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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 876 - lunedì 19 febbraio 2007

Sommario3
- Conferenza Stato-Regioni, sessione comunitaria, il 22 febbraio
- 22 febbraio: Conferenza delle Regioni
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC STANDARD PROFESSIONALE NAZIONALE ACCONCIATORE
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC POLITICHE SOCIALI E FINANZIARIA 2007
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC LINEE GUIDA PER LA RIFORMA DELLA RAI
- CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC ARTI; MESTIERI, PROFESSIONI

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Conferenza Stato-Regioni, sessione comunitaria, il 22 febbraio

(regioni.it) La Conferenza Stato–Regioni, in sessione comunitaria, è stata convocata dal Ministro Linda Lanzillotta, per giovedì 22 febbraio 2007, alle ore 14.30 presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, con il seguente ordine del giorno:

1)Parere sul disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 2007) (POLITICHE EUROPEE).

Parere, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

(red/19.02.07)

 

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22 febbraio: Conferenza delle Regioni

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 22 febbraio 2007 alle ore 13.30 presso  la Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma con il seguente Ordine del giorno:

1)       Esame questioni all'o.d.g. della Conferenza Stato – Regioni, Sessione Comunitaria (cfr. notizia precedente);

2) COMMISSIONE AFFARI COMUNITARI E INTERNAZIONALI – Regione Piemonte

Documento delle Regioni e Province autonome sull’Agenda territoriale europea - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 15 febbraio 2007;

3) Varie ed eventuali.

(red/19.02.07)

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC STANDARD PROFESSIONALE NAZIONALE ACCONCIATORE

Accordo tra il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero per lo Sviluppo Economico, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano per la definizione dello standard professionale nazionale della figura dell’acconciatore, ai sensi della Legge 17 agosto 2005 n. 174.

(documenti completi in allegato:

    Doc. Approvato - Standard professionale nazionale acconciatore...

Premessa

 

L’ambito della definizione dei requisiti minimi per l’abilitazione alla professione e delle modalità di esercizio delle professioni regolamentate non ordinistiche si colloca sia nel più ampio contesto del ruolo delle Regioni e Province autonome in materia di Professioni, sia nel processo di attuazione delle riforme relative al sistema di istruzione e formazione e lavoro, nel quadro delle competenze istituzionali disegnate dal nuovo Titolo V della Costituzione.

 

L’evoluzione della materia delle professioni regolamentate deve considerare:

 

-    il processo in atto nei sistemi di istruzione formazione e lavoro per la definizione di una architettura nazionale condivisa dai sistemi regionali, pur nel rispetto delle diverse competenze e dei ruoli dei soggetti istituzionali coinvolti;

-    i risultati tecnico-metodologici ottenuti delle Regioni e Province Autonome nell’ambito del Progetto Interregionale Competenze e che hanno già guidato i lavori in materia di standard professionali e formativi.

 

Il percorso avviato dalle Regioni e Province Autonome, all’interno del Progetto Interregionale Competenze e sintetizzato nel documento tecnico approvato in Conferenza dei Presidenti (27 novembre 2005), prevede la realizzazione di condizioni di sistema a livello nazionale per l’integrazione degli ambiti di Istruzione, Formazione e Lavoro, nel rispetto del ruolo e delle competenze esclusive nelle suddette materie delle Regioni e delle Province autonome.

 

In tale prospettiva, assume rilevanza la definizione di un quadro nazionale di standard professionali, centrato sulla definizione di figure professionali rispetto al quale i diversi sistemi regionali di istruzione e formazione declinano profili e percorsi formativi, rispondenti alle esigenze del territorio.

 

Il presente Accordo è formalizzato nel rispetto del corretto esercizio della competenza concorrente tra Stato e Regioni nel quadro della disciplina degli acconciatori, muovendo dalla definizione dello standard professionale minimo della figura dell’acconciatore a livello nazionale.

 

L’individuazione dello standard professionale, infatti, costituisce il punto di partenza indispensabile a guidare le attività da realizzare nell’ambito del sistema di istruzione – formazione – lavoro, come risposta ai fabbisogni territoriali per il settore produttivo dell’acconciatura.

 

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC POLITICHE SOCIALI E FINANZIARIA 2007

DOCUMENTO DI OSSERVAZIONI E PROPOSTE ALLA

LEGGE 27.12.2006 N. 296 (Legge Finanziaria 2007)

IN MATERIA DI POLITICHE SOCIALI

 

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dopo l’esame e la valutazione dei contenuti inerenti le Politiche sociali presenti nella legge n. 296/06 (finanziaria 2007), ha preso atto che le richieste più rilevanti presentate dalle Regioni al Governo e che di seguito si richiamano, sono state totalmente disattese: Doc. Approvato - POLITICHE SOCIALI: OSSERVAZIONI E PROPOSTE ALLA Finanziari... (documento integrale in allegato, ndr)

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC LINEE GUIDA PER LA RIFORMA DELLA RAI

LINEE GUIDA PER LA RIFORMA DELLA RAI

 

 

Le Linee guida per la riforma della Rai, sulle quali il Ministro delle Comunicazioni sta svolgendo una consultazione pubblica che si concluderà nel mese di febbraio, rappresentano il documento sulla base del quale il Governo adotterà un disegno di legge di riforma da sottoporre al confronto parlamentare.

 

La riforma si pone cinque obiettivi di cambiamento:

-         puntare sulla differenza e sulla qualità della programmazione;

-         ridurre la dipendenza dalla pubblicità;

-         scommettere sull’innovazione;

-         conquistare autonomia dall’invadenza dei partiti;

-         funzionare con efficienza affrancandosi dall’attuale instabilità dei vertici.

 

Le linee guida contemplano un contratto di servizio tra Governo e Rai, quale atto fondamentale di indirizzo dello Stato alla televisione pubblica, che dovrà durare sei anni e non più tre come avviene attualmente. Ciò al fine da un lato di rafforzare il carattere strategico delle scelte operate col contratto stesso e dall’altro di non coincidere con le legislature parlamentari, lasciando così una maggiore autonomia decisionale e organizzativa ai vertici della società.

 

Pur essendo apprezzabile tale scelta per il futuro, occorre evidenziare come l’attuale versione del contratto di servizio fra la Rai e il Ministero delle Comunicazioni per il triennio 2007-2009, che sarà a breve sottoscritto, non sembra aver tenuto conto delle richieste avanzate dalle Regioni.

In particolare, si ritiene che tra gli obiettivi del servizio pubblico, accanto alla promozione dell’unità del Paese, debba trovare spazio la valorizzazione della ricca articolazione territoriale.

In tal senso, la Conferenza delle Regioni, nel documento approvato il 12 luglio 2006 sul contratto di servizio fra la Rai e il Ministero delle Comunicazioni per il triennio 2007-2009, ha ribadito come la Rai dovrebbe considerare “l’informazione regionale quale componente essenziale del servizio pubblico radiotelevisivo” e come l’offerta radiotelevisiva di natura pubblica dovrebbe essere “qualificata da una maggiore valorizzazione del territorio, delle culture e diverse realtà sociali ed economiche dell’Italia.” Una valorizzazione che dovrà essere attuata proiettando sia a livello nazionale che internazionale le diversità e le ricchezze delle realtà locali.

Inoltre, sembra opportuno ampliare la previsione relativa alla tutela delle minoranze specificando che queste comprendono anche le minoranze linguistiche e storiche.

 

Relativamente alla futura governance del servizio pubblico, invece, vi sono nelle Linee guida di riforma della Rai delle considerevoli aperture per un maggior coinvolgimento delle Regioni.

In tale provvedimento, infatti, si prefigura l’istituzione di una Fondazione, che sarà intestataria del pacchetto azionario della RAI e che garantirà una maggiore autonomia del servizio pubblico dalla influenza dei partiti politici, e nel cui Consiglio è prevista la presenza di componenti designati dalle Regioni. Tale previsione risponde alla richiesta, avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel documento del 12 luglio 2006, di istituire un organismo misto Regioni-Governo quale luogo di corretto confronto istituzionale sulla definizione delle linee guida del Contratto di servizio e sulla sua applicazione.

 

In particolare, con riferimento ai criteri di composizione del citato Consiglio, le linee guida prospettano due diverse ipotesi:

a)     nella prima ipotesi il Consiglio della Fondazione è composto da sei componenti più il Presidente, scelti tra personalità con particolari requisiti e precise incompatibilità. La rosa dei candidati potrà essere formata anche in base a designazioni effettuate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni. La idoneità dei candidati –capacità professionali, autonomia, rispetto dei requisiti e delle incompatibilità- sarà verificata da un sistema di hearings parlamentari. Il voto avverrà a maggioranza qualificata secondo il sistema attualmente in vigore per i giudici costituzionali. Due degli eletti potrebbero provenire dai designati dalle Regioni. Il Presidente verrà eletto con voto parlamentare a maggioranza qualificata e la sua indicazione potrebbe essere affidata a una proposta congiunta dei Presidenti del Senato e della Camera.

 

b)    nella seconda ipotesi Il Consiglio non viene eletto con voto parlamentare ma si forma in base a designazione di diversi organi: il Parlamento, le Regioni,  le principali rappresentanze sociali, professionali, accademiche e degli enti territoriali. Ha un più elevato numero di componenti. Il Presidente viene eletto dai componenti stessi. Anche in queste ipotesi alternative possono essere previsti sistemi di hearings.

 

Rispetto alle prospettate ipotesi le Regioni ritengono che la prima risponda maggiormente a principi di pluralismo istituzionale e che, in quanto tale, valorizzi maggiormente la componente regionale all’interno di tale organismo.

Pur tuttavia, le Regioni ritengono necessario rendere più chiaro il meccanismo di nomina, specificando che la rosa dei candidati deve essere formata anche in base a designazioni effettuate dalla Conferenza delle Regioni e che due degli eletti dovranno provenire dai soggetti indicati dalle Regioni.

 

Rispetto, invece, ai compiti assegnati alla Fondazione, fra gli altri, ve ne sono due indicati anche dalle Regioni nel loro documento, quali:

-         assicurare il rispetto del contratto di servizio da parte della Rai;

-         verificare il valore pubblico della programmazione.

Manca, invece, fra tali compiti la possibilità di incidere sulla definizione del contratto di servizio, cui invece le Regioni vorrebbero partecipare anche alla luce della competenza legislativa concorrente in materia, ovviamente nelle parti riguardanti le autonomie locali.

 

Relativamente alle proposte di organizzazione societaria che prevedono la creazione di tre distinte società nell’ambito di una RAI che resta in mano pubblica, si osserva come nei canali che faranno capo alla società a prevalente finanziamento pubblico occorrerà dare maggiore spazio alla rappresentazione delle realtà regionali sia nei canali generalisti che in quelli tematici nazionali ed, eventualmente, in quelli a vocazione internazionale.

Infine, si propone di individuare la quota di finanziamento pubblico riservata ai contratti di servizio regionali, nonché di prevedere strumenti di valutazione dell’ottemperanza da parte della Rai degli obblighi derivanti dai suddetti contratti, nonché le eventuali forme sanzionatorie.

 

Roma, 15 febbraio 2007

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CONFERENZA REGIONI 15.02.07 - DOC ARTI; MESTIERI, PROFESSIONI

Proposta programmatica delle Regioni e Province autonome sul tema “professioni”

(documento completo in allegato:

Doc. Approvato - Valorizzazione professionale arti, mestieri e professioni...

 

Strategie per la valorizzazione della risorsa professionale

 nelle arti, mestieri e professioni. 

Indicazioni per le politiche regionali

 

 

 

15 febbraio 2007

 
Indice

 

 

Premessa

 

 

Parte prima

 

 

1. Proposte e opzioni per l’iniziativa delle Regioni

 

Nella “società della conoscenza” è essenziale da un lato una riforma delle professioni e dei relativi servizi, dall’altro una valorizzazione dei mestieri ad alto contenuto di professionalità, per garantire la modernizzazione e una maggiore equità e competitività dell’Italia nell’economia globale. Le Regioni, anche nell’ottica delle nuove attribuzioni assegnate loro dal riformato Titolo V della Costituzione, intendono svolgere un ruolo da protagoniste di questo cambiamento. Propongono, a tal fine, il varo di un accordo quadro programmatico in materia di professioni, arti e mestieri tra Stato - Regioni

 

  • 1.1 Per una politica dei “saperi professionali”
  • 1.2 Per una politica delle qualifiche e del riconoscimento delle competenze
  • 1.3 Per una politica di sviluppo del capitale sociale territoriale
  • 1.4 Verso un accordo quadro Stato - Regioni
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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