Terremoto in Abruzzo: Berlusconi, deciso lo stato di emergenza

martedì 7 aprile 2009


Terremoto in Abruzzo: Berlusconi, deciso lo stato di emergenza

Bertolaso: "la missione fondamentale e' di quella di intervenire tra le macerie con la massima delicatezza"

Terremoto in Abruzzo: Berlusconi, deciso lo stato di emergenza

"Ora è tempo di reagire"

 
(regioni.it)  Il Presidente della Repubblica,  Giorgio Napolitano, profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l'Abruzzo e le cui  conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento, ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco de L'Aquila e  alle altre autorita' locali i suoi sentimenti di vicinanza e  solidarietà. Il presidente Napolitano, riporta una nota del Quirinale, si  mantiene in stretto contatto con il sottosegretario Guido  Bertolaso, Capo della Protezione Civile, che coordina tutte le  azioni di soccorso e di assistenza volte a fronteggiare  l'emergenza.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è recato appena possibile in Abruzzo enel corso di una conferenza stampa ha, fra l’altro, affermato: "i soldi per la ricostruzione già ci sono. Ho convocato per le 19 di questa sera (6 aprile) un Consiglio dei ministri ad hoc". Con Berlusconi c'erano i ministri Roberto Maroni e Altero Matteoli, il capo della protezione civile Bertolaso, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane. Berlusconi ha spiegato che si sta operando tra le macerie con mezzi non meccanici, facendo ricorso anche a telecamere a infrarossi per accertare la presenza di superstiti. "Ne abbiamo salvati già molti", ha detto il presidente, "ma c'è ancora molto da lavorare. "Ho fatto un giro con l'elicottero sulla zona colpita dal terremoto -ha proseguito Berlusconi- ed effettivamente si vedono molte macerie ma di edifici vecchi o molto vecchi. Anche qui dove ci troviamo ora (nella sede dove si è svolta la conferenza stampa, ndr) sono caduti dei calcinacci ma se le strutture sono ben fatte il terremoto ha potuto provocare solo lesioni non particolarmente importanti". Sempre secondo il premier, l'epicentro del sisma ha avuto una profondità tra i 10-15 chilometri, tenendo a precisare che "c'e' stata una concertazione immediata tra tutte le istituzioni e gli enti interessati. La parola d'ordine e' garantire i soccorsi, salvare chi e' sotto le macerie, non c'e' nessuno che sarà lasciato solo”. Berlusconi ha poi annunciato che stanno arrivando all'Aquila diverse migliaia di persone con colonne mobili costituite praticamente da tutti i Corpi. "Abbiamo", ha precisato il premier, "un numero di soccorritori assolutamente adeguato" e ha aggiunto di "aver ricevuto la solidarieta' dei presidenti degli Usa e della Russia". Il presidente ha poi rivolto un invito ai cittadini a non entrare nelle case lesionate ma di recarsi, nei punti di raccolta istituiti presso la caserma Rossi, lo stadio Fattori, piazza d'Armi, e i campi sportivi di Centi Colella e Acquasanta, cose ribadite subito dopo da Bertolaso, il quale ha ricordato che Palazzo Chigi ha deciso immediatamente lo stato di emergenza. Berlusconi infine ha tenuto a precisare che "il terremoto e' un evento che purtroppo non possiamo prevedere, non c'e' nessuno che possa dire che ci saranno o meno altre scosse. Questo ce lo hanno ulteriormente confermato tutti i maggiori esperti della rete sismica italiana interpellati. Ora e' tempo di reagire".
Nel suo intervento Bertolaso ha ricordato come proprio all'Aquila si sia riunita nei giorni scorsi la Commissione grandi rischi. "C'erano", ha ricordato, "tutti esperti di chiara fama che hanno stabilito che dopo la scossa di fine marzo del quarto grado della Scala Richter non era assolutamente prevedibile ipotizzare o meno altre scosse". L'unica cosa che si poteva fare, ha aggiunto, "era quella di organizzare il sistema, e noi lo abbiamo fatto. La nostra missione fondamentale e' di quella di intervenire tra le macerie con la massima delicatezza". Intanto sia il premier sia lo stesso Bertolaso e il presidente della Regione Chiodi hanno reso noto che sono stati requisiti tutti gli alberghi della costa abruzzese nei quali poter ospitare chiunque voglia allontanarsi dalla zona del terremoto. Si tratta di circa 10mila posti letto. Per il trasferimento, che avverrà con pullman pubblici, le zone di partenza sono state individuate nei centri di raccolta. Il ministro Maroni ha voluto ribadire che "la macchina operativa ha funzionato perfettamente. Le colonne mobili provengono da tutta Italia fatta eccezione, per nostra scelta, della Sicilia e della Sardegna". Per il sindaco dell'Aquila, infine, "sulla citta' si e' abbattuta una vera tragedia. Chi vive in case lesionate deve essere pronto a sfollare e a recarsi nei centri di raccolta”.
 
(red/06.04.09)