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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 875 - venerdì 16 febbraio 2007

Sommario3
- Errani: federalismo fiscale; "giudizio positivo del Governo"
- Colozzi: federalismo fiscale; Governo conferma condivisione
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC SERVIZI POSTALI COMUNITARI
- Governo rinvia ripiano disavanzi sanità
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC RIFORMA ISTITUTO NAZIONALE MONTAGNA
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC TV FASE TRANSIZIONE TECNOLOGIA DIGITALE

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Errani: federalismo fiscale; "giudizio positivo del Governo"

(regioni.it) Un altro passo in avanti. ''E' andata bene: gli approfondimenti e le risposte che abbiamo avuto dal governo al nostro documento sono incoraggianti''. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, uscendo dal ministero dell'Economia dove le regioni hanno incontrato (il 15 febbraio, ndr) il ministro Tommaso Padoa-Schioppa per discutere delle linee del ddl che dovra' essere approntato dal Governo anche tenendo conto del lavoro finora svolto dalla Conferenza delle Regioni.

   Doc. Approvato - Federalismo fiscale: PRINCIPI APPLICATIVI DELL’ARTICOLO 11...

''Si conferma il giudizio positivo del Governo - ha proseguito Errani - e abbiamo deciso di attivare gruppi tecnici comuni per approfondire gli aspetti di merito, soprattutto sulla verifica dei dati che ci possono consentire di chiudere il confronto sull'impostazione della delega. Questo avverra' in tempi realistici; non abbiamo una data precisa ma vogliamo fare il piu' presto possibile, fermo restando che vogliamo un lavoro che abbia una solidita' tale da non interrompere piu' il processo''.

(red/16.02.07)

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Colozzi: federalismo fiscale; Governo conferma condivisione

(regioni.it) ''Ogni riforma sul federalismo fiscale, in un sistema come l'Italia, con capacita' fiscali cosi' diverse, in una prima fase non credo possa essere a saldo zero come invece qualcuno sostiene''. E’ il giudizio del  coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi, al termine dell'incontro sul federalismo fiscale tra le Regioni e il ministro dell'Economia Padoa Schioppa.

''L'esito della riforma deve essere l'abbattimento dei costi della pubblica amministrazione e quindi dell'imposizione fiscale - ha sostenuto Colozzi - ma tutti gli investimenti, all'inizio, necessitano di un investimento''.  Colozzi ha spiegato che ''dopo aver letto piu' attentamente il nostro documento il governo ha confermato la sostanziale condivisione dei punti in esso contenuti. Ora si tratta di declinare questi principi in termini piu' specifici: la genericita' dei principi, a volte, puo' creare delle condivisioni che poi, misurandosi sulla realta' dei numeri, possono venire meno''.

L'assessore della regione Lombardia ha aggiunto che e' stato deciso di attivare dei tavoli tecnici ''per vedere gli effetti sui numeri reali. E' stato fatto un passo avanti - ha proseguito - perche' e' stato riconosciuto l'incrocio che c'e' tra il federalismo fiscale e il nuovo Codice per le autonomie. Per questo si e' deciso che il prossimo tavolo sia a tre, coinvolgendo anche gli enti locali.

Se in questi incontri vi sara' una sostanziale convergenza almeno sui principi generali della finanza locale credo che il testo della delega possa vedere la luce in un lasso di tempo non troppo ampio. Escluderei la data di febbraio mentre quella di marzo e' molto piu' realistica. Direi - ha concluso - che un piccolo passo in avanti e' stato fatto''.

file audio: Colozzi (Lombardia) su confronto con Governo sul federalismo fiscale

(red/16.02.07)

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC SERVIZI POSTALI COMUNITARI

PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 97/67/CE RELATIVA AL PIENO COMPLETAMENTO DEL MERCATO INTERNO DEI SERVIZI POSTALI COMUNITARI

 

La proposta di direttiva in esame, formulata dalla Commissione europea, è finalizzata alla completa apertura dei mercati postali comunitari alla concorrenza entro il 2009, in linea con la scadenza fissata nell'attuale direttiva postale, mediante l’eliminazione di diritti esclusivi e speciali, nell’ottica di una liberalizzazione del settore ed al fine di sbloccare il potenziale di crescita e di occupazione in risposta alle esigenze crescenti dell’economia europea.

Al contempo, la Direttiva opportunamente si pone la necessità di prevedere misure idonee a tutelare la fornitura del servizio universale e a garantire un livello comune del servizio universale per tutti gli utenti in tutti gli Stati membri.

A tal fine la proposta mantiene gli obblighi che incombono attualmente sugli Stati membri nel senso di garantire a ogni cittadino dell'UE un servizio universale di alta qualità. Intende, inoltre, rafforzare la tutela dei consumatori e potenziare il ruolo delle autorità nazionali di regolamentazione.

 

Le Regioni sollecitano il Governo a dare pronta attuazione alla presente direttiva con riferimento all’apertura dei mercati postali alla concorrenza, sottolineando, al contempo, con forza la necessità che le esigenze di liberalizzazione del mercato postale si contemperino con la garanzia nelle forme più opportune di un servizio universale di alta qualità.

Al riguardo, le Regioni sottolineano l’opportunità di un coinvolgimento dei territori nel mantenimento di tale “servizio universale”.

Sia nella fase ascendente che in quella discendente della costruzione della griglia di affidamento del servizio pubblico e di valutazione occorre esplicitare il ruolo degli Enti che rappresentano i territori.

In particolare, con riferimento all’articolo 4, 2° comma, laddove si parla della possibilità per gli Stati membri “di nominare una o più imprese come fornitori del servizio universale per una parte o per la totalità del territorio nazionale..”, bisognerebbe prevedere, nel caso di nomina di fornitori del servizio universale per una parte del territorio nazionale, un coinvolgimento delle Regioni interessate.

Più in generale, si potrebbe ipotizzare un accordo in Conferenza tra Governo, Regioni, Comuni, Province e Comunità Montane sui “livelli essenziali del servizio postale universale”.

Con riferimento, poi, alla previsione per cui gli Stati Membri dovranno indicare le autorità nazionali di regolamentazione, sarebbe opportuno prevedere modalità di interazione tra l’Autorità individuata e le Regioni.

 

Le Regioni pongono, poi, con forza la necessità di garantire il mantenimento del servizio universale in tutti i Comuni. Proprio in virtù dell’indiscutibile ruolo sociale del servizio postale, dovrà essere comunque garantita la fruizione dei servizi postali da parte di tutti i cittadini e in particolare da parte delle popolazioni più sfavorite, mediante modalità che potranno essere concordate con le Regioni interessate.

 

In tal senso, le Regioni evidenziano la necessità di tenere conto delle specificità del territorio montano e delle particolari condizioni di svantaggio e di fragilità che lo caratterizzano. Il servizio postale nelle zone di montagna acquista, infatti, una dimensione territoriale e sociale insostituibile, in quanto ha il carattere di difendere il patrimonio umano in un territorio ad elevato rischio di abbandono. Occorre pertanto che, nel processo di apertura del mercato dei servizi postali alla concorrenza, sia garantito il mantenimento del servizio universale anche nelle zone di montagna, in quanto caratterizzate da svantaggi geografici strutturali permanenti che ne determinano il differenziale dei costi.

 

Le Regioni chiedono, infine, di partecipare alla fase ascendente, partecipando alle delegazioni italiane in sede di Unione europea, così come previsto dall’Accordo attuativo dell’articolo 5 della Legge 131/2003.

 

 

Roma, 15 febbraio 2007

 

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Governo rinvia ripiano disavanzi sanità

(regioni.it) Il Consiglio dei ministri ha rinviato ad un esame successivo il via libera al decreto legge in favore di stanziamenti per le Regioni in deficit nel settore sanitario.

Lo ha precisato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta. In merito al provvedimento, ha affermato il ministro della  salute Livia Turco al termine del consiglio dei ministri, ''non vi e' alcuna perplessita', ma e' necessario un coinvolgimento delle regioni''.

Si tratta dell’esame del provvedimento legislativo recante disposizioni per il ripiano dei disavanzi pregressi nel settore sanitario e quello dello schema di disegno di legge recante modifiche ai commi 467 e 593 dell’art. 1 della legge finanziaria 2007.

(red/16.02.07)

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC RIFORMA ISTITUTO NAZIONALE MONTAGNA

ORDINE DEL GIORNO IN MATERIA DI

RIFORMA DELL’ISTITUTO NAZIONALE PER LA MONTAGNA

 

 

Rilevato che la legge n. 296 del 27 dicembre 2006, legge finanziaria dello Stato per il 2007, ha previsto all’articolo 1 commi da 1279 a 1283, la soppressione dell'Istituto nazionale per la Montagna, organismo avente il compito di promuovere e coordinare le attività di studio e di ricerca sulla e per la montagna, costituito nell’ambito della Presidenza del Consiglio, con la legge n. 266 del 1997 e la sua sostituzione con un nuovo organismo denominato “Ente italiano montagna” (EIM).

 

Rilevato che in merito alle predette disposizioni, inserite nel maxi-emendamento presentato dal Governo ed approvato dal Parlamento, le Regioni non solo non sono state consultate, ma esse non sono state destinatarie nemmeno di mera informazione.

 

Rilevato inoltre come quanto disposto dai citati commi non tenga in alcuna considerazione le competenze regionali, obliterando del tutto le Regioni dalla fase attuativa.

 

Considerato che il “governo della montagna” non possa – sia sotto il profilo della legittimità che, soprattutto, sotto quello dell’efficacia - essere rimesso ad iniziative unilaterali dello Stato, ma debba piuttosto essere oggetto di politiche concertate tra tutti i soggetti titolari di competenze in merito e, in particolare, con le Istituzioni esponenziali delle comunità direttamente interessate.

 

Evidenziato peraltro come, l’esiguità dei fondi destinati alla montagna dalla Finanziaria per il 2007, dovrebbe indurre ad allocare ogni risorsa disponibile al sostegno di politiche incisive rivolte ai territori e concertate con le predette Istituzioni, piuttosto che al sostentamento di Enti centrali il cui ruolo non pare prioritario in periodi di ristrettezze economiche.

 

Le Regioni italiane manifestano il loro disappunto per l'approccio con cui il Governo della Repubblica ha affrontato le delicate ed annose problematiche legate alla montagna, nonché per le modalità ed i contenuti delle soluzioni individuate.

 

Auspicano, quindi, lo stabilimento di un sistema di relazioni rispettoso delle competenze di tutte le Istituzioni che ne sono titolari e, soprattutto, volto ad assicurare effettivi ed efficaci interventi per la montagna, a partire dall’individuazione di idonee risorse finanziarie.

 

Nell’immediato e nello specifico, chiedono al Governo l’apertura di un confronto sull’attuazione delle disposizioni della legge finanziaria per il 2007, a partire dalla procedura di nomina del Commissario nelle more dell’avvio dell’EIM, per una loro realizzazione concordata ed orientata alla massima efficacia ed efficienza.

 

 

 

Roma, 15 febbraio 2007

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC TV FASE TRANSIZIONE TECNOLOGIA DIGITALE

DISEGNO DI LEGGE RECANTE “DISPOSIZIONI PER LA DISCIPLINA DEL SETTORE TELEVISIVO NELLA FASE DI TRANSIZIONE ALLA TECNOLOGIA DIGITALE

 

 

Il disegno di legge presentato dal Ministro delle Comunicazioni regolamenta la fase di transizione della televisione dalla tecnologia analogica a quella digitale, transizione che si prevede completata entro il 2012. Il provvedimento si pone una serie di obiettivi:

-         Il riequilibrio delle risorse pubblicitarie per consentire una maggiore apertura del mercato;

-         l’incentivazione del passaggio al digitale con il coinvolgimento di nuovi soggetti;

-         la razionalizzazione dell’uso delle frequenze per conseguire un governo ordinato dell’etere;

-         l’indicazione di nuovi limiti antitrust rapportati alla capacità trasmissiva della diffusione digitale;

-         l’accesso alla infrastruttura della larga banda per lo sviluppo della televisione via internet;

-         la riforma dei sistemi di rilevamento degli ascolti con il controllo pubblico dell’attendibilità dei dati;

-         il rafforzamento del ruolo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per il governo del settore;

-         la chiarificazione della situazione della Rai rispetto alla prospettiva della sua privatizzazione.

 

Gli aspetti che maggiormente interessano il sistema delle Regioni sono quelli inerenti le disposizioni relative all’incentivazione al digitale e alla razionalizzazione delle frequenze.

La transizione al digitale terrestre, inizialmente prevista per dicembre 2006, si è rivelata più lunga e complessa di quanto originariamente previsto. Tale situazione ha richiesto una disciplina più organica, contenuta nel Ddl in esame, della fase di passaggio al sistema digitale.

Occorre sottolineare come in questo scenario di insieme articolato e complesso sia necessario garantire che nella fase di transizione non venga pregiudicata la qualità della trasmissione del segnale al livello regionale, che già oggi risulta per alcune Regioni particolarmente problematica.

L’attuale fase transitoria che prevede il simulcast delle trasmissioni in analogico e digitale rischia, infatti, di compromettere ulteriormente, con particolare riguardo al servizio pubblico, la ricezione del segnale in alcune aree territoriali.

In tale contesto va evidenziato come attraverso il passaggio al digitale sarà possibile migliorare il problema della copertura e dell’effettiva ricezione del segnale delle trasmissioni RAI su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di un obiettivo che richiederà notevoli investimenti mediante un progetto che porti ad elevare notevolmente la percentuale di popolazione regionale effettivamente raggiunta da “informazione regionale propria”.

Relativamente alle disposizioni relative alla razionalizzazione dell’uso delle frequenza per il conseguimento di un governo ordinato dell’etere, che vanno ad aggiungersi alla realizzazione del catasto generale attualmente in corso da parte del Ministero e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazione, vengano tutelate le quote di riserva a favore dell’emittenza locale.

 

Va da ultimo ricordato che il Ddl modifica il decreto legislativo n. 177 del 2005 solo in alcune sue parti. In particolare nulla innova in relazione alle disposizioni del Testo Unico che coinvolgono più direttamente le Regioni. Tra le stesse si evidenzia la necessità di modificare l’articolo 46, comma 2, del decreto delegato, laddove prevede la previa intesa con il Ministero delle Comunicazioni per la stipula dei contratti di servizio regionali, così come già richiesto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in sede di parere sul Testo Unico espresso in data 16 dicembre 2004.

 

 

Roma, 15 febbraio 2007

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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