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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 919 - venerdì 27 aprile 2007

Sommario3
- Famiglia: Errani a Conferenza Nazionale, Firenze, 24-26 maggio
- Marrazzo: favorire partecipazione cittadini alla vita politica
- Sicilia: circolare per contenimento spesa
- Fondi per mutui prima casa: è competenza regionale
- Mezzogiorno: Regioni e comuni identifichino 15 "zone franche"
- Informazione: un notiziario on line per il welfare toscano

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Famiglia: Errani a Conferenza Nazionale, Firenze, 24-26 maggio

(regioni.it) Sarà il Presidente Vasco Errani a rappresentare le Regioni alla ”Conferenza Nazionale della Famiglia” che si terrà a Firenze nei giorni 24, 25 e 26 maggio 2007 e che coinvolgerà, oltre agli attori governativi, singole Regioni, Enti locali e realtà sociali a vario titolo impegnate sulle tematiche familiari.  “L'evento – si legge sul sito dedicato alla manifestazione - costituirà un'occasione di confronto e dialogo con i diversi attori nazionali ed internazionali sulle politiche a favore della Famiglia e sulle misure e gli interventi concernenti le problematiche familiari, la situazione demografica, il sostegno alla genitorialità, la denatalità, l'invecchiamento della popolazione, la tutela dei minori e degli anziani, le politiche di conciliazione fra lavoro e famiglia e le forme di aiuto pubblico alle famiglie.”

La Conferenza e' convocata in vista della predisposizione del Piano Nazionale della Famiglia che, secondo quanto previsto dalla Legge Finanziaria, dovrà costituire il quadro conoscitivo, promozionale ed orientativo degli interventi relativi all'attuazione dei diritti della famiglia. L'iniziativa e' nel suo complesso finalizzata a promuovere politiche basate su principi di equità e solidarietà e sulla centralità dei valori della persona. La manifestazione riveste, inoltre, una particolare importanza nel quadro delle priorità dell'Unione Europea e nel contesto di privilegiate relazioni bilaterali. L'Italia e' uno degli Stati Membri che sostiene l'iniziativa della Presidenza tedesca dell'U.E. per la creazione della "Alleanza europea per la famiglia", proposta dalla Germania e alla quale hanno aderito Italia, Francia, Danimarca e Repubblica Ceca. Il progetto mira a definire un quadro di collaborazione e di scambio di esperienze in tema di politiche familiari con l'obiettivo di facilitare, a livello nazionale ed europeo, l'attuazione della Strategia di Lisbona, in ambiti fondamentali quali la crescita economica, la coesione sociale e le pari opportunità.

(red/27.04.07)

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Marrazzo: favorire partecipazione cittadini alla vita politica

(regioni.it) “La partecipazione dei cittadini alla vita politica va "favorita senza avere paura di perdere ambiti di competenza" per "far crescere di più la responsabilità” dei singoli. A sostenerlo il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenuto, alla Pisana, alla presentazione della prima indagine regionale, commissionata dal consigliere Anna Pizzo (Ambiente e lavoro per la sinistra europea) e realizzata dall'Ares, l'Agenzia di ricerca economico sociale. Sottolineando come “negli altri Paesi, come Francia e Germania, e' una scelta riformista, vissuta”, Marrazzo ha indicato nell'emanazione di una "legge sulla partecipazione una delle nuove attività consiliari e di Giunta”, augurandosi che già "nella legge sui piccoli comuni si possano immettere norme per attivare la partecipazione”. Per l'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri, i dati emersi sono interessanti se la politica in generale riesce a cogliere una grande voglia di partecipare. ”A me sembra interessante che i partiti- ha aggiunto Nieri- anche quelli che stanno nascendo in queste settimane- si sono posti il problema del tema della partecipazione" visto che "la politica e' distante".

Secondo quanto emerso dall’indagine dell’Ares l’84,8 per cento degli intervistati ritiene che il nostro sistema politico dovrebbe coinvolgere maggiormente i cittadini nella vita pubblica. Ai primi posti, tra le cause che ostacolano la partecipazione, c’è la sfiducia nella politica e nelle istituzioni.  L’80 per cento delle persone denunciano una vera e propria carenza di informazione e di comunicazione, non a caso un terzo degli intervistati ignora i meccanismi di partecipazione attiva già esistenti: il 79 per cento dei cittadini non sa nulla o quasi sul bilancio partecipato e solo l’1,4 per cento dice di essere informato. Da qui, l’esigenza di una legge regionale ad hoc sulla partecipazione, chiesta a gran voce dal 52 per cento degli intervistati, in grado di superare la crisi della rappresentanza attraverso regole e modalità certe.

(red/27.04.07)

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Sicilia: circolare per contenimento spesa

(regioni.it) La Regione siciliana imbocca la strada del contenimento della spesa. Un segnale arriva da una serie di disposizioni che riguardano le società partecipate dalla Regione, gli istituti, aziende, agenzie, consorzi, organismi ed enti regionali comunque denominati che usufruiscono di trasferimenti diretti o indiretti della Regione, escluse le Aziende sanitarie ed ospedaliere. Di particolare rilevanza quelle per il controllo della spesa corrente, come il divieto di assunzione a tempo indeterminato, la riduzione degli impegni di spesa per mostre, convegni, pubblicità e rappresentanza, per gli incarichi di consulenza, e quelle riferite ai compensi degli amministratori e dei dirigenti.  La “circolare” (firmata dall'assessore al Bilancio Guido Lo Porto) è stata emanata dall'assessorato regionale Bilancio e Finanze, ed ha introdotto, tra l’altro, disposizioni rivolte agli Enti pubblici regionali e alle società partecipate dalla Regione, finalizzate al conseguimento degli obiettivi della finanza pubblica regionale stabiliti nel DPEF 2007-2011 e al rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno Stato-Regione Siciliana.

(red/27.04.07)

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Fondi per mutui prima casa: è competenza regionale

(regioni.it) Il “vizio” di creare “fondini” specifici a livello centrale su materie che investono la specifica competenza regionale è “antico”, almeno quanto le Regioni, e caratterizza spesso l’operato della burocrazia centrale, indipendentemente dall’orientamento politico del governo. A “sbrogliare” la matassa è chiamata, in ultima istanza, la Corte Costituzionale. L’ultimo caso , in ordine di tempo,  riguarda i mutui per la prima casa.

La norma della legge finanziaria 2006 che ha istituito un fondo presso il ministero dell'economia per la concessione di garanzia per la contrazione di mutui diretti all'acquisto della prima casa (riservato a soggetti di età non superiore a 35 anni, con un reddito complessivo inferiore a 40.000 euro e un contratto di lavoro a tempo determinato) è stata infatti giudicata illegittima dai giudici della Corte, proprio perché prevede un  intervento finanziario dello Stato in una materia di competenza esclusiva regionale.

La sentenza n. 137/2007 ha dunque sancito l'illegittimità costituzionale del comma  336 dell'art. 1 della legge finanziaria n.266/2005. La Corte ha giudicato fondata la questione posta dalle regioni Piemonte e Campania, e ha sottolineato di aver ''gia' espresso, con ripetute pronunce, il proprio giudizio di illegittimità costituzionale delle norme, inserite in varie leggi finanziarie, che prevedono l'istituzione di fondi speciali in materie riservate alla competenza residuale o concorrente delle Regioni''.

Nel caso di specie, secondo la Corte, ''la valutazione non cambia, prevedendo la norma contestata prestazioni direttamente fruibili da privati, mediante una garanzia di ultima istanza, per consentire ai meno abbienti -e specificamente ai giovani non in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato- di coprire, al di la' delle usuali garanzie ipotecarie, l'intero prezzo dell'immobile da acquistare''. Si tratta di una norma, hanno aggiunto i giudici, ''che non incide sul risparmio o sui mercati finanziari, non detta particolari regole di accesso al credito, fornisce supporto a determinate categorie di persone ma in violazione della competenza legislativa regionale''. La puntualizzazione e' rivolta all'Avvocatura dello Stato secondo cui la norma censurata ''attiene alla disciplina del mercato finanziario, materia questa di legislazione statale''.

(sm/27.04.07)

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Mezzogiorno: Regioni e comuni identifichino 15 "zone franche"

(regioni.it) Quindici zone franche, nuovi incentivi,superamento della 488: queste le linee per il Mezzogiorno,indicate da D'Antoni al "tavolo" (riunitosi a Palazzo Chigi) con le parti sociali, le Regioni e gli enti locali. Le zone franche, già previste dalla Finanziaria per favorire lo sviluppo di aree e quartieri degradati, per ora saranno 15. Le regioni avranno tempo fino al 15 maggio per individuare, di concerto con i Comuni e le parti sociali, le aree di specifico disagio. Tempi stretti, certo, ma per arrivare il prima possibile alla presentazione e discussione con la Comunità europea. Nelle zone franche saranno assicurate alle imprese condizioni di fiscalità di vantaggio attraverso un credito di imposta in cifra fissa sulle nuova occupazione create e - seguendo l'esperienza francese- attraverso un esonero (almeno di 5 anni) delle imposte sul reddito d'impresa e dell'imposta sui fabbricati. Più in generale, il vecchio sistema di agevolazioni sarà sostituito da nuovi strumenti. Questo significa un addio- in sostanza- alla legge 488 con l'ultimo bando previsto per quest'anno e l'introduzione a partire dal 1 gennaio 2008 di un credito di imposta per ogni nuovo occupato aggiuntivo a tempo indeterminato e un intervento volto a favorire l'accesso al lavoro e la formazione in azienda attraverso l'offerta a un numero prestabilito di giovani diplomati e laureati di stage a carico dello Stato presso imprese che al termine di tale periodo vengano incentivate a assumerli. Insomma, ha sintetizzato D'Antoni al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, "il 2007 e' un anno di passaggio" e intorno alle iniziative illustrate e' stato registrato "un consenso di massima". "Si tratta di strumenti che devono essere perfezionati nei prossimi messi per poi trovare concreta attuazione nella prossima Finanziaria".

Per il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenuto in rappresentanza dei Presidenti delle Regioni meridionali, è condivisibile l'attività svolta dal ministro Di Pietro, utile in un quadro più generale degli investimenti nel settore delle infrastrutture. Per quanto riguarda le “zone franche” urbane, il presidente della Giunta lucana ha però rilanciato la necessità di definire un modello applicabile non solo alle aree degradate ma che dia impulso anche allo sviluppo interregionale dei piccoli territori rurali e montani a rischio di spopolamento. De Filippo, infine, ha valutato positivamente il lavoro condotto sin qui dal tavolo, che si riunirà in tempi brevi per la definizione delle varie proposte presentate sia dalle Regioni che dagli altri soggetti istituzionali.

Per il vice presidente dell'Upi e presidente della Provincia di Siracusa,  Bruno Marziano, “Se definiamo le zone franche  come zone 'urbane' rischiamo di lasciare fuori dalle politiche di sviluppo tutte quelle aree, rurali o industriali, che gravitano al di fuori delle città e che invece spesso, nel mezzogiorno, sono le prime ad avere bisogno di interventi di sostegno”.

Nello stesso incontro a Palazzo Chigi sindacati e Confindustria hanno parlato con una sola voce. E' stato infatti Giorgio Santini, della Cisl, a parlare anche a nome della Cgil (rappresentata da Franco Garufo), della Uil (presente con Guglielmo Loy) e di Confindustria (rappresentata dal vicepresidente Ettore Artioli). Già, perché sindacati e imprese fanno riferimento al documento sottoscritto l'11 luglio dell'anno scorso insieme alle 8 regioni del Sud. Documento che non a caso si chiama "Insieme per il Mezzogiorno" e che appunto individua le cosiddette zone franche. “Per noi quel documento resta valido”, puntualizza Santini. L'incontro odierno (26 aprile, ndr)  "rappresenta un passi avanti- dice l'esponente della Cisl al termine della riunione- però bisogna capire se l'intesa ha un potere vincolante sulle scelte dei singoli ministeri. Non può essere che tutto continui come prima. Il nodo cruciale dello sviluppo e' il sud".

(sm/27.04.07)

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Informazione: un notiziario on line per il welfare toscano

(regioni.it) E’ on line dal 19 aprile all’indirizzo www.redattoresociale.it/toscana un nuovo notiziario quotidiano gratuito dedicato al welfare della Toscana.

Il periodico telematico è realizzato dall'Agenzia giornalistica Redattore Sociale in collaborazione con la Regione. Lo scopo di Speciale Toscana è creare uno spazio informativo di riferimento sulle politiche sociali della regione. “Uno strumento di grande importanza per essere aggiornati su tutto ciò che ha un'importanza reale e pratica per la vita delle persone – lo ha definito l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori – Una finestra aperta su tutto il mondo del sociale toscano, soprattutto per valorizzare e promuovere le iniziative di enti, associazioni, soggetti pubblici e privati che tutti i giorni svolgono la loro insostituibile attività in favore delle persone più svantaggiate”. Oltre alle notizie Speciale Toscana metterà a disposizione anche un calendario con tutti gli eventi in programma ed una sezione per la ricerca in archivio. Una newsletter elettronica settimanale, con i titoli delle principali notizie pubblicate e il relativo link al sito, verrà inoltre spedita a una mailing-list già formata da centinaia di indirizzi di istituzioni e associazioni, non solo della regione.

(red/27.04.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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