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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 919 - venerdì 27 aprile 2007

Sommario
- Famiglia: Errani a Conferenza Nazionale, Firenze, 24-26 maggio
- Marrazzo: favorire partecipazione cittadini alla vita politica
- Sicilia: circolare per contenimento spesa
- Fondi per mutui prima casa: è competenza regionale
- Mezzogiorno: Regioni e comuni identifichino 15 "zone franche"
- Informazione: un notiziario on line per il welfare toscano

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Mezzogiorno: Regioni e comuni identifichino 15 "zone franche"

(regioni.it) Quindici zone franche, nuovi incentivi,superamento della 488: queste le linee per il Mezzogiorno,indicate da D'Antoni al "tavolo" (riunitosi a Palazzo Chigi) con le parti sociali, le Regioni e gli enti locali. Le zone franche, già previste dalla Finanziaria per favorire lo sviluppo di aree e quartieri degradati, per ora saranno 15. Le regioni avranno tempo fino al 15 maggio per individuare, di concerto con i Comuni e le parti sociali, le aree di specifico disagio. Tempi stretti, certo, ma per arrivare il prima possibile alla presentazione e discussione con la Comunità europea. Nelle zone franche saranno assicurate alle imprese condizioni di fiscalità di vantaggio attraverso un credito di imposta in cifra fissa sulle nuova occupazione create e - seguendo l'esperienza francese- attraverso un esonero (almeno di 5 anni) delle imposte sul reddito d'impresa e dell'imposta sui fabbricati. Più in generale, il vecchio sistema di agevolazioni sarà sostituito da nuovi strumenti. Questo significa un addio- in sostanza- alla legge 488 con l'ultimo bando previsto per quest'anno e l'introduzione a partire dal 1 gennaio 2008 di un credito di imposta per ogni nuovo occupato aggiuntivo a tempo indeterminato e un intervento volto a favorire l'accesso al lavoro e la formazione in azienda attraverso l'offerta a un numero prestabilito di giovani diplomati e laureati di stage a carico dello Stato presso imprese che al termine di tale periodo vengano incentivate a assumerli. Insomma, ha sintetizzato D'Antoni al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, "il 2007 e' un anno di passaggio" e intorno alle iniziative illustrate e' stato registrato "un consenso di massima". "Si tratta di strumenti che devono essere perfezionati nei prossimi messi per poi trovare concreta attuazione nella prossima Finanziaria".

Per il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenuto in rappresentanza dei Presidenti delle Regioni meridionali, è condivisibile l'attività svolta dal ministro Di Pietro, utile in un quadro più generale degli investimenti nel settore delle infrastrutture. Per quanto riguarda le “zone franche” urbane, il presidente della Giunta lucana ha però rilanciato la necessità di definire un modello applicabile non solo alle aree degradate ma che dia impulso anche allo sviluppo interregionale dei piccoli territori rurali e montani a rischio di spopolamento. De Filippo, infine, ha valutato positivamente il lavoro condotto sin qui dal tavolo, che si riunirà in tempi brevi per la definizione delle varie proposte presentate sia dalle Regioni che dagli altri soggetti istituzionali.

Per il vice presidente dell'Upi e presidente della Provincia di Siracusa,  Bruno Marziano, “Se definiamo le zone franche  come zone 'urbane' rischiamo di lasciare fuori dalle politiche di sviluppo tutte quelle aree, rurali o industriali, che gravitano al di fuori delle città e che invece spesso, nel mezzogiorno, sono le prime ad avere bisogno di interventi di sostegno”.

Nello stesso incontro a Palazzo Chigi sindacati e Confindustria hanno parlato con una sola voce. E' stato infatti Giorgio Santini, della Cisl, a parlare anche a nome della Cgil (rappresentata da Franco Garufo), della Uil (presente con Guglielmo Loy) e di Confindustria (rappresentata dal vicepresidente Ettore Artioli). Già, perché sindacati e imprese fanno riferimento al documento sottoscritto l'11 luglio dell'anno scorso insieme alle 8 regioni del Sud. Documento che non a caso si chiama "Insieme per il Mezzogiorno" e che appunto individua le cosiddette zone franche. “Per noi quel documento resta valido”, puntualizza Santini. L'incontro odierno (26 aprile, ndr)  "rappresenta un passi avanti- dice l'esponente della Cisl al termine della riunione- però bisogna capire se l'intesa ha un potere vincolante sulle scelte dei singoli ministeri. Non può essere che tutto continui come prima. Il nodo cruciale dello sviluppo e' il sud".

(sm/27.04.07)

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