Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 878 - mercoledì 21 febbraio 2007

Sommario3
- Napolitano: federalismo fiscale; "qualificato contributo la Conferenza delle Regioni”
- 22 febbraio: Conferenza Regioni e Stato-Regioni
- Smog: Lanzillotta e Realacci su legge Lombardia. Formigoni: il 25 il blocco ci sarà
- Errani a Napolitano: federalismo fiscale come chiave dell'unità del Paese
- Biblioteca; Issirfa-Cnr: rapporto sulla legislazione 2006
- Eurostat: classifica Pil regioni

+T -T
Napolitano: federalismo fiscale; "qualificato contributo la Conferenza delle Regioni”

(regioni.it) Federalismo fiscale: “alla definizione di tale progetto sta dando un qualificato contributo la Conferenza delle Regioni”. Ad affermarlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’incontro con i rappresentanti delle istituzioni locali nel Salone del Podestà a Bologna per il centenario della morte di Giosuè Carducci. Napolitano ha in particolare sottolineato il legame profondo che c’è e vi deve essere tra democrazia, riforme e sviluppo locale e sociale.

"Accoglienza, inclusione, solidarietà, coesione sociale: Bologna e l'Emilia Romagna sono tra i luoghi in cui meglio si sono coltivati e trasmessi questi valori, in cui più vicine ai cittadini sono state le istituzioni rappresentative concorrendo a politiche di sviluppo e di equità, raccogliendo e sostenendo quella altissima vocazione associativa e quei diffusi comportamenti partecipativi”.

Napolitano ha dato infatti anche particolare risalto alle “politiche di accompagnamento delle istituzioni regionali e locali”.

“Sento la responsabilità di acquisire e trasmettere – sottolinea Napolitano - una visione complessiva della realtà nazionale, nelle sue profonde differenziazioni, e soprattutto nelle sue pratiche migliori, nelle sue esperienze più avanzate e stimolanti, che possono sollecitare quel dinamismo diffuso di cui l'Italia ha oggi così acuto bisogno nel confronto europeo e nella competizione globale”.
In tal senso, sostiene il Presidente della Repubblica, “le istituzioni regionali e locali hanno svolto e sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo sul duplice fronte della crescita economica e della protezione e coesione sociale”.

E aggiunge: “Le istituzioni debbono non solo affinare le loro politiche economiche e sociali, adeguarle a fenomeni complessi come quelli del cambiamento demografico, dell'allungamento della vita media, dell'immigrazione, del rapporto fattosi così critico e inquietante con l'ambiente. Esse devono anche rinnovare se stesse”.
Bisogna accrescere per i cittadini le possibilità di informazione e di partecipazione:
“Il mio auspicio – ha detto napoletano - è che vadano davvero in tal senso i provvedimenti di cui si annuncia come imminente la presentazione in Parlamento: il disegno di legge delega per l'adeguamento delle disposizioni in materia di enti locali alla riforma del Titolo V della Costituzione e quello per la disciplina della Conferenza Stato-istituzioni territoriali.
Non minore, naturalmente, è il rilievo e l'urgenza che presenta un progetto di attuazione del federalismo fiscale. Alla definizione di tale progetto sta dando un qualificato contributo la Conferenza delle Regioni, e per essa il suo Presidente Vasco Errani.
Coglierò solo l'occasione per fare in proposito due osservazioni.
La prima è relativa alla esigenza che nella revisione dell'ordinamento dei poteri locali e nella definizione del federalismo fiscale, prevalga nettamente uno spirito di cooperazione interistituzionale - tra Stato e istituzioni regionali e locali, come nel rapporto tra queste ultime - e prevalga uno spirito di solidarietà e coesione nazionale.
La seconda osservazione è relativa alla necessità della ricerca della più larga intesa tra le forze politiche per le soluzioni da dare a queste e ad altre questioni istituzionali. Voi sapete quanto io mi sia fatto doverosamente, e per profonda convinzione, assertore di questa necessità: che non bisogna evocare solo formalmente e con scetticismo, ma bisogna tradurre in sforzo e risultato effettivo, credendo che nonostante tutto ve ne sia la possibilità.
Capisco che il mio appello a un confronto più pacato e costruttivo - almeno su questioni di natura istituzionale, e su alcune altre - tra gli opposti schieramenti politici, possa apparire senza speranza nel rumore degli scontri quotidiani che dominano la scena in Parlamento. Ma - se non ha fatto notizia, ed è anche questo un dato su cui riflettere - non è forse vero che nei giorni scorsi si è realizzata la più larga intesa con l'approvazione unanime da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge di riforma dei servizi d'informazione e sicurezza? Nessuno può dire, naturalmente, se analoghe intese potranno essere raggiunte su temi ancor più delicati come la revisione della legge elettorale e la revisione di taluni aspetti della II parte della Costituzione. Ogni previsione in tal senso richiede prudenza e realismo.
Ma intanto è lecito auspicare un cammino costruttivo in Parlamento per le leggi di più diretto interesse delle Regioni e degli Enti locali”.

Infine l’ultimo tema trattato è stato quello della democrazia e della formazione delle decisioni come partecipazione dei cittadini, confronto delle idee, dibattito sui problemi:
“E per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza, è fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia.
E aggiungo nel modo più netto: qualunque tema e problema sia in questione, interessi e appassioni strati più o meno larghi dei cittadini e li muova magari alla protesta, è nel riconoscimento della rappresentatività delle istituzioni elettive e delle relative sedi di decisione democratica che ogni forma di partecipazione deve trovare la sua misura. Questo vale per questioni e tensioni di carattere sociale, come per controversie su temi ardui e cruciali di politica internazionale e di difesa. Solo così si rispetta d'altronde l'essenza della democrazia come governo della maggioranza.
Se si nega questo ancoraggio nelle istituzioni, si può allora scivolare nella suggestione della violenza come matrice delle decisioni invocate da aggregazioni e mobilitazioni minoritarie, e di lì, nell'impossibilità di prevalere per questa via, si può compiere il passo verso la degenerazione estrema del terrorismo.
Ecco in che senso, credo, si debba vigilare - non transigendo mai, s'intende, sul rispetto della legalità repubblicana - contro una minaccia terroristica che abbiamo visto d'improvviso riemergere, ancora non sappiamo con quale grado di pericolosità e forza di relativa diffusione”.

 

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ALL'INCONTRO ISTITUZIONALE (BOLOGNA, SALONE DEL PODESTÀ 21 FEBBRAIO 2007)

(giuseppe schifini /21.02.07)

+T -T
22 febbraio: Conferenza Regioni e Stato-Regioni

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 22 febbraio 2007. La riunione avrà inizio alle ore 13.30 (presso la Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma).

La Conferenza delle Regioni affronterà i temi posti all’ordine del giorno della Stato-Regioni che il Ministro Linda Lanzillotta ha convocato rispettivamente per le ore 14.30 (Sessione comunitaria) e 14.45 (Sessione ordinaria) (Via della Stamperia, 8, I piano).

I Presidenti delle Regioni esamineranno infine un documento sull’Agenda territoriale europea.

22/02/2007 Conferenza Stato-Regioni : Ordine del Giorno -
22/02/2007 Conferenza Stato-Regioni : Ordine del Giorno - (sessione comunitaria)
Integrazione Ordine del Giorno - ...
22/02/2007 Conferenza Regioni e Province autonome : Ordine del Giorno –

(red/21.02.07)

 

+T -T
Smog: Lanzillotta e Realacci su legge Lombardia. Formigoni: il 25 il blocco ci sarà

(regioni.it) Audizione sulla legge della regione Lombardia antismog. Per Ermete Realacci, presidente della commissione ambiente della Camera, ''la legge della Regione Lombardia e' una misura avanzata che affronta in modo organico la problematica dell'inquinamento dell’aria ed è molto significativo l'impegno a trovare una soluzione espresso dal Ministro Lanzillotta' durante l'audizione”

In attesa della soluzione sulla impugnativa della legge alla Consulta, secondo Realacci “va accolta positivamente la lodevole iniziativa di blocco al traffico che il prossimo 25 febbraio vedrà coinvolte tutte le regioni del nord Italia, compreso il Canton Ticino. Naturalmente, - riconosce - per frenare l’inquinamento atmosferico causato da traffico servono politiche a lungo termine come potenziare il trasporto pubblico e trasferire dalla gomma alla rotaia il trasporto delle merci, ma quella di domenica e' senz'altro una proposta di grande impatto per porre un freno all’emergenza smog. e anche per mettere le basi alla lotta ai mutamenti climatici e al rispetto degli obiettivi di Kyoto''. E il ministro degli Affari regionali e delle autonomie locali, Linda Lanzillotta, sottolinea che "la lotta all'inquinamento non ha colore politico ed è una priorità di tutti i livelli di governo. La legge della regione Lombardia sullo smog può rappresentare un provvedimento pilota per realizzare efficaci politiche di tutela ambientale, valide su tutto il territorio nazionale. Stiamo lavorando affinché si trovi una soluzione costituzionalmente sostenibile che consenta di ritirare il ricorso presentato dal governo".“E' necessario, infatti, che ogni intervento legislativo in materia tenga conto della complessità dei livelli di competenza esistenti - ha sottolineato la Lanzillotta - dunque, il forte ruolo che dev'essere riconosciuto alla responsabilità delle autonomie locali va inserito all'interno di un altrettanto forte coordinamento inter-istituzionale". "La sede naturale per svolgere questo compito - ha concluso il ministro - e' nell'ambito della Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali, la più appropriata per definire politiche e strategie comuni ai diversi livelli istituzionali”.

Il blocco delle auto del 25 febbraio si svolgerà ''con le regole di sempre, senza eccezioni, senza alcuna deroga in più”. Così il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha messo fine a voci e ipotesi durante una conferenza stampa. “La norma - ha aggiunto - è già molto ragionevole e non necessità di aggiungere ulteriori deroghe. Chi ha la necessità fondata di lavorare è già compreso”. Durante il fermo potranno dunque circolare i mezzi considerati a minore impatto, cioè i veicoli elettrici, a Gpl e metano catalizzati, quelli ibridi e bimodali, gli euro 4 a benzina e gli euro 4 diesel con filtro antiparticolato. Il presidente ha ricordato poi che la legge contro lo smog approvata dalla Regione Lombardia ''e' stata impugnata dal governo e non è perfettamente funzionante'' e che quindi è stato decretato il blocco solo nelle aree critiche: ''Nelle altre zone della Regione mi limito a invitare Comuni e Province a collaborare''.

(red /21.02.07)

+T -T
Errani a Napolitano: federalismo fiscale come chiave dell'unità del Paese

(regioni.it) In Emilia-Romagna – ha detto Errani nel saluto rivolto (in occasione dell’incontro istituzionale tenutosi a Bologna il 21 febbario 2007) al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano “spesso si evidenziano le carte vincenti di una realtà: i primati, i successi, certamente. Io vorrei aggiungere alcune questioni aperte che, onestamente, non hanno trovato risposta definitiva. Questioni sulle quali lavoriamo in modo costruttivo, ma sulle quali deve crescere una cultura diffusa.  Questioni per le quali non basta un attore (il Governo, la Regione, il Comune), ma occorre che cresca una forte cooperazione istituzionale ed un impegno diffuso nella società”. Fra queste Errani ha sottolineatoil cambiamento demografico” che ha di fatto messo “in discussione le tradizionali politiche sociali e culturali sulle quali abbiamo costruito un pezzo rilevante della nostra identità. L’immigrazione e l’aumento dell’età media, si badi bene, sono frutto di una realtà che abbiamo voluto sempre più attrattiva e capace di prendersi cura delle persone. L’Emilia-Romagna sta producendo uno sforzo importante per promuovere nuove politiche pubbliche, con i fatti, per governare la società multiculturale che già siamo”.

Poi il “cambiamento generazionale” e l’esistenza di “un divario digitale che attraversa la famiglia stessa, oltre le contraddizioni classiche, e dà il senso di una società che propone molto ma offre poco. Persino meno di quanto fu offerto a noi da genitori che venivano da un’Italia spesso povera”. Altro tema “aperto” è “il rapporto con l’ambiente”: “ogni priorità, lavoro, sviluppo, mobilità, va coniugata con le regole dell’ambiente e della salute. E cresce la coscienza che queste risposte rappresentino il futuro di qualità che vogliamo per le nostre comunità”. “Infine il cambiamento del "mondo piatto" come è stato definito. Che accorcia le distanze, ci porta il mondo in casa, rimette in discussione certezze, costumi, identità. Si ridiscutono i saperi, le capacità competitive, le gerarchie economiche e territoriali. Questo mondo appiattito ci spinge dunque a conoscere di più per fare cose nuove […] Ci spinge – non già a chiuderci – ma a considerare la nostra identità come risorsa da investire perché dia frutti nel futuro, in un contesto umano più ricco perché meno parziale”.

“Abbiamo davanti a noi – ha proseguito Errani - interrogativi di fondo, radicali, rispetto ai quali non bastano risposte ordinarie o una semplice costanza e diligenza di impegno.  Sappiamo che occorre molto più di questo ed è per questo che abbiamo scelto la strada di riforme coraggiose in ogni campo. Abbiamo scelto di evitare il rischio di considerarci "a posto", in qualche modo appagati da cifre, parametri, ricerche che premiano l’Emilia-Romagna.  Il tasso di libertà economica come la lotta all’abbandono scolastico; il tasso di occupazione femminile come gli indici di qualità della vita; l’andamento delle esportazioni in settori chiave come i livelli di assistenza domiciliare e di supporto ai non-autosufficienti; il Pil procapite come la distribuzione territoriale del reddito. Abbiamo scelto di investire su questi ottimi risultati e dunque di promuovere un cambiamento coerente con il lavoro fatto:

- accelerando i processi di delega verso gli Enti locali […] dando un esempio concreto di federalismo cooperativo;

- immettendo più territorio e più integrazione nel servizio sanitario regionale e lavorando ad una impegnativa riforma del welfare che sappia mettere al centro la persona […];

- costruendo un patto per la qualità con le forze sociali ed economiche della regione, rilanciando ricerca e innovazione e una nuova attenzione alle questioni ambientali[..].

Nel modello Emiliano-Romagnolo, il Presidente Vasco Errani legge uno dei modi possibili per dare “forza al tema dell’autonomia e dell’autogoverno, lavorando al federalismo fiscale e finanziario come chiave dell’unità del paese, dal Nord al Mezzogiorno: un impegno che sento e vivo personalmente come presidente della Conferenza delle Regioni.

Vogliamo mettere in circolazione, in modo più ampio, le nostre "carte vincenti" per dare vita ad un sistema di Regioni che interloquisca e collabori lealmente – ha concluso errani - con lo Stato e le città al governo della Repubblica, secondo quanto vuole la Costituzione e il nuovo Titolo V”.

(sm/21.02.07)

+T -T
Biblioteca; Issirfa-Cnr: rapporto sulla legislazione 2006

(regioni.it) L’ Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” del Cnr ha pubblicato  un Rapporto sulla legislazione 2006. Si tratta di un’anticipazione del Rapporto 2006 sullo "Stato della legislazione tra Stato, Regioni e Unione Europea", realizzato su iniziativa e con il coordinamento dell'Osservatorio sulla legislazione della Camera dei Deputati ed in collaborazione con gli Uffici legislativi delle Regioni e delle due Province autonome. Lo studio è incluso nel II volume del Rapporto, pubblicato a Roma, nel 2007, dalla Camera dei Deputati. Rapporto che è scaricabile interamente dallo stesso sito dell’Istituto (Tomo I, Tomo II).

Ecco l’indice dello studio
INTRODUZIONE (Antonio D’Atena)
1. LA COMPETENZA LEGISLATIVA REGIONALE NEL 2005: CONFERME E PROBLEMI (Carlo Desideri)

1.1              Il numero e la dimensione delle leggi regionali: conferma delle tendenze in corso

1.2              La tipologia delle leggi: ancora uno sforzo innovativo

1.3              L’impegno legislativo nei diversi macrosettori e materie

1.4              L’affermazione e il consolidamento della competenza residuale

1.5 Consolidamenti e tensioni
Note al capitolo
2. DOPO GLI STATUTI: I REGOLAMENTI REGIONALI TRA NORME E PRASSI (Aida Giulia Arabia)

Testo del capitolo
Note al capitolo
3. LA QUALITÀ DELLA LEGISLAZIONE: DAL DRAFTING ALLA COMUNICAZIONE (Aida Giulia Arabia)
3.1 Considerazioni introduttive
3.2 La semplificazione e il riordino
3.3 La fattibilità e la valutazione delle leggi
3.4 Per concludere
Note al capitolo
4. RAPPORTI TRA GIUNTA E CONSIGLIO (Laura Ronchetti)
4.1 Considerazioni introduttive
4.2 Attività svolte all’inizio della VIII legislatura
4.3 Programma della Giunta e indirizzo politico
4.4 Composizione della Giunta
4.5 Composizione del Consiglio
Note al Capitolo
5. PROCEDIMENTI PER L’APPROVAZIONE E L’ATTUAZIONE DEGLI STATUTI REGIONALI (Antonio Ferrara)
5.1 Lo stato di avanzamento del procedimento di approvazione dei nuovi statuti ordinari
5.2 Forma, struttura e dati tecnici di redazione degli statuti
5.2.1 I dati quantitativi
5.2.2 Denominazione giuridica
5.2.3 Formula di promulgazione
5.2.4 Indice
5.2.5 Preambolo o premessa
5.2.6 Partizioni di livello superiore all’articolo
5.2.7 Numerazione e rubricazione degli articoli
5.2.8 Partizioni di livello inferiore all’articolo
5.2.9 Riferimenti normativi esterni
5.2.10 Norme transitorie e finali
5.3 L’attuazione degli statuti regionali ordinari
5.3.1 La revisione dei regolamenti consiliari
5.3.2 La legislazione elettorale regionale
5.3.3 Il Consiglio delle autonomie locali (CAL)
5.3.4 Il Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (CREL)
5.3.5 Gli organi di garanzia statutaria
5.3.6 Le altre leggi di attuazione statutaria
5.4 Lo stato del procedimento di approvazione delle leggi statutarie delle regioni a statuto speciale e dei procedimenti di revisione dei rispettivi statuti di autonomia
Note al capitolo
6. TENDENZE NELLA SANITÀ REGIONALE (George France)
6.1 Introduzione
6.2 La tutela della salute
6.3 Il governo della spesa
6.4 L’apprendimento regionale nel policymaking
Note al Capitolo
7. ALCUNI ASPETTI DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE IN MATERIA DI FINANZA E CONTABILITÀ (Enrico Buglione)
7.1 Finalità e principali risultati dell’indagine
7.2 Procedimento di formazione e contenuti delle leggi finanziarie regionali
7.3 Leggi finanziarie regionali per il 2006
7.3.1 Tempi di approvazione e struttura
7.3.2 Una sintesi dei contenuti
7.4 Interventi sulle entrate
7.4.1 Disposizioni delle finanziarie per il 2006
7.4.2 Disposizioni in altri provvedimenti adottati nel 2005
7.5 Il Patto di stabilità interno nelle regioni speciali
Note al capitolo
8. FORMAZIONE E ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA (Vincenzo Santantonio)
8.1 Premessa. Un nuovo quadro normativo
8.2 Statuti ed Unione europea
8.3 Le leggi sulle procedure di partecipazione alla formazione del diritto comunitario
8.4 Le leggi sulle procedure di attuazione del diritto comunitario
8.5 Le leggi comunitarie regionali
8.6 Conclusioni
Note al capitolo

(red/21.02.07)

+T -T
Eurostat: classifica Pil regioni

(regioni.it) Per Eurostat (l'ufficio europeo di statistica) in Italia la regione piu' ricca e' la Lombardia e la piu' povera la Sicilia. Ma tra le prime quindici regioni Ue con il piu' alto Pil per abitante non figura alcuna regione italiana. Sono stati resi noti i dati del prodotto interno lordo per abitante, espresso in standard di potere d'acquisto, di 268 regioni dell'Ue-27.

Secondo i dati, relativi al 2004, la regione di Londra resta la piu' ricca dell'Unione con un Pil per abitante pari al 303%, considerando 100 la media Ue-27.

Nella nuova fotografia, rispetto a quella diffusa nel settembre scorso relativa al 2003 ed ancora riferita solo ai 25, quindi senza Romania e Bulgaria, non figura piu' alcuna regione italiana nel gruppo di testa delle piu' ricche. Dopo Londra, la classifica vede Lussemburgo, Bruxelles-capitale, Amburgo, Vienna, la regione di Parigi Ile de France, seguita da tre contee inglesi e dall'Alta Baviera.

In alcune regioni ricche, fa notare Eurostat, il livello di pil per abitante e' tuttavia molto influenzato anche dal flusso di pendolari che aumentano la produzione ad un livello che non potrebbe essere raggiunto della sola popolazione residente: e' questo il caso, in particolare, delle grandi citta'.

Per l'Italia, che fino al 2003 contava la provincia autonoma di Bolzano all'ottavo posto in Ue, i dati Eurostat indicano la Lombardia al top con un pil pro-capite del 141,5% rispetto alla media Ue, mentre fanalino di coda e' la Sicilia con il 67,3%.

Anche in questo caso, tuttavia, la percentuale della regione italiana e' ben lontana da quella delle piu' povere dell'Ue-27, tutte rumene e bulgare, se si escludono tre polacche. La piu' povera dei Ventisette e' la regione rumena del Nord-est con il 24% di pil pro-capite rispetto alla media Ue.

Tra le 46 regioni che superano la soglia del 125% del pil pro-capite della media Ue, otto sono regioni tedesche e inglesi, sette italiane, cinque olandesi, quattro austriache e tre del Belgio. Nel gruppo di testa delle italiane, con la Lombardia, anche Bolzano (140,2%), Lazio (131,8%) ed Emilia Romagna (130,4%). Mentre tra le regioni che si situano sotto il 75% della media Ue e quindi possono accedere ai fondi strutturali che Bruxelles destina alle regioni piu' povere (obiettivo convergenza), per l'Italia, oltre alla Sicilia, figurano la Campania (68,4%), la Puglia (69,8%) e la Calabria (68,5%). 

http://ec.europa.eu/eurostat/

 

Questa la classifica resa nota da Eurostat delle dieci regioni piu' ricche e delle dieci piu' povere dell'Unione europea a 27 nel 2004. Per ciascuna regione e' indicata la percentuale di pil pro-capite considerando 100 la media Ue. A seguire anche il quadro delle regioni italiane in base al pil per abitante, misurato in standard di potere d'acquisto.

  

   REGIONI PIU' RICCHE               REGIONI PIU' POVERE

 

Inner London (GB)   303%              Nord-Est (RO)          24%

Lussemburgo (L)     251%              Severozapaden (BG)     26%

Bruxelles   (B)     248%              Yuzhen tsentralen (BG) 26%

Amburgo (D)         195%              Severen tsentralen(BG) 26%

Vienna (A)          180%              Sud-Muntenia (RO)      28%

Ile de France (F)   175%              Sud-Vest Oltenia (RO)  29%

Berckshire, Oxfordhire                Severoiztochen(BG)     29%

Buckinghamshire(GB) 174%              Yugoztochen (BG)       30%

Alta Baviera (D)    169%              Sud-Est (RO)           31%

Stoccolma (S)       166%              Nord-Vest (RO)         33%

Utrecht (NL)        158%

 

 

REGIONI ITALIA PIU' RICCHE            REGIONI ITALIA PIU' POVERE

 

Lombardia    141,5%                    Sicilia    67,3%

Bolzano      140,2%                    Campania   68,4%

Lazio        131,8%                    Calabria   68,5%

E-Romagna    130,4%                    Puglia     69,8%         

Valle Aosta  128,2%                    Basilicata 75,4%.

 

(gs/21.02.07)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top