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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 913 - mercoledì 18 aprile 2007

Sommario3
- Federalismo fiscale: verso proposta unitaria delle Regioni
- Sanità: via libera a contratto medici specializzandi
- Sanità: Senato riformula emendamento "riduci ticket"
- Istruzione: finanziamenti per alloggi studenti universitari
- Federalismo fiscale: il calendario dei lavori
- Sanità: non c'è parere Regioni su decreto "anti-deficit"

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Federalismo fiscale: verso proposta unitaria delle Regioni

(regioni.it) Continua a ritmo serrato il confronto fra le regioni (e fra queste  ultime  e il governo) sull’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione. Sul tavolo il futuro testo delle delega al governo in materia di federalismo fiscale. Oggi (18 aprile ’07) su questo tema si sono confrontati i Presidenti delle Regioni e il dibattito è stato giudicato dal Vasco Errani (Presidente della Conferenza delle Regioni) come " un ottimo lavoro che sarà chiuso politicamente nella prossima Conferenza che si terrà dopo il 1 maggio (probabilmente il 3 maggio, ndr). Abbiamo fatto passi in avanti sostanziali, il quadro si sta delineando in modo molto positivo e pienamente unitario. Possiamo essere soddisfatti -ha aggiunto Errani- le Regioni possono dare un contributo importante al federalismo fiscale e anche a questi processi di governo e di alta riforma del sistema istituzionale. Nei prossimi giorni -ha sottolineato- lavoreremo per un confronto politico con l'Anci e l'Upi per arrivare ad una condivisione sostanziale ed avere tutte le condizioni per chiudere questo importantissimo percorso".

Entra più nel dettaglio il coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi (Assessore al bilancio della Regione Lombardia) che spiega i nodi che sono ancora da sciogliere. I tre punti da risolvere riguardano: 1) l'individuazione di un panel di regioni su cui calcolare le aliquote che costituiranno l'architrave del sistema; 2) come definire i costi standard; 3) prevedere eventuali sanzioni in caso di disavanzi, ''altrimenti - ha commentato Colozzi - il meccanismo e' zoppo''. Queste questioni, 'politicamente forti' saranno discusse alla  prossima riunione dei presidenti convocata in via straordinaria per il 3 maggio. C'e' poi la questione, evidenziata da alcune regioni, che  riguarda la definizione di quali siano le funzioni considerate  'essenziali': la sanita' e l'assistenza e' scontato che lo sono, ma c'e', ad esempio, il tema dell' istruzione su cui la conferenza si e' riservata di esprimere, nella prossima seduta, una definitiva valutazione. ''La contrapposizione tra regioni ordinarie e speciali - ha poi detto Colozzi, rispondendo a una domanda - e' stata superata prevedendo un percorso autonomo per le regioni a statuto speciale: si e' creato un percorso in cui sara' lo stato a dover definire come garantire i principi della perequazione nel rispetto delle carte statutarie delle varie regioni''. Colozzi ha invece escluso contrapposizioni di tipo politico, mentre, sulle contrapposizioni nord-sud, ha spiegato che ''ancora aleggiano delle preoccupazioni, ma oggi e' stato fatto un passo in avanti a dimostrazione che a volte queste contrapposizioni sono costruite ad arte: il meccanismo che stiamo costruendo e' difficile dimostrare che possa danneggiare delle regioni a scapito di altre. Si tratta, piuttosto, di un riequilibrio dei rapporti tra il sistema delle regioni e lo stato, più che tra le regioni tra loro in termini di vantaggi. ''E' chiaro invece  che per tutto il sistema aumenterà molto la responsabilità''. Infine Colozzi ha escluso che tutto il processo possa concludersi per fine aprile: dopo la riunione della Conferenza del 3 maggio vi sarà, ha detto, una interlocuzione politica con  il governo, ''e immagino che l'agenda del governo, che prevedeva una prima approvazione il 27 aprile, dovrà slittare; io lo darei per scontato - ha concluso - anche se non ho informazioni di prima mano al riguardo''.

E di “importanti nodi da sciogliere” ha parlato anche l’Assessore della Regione Campania, Marco Di Lello: fra i punti quello relativi all'individuazione  dei costi standard da fissare che determinano l'utilizzo del  fondo perequativo, ''Questa non e' comunque l'ultima riunione - ha aggiunto l'assessore - ci saranno altri incontri e si continuano a fare passi in avanti”.

Il veneto riconosce il buon lavoro fatto, ma punta il dito sulla strada che ancora resta da fare: ''Sui punti sostanziali che dovranno caratterizzate il disegno di legge sul federalismo fiscale le Regioni

hanno fatto anche oggi dei passi avanti”, ha detto l’assessore al Bilancio Isi Coppola, ma è “evidente che stiamo lavorando ad una cornice di carattere generale, attraverso l'enunciazione di principi che speriamo ci consentano di mettere dei paletti precisi in questo percorso. Tuttavia come Veneto siamo ancora lontani dal poterci sentire soddisfatti. Il confronto sui punti che restano da approfondire continuerà ai primi di maggio, anche se il vero punto nodale sarà poi il successivo dibattito sui decreti attuativi''.

Particolarmente soddisfatte le Regioni a statuto speciale: ''Con le regioni a statuto  ordinario – ha dichiarato l'assessore  altoatesino alle finanze Werner Frick - abbiamo costruito il consenso sul principio che le regioni e province autonome concorrono agli obiettivi di perequazione e solidarietà attraverso trattative bilaterali e in applicazione di norme di attuazione dello statuto e delle assunzioni di competenze derivanti.''. Articolato, ma ugualmente soddisfatto, il commento del Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru che ha  spiegato che "il Paese va incontro al federalismo fiscale e alcune regioni a statuto speciale questo federalismo già lo hanno vissuto da molti anni. Si trattava di proseguire nell'esperienza positiva delle autonomie speciali senza interferire sull'avvio del federalismo fiscale delle altre regioni a statuto ordinario"."Non interferire - ha precisato Soru - significa non superare e non dimenticare il patto con lo Stato stretto con i nostri Statuti, parte della Costituzione, che assicura alle nostre regioni la possibilità di negoziare con lo Stato i livelli di autonomie e responsabilità che ci vengono trasferite, le modalità di finanziamento di queste funzioni attraverso la definizione con lo Stato di precise norme di attuazione con i nostri statuti". Soru ha però precisato che le regioni a statuto speciale sono diverse, con diversi redditi pro capite e quindi devono essere previste diverse regole di compartecipazione a seconda dei livelli di sviluppo economico. Soddisfatto il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai: "Oggi - dice - abbiamo raggiunto un buon accordo e siamo sicuri che il confronto con il governo e il Parlamento potrà svilupparsi in maniera molto positiva e solidale tra tutte le Regioni". Circa gli aspetti tecnici, "il nodo - prosegue Dellai - e' stato risolto decidendo di rispettare due principi fondamentali: che le Regioni a statuto speciale devono concorrere anch'esse alle questioni di natura finanziaria che riguardano il Paese, il secondo che questo deve però avvenire nel rispetto assoluto delle regole delle autonomie speciali".

Giudizi positivi anche dalle “regioni piccole”: Nell'ambito della riforma relativa  al federalismo fiscale la Conferenza delle Regioni ha accolto un proposta avanzata anche dalla Regione Molise che introduce il principio per il quale una quota del fondo perequativo sarà assegnata alla regioni di minore dimensione demografica. La proposta era stata avanzata assieme alle Regioni Basilicata e Umbria. A renderlo noto il presidente della Regione Basilicata, Vito De  Filippo. ''Si tratta di un principio importante - ha spiegato in una nota il Presidente della Basilicata - perché consente alle regioni con minor numero di abitanti, come la Basilicata, quindi con un minor introito fiscale, di garantire comunque i servizi primari rivolti ai cittadini, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo''. Successivamente, nei decreti delegati verrà definita la soglia massima della popolazione che definisce l'accesso al fondo di perequazione.

(stefano mirabelli/18.04.07)

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Sanità: via libera a contratto medici specializzandi

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha espresso soddisfazione per il via libera della Conferenza Stato-Regioni al “Contratto di formazione specialistica dei medici”.

“Il lavoro svolto – ha dichiarato Errani - sì è concluso positivamente e il contratto per i medici specializzandi atteso da molti anni, si concretizzerà prossimamente con un decreto del Presidente del Consiglio. Va inoltre sottolineata la concertazione che ha caratterizzato il confronto fra il Governo e le Regioni per un contratto – ha concluso Errani - che coniuga le esigenze del percorso formativo e il ruolo dei medici specializzandi nel funzionamento del servizio sanitario”.

Il Governo in sede di Stato Regioni ha accolto diverse osservazioni formulate dalle Regioni, fra queste il fatto che l’attività del medico in formazione specialistica dovrà essere coerente con il percorso formativo. L’orario di lavoro sarà quello dei medici, ma potrà essere concordato un maggior impegno in base a singoli contratti aziendali

Dopo 8 anni di attesa, quindi i medici specializzandi avranno il loro contratto di lavoro, con una disciplina normativa identica, in molti punti, a quella dei medici di struttura. Per Luciano Modica, sottosegretario al ministero della Ricerca, ''Si tratta di un argomento delicato e oggi abbiamo trovato l'accordo, a seguito di un dibattito intenso, le Regioni hanno dato la loro intesa. Prevedo che gia' da giugno si potranno cominciare a firmare i contratti per quelli che sono gia' specializzandi; per gli altri, a partire da questo anno, sara' automatico''. ''Tra le novita' previste per i medici specializzandi - prosegue Modica - l'orario di lavoro sara' identico a quello dei medici di struttura, ossia 38 ore; le modalita' di rilevazione degli orari di lavoro saranno le stesse utilizzate per i medici strutturati ed eventuali impegni orari maggiori non potranno essere decisi singolarmente ma saranno stabiliti su base aziendale''. ''Direi che è un buon contratto - conclude Modica - dopo tutto questo tempo dovevamo mettere un punto fermo per cominciare e per molti anni e' mancata la via per cominciare''

(red/18.04.08)

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Sanità: Senato riformula emendamento "riduci ticket"

(regioni.it) In Senato Il governo ha annunciato il ritiro dell'emendamento per ridurre nel 2007 il ticket sulla diagnostica da 10 a 3,5 euro. La modifica, al dl sul ripiano dei deficit sanitari regionali all'esame dell'Aula del Senato, costa alle casse dello Stato 350 milioni di euro. La decisione e' stata annunciata dal sottosegretario all'Economia, Nicola Sartor. Il Senato poi ha però dato il via libera a un emendamento presentato da Tommaso Sodano, che riduce da 10 euro a 3,50 il ticket sanitario. L'emendamento al dl di ripiano dei deficit sanitari delle Regioni, all'esame di Palazzo Madama, inizialmente presentato dal governo e poi ritirato a causa della bocciatura della commissione Bilancio sotto il profilo della copertura, era stato riformulato dal senatore del Pr Sodano, che ha previsto una diversa copertura con tagli orizzontali ai ministeri su leggi di spesa. Il provvedimento, quando avra' ottenuto il si' del Senato, dovra' passare all'esame della Camera.

Prima della riformulazione Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani aveva auspicato "Visto che e' confermata la positiva intenzione del governo di intervenire facendosi carico di una parte  degli 811 milioni di euro di ticket previsti, con un intervento di 350 milioni di euro, il governo trovera' lo strumento piu' efficace e  rapido per fare in modo che questo possa accadere".

Per Romano Colozzi, coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni la via preferibile era un’altra  “è necessario che il Governo preveda un decreto legge ad hoc per risolvere la questione del ticket da  dieci euro sulla specialistica. ''Il sottosegretario Sartor - ha spiegato Colozzi - ha  annunciato che e' stato ritirato l'emendamento per risolvere il  problema del ticket. Il provvedimento e' stato bloccato dalla  Commissione Bilancio del Senato mancando la copertura  finanziaria. Fin da ieri - ha aggiunto Colossi - avevamo  evidenziato che il testo era pasticciato: dovendo ora prevedere un altro strumento, io avanzo la proposta di fare un decreto  legge ad hoc per evitare di prendere in giro ancora i cittadini che da quattro mesi attendono la soluzione di questa vicenda''.

(sm/18.04.07).

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Istruzione: finanziamenti per alloggi studenti universitari

(regioni.it) La Conferenza Stato-Regioni ha espresso un parere favorevole sul decreto ministeriale che riguarda le 'procedure e modalita' per la presentazione dei progetti e per l'erogazione dei finanziamenti relativi agli interventi per alloggi e residenze per studenti universitari, come disposto dalla Legge 2000/338.

La legge prevede la stesura di un Piano degli interventi per alloggi e residenze per studenti universitari, con la conseguente formulazione di un piano per la ripartizione dei fondi relativi al periodo 2006-2009.

(red/18.04.06)

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Federalismo fiscale: il calendario dei lavori

(regioni.it) Va definendosi il possibile calendario dei lavori del confronto Governo-regioni- enti locali sul tema del federalismo fiscale, prima del varo dfa parte del governo del Ddl di delega.

Regioni e le Autonomie locali dovrebbero tornare ad incontrare il Governo, in via definitiva, il prossimo 3 maggio alle 17, per 'chiudere' sulla bozza di Federalismo fiscale presentata dal Governo. Il 3 maggio dunque il possibile traguardo, ma la mattina, vi sara' una conferenza

straordinaria della conferenza delle Regioni mentre dovrebbe svolgersi il 2 maggio un incontro tra le Regioni degli Enti locali.

(red/18.04.06)

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Sanità: non c'è parere Regioni su decreto "anti-deficit"

(regioni.it) Le Regioni hanno confermato il 'non parere', in sede di Conferenza Stato-Regioni, al decreto anti-deficit con cui il governo ha stanziato 3 miliardi per il ripiano dei deficit di alcune Regioni.

Vasco Errani, Presidente della Conferenza, ha spiegato che il  'non parere' gia' preannunciato, non si presta a equivoci  poiche' rimane intatta ''la solidarieta' interregionale''. ''Il  'non parere' non e' dovuto, come si sa, a contestazioni di  merito ma a una questione di metodo'', ha aggiunto Errani.

Romano Colozzi,  assessore al Bilancio della Lombardia, ha espresso la contrarietàò della Lombardia e ha richiamato la minaccia che la Commissione Ue apra una procedura di infrazione contro l'Italia per i ritardi  accumulati nei pagamenti nella Sanita'. ''Continuo a trovare  inspiegabile - ha aggiunto - il ritardo del governo nell'assegnazione di fondi dovuti alle Regioni pur in presenza di entrate extra superiori alle aspettative dello stesso esecutivo''.

Per il Ministro della salute, Livia Turco, questo decreto " e' un passo in avanti molto importante da un punto di vista della strumentazione, perche' le Regioni fanno una sorta di cessione di sovranita'". Per risanare il deficit sanitario di alcune regioni il ministro Livia Turco ha individuato lo strumento del decreto e, a margine dei lavori del Senato, spiega che quello all'esame dell'aula e' "un decreto importante per ripianare i debiti accumulati dal 2001 di alcune regioni importanti come Lazio, Campania, Molise, Abruzzo e Sicilia entro il 2010". Per fare questo, aggiunge il ministro, "e' necessario un supporto sia di tipo organizzativo e progettuale sia in termini di prestito per assorbire gradualmente i debiti". Tre miliardi "per promuovere il diritto alla salute, oltre, pero', all'impegno sul controllo della spesa. Ma, ci tiene a sottolineare Turco, la novita', "la sfida" e' che l'azzeramento del debito "si ottiene senza intaccare i servizi essenziali".

Critiche dall’opposizione in Senato. Per Enzo Ghigo (Fi) ''Il provvedimento assegna gran parte dei fondi stanziati per i disavanzi pregressi   dice Ghigo   con un meccanismo che privilegia le Regioni meno virtuose, cioe' quelle che hanno fatto piu' debiti, senza preoccuparsi troppo di come coprirli. Nel corso del dibattito ho presentato numerosi emendamenti per sostituire queste modalita' di riparto con altre che tenessero conto della popolazione, con un'assegnazione pro-capite. Ma il governo si e' detto contrario a queste modifiche  e la maggioranza le ha respinte''.

(red/18.04.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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