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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 911 - lunedì 16 aprile 2007

Sommario
- Mercoledì 18 aprile Conferenza Regioni
- Conferenza Stato-Regioni 18.04.07: Ordine del giorno
- Conferenza Unificata 18.04.07: Ordine del giorno
- Lanzillotta: rigore e "salvadeficit" sanità
- Federalismo: Violante, Calderoli, Chiti...
- CONFERENZA UNIFICATA 29.03.07: Documenti

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Lanzillotta: rigore e "salvadeficit" sanità

(regioni.it) Con il federalismo fiscale devono essere previste maggiori sanzioni. “Vogliamo fare presto e bene” afferma il ministro agli Affari regionali Linda Lanzillotta in un’intervista del 15 aprile a “ilSole24Ore” a proposito del provvedimento sul federalismo fiscale che il Governo intende varare nelle prossime settimane (15/04: IL SOLE 24 ORE: INTERVISTA AL MINISTRO GLI AFFARI REGIONALI...        ). Ma c’è anche “la necessità di sanzionare chi adotta decisioni incompatibili con quelle di finanza pubblica”.
Severa la Lanzillotta, che aveva già indicato questa strada di rigore in una dichiarazione il giorno prima.  L’intervista prende spunto infatti dal possibile aumento delle addizionali Irpef e Irap in alcune regioni per il salto dei conti 2006 in sanità.
Per il 2005 il Governo ha già varato provvedimenti bilaterali “salvadeficit”. A riguardo critiche da Romano Colozzi, assessore al bilancio della regione Lombardia (Intesa “salvadeficit sanità”).
"Le regole oggi dicono - ha spiegato Lanzillotta - che in caso di disavanzo scatti l'aumento automatico delle aliquote fiscali. Un criterio di responsabilita' che colpisce pero' cittadini e imprese con le addizionali Irpef e Irap". Il ministro ha fatto riferimento al quadro normativo attualmente in vigore per i Comuni i cui amministratori, in caso di mancato pareggio di bilancio o di dissesto finanziario, incorrono in sanzioni, per le Regioni non c'e' nulla di simile. "Cosi' – sostiene la Lanzillotta - da una parte c'e' la difficolta' di imputare la responsabilita' del disavanzo; dall'altra, c'e' la necessita' di sanzionare chi adotta decisioni incompatibili con gli equilibri di finanza pubblica".
Su questo aspetto, Lanzillotta ritiene necessario sviluppare una riflessione insieme alle Regioni. Nel quadro del federalismo, una volta accordate alle Regioni le risorse coerenti con i costi standard dei servizi "i disavanzi non potranno essere ammessi".
Lanzillotta ha insistito sulla necessita' di agire dal lato della spesa perchè‚ "i tributi locali non sono elastici all'infinito". Per quanto riguarda la presentazione del ddl sul federalismo in Consiglio dei ministri, Lanzillotta ha detto di auspicare che avvenga in tempi rapidi anche se il provvedimento presenta "complessita' tecniche da chiarire". "Allora - e' la conclusione - meglio una settimana  dopo ma con un testo forte e ben studiato".
''La diffida del ministro Lanzillotta non ci tocca: noi non ci riteniamo oggetto di apprezzamenti di questo genere'', ha sostenuto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, a proposito delle affermazioni del ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta.
Ribatte anche la Bresso. E' destituita di ogni fondamento la notizia circolata in questi giorni secondo la quale il Piemonte sarebbe tra le Regioni che rischiano un extradeficit non coperto sulla sanita''', precisa la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso.
''Il bilancio approvato di recente ha coperto, come da legge, tutto il nostro deficit 2006 - dice la Bresso - Non si capisce, quindi, come abbia potuto prendere corpo un'ipotesi di questo genere. A differenza di altri, stiamo provvedendo - con uno sforzo notevole - a ripianare i pesanti debiti che ci erano stati lasciati, senza ricorrere ad aiuti straordinari da parte dello Stato e senza aumentare le tasse. La legge ci chiede di ripianare le perdite dell'anno precedente entro il bilancio successivo. E cosi' abbiamo fatto. Se mai ci arrivera' una lettera di richiamo, quindi, protesteremo con forza contro un atto senza fondamento''.
L'extradeficit della sanita' marchigiana e' in realta' frutto di mancati trasferimenti dallo Stato. Così il presidente della giunta marchigiana Gian Mario Spacca.

''Sono 944 i milioni di euro che le Marche devono avere dallo Stato - spiega il Spacca- e di questi, 580 milioni sono gli introiti frutto delle addizionali alla tassazione nazionale, che la Regione ha introdotto per far fronte alle esigenze della sanita'. I mancati trasferimenti dallo Stato alla Regione hanno comportato l'accensione di mutui, i cui tassi hanno superato, in cinque anni, 37 milioni di euro. Una cifra - sottolinea Spacca - che e' quella che lo Stato sostiene essere il deficit della sanita' marchigiana''.

Spacca ha poi contestato la validita' della somma indicata come deficit, ''sostenendo di essere rimasto molto sorpreso del dato, visto che le Marche hanno presentato una documentazione inoppugnabile che dimostra altro'. Pertanto - ha concluso - sarebbe paradossale 'una diffida dello Stato alle Marche''.

(gs/16.04.07)

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