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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 879 - giovedì 22 febbraio 2007

Sommario
- Crisi Governo: i commenti dei Presidenti delle Regioni
- Toscana: ricorso a Consulta sull'Agenzia per la formazione dei dipendenti pubblici
- CONFERENZA REGIONI 22.02.07 - DOC OBBLIGHI APPARTENENZA 'ITALIA COMUNITA' EUROPEE
- Forestali; Cuffaro: Corte Costituzionale da ragione a Sicilia
- Uno studio sulla Conferenza Stato-Regioni
- Sanità: il programma di lavoro dell'Unione Europea

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Crisi Governo: i commenti dei Presidenti delle Regioni

(regioni.it) “Penso che sia necessario trovare una soluzione a questa crisi, attraverso la conferma del presidente Prodi e del governo con la possibilità, anche, di verificare le condizioni per un allargamento della maggioranza perché questa è una necessita' del Paese”. Lo ha affermato, commentando la crisi di  governo, il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, al termine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di cui è Presidente. Riguardo ad una possibile battuta di arresto di riforme avviate,  come quelle per il codice delle autonomie e per il federalismo fiscale, Errani ha concluso: "Vedremo. Spero si arrivi rapidamente a una soluzione positiva della crisi".

“Ero convinto – ha affermato invece il Presidente del Molise, Michele Iorio - che prima o poi questa crisi sarebbe arrivata: l'accelerazione e' stata solo una verifica anticipata di quello che sarebbe comunque accaduto''. “Le divergenze sulle varie politiche - ha osservato Iorio - sono talmente estese, ampie e visibili che credo sia stato un  passo ovvio e scontato. I problemi sul tappeto sono notevoli e  spero vi sia la possibilità di andare presto alle elezioni anche con un periodo di riorganizzazione necessario per approvare la legge elettorale ed alcuni documenti importanti”. Infine il Presidente del  Molise (che è anche Vicepresidente della Conferenza delle Regioni)  ha sottolineato che ci sono questioni, compresa la legge elettorale, che ''possono essere affrontate anche con una grande coalizione ma se questo non dovesse essere possibile pasticci di allargamenti della maggioranza mi sembrano veramente da rifiutare”.

“Quanto accaduto provoca all'Italia danni d'immagine all'estero e danni anche all'interno''. Lo afferma, a riguardo delle dimissioni di Prodi, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy. “Il Governo Prodi e' caduto su un argomento come la missione in Afghanistan - spiega Illy -, che sotto l'egida dell'Onu e' mirata a riportare quel paese alla normalita'. Difficilmente sul piano internazionale - annota Illy, in un'intervista a Il Gazzettino - si guardera' a noi come una nazione affidabile”.

''Si e' verificato il tipico caso previsto dal ministro D'Alema e anche dal Presidente Napolitano: il governo non ha la maggioranza in un campo fondamentale come quello della politica estera''. E’ il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. ''Quindi - ha proseguito Formigoni - il fatto nuovo e' che il governo non ha piu' la maggioranza. D'Alema era stato chiarissimo: un governo senza maggioranza in politica estera va a casa. Il Presidente Napolitano aveva usato con altrettanta chiarezza espressioni simili. Mi aspetto che ci sia coerenza''. ''Credo che ci sia una correttezza istituzionale che  qualunque governo e qualunque maggioranza debba rispettare mi aspetto che ci sia questa correttezza''.

“Ora si tratta – ha aggiunto successivamente Formigoni - di vedere se sono in grado di presentare una maggioranza, ma che sia coesa, altrimenti sarebbe piu' corretto prendere atto della inesistenza di una maggioranza e cercare altre soluzioni, in quel caso l'andata alle urne sarebbe il responso drammaticamente più chiaro”.

Sciogliere subito il Senato e andare a votare per una delle due camere del Parlamento. Questa la soluzione proposta dal Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, che questa mattina intervenendo ad un dibattito sulla 'ndrangheta organizzato dagli studenti della facoltà di giurisprudenza della Sapienza di Roma, si è detto convinto che ''il Senato doveva essere sciolto subito, nel momento stesso in cui i numeri hanno garantito una maggioranza solida soltanto alla Camera. Occorreva allora un atto di coraggio - ha aggiunto Loiero - rimettendosi alla volontà degli elettori alla luce del risultato elettorale. Oggi più di allora e' necessario quel coraggio - ha concluso Loiero - occorre tornare a votare sciogliendo Palazzo Madama per ricostruire una maggioranza che non c'è mai stata”.

''Nessuno mi credera' – aveva invece detto il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, alla vigilia dell’apertura della crisi - ma io spero che il Governo Prodi non cada. Questo Governo deve durare ancora quel tanto che aiuti gli italiani a capire che cosa significhi essere nelle mani dei Diliberto, dei Ferrero, dei Pecoraro o di Franca Rame''. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, secondo il quale ''questo e' un  Governo sostenuto per davvero anche da gente amica dei Talebani e vicina alle Brigate Rosse''. ''Ma gli italiani che hanno votato per Prodi  hanno capito tutto cio'? Questo e' un Governo - prosegue Galan - al cui interno ci sono ministri che odiano gli Stati Uniti, la Nato, non escluse le Nazioni Unite. Ma gli italiani che li hanno votati hanno capito tutto cio'? Se fosse nelle mie possibilita', farei quanto segue: comprerei milioni e milioni di copie del quotidiano nazionale piu' autorevole e le spedirei a casa di ogni famiglia. Cosi' tutti potrebbero leggere che, secondo D'Alema, nel caso il Governo oggi fosse stato battuto al Senato non sarebbero rimaste che le dimissioni di Prodi. Mi auguro che cio' non sia, anche perche' non ce la siamo goduta abbastanza, pur dovendo sopportare il disgusto che causa al 99% degli italiani la sola vista di Diliberto''.

''Provo sgomento – afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - per una sconfitta brutta ed importante che pone problemi molto seri''. Il presidente della Giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, ha aggiunto: “Chi ha contribuito a determinare la sconfitta - ha detto - si e' assunto una responsabilità terribile perché il Governo Prodi soprattutto in politica estera sta contribuendo a costruire una logica differente da quella monopolare che ci ha portato in Iraq. Sta contribuendo a creare un mondo multipolare in cui tanti protagonisti si ritrovano a portare la pace”.”E nella tragedia interorientale - ha concluso Vendola - c'e' in Libano grazie a tutto cio', una forza di pace che da' segnali di un'Italia pronta a costruire quella pace. Di fronte a tutto questo provo sgomento''.

Per Piero Marrazzo: “il centrosinistra ora si fermerà a riflettere. Sono convinto che il Presidente della Repubblica saprà indirizzare la crisi verso delle possibili soluzioni, però e' tutto nel centrosinistra. Io penso che il ministro degli esteri D'Alema abbia posto nel migliore dei modi la barra della politica estera del governo e credo che da lì si debba ripartire”. Riguardo alla prospettiva di un 'Prodi bis', Marrazzo sottolinea: "Auspico che il centrosinistra con Prodi sappia dare al paese la risposta che ora il paese si attende. Noi siamo stati una maggioranza indicata dagli elettori e oggi dobbiamo essere in grado di dare risposte agli elettori. E credo che uno degli elementi su cui ragionare e' proprio quello di saperci confrontare con alcuni settori dell'opposizione che hanno a cuore le sorti del Paese".

Probabilmente si fara' un 'Prodi bis' ma comunque anche in tal caso "il problema non sara' diverso da quello precedente, ossia con numeri cosi' risicati si rischia di andare sotto. Il tema vero e' quello dell'allargamento della maggioranza ma non con sostituzioni, oppure di fare una riforma elettorale che consenta la governabilita' concordata tra tutti e poi di andare alle urne. Con questa legge nessuno schieramento si troverebbe a governare con un minimo di efficienza". Lo ha affermato il presidente della regione Piemonte, la diessina Mercedes Bresso, al termine della conferenza delle regioni e delle province autonome. "Credo che si cerchera' di ricostituire il governo Prodi e probabilmente questo riuscira' perche' tutti i partiti, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, si sono detti favorevoli a riconfermarlo – ha precisato Bresso - Penso che, in qualche modo, si riusciranno a richiamare all'ordine i dissidenti. Tuttavia la situazione mi pare comunque molto difficile perche' i numeri sono risicatissimi e anche il dissidente che giura e spergiura che rispettera' i patti puo' poi arrivare a votare no".

(red /22.02.07)

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