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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 916 - lunedì 23 aprile 2007

Sommario3
- Al lavoro per prevenire crisi siccità
- Bresso: l'esempio francese per una politica al femminile
- Rifiuti: Osservatorio Cnel
- Federalismo fiscale; Lanzillotta: serve definizione costi e fabbisogni
- Dati Istat ed Eurostat su spesa pubblica
- Illy-Lanzillotta: dialogo su Euroregione e Commissione paritetica

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Al lavoro per prevenire crisi siccità

(regioni.it) Primo caldo ed è già crisi siccità.  Il problema va infatti affrontato prima dell’emergenza Estate 2007. Prima di eventuali cali energetici dovuti al prosciugamento di fiumi come il Po.

Si lavora quindi per l’istituzione di un’apposita cabina di regia. E’ tra le proposte, da sottoporre al Governo, e che sono allo studio dei tecnici riunitisi il 23 aprile al Ministero per lo Sviluppo Economico. Tra le misure previste, il rilascio controllato di acqua per tenere sotto controllo soprattutto il livello del Po e l'acquisto di una maggiore quantita' di energia dall'estero. Si parla di un piano di risparmio da 400 milioni di metri cubi d'acqua per scongiurare il rischio blackout elettrico.

I produttori elettrici sarebbero chiamati a utilizzare circa 150 milioni di metri cubi in meno, le Autorita' di bacino e dei laghi dovrebbero invece contribuire con un risparmio di 70 milioni di metri cubi mentre agli agricoltori sarebbe chiesto un minor utilizzo di acqua per 120-140 milioni di metri cubi (circa l'8% cioe' del loro fabbisogno).  

Al centro dei lavori quindi "l'attivita' di monitoraggio delle azioni poste in essere da tutti i soggetti coinvolti nel tavolo di lavoro".

Durante l'incontro sono stati aggiornati gli obiettivi di invaso del bacino idrografico del fiume Po, anche alla luce delle previsioni di precipitazioni- nei prossimi tre mesi- in linea con la media dello scorso anno e di un incremento della temperatura di circa un grado rispetto alla media degli altri anni.

All'incontro hanno partecipato dirigenti e rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico e del ministero dell'Ambiente, di Terna, della Protezione civile, dell'Autorita' per l'Energia elettrica e il gas, delle Regioni maggiormente interessate e dell'Autorita' bacino Po. Il prossimo tavolo si terra' il prossimo 7 maggio.

Per Loredana De Petris ''la situazione di grave deficit idrico del Paese richiede al piu' presto la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri e la predisposizione di un piano straordinario di interventi per la prevenzione della siccita' da inserire nella prossima legge finanziaria''. Così la senatrice dei verdi e capogruppo nelle Commissioni Agricoltura e Ambiente, sostiene che ''è necessario dare attuazione al piu' presto alle opere gia' finanziate nel piano irriguo nazionale, ma anche inserire l'emergenza idrica fra le priorita' della prossima legge finanziaria, con interventi mirati per incentivare l'impiego di sistemi di irrigazione a basso consumo, per potenziare gli invasi e ridurre gli sprechi, anche con un migliore riutilizzo delle acque reflue''.

(gs/19.04.07)

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Bresso: l'esempio francese per una politica al femminile

(regioni.it) Non sarebbe male se il nostro Paese prendesse lezioni dalla Segolene Royal, ma anche dalla Germania (Angela Merkel) o dalla Finlandia “dove le donne ministro sono più degli uomini”, è questa l’opinione della Presidente del Piemonte, Mercedes Bresso.

Una cosa è certa – secondo quanto ha dichiarato dalla Bresso in un’intervista pubblicata il 23 aprile dal quotidiana La Stampa – le donne non fanno “perdere voti“ e , anzi in un testa a testa possono fare la differenza. Le presidenziali francesi hanno evidenziato il lavoro fatto dalla candidata Royal che “ha introdotto delle novità nella politica francese: le primarie e la possibilità di votare usando Internet che probabilmente le ha permesso di superare le resistenze interne dei socialisti. Poi ha usato la politica dell’ascolto partecipativo, introdotta per la prima volta da Prodi con il pulmann. Di certo ha fatto tesoro dell’esperienza italiana”.

Oggi – per la Presidente del Piemonte – “Segolene ha dimostrato che l’avanzata delle donne in politica è inarrestabile. In Italia anche il partito democratico dovrà tenerne conto, è evidente che una presenza femminile non potrà mancare ai vertici del nuovo partito o come segretaria o come candidato premier”

(sm/23.04.07)

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Rifiuti: Osservatorio Cnel

(regioni.it) Cresce la produzione dei rifiuti in Italia, ma diminuisce il ricorso alla discarica e il recupero. I differenziati a monte o avviati a selezione e compostaggio rappresentano circa un terzo del totale.

Lo sostiene il primo Rapporto sulla competitivita' del settore dei rifiuti urbani in Italia (con dati fino al 2004) presentato dall'Osservatorio dei Servizi pubblici locali del Cnel. L'Osservatorio, che si occupera' di monitorare i settori dell'energia, dell'acqua e dei rifiuti, sara' finanziato dal Cnel e dal ministero del Lavoro.

Tra i dati positivi del Rapporto, la diminuzione del ricorso alla discarica di 20 punti percentuali tra il 1999 e il 2004 anche se la destinazione dei rifiuti si caratterizza ancora per un ricorso prevalente alla discarica che a livello nazionale rappresenta quasi il 60% dei rifiuti urbani prodotti mentre quelli recuperati rappresentano circa un terzo del totale. Lo studio dimostra poi come i costi totali per la gestione dei rifiuti urbani sono passati da 4,9 miliardi di euro del 1998 a 6,5 miliardi del 2004, con una crescita del 34%. Il fatturato del settore e' passato da 4,3 miliardi di euro del 1999 a circa 5,9 miliardi del 2004, corrispondenti ad una crescita del 37%.

Con l'eccezione di Finlandia ed Inghilterra, l'Europa si caratterizza poi per un utilizzo dello smaltimento in discarica dei rifiuti significativamente inferiore rispetto all'Italia, e mediamente pari al 31%.

Quanto poi alla dotazione infrastrutturale, l'Italia presenta un'arretratezza evidente: con riferimento all'incenerimento, ad esempio, l'Italia presenta gli impianti piu' piccoli d'Europa.

Al contrario, l'Italia, se si eccettua l'Inghilterra, si caratterizza per il maggior numero di discariche presenti sul territorio, essendo questa forma di smaltimento ancora la destinazione prevalente dei rifiuti nel nostro Paese. Quanto al numero esiguo del parco impianti, secondo il Cnel e' riconducibile in parte alla tempistica dell'iter autorizzativo: solo per ottenere il via a procedere, sono infatti necessari almeno 8 mesi di attesa. Lo studio mostra anche come in Europa gli impianti di termovalorizzatore sono da tempo costruiti anche al centro delle citta', a dimostrazione del superamento di questo problema culturale.

Traducendo poi in valori monetari il gap esistente tra l'Italia e gli altri Paesi, secondo il Cnel, e' quantificabile in oltre 1 miliardo di euro in termini di maggiori costi o minori ricavi, cui si aggiungono i fabbisogni minimi di investimento necessari a garanti al Paese una capacita' impiantistica adeguata, che sono stimabili in circa 4 miliardi di euro nel 2010.

Il rapporto esamina anche i dati territoriali ed evidenzia come mentre le regioni del nord Italia sono caratterizzate dal piu' basso ricorso alla discarica (39%) e dai valori piu' alti di incenerimento (18) e recupero (43%), al centro Italia il ricorso alla discarica e' sensibilmente piu' elevato (69%), con una percentuale di incenerimento inferiore al 4% e una di recupero del 27%.

Al sud e' elevato lo smaltimento in discarica (73% dei rifiuti prodotti), con un incenerimento quasi assente e una percentuale di recupero inferiore al 25%.

Considerando 'l'indicatore sintetico di efficacia' dei diversi sistemi regionali, costruito ponderando una serie di variabili, le regioni piu' efficaci, appunto, sono Lombardia Trentino e Veneto, agli ultimi posti Calabria e Sicilia, ultima la Campania. E la Campania e' ultima anche considerando l'indicatore sintetico di 'efficienza'.

A tal proposito per risolvere il problema sicurezza e l'emergenza rifiuti in Campania e' ''indispensabile'' ma e' 'un po' esagerato'' pensare all'esercito. E' l'opinione del ministro per le Riforme e l'Innovazione nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais.

Forse l'esercito, ha sottolineato Nicolais, cosi' come ipotizzato nei giorni scorsi dal commissario Bertolaso,  e' ''un po' esagerato'' ma il ministro lo giustifica: ''E'' molto arrabbiato - ha spiegato - perche' non si riesce a realizzare quello che lui vorrebbe”. Per Nicolais e' Bertolaso che dovra' decidere: ''lui e' il  commissario, supportato da tutto il Governo, ed e' lui che dovra' prendere delle decisioni, forse anche impopolari''.

Infine si occuperà di emergenza rifiuti anche la diretta in onda il 24 aprile, dalle ore 8.00 alle 10.00, di RaiUtile. La trasmissione e' visibile sul digitale terrestre e in modalita' streaming sul sito web di RaiUtile www.raiutile.rai.it

 

(gs/19.04.07)

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Federalismo fiscale; Lanzillotta: serve definizione costi e fabbisogni

(regioni.it) “Le Regioni a Statuto Speciale come le ordinarie devono avere gettito di imposte proprie di compartecipazione commisurato alle loro funzioni”: lo ha affermato il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, al termine dell'audizione al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia della Commissione paritetica Stato-Regione, riunito a Trieste alla sua presenza. Lanzillotta ha prefigurato un sistema nazionale ''che abbia una sua coerenza. Non si può pensare - ha spiegato - che la sanità venga finanziata con cento euro da una parte e con 300 da un'altra''. Secondo il ministro ''serve un sistema di costi, definizione dei fabbisogni e la garanzia per tutte le Regioni delle risorse necessarie a esercitare le funzioni. Fermo restando che le Regioni a Statuto Speciale conservano la loro specialità che ha radici storiche - ha precisato - nel modo di organizzarsi e nel modo di interagire e avere relazioni con lo Stato”. Secondo il ministro, tuttavia, “l'attuazione del nuovo Titolo V comporta un aumento molto consistente dei poteri e delle funzioni delle Regioni a Statuto Ordinario, quindi obiettivamente c'e' una graduale convergenza dei due modelli. Si tratta di definire un sistema più adeguato delle funzioni, per cui le risorse sono destinate alle Regioni - ha ribadito Lanzillotta - a seconda del volume di funzioni assegnate”. Il ministro ha quindi sottolineato che “c'è un sistema costituzionale di tenuta generale dell'articolazione delle responsabilità e di relazione tra Regioni che deve riguardare il principio di perequazione, che e' fondante del nostro patto costituzionale. Questo coinvolge tutto il sistema delle Regioni, ordinarie e speciali. Mi sembra che il Friuli Venezia Giulia, al tavolo delle Regioni, dove si sta cercando di trovare delle soluzioni che tecnicamente traducano questi principi - ha concluso - stia dando un validissimo contributo”.

Quanto poi al “movimento” che sta caratterizzando l’azione di alcuni comuni che a seguito di alcuni referendum hanno palesato la volontà dei cittadini di passare ad un’altra amministrazione regionale il ministro per  Affari regionali, Linda Lanzillotta, ha sostenuto che “è la logica della perequazione che deve dare risposte” ai Comuni del Veneto che vorrebbero passare alle Regioni contermini “e non la logica di scappare dove si sta meglio; occorre che il federalismo fiscale attenui queste differenze, che in gran parte non hanno una ragione oggettiva”. Secondo il ministro ''dove la separazione di un Comune ha altre ragioni, geografiche o linguistiche, e' comprensibile, ma quanto si tratta solo di scappare da dove si sta male a dove si sta meglio - ha aggiunto Lanzillotta - in un Paese come il nostro questi problemi si risolvono in un'altra maniera e cioè dando a tutti ciò che è giusto”. Lanzillotta ha poi parlato di un ''federalismo differenziato per le Regioni ordinarie. Si tratterà di correlare le risorse finanziarie alle funzioni che ciascuna esercita a livello regionale e poi - ha concluso - a livello locale, perché anche Comuni e Province devono essere messi in condizione di svolgere le loro funzioni in modo autonomo con risorse sufficienti”.

(red/23.04.07)

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Dati Istat ed Eurostat su spesa pubblica

(regioni.it)  L’Istat afferma che nel 2007 il deficit salirà al 2,3% del Pil e che calerà il peso del debito. Mentre secondo Eurostat nel 2006 la spesa pubblica è sopra del 50% del Pil.

Secondo i dati Eurostat, l'Italia ha chiuso il 2006 con un rapporto deficit-Pil al 4,4% e un debito pubblico al 106,8%. La spesa pubblica e' arrivata al 50,1% del Pil. L'Istat conferma le previsioni di riassestamento per l'anno in corso: il rapporto deficit-pil calera' al 2,3% e il debito scendera' al 105,4% del Pil; tornera' a salire l'avanzo primario, che arrivera' al 2,6%. La spesa pubblica italiana continua a correre. Nel 2006 - secondo i dati di Eurostat notificati dal Governo - e' salita al 50,1% rispetto al 48,3% del 2005 e al 47,7 del 2004. La media dei Paesi di Eurolandia e' stata lo scorso anno del 47,4%.

Mario Draghi, governatore di Bankitalia, era tornato a lanciare l'allarme sul livello delle spese correnti primarie che ha definito ''ai massimi storici'', con conseguenze pesanti soprattutto sul livello del debito pubblico.

Secondo Eurostat l’'Italia e' seconda in Eurolandia per livello della spesa pubblica, con un 50,1% nel 2006. Solo la Francia ha fatto registrare un livello piu' elevato (53,5%), anche se Parigi nel 2006 ha gia' portato sotto il 3% il rapporto deficit Pil e ha un debito pubblico pari al 63,9%, molto vicino al 60% degli obiettivi di Lisbona. E' quanto emerge dai dati 2006 di Eurostat, che indicano come sul fronte della spesa tutti gli altri Paesi di Eurolandia si siano attestati lo scorso anno sotto il 50%, con una media Ue-12 del 47,4%.

   Ecco la classifica Eurostat sul livello della spesa nei Paesi

dell'eurozona nel 2006.

FRANCIA     53,5%

ITALIA      50,1%

AUSTRIA     49,2%

BELGIO      49,1%

FINLANDIA   48,6%

OLANDA      46,7%

GRECIA      46,1%

PORTOGALLO  46,1%

GERMANIA    45,7%

LUSSEMBURGO 40,4%

SPAGNA      38,5%

IRLANDA     34,1%

--------

MEDIA UE-12 47,4% .

 

L'Istat pubblica per la prima volta le tavole della Notifica sull'indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche (AP) riferite al periodo 2003-2006, con le previsioni per il 2007.
(Testo integrale
PDF (266 kbyte); Tavole
ZIP (12 kbyte)
)
E' disponibile anche un aggiornamento del conto consolidato delle Amministrazioni Pubbliche rilasciato il 1° marzo. Le tavole espongono gli aggregati di finanza pubblica fondamentali per la UE, compilati in base al Codice delle Buone Pratiche definito dall'Ecofin.
Sulla notifica trasmessa dall'Italia non sono state espresse riserve.
L'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche e il debito pubblico, che rappresentano le principali grandezze di riferimento per le politiche di convergenza per l'Unione Monetaria Europea (UME), sono stimati rispettivamente dall'Istat e dalla Banca d'Italia.

 

(gs/ 19.04.07)

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Illy-Lanzillotta: dialogo su Euroregione e Commissione paritetica

(regioni.it) E' un “bilancio positivo” quello che il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, ha delineato in merito all'attività della Commissione paritetica fra Stato e Regione Friuli-Venezia Giulia, riunita il 23 aprile a Trieste, nella sede del Consiglio regionale, per un'audizione alla presenza del Presidente della Regione, Riccardo Illy. La Commissione - ha detto Lanzillotta - ha nell'ultimo anno “definito questioni che erano sospese da molto tempo”. Ora - ha aggiunto - l'impegno sarà per un ''ulteriore sviluppo del Protocollo d'intesa per le parti non attuate e un confronto per l'adeguamento dello Statuto. Lanzillotta ha inoltre sottolineato l'impegno del Governo in merito alla ''qualità dei componenti di parte statale individuati per la Commissione paritetica”. Secondo Lanzillotta la Commissione ''sta perdendo quel segno un po' burocratico che aveva assunto nella legislatura precedente, più che di alta relazione istituzionale. Ora - ha concluso - il confronto è molto approfondito, serio e puntuale”.

Il ministro Lanzillotta ha poi preannunciato che il Governo è al lavoro “perché rapidamente si faccia un regolamento attuativo, che consenta di definire procedure e organi per dar vita, attraverso il regolamento europeo Gect, al progetto di un'Euroregione'' nell'area Alpe Adria. Parlando dell'istituto dei Gect (Gruppi europei di cooperazione territoriale), Lanzillotta ha aggiunto: ''Riteniamo debba essere utilizzato per consentire a Regioni come il Friuli Venezia Giulia di valorizzare la cooperazione interregionale a livello europeo”. In risposta al ministro, Illy ha sollecitato il Governo  affinché, visto che il regolamento Ue sui Gect entrerà in vigore in agosto, approvi il documento attuativo in parallelo, perché ''cosi' - ha detto - potremmo usare il Gect per utilizzare i fondi strutturali 2007-2013: se ne perdiamo un anno, in realtà ne perdiamo tutti e sette”. Il progetto di un'Euroregione nell'area Alpe Adria coinvolge  Friuli Venezia Giulia e Veneto, oltre che la Slovenia, il Land della Carinzia (Austria) e le regioni croate Istria e Litoraneo-Montana.

Accenti positivi da parte del Presidente del Friuli Venezia Giulia per quel che riguarda invece la “composizione della Commissione paritetica” che “e' tra le più qualificate finora avute”. Illy ha sottolineato la ''profonda conoscenza del territorio regionale” da parte del presidente della commissione, Carlo Malinconico, ''una conoscenza e un ruolo che - ha detto - hanno consentito di svolgere un lavoro particolarmente proficuo in questi primi mesi di attività”. Il presidente Illy ha ricordato in particolare l'approvazione dei decreti di attuazione dello Statuto in materia di beni culturali e paesaggistici e di trasferimenti di beni immobili dello Stato, oltre a quello inerente la materia finanziaria - appena approvato dalla Commissione, mentre si attende quanto prima quella del Consiglio dei ministri - per la definizione dei decimi, dei tributi sui quali debba avvenire la compartecipazione, e delle modalità di trasferimento diretto dall'Agenzia delle entrate alla Regione.

(red/23.04.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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