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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 878 - mercoledì 21 febbraio 2007

Sommario
- Napolitano: federalismo fiscale; "qualificato contributo la Conferenza delle Regioni”
- 22 febbraio: Conferenza Regioni e Stato-Regioni
- Smog: Lanzillotta e Realacci su legge Lombardia. Formigoni: il 25 il blocco ci sarà
- Errani a Napolitano: federalismo fiscale come chiave dell'unità del Paese
- Biblioteca; Issirfa-Cnr: rapporto sulla legislazione 2006
- Eurostat: classifica Pil regioni

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Napolitano: federalismo fiscale; "qualificato contributo la Conferenza delle Regioni”

(regioni.it) Federalismo fiscale: “alla definizione di tale progetto sta dando un qualificato contributo la Conferenza delle Regioni”. Ad affermarlo è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all’incontro con i rappresentanti delle istituzioni locali nel Salone del Podestà a Bologna per il centenario della morte di Giosuè Carducci. Napolitano ha in particolare sottolineato il legame profondo che c’è e vi deve essere tra democrazia, riforme e sviluppo locale e sociale.

"Accoglienza, inclusione, solidarietà, coesione sociale: Bologna e l'Emilia Romagna sono tra i luoghi in cui meglio si sono coltivati e trasmessi questi valori, in cui più vicine ai cittadini sono state le istituzioni rappresentative concorrendo a politiche di sviluppo e di equità, raccogliendo e sostenendo quella altissima vocazione associativa e quei diffusi comportamenti partecipativi”.

Napolitano ha dato infatti anche particolare risalto alle “politiche di accompagnamento delle istituzioni regionali e locali”.

“Sento la responsabilità di acquisire e trasmettere – sottolinea Napolitano - una visione complessiva della realtà nazionale, nelle sue profonde differenziazioni, e soprattutto nelle sue pratiche migliori, nelle sue esperienze più avanzate e stimolanti, che possono sollecitare quel dinamismo diffuso di cui l'Italia ha oggi così acuto bisogno nel confronto europeo e nella competizione globale”.
In tal senso, sostiene il Presidente della Repubblica, “le istituzioni regionali e locali hanno svolto e sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo sul duplice fronte della crescita economica e della protezione e coesione sociale”.

E aggiunge: “Le istituzioni debbono non solo affinare le loro politiche economiche e sociali, adeguarle a fenomeni complessi come quelli del cambiamento demografico, dell'allungamento della vita media, dell'immigrazione, del rapporto fattosi così critico e inquietante con l'ambiente. Esse devono anche rinnovare se stesse”.
Bisogna accrescere per i cittadini le possibilità di informazione e di partecipazione:
“Il mio auspicio – ha detto napoletano - è che vadano davvero in tal senso i provvedimenti di cui si annuncia come imminente la presentazione in Parlamento: il disegno di legge delega per l'adeguamento delle disposizioni in materia di enti locali alla riforma del Titolo V della Costituzione e quello per la disciplina della Conferenza Stato-istituzioni territoriali.
Non minore, naturalmente, è il rilievo e l'urgenza che presenta un progetto di attuazione del federalismo fiscale. Alla definizione di tale progetto sta dando un qualificato contributo la Conferenza delle Regioni, e per essa il suo Presidente Vasco Errani.
Coglierò solo l'occasione per fare in proposito due osservazioni.
La prima è relativa alla esigenza che nella revisione dell'ordinamento dei poteri locali e nella definizione del federalismo fiscale, prevalga nettamente uno spirito di cooperazione interistituzionale - tra Stato e istituzioni regionali e locali, come nel rapporto tra queste ultime - e prevalga uno spirito di solidarietà e coesione nazionale.
La seconda osservazione è relativa alla necessità della ricerca della più larga intesa tra le forze politiche per le soluzioni da dare a queste e ad altre questioni istituzionali. Voi sapete quanto io mi sia fatto doverosamente, e per profonda convinzione, assertore di questa necessità: che non bisogna evocare solo formalmente e con scetticismo, ma bisogna tradurre in sforzo e risultato effettivo, credendo che nonostante tutto ve ne sia la possibilità.
Capisco che il mio appello a un confronto più pacato e costruttivo - almeno su questioni di natura istituzionale, e su alcune altre - tra gli opposti schieramenti politici, possa apparire senza speranza nel rumore degli scontri quotidiani che dominano la scena in Parlamento. Ma - se non ha fatto notizia, ed è anche questo un dato su cui riflettere - non è forse vero che nei giorni scorsi si è realizzata la più larga intesa con l'approvazione unanime da parte della Camera dei Deputati del disegno di legge di riforma dei servizi d'informazione e sicurezza? Nessuno può dire, naturalmente, se analoghe intese potranno essere raggiunte su temi ancor più delicati come la revisione della legge elettorale e la revisione di taluni aspetti della II parte della Costituzione. Ogni previsione in tal senso richiede prudenza e realismo.
Ma intanto è lecito auspicare un cammino costruttivo in Parlamento per le leggi di più diretto interesse delle Regioni e degli Enti locali”.

Infine l’ultimo tema trattato è stato quello della democrazia e della formazione delle decisioni come partecipazione dei cittadini, confronto delle idee, dibattito sui problemi:
“E per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza, è fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia.
E aggiungo nel modo più netto: qualunque tema e problema sia in questione, interessi e appassioni strati più o meno larghi dei cittadini e li muova magari alla protesta, è nel riconoscimento della rappresentatività delle istituzioni elettive e delle relative sedi di decisione democratica che ogni forma di partecipazione deve trovare la sua misura. Questo vale per questioni e tensioni di carattere sociale, come per controversie su temi ardui e cruciali di politica internazionale e di difesa. Solo così si rispetta d'altronde l'essenza della democrazia come governo della maggioranza.
Se si nega questo ancoraggio nelle istituzioni, si può allora scivolare nella suggestione della violenza come matrice delle decisioni invocate da aggregazioni e mobilitazioni minoritarie, e di lì, nell'impossibilità di prevalere per questa via, si può compiere il passo verso la degenerazione estrema del terrorismo.
Ecco in che senso, credo, si debba vigilare - non transigendo mai, s'intende, sul rispetto della legalità repubblicana - contro una minaccia terroristica che abbiamo visto d'improvviso riemergere, ancora non sappiamo con quale grado di pericolosità e forza di relativa diffusione”.

 

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ALL'INCONTRO ISTITUZIONALE (BOLOGNA, SALONE DEL PODESTÀ 21 FEBBRAIO 2007)

(giuseppe schifini /21.02.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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