>ANSA-SCHEDA/ Riforme:a marzo sì Camera,poi 3 letture (almeno)

sabato 14 febbraio 2015



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Alla fine c'è referendum primavera 2016, Incognite voto segreto
   (di Giovanni Innamorati)
   (ANSA) - ROMA, 14 FEB - Dovrebbero essere i cittadini, nella
primavera del 2016, a approvare o bocciare la riforma della
Costituzione: è questo l'obiettivo temporale e politico che si è
dato il governo. A frapporsi a questo percorso sono le possibili
divisioni interne al Pd e i voti segreti che il regolamento del
Senato consente.
   L'articolo 138 della Costituzione, che stabilisce le
procedure per modificare la Carta stessa, prescrive che le
modifiche alla Costituzione  siano approvate nell'identico testo
"da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad
intervallo non minore di tre mesi".   Renzi punta a far
approvare la  riforma dalla Camera ai primi di marzo (manca solo
il voto finale) e a farla confermare dal Senato entro giugno. Se
così sarà, la prima fase del cammino parlamentare delle riforme
sarebbe compiuta. A quel punto Camera e Senato dovrebbero votare
nuovamente  il testo del disegno di legge, ma senza poterne più
cambiare più i contenuti: secondo i piani di Palazzo Chigi e
della maggioranza, il secondo sì della Camera dovrebbe arrivare
a ottobre, il secondo sì del Senato entro dicembre. Secondo il
timing del governo dunque,  dopo il probabile disco verde della
Camera a marzo, ci sarebbero bisogno di altri tre passaggi
parlamentari.  
   Il percorso però ha i suoi ostacoli, rappresentati dalla
possibilità che  il Senato, quando esaminerà il ddl nei prossimi
mesi, potrebbe votarne alcune parti a scrutinio segreto, con
tutti i rischi che ne conseguono.
 La Camera ha infatti tolto dal testo due commi, riguardanti le
competenze legislative del futuro Senato delle Regioni, che
erano state introdotte a Palazzo Madama grazie ad altrettanti
voti segreti. Quindi eventuali emendamenti presentati a Palazzo
Madama, che mirassero a ristabilire nel testo queste competenze,
dovrebbero essere votati a scrutinio segreto. Se Palazzo Madama
dovesse modificare anche una virgola, il testo dovrebbe tornare
nuovamente alla Camera, e le letture necessarie per arrivare al
si' finale sarebbero non più tre ma quattro. Inevitabilmente i
tempi preventivati dal governo si allungherebbero di qualche
mese.
    Ma anche una volta arrivati alla fine del cammino
parlamentare il percorso della riforma  non sarebbe ancora
concluso . Poiché il ddl sarà con ogni probabilità  approvato
con una maggioranza inferiore ai due terzi, scatterebbe la
possibilità di chiedere il referendum confermativo: la
Costituzione prevede che la richiesta debba  partire da un
quinto dei membri della Camera (o in alternativa  da cinque
consigli regionali o da cinquecentomila elettori) , ma Renzi ha
già fatto sapere che sarebbe lo stesso Pd a chiederlo per
coinvolgere direttamente i cittadini. L'appuntamento con le
urne, secondo la scaletta temporale del governo, potrebbe
arrivare nella primavera del 2016.
(ANSA).

     IA/DEL
14-FEB-15 20:01 NNN