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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 918 - giovedì 26 aprile 2007

Sommario
- Federalismo fiscale: il 3 maggio Conferenza delle Regioni
- Elezioni: si vota in 7 province e 862 comuni il 27 e 28 maggio
- Il federalismo fiscale secondo il CNEL
- Siccità: maggiore concertazione e più poteri
- Siccità: monitoraggio protezione civile
- Sanità: Camera approva"salva-deficit" (dossier)

+T -T
Siccità: monitoraggio protezione civile

(regioni.it) Per la protezione civile in Italia si registra un deficit idrologico dal 20 al 50%, mentre alcuni modelli a scala limitata segnalano come ''alta'' la probabilita' di ondate di calore soprattutto a giugno. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto (Aggiornamento della situazione idrologica in Italia ai fini della prevenzione delle crisi idriche (al 15 aprile 2007)) che riporta, tra l'altro, alcuni indicatori significativi della situazione idrologica e della disponibilita' della risorsa idrica a livello dei principali bacini italiani, con particolare riferimento al fiume Po.

Dopo un marzo relativamente nella norma, la prima meta' del mese di aprile, per quanto concerne le precipitazioni, ha visto il riaccentuarsi delle condizioni di deficit  idrologico stagionale che, a partire dal mese di settembre 2006 a oggi si e' attestato su valori significativi, dal 20 al 50% rispetto alla  media del periodo.

Per quanto riguarda il Po, le portate registrate alle cinque stazioni idrometriche di riferimento sono ovunque inferiori alle corrispondenti portate del 2003 e del 2006, anni caratterizzati da notevoli criticita'. In particolare con riferimento alla disponibilita' d'acqua per il raffreddamento delle centrali termoelettriche lungo l'asta principale e i relativi affluenti, le analisi condotte con cadenza mensile a partire dal febbraio scorso, dalla societa' Terna, prefigurano scenari per i quali necessitano misure di contrasto al fine di ridurre la vulnerabilita' del sistema elettrico; in particolare e' stato valutato che per sostenere i consumi elettrici previsti per i mesi estivi, cui contribuiscono le centrali termoelettriche ubicate lungo l'asta principale del Po e' necessario mantenere i livelli, nel periodo giugno-luglio 2007, maggiori di 10 cm rispetto ai corrispondenti livelli del 2006. I livelli idrometrici dei grandi laghi prealpini regolati, cioe' i laghi Maggiore, Iseo, Como e Garda, evidenziano al momento situazioni differenziate di criticita': ben al di sotto dei valori medi stagionali e anche di quelli registrati nel 2003 e 2006 sipresentano i livelli dei laghi di Garda e Maggiore, mentre i laghi di Iseo e Como sono ancora pari o superiori alla media storica e analoghia quelli registrati negli anni 2003 e 2006.

Non sono state ancora segnalate situazioni di particolare criticita' per quanto riguarda l'approvvigionamento idropotabile, mentre per il comparto irriguo si sta predisponendo un programma di utilizzo delle risorse coordinato tra produttori idroelettrici, Consorzi gestori dei grandi laghi e Consorzi di bonifica ed irrigazione, al fine di invasare la gran parte delle risorse disponibili fino al 1 giugno 2007 e renderle poi disponibili nei due mesi successivi nel pieno 4 della stagione irrigua caratterizzata anche dal picco della domanda di energia elettrica.

Nel bacino dell'Adige i volumi complessivamente invasati nei bacini artificiali si mantengono ancora al di sopra dei valori medi diriferimento del periodo, mentre le portate sono inferiori alla media dell'ultimo decennio.

La situazione del bacino dell'Arno con particolare riferimento all'approvvigionamento idropotabile di Firenze, appare ancor oggi di 'ordinaria criticita'' nel senso che, dato il regime torrentizio che caratterizza il fiume, va comunque governata con attenzione modulando i rilasci dagli invasi a monte di Firenze. Nel bacino del Tevere, e in particolare in Umbria, le portate emunte dalle sorgenti continuano ad essere inferiori a quelle registrate negli ultimi anni e vengono tenute sotto controllo al fine di gestire l'insorgere di criticita' sul sistema di approvvigionamento idropotabile regionale.

Nel Mezzogiorno si continua a registrare una contrazione dei volumi invasati rispetto a quelli degli ultimi tre anni, anche se i valori sono ben lontani da quelli rilevati nell'estate del 2002, durante la quale si verificarono le criticita' maggiori.

Sulla base dei dati raccolti e alla luce delle esperienze degli anni precedenti – afferma il rapporto della protezione civile - tenuto in debito conto le suddette previsioni, si ritiene che per il bacino del Po e' necessario porre in essere le misure di governo del bilancio idrico complessivo a scala di bacino, gia' predisposte nell'ambito dei lavori dei Tavoli Tecnici, al fine di garantire prioritariamente l'approvvigionamento a uso idropotabile rendendo nel contempo disponibili le fluenze necessarie ad ottenere produzioni agricole accettabili e inoltre permettere la derivazione aifini del raffreddamento delle centrali termoelettriche ubicate lungo l'asta del Po e dei suoi affluenti.

Per quanto riguarda le precipitazioni, le analisi effettuate sui dati relativi ai primi 15 giorni del mese di aprile e al periodo settembre 2006-15 aprile 2007 hanno messo in luce che la prima quindicina del mese di aprile 2007 e' stato caratterizzato da precipitazioni inferiori alle medie storiche relative allo stesso mesein buona parte dell'Italia settentrionale e centrale e precipitazioni prossime o superiori alle medie nell'Italia meridionale; che i corrispondenti scarti percentuali medi del periodo considerato risultano positivi in Sicilia, Basilicata, Calabria e parte della Puglia, mentre continuano ad essere significativamente negativi nell'Italia settentrionale, in Toscana ed Umbria, (mediamente 50%), edin misura minore in Lazio, Marche, Abruzzo, Molise e Campania (10-20%).

La scarsita' di precipitazioni che emerge dai dati sopra riportati fa registrare portate inferiori alla media stagionale  anche nel bacino del Tevere con associata scarsa ricarica delle falde  acquifere. In Umbria le portate erogate dalle sorgenti continuano ad  essere inferiori rispetto ai valori registrati negli ultimi anni.

Per quanto riguarda le regioni meridionali, che nel 2002 erano state interessate da una grave crisi idrica, sono stati presi in considerazione i volumi di invaso di alcuni bacini artificiali presi ariferimento. Nel Mezzogiorno sono stati rilevati volumi di invaso compresi tra quelli rilevati nel 2002 e quelli degli anni 2003-2006 (Sicilia, Basilicata, Puglia, Sardegna). Tuttavia, tenendo conto degliafflussi meteorici registrati nella prima meta' del mese di aprile, siritiene poco probabile l'innesco di situazioni di criticita' di particolare gravita' ed estensione .

(gs/26.04.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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