivi atti a valorizzare la sinergia fra i due livelli.

ARTICOLO 3

Obiettivi programmatici.

Le azioni attuative del presente Accordo quadro saranno orientate al perseguimento dei seguenti obiettivi:

-. favorire progetti volti ad affermare la competitività internazionale dell’offerta italiana di beni e servizi e a rafforzare la presenza delle produzioni italiane nei mercati esteri;

- razionalizzare la rete di informazione relativa ai servizi e agli strumenti attivabili in materia di internazionalizzazione, anche attraverso il rafforzamento dello Sportello Regionale per l’Internazionalizzazione,ove possibile in raccordo funzionale ed operativo con gli Sportelli Unici all’estero, di cui alla legge 31.3.2005, n.56;

- assicurare un seguito operativo ad impegni istituzionali presi con autorità estere cogliendo le opportunità del partenariato, nonché attraverso il ricorso agli altri strumenti di intervento attivati a livello regionale e centrale;

- raccordare le attività degli enti pubblici nazionali e dei soggetti economici regionali a sostegno del  processo di internazionalizzazione delle imprese;

-          individuare azioni volte a favorire la proiezione all’estero del sistema produttivo regionale affiancando le imprese nel processo di internazionalizzazione e realizzando iniziative di marketing territoriale

ARTICOLO 4

Ambiti dell’Accordo.

Le parti per l’attuazione del presente Accordo, al fine del perseguimento delle finalità di cui al precedente articolo l, individuano i seguenti ambiti operativi:

1. Attività promozionali, attraverso i seguenti strumenti operativi:

a)      Convenzione operativa annuale con I.C.E. Istituto Nazionale Commercio Estero attraverso un programma condiviso di attività che dia particolare rilievo a Paesi di prioritario interesse, a contenuti di aggregazione e innovazione, alla formazione imprenditoriale, all’attrazione degli investimenti esteri, al fine di promuovere le PMI sui mercati internazionali e favorire la valorizzazione delle produzioni e dei territori regionali integrando e rafforzando le azioni di sistema Italia; .

b)      Intese Operative Interregionali con I.C.E. Istituto Commercio Estero, per l’attivazione dì progetti condivisi dalla Regione……. e da più Regioni

c)      Progetti finanziati con risorse aggiuntive sulla base di specifiche intese tra il Ministero del Commercio Internazionale  e la Regione ……

2. Assistenza alle imprese, attraverso meccanismi comuni Ministero del Commercio Internazionale-Regione, quali:

§                                             Rafforzamento della rete degli Sportelli regionali per l’internazionalizzazione;

§                                             sviluppo e/o messa in comune di banche dati a supporto dell’attività promozionale  e di internazionalizzazione , quali  Banca Dati Promotion Pubblica

3. Formazione in materia di internazionalizzazione in coerenza con le strategie nazionali e regionali, anche con l’utilizzo delle risorse specifiche disponibili ai sensi dell’art.3 della legge 31.3.2005, n.56.

4. Armonizzazione di strumenti nazionali e regionali in materia di internazionalizzazione, attraverso il coordinamento di misure specifiche attivate dal Ministero e dalle Regioni per favorire l’export delle imprese , distretti e filiere.

5. Internazionalizzazione del sistema fieristico in coerenza con la politica di sviluppo dei poli fieristici, sulla base dell’Accordo Quadro sottoscrìtto tra Ministero Commercio Internazionale, Regioni e Sistema Fieristico Nazionale.

6.Coordinamento delle attività istituzionali all’estero, attraverso un reciproco e tempestivo scambio di informazioni  sulle rispettive presenze stabili e sui programmi di missioni istituzionali dei rappresentanti della Regione e del Ministero.

ARTICOLO 5

Modalità Operative

Le parti danno attuazione al presente Accordo quadro di programma attraverso la sottoscrizione di intese definite in funzione delle specifiche materie di cui all’art.4).

Le suddette intese definiscono gli obiettivi,gli strumenti e  i risultati attesi. Le Intese possono essere aperte alla partecipazione di altri soggetti pubblici e privati, sulla base di una valutazione congiunta delle parti.

Per quanto attiene all’operatività della Convenzione di cui al punto a) dell’art. 4, le parti  si impegnano nel garantire il pieno rispetto delle modalità e delle tempistiche contenute nell’allegato A.

ARTICOLO 6

Modalità di finanziamento delle attività.

Le parti  si impegnano a cofinanziare in termini paritari le iniziative ed i programmi di intervento, concordati e sottoscritti con le convenzioni operative annuali Regioni-ICE di cui all’art. 4 - Attività Promozionali — voce a).  In tutti gli altri casi , le intese di cui all’art. 5 definiranno di volta in volta la compartecipazione.

Le risorse messe a disposizione da soggetti pubblici territoriali ritenuti idonei dalle parti riducono l’impegno finanziario della Regione.  Eventuali risorse messe a disposizione da istituzioni private saranno considerate aggiuntive rispetto alle risorse finanziarie allocate dalle parti.

ARTICOLO 7

Monitoraggio

Le parti si impegnano a definire strumenti condivisi di verifica di efficienza e di efficacia degli interventi realizzati nell’ambito dell’Accordo di Programma.

ARTICOLO 8

Durata

Il presente Accordo di Programma ha validità per 3 anni dalla data di sottoscrizione ed è rinnovato tacitamente, salvo disdetta da comunicarsi da una delle parti.

ALLEGATO “A” Addendum all’Accordo

MODALITA’ E TEMPISTICHE PER LA DEFINIZIONE DELLA CONVENZIONE ANNUALE DI CUI ALL’ART……PUNTO  DELL’ACCORDO DI PROGRAMMA

Al fine di definire compiutamente gli aspetti connessi alla predisposizione, approvazione ed esecutività della Convenzione annuale con l’Istituto Commercio Estero dovranno essere attuate le seguenti procedure:

FASE 1: Predisposizione, approvazione ed esecutività della Convenzione

Le fasi preliminari per la condivisione delle proposte progettuali tra  ICE-REGIONI avranno durata massima di due mesi,decorrenti dalla presentazione delle stesse anche per via telematica. Le proposte saranno inviate contemporaneamente al MC secondo uno schema condiviso da ICE-REGIONI stabilito nel Manuale delle Procedure.

Le convezioni hanno durata 12 mesi dalla loro sottoscrizione, con possibilità di proroga.

a)      A decorrere dal giorno di presentazione della Convenzione, già condivisa nei contenuti da entrambi i soggetti contraenti (Regione ed I.C.E.), la stessa deve essere approvata dal Consiglio di Amministrazione dell’ICE entro i successivi 30 giorni;

b)      Entro 5 giorni successivi all’approvazione, prevista per legge, della Convenzione da parte del Ministero delle Attività Produttive, le parti procederanno alla sua sottoscrizione;

c)      Entro 3 settimane dalla sottoscrizione, l’Istituto Commercio estero provvederà alla predisposizione delle schede finanziarie, note incarichi spese, ecc. per rendere esecutiva la convenzione.

Il Ministero del Commercio Internazionale verificherà il rispetto dei tempi sopraindicati.

FASE 2 – Spese e rendicontazione..

Le spese e le modalita di rendicontazione ( modulo semplificato, tempistica etc. )  saranno disciplinate da un apposito  Manuale delle procedure condiviso dalle parti,  secondo il principio della reciprocita.

Regioni e ICE rimangono gli unici soggetti responsabili, anche in presenza di un soggetto terzo attuatore.

(red/05.02.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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